Brenda, la mamma coraggio morta nell’attentato di Orlando

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Una mamma, una donna coraggiosa, di quelle che non nascondono l’omosessualità dei figli e sono disponibili ad andare oltre l’orientamento sessuale condividendo passioni e interessi comuni. Lei si chiamava Brenda e la sera dell’attentato di Orlando era al Pulse per ballare con il figlio gay. Il racconto dei sopravvissuti è straziante. 

Il nome di questa mamma coraggio è Brenda Lee Marquez McCool. Una donna di 49 anni che nella sua vita aveva scampato due volte il cancro ed è morta per mano di un jihadista che ce l’aveva a morte con gli omosessuali.

Brenda era al Pulse la sera dell’attentato, perché amava ballare e soprattutto adorava la salsa. Ci era andata con il quinto dei suoi 11 figli che ha 21 anni ed è gay. La donna ha visto che Omar Mateen aveva puntato l’arma da fuoco verso il gruppo dov’erano lei e il figlio, per cui ha gridato a quest’ultimo di abbassarsi e gli si è parata davanti così che quando Mateen ha sparato, è stata colpita ma è riuscita a salvare Isaiah. Il ragazzo ha commentato sui social l’accaduto scrivendo sul profilo Facebook una frase semplice e commovente: “Solo 24 ore fa ero con mia madre. È così surreale. Ti amo, mamma”.

Che fosse una donna coraggiosa lo si era capito anche prima della strage del Pulse. È stata portata in ospedale ma non c’è stato più niente da fare. Prima di morire la donna aveva pubblicato online due video dei ragazzi che ballavano nel locale.

Uno di questi messaggi è stato condiviso in ricordo di una donna amorevole. Benché sia semplice per una mamma donare la vita per il proprio figlio, c’è da chiedersi se sia altrettanto semplice accettarne le scelte di vita. La storia di Brenda e Isaiah sta diventando virale ed è proprio il figlio a chiedere ai giornalisti il silenzio, è lui ad implorarli di non strumentalizzare il gesto semplice di questa donna per guadagnare 15 minuti di gloria con un servizio che non restituirà la vita alla sua mamma.

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