Contributo Inps per donne senza lavoro dal 1 luglio, come funziona

Le aziende che assumono donne senza lavoro da almeno 6 mesi che risiedono in zone particolari del Paese potranno ottenere uno sconto del 50% sui contributi INPS.

Le aziende che vogliono assumere donne di qualsiasi età che senza lavoro regolarmente retribuito da almeno sei mesi, potranno accedere di nuovo all’incentivo INPS a patto che risiedano in una delle zone indicate come svantaggiate. Ecco come funziona il contributo. 

Le donne che risiedono in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’UE, possono chiedere nuovamente il contributo INPS per l’assunzione. In realtà non c’è niente di nuovo se non il fatto che questo sussidio, rivolto essenzialmente alle aziende, è stato ripristinato.

Dal 1° luglio dunque si può chiedere l’erogazione dei contributi per le assunzioni che valgono anche nel caso si proroghi un contratto a tempo determinato oppure si trasformi un rapporto di lavoro esistente da determinato in indeterminato.

Siccome non è stata ancora approvata la nuova Carta, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Poletti ha fatto presente che si può far riferimento al vecchio documento recepito nella legislazione nazionale con il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 27 marzo 2008.

Le aziende che assumeranno donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’UE, potranno ricevere una riduzione del 50% dei contributi a loro carico. Uno sconto che varrà per 12 mesi se si assume una donna a tempo determinato e varrà invece 18 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato o per le trasformazioni da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato.

Le aree in cui è possibile richiedere l’incentivo sono le regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Basilicata poi anche in alcune aree e comuni delle regioni Emilia Romagna, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Lazio e Lombardia.

Le mamme disoccupate, residenti in Italia, possono usufruire anche di un bonus bebè a loro riservato.

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