Legge contro le modelle troppo magre in Francia

La Francia si schiera contro le modelle troppo magre e approva una legge per vietare le sfilate alle ragazze con un indice di massa corporea troppo basso, al limite dell’anoressia. Colpisce anche i siti che promuovono un’eccessiva magrezza.

La Francia ha approvato una legge contro le modelle troppo magre che introduce il reato di apologia dell’anoressia, destinato a siti web e passerelle: non possono più sfilare le modelle con indice di massa corporea inferiore a 18.

La proposta di legge era stata presentata a metà Marzo dal deputato socialista Olivier Veran con il sostegno del ministro della Sanità Marison Touraine. Ora quella proposta di legge è stata approvata dall’Assemblea nazionale francese assumendo come parametro l’indice di massa corporea che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera come soglia di denutrizione. Per capirsi, bisogna pesare almeno 55 chili se si è alte 1.75 cm.

Nel mirino finiscono non solo le modelle che sfilano in carne e ossa sulle passerelle della settimana della moda, che subirà un grave colpo dall’introduzione di questa legge, ma anche tutti i siti detti pro-ana che influenzano le ragazze “promuovendo una magrezza eccessiva.”

Multe salate per chi non osserva la nuova legge: fino a 75 mila euro di sanzione pecuniaria e 6 mesi di reclusione. Ne soffriranno soprattutto le agenzie di casting che selezionano e gestiscono le modelle per sfilate e servizi fotografici e da cui arriva la prima polemica. Il SYNAM, Sindacato nazionale dell’agenzie di modelle francesi, condanna la scelta di colpire solo le agenzie di casting e non le riviste che continureanno a lavorare senza osservare la nuova normativa. Inoltre trattandosi di una legge limitata al territorio francese ciò provocherà la fuga delle modelle all’estero, con un impoverimento del mercato del lavoro interno.

Ci sono altri motivi di riflessione. Lodevole l’iniziativa di normare una situazione che sfugge spesso al controllo di ogni buon senso e trattandosi di salute è giusto e doveroso che uno Stato si assuma questa responsabilità. Resta però il fatto che l’eccessiva magrezza come canone estetico dominante è una questione culturale molto più ampia e l’anoressia è un disagio che ha radici più profonde.

Come ha notato Hardley Freeman, editorialista del Guardian, non c’è correlazione univoca tra la prevenzione dei disturbi alimentari e l’approvazione di una legge sull’indice di massa corporea da mostrare in passerella. In ogni caso questa legge, con tutti i suoi limiti, è un primo passo verso una presa di coscienza in una società basata su modelli di bellezza che attribuiscono un’importanza esagerata al corpo della donna, parametro di giudizio che trascura ogni altro aspetto della personalità.

Photo Credits | Piotr Marcinski / Shutterstock.com

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