
Kim Kardashian non rende felice solo Kanye West ma milioni di uomini in tutto il mondo, grazie ai selfie che condivide quotidianamente sui social.
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Kim Kardashian non rende felice solo Kanye West ma milioni di uomini in tutto il mondo, grazie ai selfie che condivide quotidianamente sui social.

Si fa un gran parlare di taglie curvy e modelle troppo magre ma poi la moda offre quasi sempre la scelta migliore alle donne che arrivano alla 42 o poco più. Per non parlare della moda mare, ancora meno democratica. Fino ad ora, almeno, perché quest’estate è tempo di rivoluzione con il successo dilagante del fatkini cioè il bikini ideato per tutte le ragazze dalle forme morbide, burrose e abbondanti.
Perché non debbano mai più rinunciare al due pezzi, accontentandosi di tristi costumi da bagno interi da vecchia zia, la blogger GabiFresh insieme al marchio Swimsexy ha pensato ad una speciale collezioni di bikini chiamati per l’appunto fatkini e dedicati alle donne plus-size.
La prima collezione è stata lanciata la primavera scorsa ed è subito andata sold-out anche perché i prezzi sono volutamente piccoli. Con l’avvicinarsi dell’estate esplode inevitabilmente anche il trend social con l’hashtag #fatkini che su Instagram conta decine e decine di foto che ritraggono orgogliose ragazze curvy in bikini.
Chi ha detto che la prova costume debba essere per tutte uno spauracchio da fronteggiare? Con un po’ di sana autoironia e il costume giusto, colorato e sfacciato quanto basta, ci si sente bellissime in spiaggia e a bordo piscina anche se non si regge il confronto con le modelle sui cataloghi della moda mare.
I costumi della collezione infatti sono tutti vivaci e frizzanti, perfettamente alla moda: colori accesi, righe, fiori tropicali. Non si rinuncia né alla femminilità né alle tendenze, tanto meno al due pezzi e a mettere in mostra il proprio corpo perché non c’è proprio niente di cui vergognarsi. Era proprio ora.

Underboob tattoos è un nome che lascia poco spazio alla fantasia, si intuisce immediatamente quale sia la posizione più trendy del momento per farsi fare un tatuaggio: precisamente sotto il seno. Dopo la moda del tittooing, il tatuaggio sul capezzolo, restiamo nella stessa zona per un’altra tendenza che sta emergendo sempre più netta.
Il tatuaggio sotto il seno si posiziona precisamente nella zona del plesso solare ma si può estendere anche sull’addome, sia in altezza che in larghezza. A volte sale anche verso l’alto, nello spazio tra il seno, altre volte scende fino all’inguine.
Si tratta in tutto e per tutto di un vero tatuaggio che si esegue in uno studio professionale scegliendo il proprio design preferito. Dopo aver individuato la zona esatta, la sua estensione e il disegno che vi piace è indispensabile il confronto con il tatuatore che vi darà il parere tecnico sulla sua fattibilità o migliorerà il disegno.

Il dolore è quello di ogni tatuaggio e dipende soprattutto dalla sensibilità personale ma anche dalla zona in cui si esegue. Essendo l’area subito sotto il seno abbastanza delicata è probabile che il fastidio sia maggiore rispetto ad una zona meno sensibile come un braccio o una spalla, ma se scegliete di farlo un po’ più in basso non soffrirete quasi per niente. Da tenere in considerazione: trattandosi di tatuaggi estesi possono richiedere anche più di una seduta. Se non ve la sentite di sottoporvi ad un vero tatuaggio c’è sempre l’opzione temporanea: un esempio sono i tatuaggi metallici che spopolano in questo momento.
La scelta spetta ai gusti personali, naturalmente, ma la nostra gallery vi aiuterà a mettere a fuoco la tipologia di design più adatta a questo genere di tatuaggio. Spesso è arcuato appositamente per adattarsi alla zona sotto il seno, circondando la parte inferiore della mammella.
I design più diffusi per gli underboob tattoos sono quelli che ricordano un pizzo elaborato, forme geometriche o il cosiddetto dotwork. C’è anche chi sceglie un paio di ali spiegate o una composizione florale. L’unico limite è solo la fantasia, quella vostra e quella del vostro tatuatore di fiducia. Anche le dimensioni variano moltissimo, dai tatuaggi più piccoli a quelli molto grandi che coprono tutta l’estensione della gabbia toracica, da fianco a fianco.

Rihanna è stata una delle prime a cogliere lo spunto, infatti sfoggia la sua dea Iside sullo sterno ormai da diversi anni, ancora prima che diventasse di moda. D’altronde la cantante è stata anche tra le prime ad indossare tatuaggi con le parole o intere frasi, un’altra moda degli ultimi anni.
Photo Credits | Pinterest

Vi piacerebbe realizzare da sole alcuni dettagli del vostro matrimonio? Se ve la cavate con il fai da te e avete giusto un pizzico di manualità, oggi vi spieghiamo come creare un cuscino portafedi con pochissimi materiali e pochi attrezzi indispensabili. Il tutorial è opera di Jen del blog Something Turkuoise, una vera fonte di ispirazione per tutte le ragazze che stanno avventurandosi nell’impresa di organizzare il loro matrimonio.
Cosa vi serve:

1) Un rettangolo di tessuto tipo tela di canapa (preferibilmente decorata), ma potrebbe andare bene qualunque tessuto abbia una buona consistenza e sia facile da tagliare e maneggiare.
2) Un nastro e un laccetto di corda del colore che preferite.
3) Una pistola per la colla a caldo e delle forbici.
4) Un pezzo di ovatta per l’imbottitura dei cuscini di quantità sufficiente a riempire il cuscino portafedi.
Il procedimento è molto semplice:

Step 1. Piegate in due perfette metà il pezzo di tela. Pressate bene il centro e con la forbice ritagliate dei piccolissimi triangoli di tessuto esattamente sulla piega. In questo modo avrete già una indicazione per realizzare le pieghe.

Step 2. Rigirate all’interno (cioè dal rovescio della tela) circa un centimetro di stoffa. Dovete rigirare tutti i bordi e fissarli sulla parte interna con la colla a caldo. Facendo così otterrete un cuscino con bordi che sembreranno cuciti.

Step 3. Adesso ripiegate di nuovo a metà la fodera del cuscino e chiudete due lati con la colla a caldo. Lasciate aperto un solo lato e poi inseritevi delicatamente l’ovatta per l’imbottitura del cuscino. Quando avrete ottenuto il gonfiore che desiderate, richiudete con la colla a caldo anche l’ultimo lato, facendo attenzione a non sporcare la tela.

Step 4. Adesso dedicatevi alla decorazione. Con il nastro create un fiocco vaporoso, legatevi attorno il laccetto di corda e fissate tutto al centro esatto del vostro cuscino, usando un pizzico di colla a caldo. Tagliate trasversalmente le lunghezze del fiocco se fossero troppo lunghe. A questo punto non vi resta che legare gli anelli al vostro cuscino portafedi fai da te!
Photo Credit| Jen/ Something Turquoise | Studio 11 Weddings

Oggi è un giorno di festa per i fan di Star Wars. Il 4 Maggio è il giorno in cui celebrare la cultura legata alla saga creata da George Lucas.
Scritta nei primi anni settanta, Guerre stellari forma una delle poche serie di space opera nel cinema, concepita in nove atti. I primi tre film furono prodotti dal 1977 al 1983 e formarono la trilogia originale composta dall’ Episodio IV, Episodio V, Episodio VI. Dal 1999 al 2005 George Lucas produsse la prequel trilogy formata dall’ Episodio I, Episodio II, Episodio III, ambientata tra i trenta e i vent’anni prima dei fatti della trilogia originale per mostrare l’evoluzione di Anakin Skywalker, la fine della Vecchia Repubblica e la nascita dell’Impero Galattico.
L’intera saga ha conquistato otto premi Oscar e ha incassato al botteghino oltre 4 miliardi di dollari.
Con l’acquisizione della Lucasfilm da parte della Walt Disney Company, il 30 ottobre 2012 è stata annunciata la produzione di una terza trilogia, che farà da seguito alla trilogia originale. Il primo capitolo si intitola Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della Forza ed uscirà nelle sale italiane il 16 dicembre. Il film è diretto da J. J. Abrams e co-sceneggiato insieme a Lawrence Kasdan. L’ Episodio VIII e IX usciranno rispettivamente nel 2017 e 2019.
Capirete, quindi, l’entusiasmo di milioni di fan nel celebrare tale festività. Non tutti sanno che la data del 4 Maggio è divenuta celebre a causa della popolarità di un gioco di parole in lingua inglese tra la famosa citazione “May the Force be with you” (“Che la Forza sia con te”) e la frase “May the fourth be with you” (“Che il 4 maggio sia con te”). Tutto verte sul doppio significato della parola May (può significare “possa” o “maggio”) e dall’assonanza tra le parole Force (“Forza”) e fourth (“Quattro”).
La vera storia alla base di questo gioco linguistico risale al 1979, quando Margaret Thatcher vinse le elezioni diventando la prima donna premier della Gran Bretagna. Il suo partito le dedicò un’intera pagina del London Evening News con il messaggio “May the Fourth Be With You, Maggie. Congratulations”.
Ogni 4 Maggio nel mondo sono organizzati numerosi eventi. Nel 2014, per esempio, lo Star Wars Day invase il Colosseo con le truppe imperiali e gli incrociatori galattici, mentre nella giornata di ieri i festeggiamenti sono stati anticipati a Milano con una suggestiva parata.
Buon 4 Maggio a tutti i Lettori di LetteraF e che la forza sia con voi!
Foto | pio3 x Shutterstock

Un bacio inaspettato, una torta a sorpresa, cucinare insieme: l’amore attraverso i piccoli gesti ce lo racconta Puuung, un’artista che ha raccolto sulla propria pagina Facebook le piccole cose di tutti i giorni che una coppia condivide. Lo ha fatto in una serie di tavole illustrate che raccontano un grande amore attraverso piccoli momenti quotidiani.
Ciascuno di noi si riconosce in almeno una delle sue belle illustrazioni. Sono tutte molto tenere e molto realistiche perché catturano quei momenti di vita durante i quali nessuno si sofferma mai a pensare che sta vivendo un grande amore… ma a volte sì. Perché quello che conta non ha bisogno di parate, ad una relazione basta nutrirsi di minimi segnali d’affetto, attenzione e cura reciproca.
E se Ivano Fossati parlava di dolore e fatica nella sua celebre canzone La costruzione di un amore, qui tutto sembra luminoso, semplice, spontaneo ed è proprio così che dev’essere perché sia vero e bellissimo.
Ci piace pensare che non serva poi così tanto per costruire un amore solido e pieno di gioia. In fondo l’amore cos’è se non la somma di tante piccole cose che dà un risultato molto più grande delle sue parti?
Eppure spesso finiamo per trascurare proprio quei piccoli gesti d’attenzione, ingurgitati come siamo dalla frenesia quotidiana. L’invito di Puuung quindi è proprio questo, soffermarsi un momento, diventare consapevoli di queste piccole cose che rendono la vita più dolce, l’amore più grande. Cogliamo l’invito, ci prendiamo un momento per noi e ci godiamo il nostro piccolo grande amore.
Photo Credits | Facebook

Anna Oxa è riuscita a mandare in crisi Silvia Toffanin, che l’ha avuta come ospite ieri a Verissimo.

Qualche giorno fa sono andata all’anteprima stampa di Cake, quarta pellicola diretta dallo statunitense Daniel Barnz ed interpretata da Jennifer Aniston. Al termine della proiezione avevo un pensiero fisso: “Perché non fare con la Aniston ciò che è stato fatto con Matthew McCounaghey?”. Un miracolo, esattamente.
Sì, perché Cake non sarà ricordato come un capolavoro della cinematografia internazionale, ma verrà sempre considerato come la prima pellicola che ha permesso alla Aniston di confrontarsi con un ruolo drammatico.
Claire Simmons (Jennifer Aniston) è un avvocato che soffre. Il suo dolore fisico è evidente dalle cicatrici sul corpo e dal modo in cui si trascina in giro. Ma il suo dolore è anche interiore e la rabbia emerge in tutti i rapporti con le persone che la circondano. Si è allontanata dal marito, dagli amici e anche il suo gruppo di supporto sul dolore cronico l’ha cacciata. L’unica persona rimasta al suo fianco è la badante e domestica Silvana (un’incredibile Adriana Barraza), che poco sopporta la sua dipendenza da alcol e farmaci.
Il suicidio di Nina (Anna Kendrick), uno dei membri del gruppo di supporto, porta Claire ad una nuova ossessione. Facendosi continue domande sulla morte di una donna che conosceva a malapena, Claire esplora il confine fra vita e morte in cerca di salvezza. Ed è proprio durante questa ricerca che si avvicina al marito di Nina (Sam Worthington) e al figlio che la donna ha lasciato, un incontro che le cambierà la vita.
Tra cicatrici, fantasmi e volti nuovi come in un racconto breve di de Maupassant, la Aniston ci regala la sua più grande interpretazione grazie alla complicità di un personaggio devastato ed imbruttito dal dolore. Una prova attoriale che le ha portato una nomination ai Golden Globe. Meritatissima perché è proprio Jennifer a fare il film.
Cake vive di validi spunti ed elementi interessanti, ma si perde ripetutamente in passaggi narrativi da format televisivo mediocre. La pellicola, infatti, sembra non riuscire ad approfondire degli aspetti fondamentali della vicenda e dei personaggi. Ed è per questo che emerge la sua debolezza e precipita in un vortice di luoghi comuni, mostrando la sua natura acerba.
Riconosciuta la superficialità di alcune scelte narrative, quello che resta è l’ interpretazione forte ed inedita di una grande attrice, che si è spogliata completamente dei ruoli comici che l’hanno sempre contraddistinta per più di vent’anni (ricordiamo che il primo episodio di Friends andò in onda nel 1994).
Il personaggio di Claire, infatti, le ha permesso di mettere in luce tutti i moti dell’animo e l’indecisione continua tra il “dire si alla vita” e il cedere alla propria natura infinitamente piccola. La morale, però, ci fa ben sperare. Il dissidio interiore si supera anche facendo una semplice torta di compleanno (da qui il titolo) per un bambino. La sofferenza è solo un modo di mandare via il dolore e si attenua con piccoli gesti sinceri che segnano continuamente l’ordinarietà delle nostre vite.
Speriamo solo che Cake – dal 7 Maggio al Cinema – sia l’inizio di una nuova stagione. Auguro, infatti, alla Aniston un periodo aureo di copioni audaci in grado di mostrare la sua versatilità e di donarle i più importanti riconoscimenti internazionali.
Trailer di Cake distribuito dalla Warner Bros. Italia
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