4 modi per educare i bambini al sonno

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Se il bambino non dorme sono problemi per tutti. Qualche mamma sulla soglia dell’esaurimento, usa ben altri termini e pur sapendo che esistono dei metodi per insegnare al bambino come addormentarsi da solo, si rifugia dietro la convinzione che il proprio figlio è diverso e niente lo farà addormentare. Se pensate di essere mamme condannate per sempre all’insonnia, allora i prossimi consigli potete considerarli inutili. In alternativa vi raccontiamo 4 sistemi per educare i bambini a dormire, da quelli etichettati come crudeli a quelli che invece sono più abbordabili, soprattutto per le mamme un po’ sentimentali e un po’ fifone.

Il metodo Estivill

I genitori devono preparare la cameretta del bambino, dandogli un’immagine favorevole, che può essere la luna ma anche un pupazzo, oppure il ciuccio stesso se lo usa. Poi occorre fissare l’orario della nanna e fare in modo che resti sempre lo stesso. I genitori devono  programmare un momento detto affettivo, di una decina di minuti che diminuiscono di volta in volta. Serve a rassicurare il bambino, il quale piangerà sicuramente ma bisogna lasciarlo piangere anche 5-7 minuti. Alla fine si abituerà ad addormentarsi da solo.

Il metodo Michel Cohen

È ancora più duro del precedente perchè questo pediatra newyorkese propone di mettere il bambino in culla la sera alle 19 e riprenderlo la mattina alle 7 senza alzarlo se piange, senza consolarlo, senza preoccuparsi del fatto che starà senza mangiare o senza bere per un tempo che alla mamma sembra infinito. Una pratica che va coltivata dalle 8 settimane in poi.

Il metodo Tracey Hogg

È molto più dolce dei precedenti e consiste nella creazione di una routine che si replica ogni sera, un rituale della nanna che abitua il bambino alla nuova situazione. Se il bambino piange si adotta la tecnica del Pick Up/Put Down che consiste  nel prendere il bambino in braccio, nel calmarlo e poi nel metterlo di nuovo giù nel letto quando ancora è sveglio. Non è necessario e non è consigliato che si addormenti in braccio.

Il metodo Margot Sunderland

Questa invece è una tecnica di co-sleeping, che consiste nel far dormire il bambino anche con i genitori fino a che non sia sazio di coccole. Anche fino ai 5 anni, età in cui sarà il bambino stesso a richiedere una maggiore autonomia, una stanza tutta per lui e via discorrendo.

E voi quale metodo scegliereste? Qual è la tecnica che avete usato e vi ha dato maggiori soddisfazioni?

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