Omicidio colposo per le donne che si drogano in gravidanza

 

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Come era successo anche in America, dove una donna che si era drogata in gravidanza era stata accusata di omicidio colposo, è successo anche in Italia. Oggi sul caso sta indagando la procura di Treviso che ha aperto un fascicolo contro la mamma di un piccolo morto a soli due giorni dalla nascita. 

Non è la classica storia strappalacrime di Natale, è un caso di cronaca che getta luce su tantissimi problemi legati alla gravidanza, ancora oggi da considerare un’esperienza sì unica per la donna ma anche delicata, da vivere in modo attento e con l’aiuto degli specialisti.

La procura di Treviso ha aperto in questi giorni un fascicolo contro la mamma di un piccolo che è nato con gravi problemi cerebrali che ne hanno determinato la morte in soli due giorni. Secondo la perizia medico-legale, a causare i danni al piccolo e di conseguenza la sua morte, sarebbe stato l’abuso di droga della madre.

La donna, che secondo le prime ricostruzioni ha circa 25 anni ed arriva dall’est Europa, è stata accusata di omicidio colposo. Secondo la procura era consapevole dei rischi cui andava incontro abusando di droghe ma durante i nove mesi di gravidanza ha continuato ad assumere grosse dosi di stupefacenti. In più, dopo aver dato alla luce il bambino pare sia fuggita dall’ospedale senza riconoscerlo. Adesso dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo.

Non è la prima volta che una donna partorisce nell’anonimato in ospedale e lascia il bambino appena nato senza riconoscerlo: è un procedimento possibile nel nostro Paese e in molti casi garantisce ai piccoli di essere adottati, di avere un’opportunità di una vita “normale”. È la prima volta, invece, che una donna sia accusa di omicidio colposo per l’assunzione di droga in gravidanza.

Che ne pensate? La gravità della situazione non è da sottovalutare nel nostro Paese visto che anche delle recenti statistiche ricordano che in gravidanza, 1 italiana su 3 continua a bere nei 9 mesi d’attesa.

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