Jem e le Holograms diventano un film

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Jem (Jem & The Holograms) è stato un cartone davvero importante per tutti i ragazzi cresciuti negli anni Novanta. E’ una serie animata televisiva americana prodotta dalla Hasbro e la Sunbow Production.

Protagonista è Jerrica Benton che ha ereditato dal padre Emmett Benton la Starlight Music, una casa discografica piena di debiti. Tuttavia fra i lasciti del padre c’è anche Energy, un potentissimo computer dotato di personalità umana, che dona a Jerrica la possibilità di trasformarsi in Jem, una vera popstar.

Jem si può avvalere della collaborazione del gruppo delle Holograms, composto dalla sorella Kimber Benton (tastierista) e dalle sue amiche Aja Leith (chitarrista) e Shana Elmsford (batterista e bassista). Jem e le Holograms ottengono un successo tale da riuscire a sostenere anche la Starlight House, l’orfanotrofio di cui si occupava il padre di Jerrica.

Tuttavia la doppia identità della cantante mette in crisi il rapporto con il fidanzato Rio Pacheco, che subisce il fascino della bellissima Jem nonostante il forte sentimento per Jerrica.

Molti di voi ricorderanno le stagioni di questo cult animato in onda su Italia1 che ci teneva incollati allo schermo. Quindi, avrete provato il mio stesso entusiasmo per la notizia della trasposizione cinematografica. Purtroppo le gioie hanno vita breve e l’euforia si è spenta con  la pubblicazione del trailer ufficiale.

Sì, perché della storia originale sembra ci sia rimasto davvero poco spazio nel film di Jon M. Chu (Step Up2, Step Up 3D, Justin Bieber: Never say never). La storia sembra incentrata su un’adolescente che, presa consapevolezza della sua bravura nel canto, decide di postare i propri video su Youtube, ottenendo numerose views e un contratto discografico. Una vera delusione che mette a dura prova il nostro spirito.

Il film uscirà nelle sale il prossimo 23 ottobre 2015. Di seguito il trailer tanto discusso.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=3Roe3ZJxYrE]

Foto | Jem e Le Holograms sigla

Cannes 2015, al via la 68a edizione del Festival del Cinema

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Si è aperta il 13 maggio la 68ª edizione del Festival del Cinema di Cannes che per quest’anno ha scelto come “madrina” l’attrice svedese Ingrid Bergman – l’immagine del manifesto è tratta da una fotografia scattata da David Seymour – un importante omaggio per il centenario della sua nascita.

La Bergman (1915-1982) è da sempre considerata una stella della golden age di Hollywood. L’attrice vinse tre Oscar durante la sua carriera e partecipò come presidente di giuria a Cannes nel 1973.

Ma gli omaggi all’icona del passato non terminano qui. Infatti, la figlia di Ingrid Bergman, Isabella Rossellini – nata dal matrimonio con il regista Roberto – sarà la presidente di giuria nella sezione Un certain regard.

La prima giornata è stata aperta dall’attore Benoît Magimel e la regista Emmanuelle Bercot che hanno presentato fuori concorso il film francese La tête haute. Il film che è stato scelto come pellicola di chiusura è Ice and the sky di Luc Jacquet.

Altra protagonista della prima giornata è stata l’attrice Cate Blanchett, bellezza raffinata sulla croisette per la presentazione del film Carol, una pellicola che racconta l’amore lesbo di una donna matura in una New York anni ’50. Durante la conferenza stampa, l’attrice ha confessato di aver amato molto donne in passato, una dichiarazione che è rimbalzata sui magazine e siti di tutto il mondo.

Molto interesse è stato mostrato per il ritorno di Gus Van Sant con il suo The Sea of trees (che sarà proiettato sabato). Il regista torna sulla croisette quattro anni dopo Restless, con un film che racconta il viaggio di un uomo (Matthew McConaughey) all’interno di una foresta giapponese dove si reca per riflettere sulla vita e sulla morte.

Anche il secondo giorno ha avuto due protagoniste indiscusse: Charlize Theron e Salma Heyek. La Theron, infatti, si è recata al Festival per presentare Mad Max: Fury Road, film fuori concorso di Georges Miller che vede il ritorno dell’eroe della mitica saga con Tom Hardy e Charlize come protagonisti.

Sicuramente l’attenzione di questa seconda giornata si è concentrata su Il racconto dei racconti – Tale of tales, ultimo kolossal fantasy diretto dall’italiano Matteo Garrone e accolto con entusiasmo e stupore dalla critica di Cannes. La pellicola vanta un cast stellare: Salma Hayek, Toby Jones e Vincent Cassel, solo per citarne alcuni. Dopo la conferenza stampa, la Hayek ha deliziato il web con un selfie in compagnia di tutti i giornalisti.

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Foto | Cannes’s Facebook official account, selfie by Hayek

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Abandoned Love, la voce dei cuori spezzati su Tumblr

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Abandoned Love è il nome di un progetto firmato da Peyton Fulford, fotografa e artista digitale ventenne che dalla Georgia, negli Stati Uniti, dà voce ai cuori spezzati e agli amori finiti. La serie fotografica che porta il titolo evocativo ha trovato spazio su Tumblr e riporta espressioni di amori perduti raccolte in tutto il mondo.

Sono pensieri privati, pagine di diario, sms che la gente da ogni angolo del pianeta manda all’artista perché dia spazio ai sentimenti a volte rancorosi e altre volte solo feriti delle persone che hanno perduto un amore o, peggio, la fede nell’amore.

L’idea è stata ispitata dal progetto Learning to Love You More di Miranda July e Harrell Fletcher e dalla serie Please Don’t Leave Me di Klaudija Visockyte. A quanto pare la questione degli amori perduti è materiale d’elezione non solo per i cantanti che ne traggono canzoni struggenti ma anche per gli artisti digitali.

Abandoned Love è un modo per dire ti amo a chi ci ha fatto male, per gridare al mondo il nostro dolore quando siamo rimaste sole, per chiedere comprensione e un po’ di incoraggiamento. Ma in forma anonima perché così è molto più facile. Anche se a quanto pare sono le donne a lasciare più spesso gli uomini, pare che siano sempre loro quelle a soffrire di più.

Così Peyton Fulford ha raccolto le loro parole, le ha appese in forma di festone davanti a porte, finestre e muri dai colori accesi e le ha fotografate per mostrarle a tutto il mondo. Spiegando:

“Di solito sui festoni celebrativi si trovano solo frasi felici, io ho voluto sostituirle con frasi più tristi e realistiche che di solito non trovano spazio.”

Al posto di “Bentornato a casa” o “Buon compleanno” ci sono dunque “Ho combinato un casino ma ti amo” oppure “Amarti è faticoso.” Lui forse non lo saprà mai ma liberarsi di un peso tirando fuori quello che ci stringe il cuore sappiamo bene quanto sia utile.

Photo Credits | Tumblr

Mano morta sull’autobus, via alla petizione per Atm e ATAC

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Viaggiate in autobus o in metro, in uno di quei mezzi di trasporto strettissimi dove toccarsi con gli altri passeggeri è praticamente obbligatorio. E poi c’è chi di questa situazione approfitta ed ops! fa partire con nonchalance una bella mano morta. Come reagireste?

ritirato lo spot miu miu

Ritirato lo spot Miu Miu accusato di sessualizzare una bambina

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È stato ritirato lo spot Miu Miu accusato di sessualizzare una bambina proponendo un’immagine che l’autorità della vigilanza pubblicitaria inglese ha bollato come offensiva.

La maison Prada ha risposto spiegando che la campagna pubblicitaria non è stata “concepita per essere sessualmente evocativa” e la redazione della rivista patinata Vogue si è schierata dal suo fianco spiegando che lo spot era destinato ad un pubblico educato al messaggio fotografico sofisticato.

L’Advertising Standards Authority però non ha sentito ragioni: la modella Mia Goth fotografata attraverso lo spiraglio di una porta sembra una bambina che veste da adulta con abiti larghi e trucco appena accennato, aria innocente e bocca socchiusa su un letto leggermente disfatto.

Secondo l’ASA lo spot induce a pensare ad una bambina come oggetto sessuale benché la modella sia ventiduenne e la casa di moda abbia spiegato che non era sua intenzione trasmettere un messaggio anche solo velatamente sessualizzato.

Tutto ciò è accaduto in Inghilterra che nei giorni scorsi è stata al centro di un’altra vicenda relativa ad una pubblicità giudicata umiliante per le donne. Dal canto suo Prada aveva già vissuto una disavventura simile nel 2011 quando aveva fotografato la quattordicenne Hailee Steinfeld in lacrime su binari ferroviari.

Inevitabili le riflessioni sulla percezione di certe pubblicità, sul messaggio esplicito e intenzionale e su quello che invece viene recepito e probabilmente sovrapposto dall’osservatore. Ultimamente i casi che suscitano clamore sembrano moltiplicarsi.

L’opinione pubblica si divide tra chi paventa l’arrivo di un eccessivo moralismo e chi invece si rallegra per la maggiore attenzione ad una questione vissuta come un vero e proprio problema relativo alla percezione stessa della donna. Lo abbiamo scoperto anche con le reazioni che ha suscitato lo spot inglese con la modella pronta per la spiaggia in bikini giallo.

pronta per la spiaggia

Pronta per la spiaggia? Ed è guerra sui social

pronta per la spiaggia

Costume giallo, vita stretta, fisico tonico e magro per la pubblicità che recita “Pronta per la spiaggia?” In apparenza una come tante ma a Londra si è creata una vera e propria rivoluzione contro la discriminazione sessuale e la reificazione della donna: il corpo femminile una volta di più diventa uno strumento per vendere e le donne non ci stanno più.

Parliamo della pubblicità che Protein World ha lanciato per promuovere la sua gamma di integratori proteici servendosi di un leitmotif di inizio estate, cioè la temutissima prova costume che in effetti preoccupa principalmente le donne.

Lo slogan della campagna pubblicitaria, avvistata pressocché ovunque nella metropolitana della capitale inglese, diceva: Are you beach body ready? Cioè Sei pronta per la spiaggia? Immediate le reazioni sui social network.

Le polemiche e le critiche a pioggia hanno avuto il loro culmine in una petizione online e come risultato la rimozione della pubblicità considerata offensiva, umiliante e provocatoria. Il mondo del web si è unito e ha dato vita ad un incredibile battage di cui solo la Rete è capace e che alla fine è sfociato addirittura in una manifestazione a Hyde Park. Il merito va anche all’hashtag #everybodysready che su Twitter ha risposto a tono alla infelice campagna pubblicitaria.

Su change.org sono state raccolte oltre 50.000 firme in due giorni mentre su Twitter, Instagram e Facebook si è assistito ad un’inondazione di messaggi e foto a tema con toni dall’indignato all’arrabbiato per arrivare alla derisione bella e buona. Non si sono tirati indietro neanche gli uomini che in qualche caso hanno indossato un bikini giallo e detto la loro sull’argomento.

In gallery potete scoprire alcune delle reazioni più forti e qualche rivisitazione ironica, arrabbiata o derisoria della pubblicità. Nella metropolitana londinese inoltre alcuni vandali, vendicatori dell’onore femminile, hanno scritto a chiare lettere i propri giudizi sulla scelta di sfruttare un corpo e una insicurezza femminili per vendere un prodotto. Con il risultato di perpetuare la trasmissione di un messaggio errato, quello di un canone di bellezza unico a cui molte donne sentono di dover aderire.

Non potevano mancare le voci fuori dal coro che puntano il dito contro il falso moralismo nel condannare un singolo spot quando la pubblicità, la moda e la comunicazione in genere si servono quotidianamente di simili espedienti. Davvero è moralismo additare l’ennesima pubblicità come irrispettosa? Non è invece da incoraggiare un tentativo che parta direttamente da noi per cambiare finalmente la percezione che le donne, e la società più in generale, hanno del corpo femminile?

David LaChapelle in mostra a Roma

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Al Palazzo delle Esposizioni torna dopo oltre quindici anni il grande artista fotografo americano David LaChapelle con una delle più importanti retrospettive a lui dedicate. Molte le opere esposte di cui alcune totalmente inedite, altre presentate per la prima volta in un museo e  molte di grande formato.
LaChapelle è noto a livello internazionale per combinare un’originale estetica iperrealistica con profondi messaggi sociali. La sua carriera è cominciata negli Ottanta quando iniziò ad esporre le sue opere nelle gallerie di New York. Dopo aver frequentato la North Carolina School of Arts, si trasferì a New York per iscriversi alla Art Students League e alla School di Visual Arts. E’ lì che il suo lavoro attirò l’attenzione di Andy Warhol, che fu il primo ad offrirgli un incarico professionale.
Le sue fotografie di personaggi famosi su Interview furono accolte positivamente e ben presto si ritrovò a fotografare per numerose riviste di prestigio, arrivando a creare delle memorabili campagne pubblicitarie. Dopo essersi affermato nel campo della fotografia contemporanea, LaChapelle ha ampliato il suo lavoro occupandosi di regia per video musicali (Jennifer Lopez, Aguilera, Moby, Amy Winehouse, Britney Spears), eventi teatrali e documentari. Tra questi c’è anche il fortunato The Red Piano di Elton John, lo spettacolare show del Caesars Palace che ha ideato e diretto nel 2004. Il suo interesse e amore per il cinema l’ha portato a realizzare il cortometraggio documentaristico Krumped, premiato al Sundance e da cui è stato sviluppato il film RIZE, scelto per l’apertura del Tribeca Film Festival nel 2005.
David LaChapelle The Rape of Africa
Roma è stata una città fondamentale nella carriera artistica di LaChapelle. Nel 2006 infatti, durante un soggiorno nella Capitale, il fotografo ha avuto l’ occasione di visitare privatamente la Cappella Sistina. La sensibilità artistica è stata scossa dalla bellezza e dalla potenza dell’arte romana che hanno condizionato la sua produzione successiva. E così proprio nel 2006 ha deciso di ritirarsi dalle scene. Ha voltato le spalle alla mondanità per  vivere in un’isola selvaggia, nel mezzo del Pacifico: “Avevo detto quello che volevo dire”.
La mostra di Roma – dal 30 Aprile al 13 Settembre – è concentrata perciò sui lavori realizzati dall’artista a partire dal 2006, anno di produzione della monumentale serie intitolata “The Deluge”, che segna un punto di svolta  nel suo lavoro. Con la realizzazione di “The Deluge”, ispirato al grande affresco della Cappella Sistina, LaChapelle torna a concepire un lavoro con l’unico scopo di esporlo in una galleria d’arte o in un museo.
Dopo The Deluge, la produzione del fotografo americano si volge verso altre direzioni estetiche e concettuali. Il segnale più evidente del cambiamento è la scomparsa dai lavori seriali della presenza umana: i modelli viventi spariscono e ne sono una prova le serie Car CrashNegative CurrenciesHearth Laughs in FlowersGas StationsLand Scape, fino alla più recente Aristocracy.
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Per permettere al pubblico di conoscere le “origini” del lavoro di LaChapelle degli anni precedenti a The Deluge, è esposta anche una selezione di opere che comprende ritratti di celebrità del mondo della musica, della moda e del cinema.
Le opere di David LaChapelle sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private ed esposte in vari musei, come il  Musée D’Orsay di Parigi, il Brooklyn Museum di New York, il Museum of Contemporary Art di Taipei, il Tel Aviv Museum of Art, the Los Angeles County Museum of Art (LACMA) e il National Portrait Gallery di Londra.
Foto | sito Palazzo delle Esposizioni
samantha cristoforetti

Samantha Cristoforetti è il modello delle nuove trentenni

samantha cristoforetti

È l’astronauta Samantha Cristoforetti il modello delle nuove trentenni secondo un’indagine promossa da Vitasnella per celebrare i suoi 30 anni. L’azienda ha chiesto alle trentenni di ieri, di oggi e di domani come percepiscono il mondo e se stesse per evidenziare come è cambiata questa percezione nel corso del tempo e quali a quali modelli si ispirano.

In testa alla classifica svetta l’astronauta impegnata nella missione Futura a bordo della stazione spaziale internazionale. È vista come simbolo di determinazione, forza, capacità di confrontarsi con gli ostacoli dell’essere donna e di essere avventurosa e innovativa. Le giovanissime non ancora trentenni, con un’età compresa tra i 15 e i 29 anni, individuano in Samantha il loro modello di donna ideale.

Solo a seguire, ben distaccate e a pari merito, vengono nominate Emma Marrone, Ilay Blasi e Licia Troisi mentre Belen Rodriguez finisce decima. È significativo (e anche molto confortante) che il personaggio pubblico visto come un modello a cui aspirare non sia una showgirl, un’attrice, una cantante o una fashion blogger ma una donna che ha fatto strada nel mondo della scienza e che ha superato tutti i limiti – anche geografici, arrivando addirittura nello spazio. Ci fa ben sperare riguardo alle nuove generazioni che sembrano sapere bene cosa vogliono e soprattutto chi voglio essere.

Avventurose e determinate sì, ma senza rinunciare al romanticismo. Le future trentenni sognano ancora un compagno al proprio fianco e il grande amore, un matrimonio e dei figli, un lavoro stabile. Con piccolissime variazioni di percentuale, sono gli stessi sogni delle trentenni di ieri e di quelle di oggi.

Curiose relativamente al resto della lista di modelli da imitare? Eccola qua, con tanto di illuminanti e impressionanti percentuali:

  • Samantha Cristoforetti 34%
  • Emma Marrone 7%
  • Ilary Blasi 7%
  • Licia Troisi 7%
  • Federica Pellegrini 6%
  • Maria Elena Boschi 5%
  • Cristiana Capotondi 4%
  • Chiara Maci 4%
  • Flavia Pennetta 3%
  • Belen Rodriguez 3%