Presentato all’EXPO 2015 il rapporto sullo stato delle madri di Save the Children

stato-madri-nel-mondo_2015

All’EXPO 2015 di Milano è stato inaugurato il Villaggio Save The Children e l’organizzazione internazionale che da quasi un secolo si occupa i salvare i bambini e difendere i loro diritti, ne ha approfittato per presentare il 16esimo rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo

Abbiamo affrontato in un nostro speciale (e continueremo a farlo), cosa vuol dire per una donna italiana, diventare mamma all’estero. Abbiamo illustrato quali sono i congedi di maternità e le altre forme di assistenza riservate alle donne in attesa e alle neomamme.

Per questo non ci stupisce constatare che nell’Indice delle Madri, cioè nella classifica del benessere materno-infantile relativa a 179 paesi, in testa ci sia la Norvegia,  il paese più a misura di madri e bambini e che presenta i valori migliori in tutti gli indicatori utilizzati.

Seguono: Finlandia, Islanda, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Spagna, Germania, Australia, Belgio. Sul versante opposto troviamo la Somalia, il peggiore luogo al mondo per madri e bambini, preceduta da Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centroafricana, Mali, Niger, Gambia, Costa d’Avorio, Chad, Guinea Bissau, Haiti e Sierra Leone.

E il nostro Paese? Chi sperava di vedere l’Italia nella top ten, quest’anno deve invece accontentarsi del 12esimo posto che rappresenta anche un leggero peggioramento rispetto al passato. Forse per via del focus del rapporto 2014 che è dedicato allo Svantaggio urbano. In pratica si analizza da vicino il divario tra famiglie ricche e famiglie povere all’interno delle aree urbane. Secondo il direttore centrale Save The Children Italia:

Molte città non sono in grado di stare al passo con questa crescita tumultuosa, lasciando milioni di madri e bambini vulnerabili senza accesso a servizi sanitari di base, all’acqua potabile e al cibo di cui hanno bisogno per sopravvivere e rimanere in salute. Una condizione di ”svantaggio”  che reclama interventi e azioni mirate.

Lascia un commento