Qual è l’età giusta per iniziare lo svezzamento?

Tutti i genitori sono chiamati ad assicurare ai bambini una corretta alimentazione, equilibrata, in modo da prevenire l'obesità e altre malattie cronico-degenerative. Ma a quale età si può ufficialmente iniziare lo svezzamento?

Il ministero della salute offre una guida pratica allo svezzamento, con l’obiettivo di fare prevenzione in età pediatrica rispetto al sovrappeso dei bambini. Si suggerisce così una dieta bilanciata da unire ad un sano stile di vita.

L’età giusta per lo svezzamento

Lo svezzamento del bambino, spiegano gli esperti del ministero della salute, inizia tra il quarto e il sesto mese di vita, sulla base delle indicazioni del pediatra. Lo svezzamento consiste per il bambino nel passaggio dall’alimentazione basata esclusivamente sul latte (artificiale o materno) ad un’alimentazione fatta anche di cibi solidi e semisolidi, vale a dire minestrine, vegetali, frutta o pappe.

I primi cibi da introdurre

I cibi che si possono offrire al bambino in fase di svezzamento sono alimenti semplici: cereali senza glutine, frutta, vegetali cotti e tritati. In un secondo momento si possono introdurre anche la carne e il pesce.

I cereali senza glutine sono ad esempio il mais, la tapioca o il riso sotto forma di semolino. La pastina deve essere introdotta dopo qualche settimana mentre per i cereali con il glutine è bene attendere almeno 2-3 mesi dall’inizio dello svezzamento.

Riguardo la frutta il ministero consiglia d’iniziare dalla mela e dalla pera, mentre per i vegetali cotti e tritati, all’inizio si può fare affidamento su patate, zucchine e carote.

Dopo 1-2 mesi dall’inizio dello svezzamento gli esperti consigliano d’inserire la carne privilegiando quella meno allergenica, vale a dire agnello, pollo e coniglio. Stesso discorso per il pesce che va introdotto partendo da trota, nasello e merluzzo.

Dopo 1 mese dall’inizio dello svezzamento si può introdurre anche il parmigiano mentre fin da subito si consiglia di condire le pappe con l’olio extravergine d’oliva aggiunto a crudo.

È importante invece aspettare un anno di vita del bambino per l’introduzione dell’uovo e della frutta più allergizzante come le fragole. Superare lo “scoglio” dei 12 mesi è fondamentale anche per l’aggiunta di sale e zucchero nell’alimentazione del bambino.

Perché introdurre alcuni alimenti

I cereali sono introdotti nella dieta del bambino perché danno energia. Le proteine, le vitamine del gruppo B, il ferro e i sali minerali sono assorbiti dalla carne. L’olio, invece, assicura l’apporto di acidi grassi. La frutta e la verdura, invece, sono usate per assicurare vitamine, ferro, fibre e sali minerali al bambino, per questo il consiglio è di cuocere le verdure a vapore dopo averle lavate bene in modo da non perdere con la cottura troppe vitamine o sali minerali.

Foto | Thinkstock

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