Mamme lavoratrici, è boom di dimissioni

mano mamma neonato

E’ boom di dimissioni in Italia per tutte le mamme lavoratrici che, a causa di rette troppo care dei nidi e nonni ancora non in pensione, sono costrette a licenziarsi. I dati, resi noti dall’Ispettorato nazionale del lavoro, parlano chiaro: le neo mamme non possono rientrare a lavorare perché non sanno a chi lasciare i propri bambini.

Secondo i dati forniti dall’Ispettorato nazionale del lavoro le donne che si sono licenziate sono state 29.879. Tra queste, 24.618 hanno specificato di avere preso la decisione per motivazioni legate alla difficoltà di assistere il bambino o di conciliare lavoro e famiglia. Considerando i dati aggregati, il numero più alto di dimissioni è stato registrato al Nord, 23.117, mentre al Centro sono state 8.562 e al Sud 6.059.

E c’è anche il problema dei nonni che per intere generazioni sono stati i pilastri delle famiglie. Oggi i nonni lavorano e non possono più guardare i nipoti come invece facevano un tempo. E così ai neo genitori rimane solo la carta asilo nido che però non pare essere accessibile per tutti. I posti sono pochi e le rette sono comunque decisamente costose, non a portata insomma di tutte le tasche.

Un quadro davvero poco incoraggiante, perché se è vero che rinunciare al lavoro può essere una scelta fattibile all’inizio, è altrettanto vero che poi rimettersi in gioco non è così semplice. E allora, cosa fare?

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