Cannes 2015, il festival prosegue tra applausi e delusioni

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La filosofia mi ha sedotto da quando ho iniziato a girare film. Da ragazzino, non so perché, ero attratto da quelle che la gente chiama ‘domande esistenziali’. Poi ho iniziato la mia personale ricerca, scoprendo le opere di Ingmar Bergman e studiando filosofi come Nietzsche e Kierkegaard“.

E’ questa la premessa per il ritorno di Woody Allen, che mancava sulla croisette dal 2011 quando apriva la sessantaquattresima edizione con Midnight In Paris. Ritorna a Cannes con un lavoro fuori concorso, Irrational Man, per il quale ha scritturato nuovamente Emma Stone (Magic in the moonlight) e Joaquin Phoenix, reduce dal fortunato Inherent Vice.

L’Irrational Man è un professore di filosofia che ha perso fiducia in se stesso e nel mondo. A metterlo ulteriormente in crisi sarà l’incontro con Jill Pollard, una brillante studentessa.

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Grande delusione per The sea of trees, il film che ha segnato il ritorno di un altro grande e amato regista Gus Van Sant (Belli e Dannati, Elephant, Will Hunting) con un cast d’eccezione: Matthew McConaughey, Ken Watanabe e Naomi Watts.

Accolto con estrema freddezza, la pellicola è già considerata uno dei lavori peggiori di Van Sant. Ambientato ad Aokigahara, un rifugio di spiriti in un bosco giapponese, la storia racconta l’incontro tra Arthur Breenan (Mconaughey) e Takumi (Watanabe).
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Grande sorpresa per l’esordio alla regia di Natalia Portman, che presenta a Cannes il suo A tale of Love and Darkness. Avevo sentito molte storie dai miei nonni, sul loro rapporto con i libri e sull’apprendimento di una nuova linguaMi avevano raccontato del loro rapporto con Israele e con l’Europa. Per questo quando ho letto A Tale of Love and Darkness mi era sembrata una storia troppo familiare che ero interessata ad esplorare“, così commenta l’attrice premio Oscar il suo esordio alla macchina da presa con adattamento del bestseller di Amos Oz in concorso per la Camera d’Or.

Ambientato alla fine del 1940, A tale of love and darkness racconta la storia del giovane Amos e dei suoi genitori Arieh e Fania che lasciano l’Europa durante le persecuzioni, rifugiandosi in Palestina.  Fania (Portman) è una donna estremamente fragile che deve adattarsi ad un paese straniero. In preda ad una forte crisi depressiva, si alienerà dal mondo, illustrando al figlio il potere della letteratura.

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Grande successo per il secondo film italiano in concorso: Mia Madre, dodicesima pellicola del regista romano Nanni Moretti che continua ad essere sempre molto apprezzato a Cannes. Mia madre racconta la storia di Margherita (Margherita Buy)  la storia di una regista in crisi (Margherita Buy) divisa fra il set di un film con un attore hollywoodiano (John Turturro) e la madre malata (Giulia Lazzarini), che assiste insieme al fratello premuroso (Nanni Moretti).  A complicare ulteriormente la vita della protagonista, c’è il rapporto con la figlia adolescente (Beatrice Mancini) e una relazione che sta per finire.

Durante la conferenza stampa, il regista si è concesso un piccolo sfogo: “Non saprei dire se il pubblico e la stampa straniera vedano in modo diverso il mio cinema rispetto agli italiani quel che è certo è che fuori dall’Italia si vedono i miei film per quello che sono, senza interferenze. Da noi si finisce per vedere il film pensando al personaggio pubblico Nanni Moretti, alle sue idee politiche, al perché rilascia poche interviste, al tasso di freddezza o calore con cui parlo con i giornalisti. Fuori dall’Italia non è così” e ha continuato “Sono molto contento che ci siano tre film italiani in competizione e altri titoli nostrani in varie sezioni del festivalma la mia impressione è che questo sia ancora il risultato di iniziative individuali di registi e produttori mentre il clima in Italia intorno al cinema, sia come fenomeno industriale che artistico, è sempre molto distratto”.

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Foto | Irrational Man movie

Mamme sexy, quando l’Instamom sfugge di mano – foto

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OK, la questione dei selfie delle mamme – l’Instamom come lo chiamano in molti – sta sfuggendo di mano alle mamme stesse e con l’hashtag nato per protestare contro i canoni di bellezza eccessivamente restrittivi al femminile, si stanno vedendo le peggio cose (o le meglio cose, secondo la prospettiva maschile). 

petizione contro deagostini

Una petizione contro DeAgostini per la pubblicità sessista

petizione contro deagostini

Dopo le polemiche sulla pubblicità inglese in bikini giallo, succede qualcosa di simile anche a casa nostra: di pubblicità sessista viene accusato un grande gruppo editoriale italiano. Su Change.org e sui social network gira da alcuni giorni una petizione contro DeAgostini per la pubblicità affissa sui mezzi di trasporto urbano milanesi.

Al momento sono state raccolte quasi 7500 firme e i promotori dell’iniziativa si sono attivati anche sui social network con una pagina dedicata oltre che sulla pagina ufficiale di DeAgostini a cui hanno chiesto spiegazioni sul perché utilizzare un pungiball con mutandine di pizzo per rappresentare la donna insieme ad un claim ritenuto oltremodo offensivo: “Da come tenersi in forma a come tenersi un marito.”

Indignate o addirittura arrabbiate le reazioni di donne e uomini che considerano irrispettoso nei confronti di ambo i sessi il riferimento alla donna come ad un sacco da picchiare e alle capacità seduttive come strumento per affermarsi. Con il risultato, sottolineano molti sostenitori della petizione, di incitare alla violenza sulle donne.

DeAgostini ha replicato puntando l’accento sull’intento ironico della campagna pubblicitaria:

“la redazione di deabyday.it è costernata dalla reazione che la nostra campagna pubblicitaria ha suscitato in alcune di voi. Mentre ci scusiamo se abbiamo potuto urtare la sensibilità di qualcuno teniamo a precisare che, evidentemente, non avevamo intenzione di offendere o attaccare nessuno.”

Anche dallo Iap, l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria coinvolto nelle richieste di rimozione dello spot, la risposta è stata asciutta e ha sminuito la lettura offensiva della campagna:

“…l’organo di controllo non ha condiviso la lettura prospettata, in quanto non sono presenti nel messaggio elementi che possano indurre sul piano figurativo a identificare negli oggetti rappresentati (un punchball e uno slip in pizzo) la donna come oggetto. Essi indicano in modo figurato e ironico gli argomenti proposti al pubblico femminile dal web magazine pubblicizzato, quali consigli e approfondimenti su temi come lo sport e la seduzione. Anche la parte testuale conferma la lettura ironica del messaggio, limitandosi ad illustrare in modo sintetico il campo di argomenti trattati dal sito, escludendo contenuti offensivi o discriminatori.”

Non la pensano così i detrattori della pubblicità che hanno sferrato un attacco web al gruppo editoriale chiedendo non solo la rimozione dei pannelli ma anche le pubbliche scuse di DeAgostini. La pubblicità è effettivamente sparita ma a quanto pare solo per la decorrenza dei termini di affissione e non per effetto della petizione.

Scarpe p/e 2015, i sandali metallizzati

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La moda della bella stagione la riconosciamo già dal primo sguardo, colori vivaci sostituiscono i look total black dei mesi più freddi, accessori dalle tinte forti rendono unici i nostri look e spesso le tonalità pastello fanno capolino nei nostri guardaroba. Oggi siamo qui per proporvi una novità, uno dei maggiori trend della stagione p/e 2015: il metallizzato. Certo non verrà applicato a qualsiasi capo presente nel nostro armadio, ma ci riferiamo solamente agli accessori e in particolare alle calzature.

Jem e le Holograms diventano un film

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Jem (Jem & The Holograms) è stato un cartone davvero importante per tutti i ragazzi cresciuti negli anni Novanta. E’ una serie animata televisiva americana prodotta dalla Hasbro e la Sunbow Production.

Protagonista è Jerrica Benton che ha ereditato dal padre Emmett Benton la Starlight Music, una casa discografica piena di debiti. Tuttavia fra i lasciti del padre c’è anche Energy, un potentissimo computer dotato di personalità umana, che dona a Jerrica la possibilità di trasformarsi in Jem, una vera popstar.

Jem si può avvalere della collaborazione del gruppo delle Holograms, composto dalla sorella Kimber Benton (tastierista) e dalle sue amiche Aja Leith (chitarrista) e Shana Elmsford (batterista e bassista). Jem e le Holograms ottengono un successo tale da riuscire a sostenere anche la Starlight House, l’orfanotrofio di cui si occupava il padre di Jerrica.

Tuttavia la doppia identità della cantante mette in crisi il rapporto con il fidanzato Rio Pacheco, che subisce il fascino della bellissima Jem nonostante il forte sentimento per Jerrica.

Molti di voi ricorderanno le stagioni di questo cult animato in onda su Italia1 che ci teneva incollati allo schermo. Quindi, avrete provato il mio stesso entusiasmo per la notizia della trasposizione cinematografica. Purtroppo le gioie hanno vita breve e l’euforia si è spenta con  la pubblicazione del trailer ufficiale.

Sì, perché della storia originale sembra ci sia rimasto davvero poco spazio nel film di Jon M. Chu (Step Up2, Step Up 3D, Justin Bieber: Never say never). La storia sembra incentrata su un’adolescente che, presa consapevolezza della sua bravura nel canto, decide di postare i propri video su Youtube, ottenendo numerose views e un contratto discografico. Una vera delusione che mette a dura prova il nostro spirito.

Il film uscirà nelle sale il prossimo 23 ottobre 2015. Di seguito il trailer tanto discusso.

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Foto | Jem e Le Holograms sigla

Cannes 2015, al via la 68a edizione del Festival del Cinema

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Si è aperta il 13 maggio la 68ª edizione del Festival del Cinema di Cannes che per quest’anno ha scelto come “madrina” l’attrice svedese Ingrid Bergman – l’immagine del manifesto è tratta da una fotografia scattata da David Seymour – un importante omaggio per il centenario della sua nascita.

La Bergman (1915-1982) è da sempre considerata una stella della golden age di Hollywood. L’attrice vinse tre Oscar durante la sua carriera e partecipò come presidente di giuria a Cannes nel 1973.

Ma gli omaggi all’icona del passato non terminano qui. Infatti, la figlia di Ingrid Bergman, Isabella Rossellini – nata dal matrimonio con il regista Roberto – sarà la presidente di giuria nella sezione Un certain regard.

La prima giornata è stata aperta dall’attore Benoît Magimel e la regista Emmanuelle Bercot che hanno presentato fuori concorso il film francese La tête haute. Il film che è stato scelto come pellicola di chiusura è Ice and the sky di Luc Jacquet.

Altra protagonista della prima giornata è stata l’attrice Cate Blanchett, bellezza raffinata sulla croisette per la presentazione del film Carol, una pellicola che racconta l’amore lesbo di una donna matura in una New York anni ’50. Durante la conferenza stampa, l’attrice ha confessato di aver amato molto donne in passato, una dichiarazione che è rimbalzata sui magazine e siti di tutto il mondo.

Molto interesse è stato mostrato per il ritorno di Gus Van Sant con il suo The Sea of trees (che sarà proiettato sabato). Il regista torna sulla croisette quattro anni dopo Restless, con un film che racconta il viaggio di un uomo (Matthew McConaughey) all’interno di una foresta giapponese dove si reca per riflettere sulla vita e sulla morte.

Anche il secondo giorno ha avuto due protagoniste indiscusse: Charlize Theron e Salma Heyek. La Theron, infatti, si è recata al Festival per presentare Mad Max: Fury Road, film fuori concorso di Georges Miller che vede il ritorno dell’eroe della mitica saga con Tom Hardy e Charlize come protagonisti.

Sicuramente l’attenzione di questa seconda giornata si è concentrata su Il racconto dei racconti – Tale of tales, ultimo kolossal fantasy diretto dall’italiano Matteo Garrone e accolto con entusiasmo e stupore dalla critica di Cannes. La pellicola vanta un cast stellare: Salma Hayek, Toby Jones e Vincent Cassel, solo per citarne alcuni. Dopo la conferenza stampa, la Hayek ha deliziato il web con un selfie in compagnia di tutti i giornalisti.

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Foto | Cannes’s Facebook official account, selfie by Hayek

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Abandoned Love, la voce dei cuori spezzati su Tumblr

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Abandoned Love è il nome di un progetto firmato da Peyton Fulford, fotografa e artista digitale ventenne che dalla Georgia, negli Stati Uniti, dà voce ai cuori spezzati e agli amori finiti. La serie fotografica che porta il titolo evocativo ha trovato spazio su Tumblr e riporta espressioni di amori perduti raccolte in tutto il mondo.

Sono pensieri privati, pagine di diario, sms che la gente da ogni angolo del pianeta manda all’artista perché dia spazio ai sentimenti a volte rancorosi e altre volte solo feriti delle persone che hanno perduto un amore o, peggio, la fede nell’amore.

L’idea è stata ispitata dal progetto Learning to Love You More di Miranda July e Harrell Fletcher e dalla serie Please Don’t Leave Me di Klaudija Visockyte. A quanto pare la questione degli amori perduti è materiale d’elezione non solo per i cantanti che ne traggono canzoni struggenti ma anche per gli artisti digitali.

Abandoned Love è un modo per dire ti amo a chi ci ha fatto male, per gridare al mondo il nostro dolore quando siamo rimaste sole, per chiedere comprensione e un po’ di incoraggiamento. Ma in forma anonima perché così è molto più facile. Anche se a quanto pare sono le donne a lasciare più spesso gli uomini, pare che siano sempre loro quelle a soffrire di più.

Così Peyton Fulford ha raccolto le loro parole, le ha appese in forma di festone davanti a porte, finestre e muri dai colori accesi e le ha fotografate per mostrarle a tutto il mondo. Spiegando:

“Di solito sui festoni celebrativi si trovano solo frasi felici, io ho voluto sostituirle con frasi più tristi e realistiche che di solito non trovano spazio.”

Al posto di “Bentornato a casa” o “Buon compleanno” ci sono dunque “Ho combinato un casino ma ti amo” oppure “Amarti è faticoso.” Lui forse non lo saprà mai ma liberarsi di un peso tirando fuori quello che ci stringe il cuore sappiamo bene quanto sia utile.

Photo Credits | Tumblr