Alimentazione dei bambini, pro e contro di cereali e biscotti per la colazione

biscotti

Conoscere la qualità e le caratteristiche di tanti prodotti alimentari, contribuisce a migliorare l’alimentazione dei bambini. Il che vuol dire che nel proprio piccolo si può fare la guerra ai chili di troppo evitando che l’obesità diventi un problema più grande di quello che già rappresenta. 

Come può una mamma contribuire alla corretta alimentazione dei bambini? Conoscendo pro e contro degli alimenti più diffusi e usati per la dieta dei piccoli. Un documento pubblicato dal Ministero della Salute – “Obiettivi condivisi per il miglioramento delle caratteristiche nutrizionali dei prodotti alimentari con particolare attenzione alla popolazione infantile (3-12 anni)” – parte dalla prima colazione e in particolare dai cereali e dai biscotti.

I cereali

Per prima cosa sono stati messi sotto la lente d’ingrandimento tutti i tipi di cereali pronti al consumo come corn flakes, riso soffiato, essiccato o tostato, muesli e così via e si è notato subito che ci sono almeno due punti critici in questi prodotti, il sale e lo zucchero.

Sul sale, dal 1999 esistono degli accordi che impegnano le aziende a ridurre il contenuto medio di iodio in questi alimenti.

Sullo zucchero la situazione si complica e le aziende da anni sono alla ricerca di una soluzione che consenta la riduzione dell’impiego di zucchero in questi alimenti. Entro il 2017 la concentrazione media di zucchero in 100 gr di cereali dovrà essere di 30 grammi. Erano 35 nel 2008.

Di pari passo si andrà verso l’azzeramento degli acidi grassi trans e verso l’aumento del contenuto medio di fibre. Per aiutare i genitori ci sarà anche un’etichettatura più stringente con l’indicazione del contenuto massimo di prodotto da consumare in un giorno.

I biscotti

Considerati tutti i tipi di biscotti, compresi quelli senza zucchero, si è notato che i punti critici sono nella qualità e nella quantità di grassi cui si deve aggiungere il contenuto di zucchero. Ci saranno anche in questo caso degli interventi mirati per la riduzione e completa eliminazione degli acidi grassi trans entro il 2017. Lo stesso limite temporale è impartito alle aziende per operare verso la riduzione della concentrazione media di acidi grassi saturi e zuccheri che dovranno arrivare, per 100 grammi di prodotto, ad essere rispettivamente 10 e 28 grammi.

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