prova costume e bikini body

Prova costume e bikini body: cosa pensano davvero le donne

prova costume e bikini body

Questo è il periodo in cui si parla più spesso di prova costume e bikini body e tra ansie e polemiche si ripropone la questione scatenata qualche settimana fa da una pubblicità nella metropolitana londinese.

Ma siamo proprio sicure di volerci crucciare per un problema immaginario? Davvero esiste un bikini body o esistono solo corpi, tutti diversi? Nei nostri corpi, così come sono e senza aggettivi, viviamo tutti i giorni della nostra vita e dovremmo prendercene cura tutto l’anno e non solo quando vogliamo cambiarlo per una settimana di mare.

La riflessione nasce da un sondaggio lanciato dal sito Refinery29 che ha chiesto a 1000 donne nate tra il 1981 e il 1997 di svelare cosa pensano veramente del proprio corpo. Il 54% delle donne interpellate ha ammesso di essere soddisfatta del proprio corpo, anche se appena il 7% ha dichiarato di esserne completamente felice. L’80% ammette di sentirsi consapevole dell’aspetto del proprio corpo.

Dunque le donne si accettano ben più di quanto pensiamo? La colpa allora di chi è? In gran parte della solita pubblicità, probabilmente. C’è un bombardamento continuo, dalle copertine dei giornali ai cartelloni pubblicitari in città passando per gli spot in tv e i banner su Internet – per non parlare degli articoli pieni di buoni consigli per la prova costume puntualmente a inizio estate e delle continue offerte promozionali di cui ci infarcisono la posta elettronica tra creme snellenti e trattamenti dimagranti.

Sono tutti inviti più o meno espliciti a raggiungere il corpo perfetto. Il punto è che questo corpo perfetto non esiste o esiste solo in un mondo immaginario nel quale si vive a dieta perenne e al posto della crema idratante ci si spalma generose pennellate di Photoshop. A quanto pare un’ampia percentuale di donne ne è consapevole e tuttavia si sente a disagio in spiaggia quando è il momento di indossare un bikini.

Photo Credits | S_Photo / Shutterstock.com

Una Notte in Italia, torna il Festival del Cinema di Tavolara dal 12 al 19 luglio 2015

tavolara

Una notte in Italia, il festival di cinema all’aperto nelle località della costa nord- orientale della Sardegna e sull’isola di Tavolara, si svolgerà dal 12 al 19 luglio.

Ad aprire la rassegna, l’inaugurazione di tre mostre fotografiche dislocate in tre differenti location: Olbia, San Teodoro e Porto San Paolo. Martedì 14 luglio verranno proiettati alcuni dei più bei film italiani della stagione con una finestra dedicata alle cinematografie europee.

Molte le novità per questa nuova edizione del Festival, che si riconferma un appuntamento imperdibile con le stelle del cinema italiano, che quest’anno festeggia 25 anni. Un quarto di secolo che ha visto passare sul red carpet marino tutti i grandi nomi del cinema italiano: da Abatantuono a Zingaretti, passando per Amelio, Amendola, Argento, Bentivoglio, Bisio, Bova, Buy, Capotondi, Cotroneo, Crescentini, Cucinotta, Diritti, Favino, Ferrari, Gassmann, Gerini, Golino, Kinski, Ligabue, Mastandrea, Mazzacurati, Morante, Moretti, Muccino, Muti, Orlando, Ozpetek, Procacci, Rossi Stuart, Rubini, Salvatores, Scamarcio, Sorrentino, Tognazzi, Verdone, Virzì e tantissimi altri.

Festival open air

Una notte in Italia è l’unico festival di cinema all’aperto che si tiene su un’isola disabitata, l’isola di Tavolara, il “regno più piccolo del mondo” situato poche miglia a sud dall’imboccatura del golfo di Olbia. Il festival è nato nel 1991 per iniziativa di un gruppo di appassionati capitanati Marco Navone, organizzatore del festival, decisi a sopperire in modo originale alla carenza di sale cinematografiche nel nord Sardegna. L’evento si avvale anche quest’anno della direzione artistica di Piera Detassis, direttore di Ciak e da qualche mese presidente del Festival di Roma.

Tappeto rosso a Tavolara

Cinema Tavolara 1991-Bentivoglio-Rubini-Buy

Alla conduzione delle serate con proiezione, l’affezionato habitué del festival Neri Marcoré, quest’anno anche in veste di cantante e musicista. Nel primo appuntamento live del 14 luglio alla Peschiera di San Teodoro, Marcorè terrà un concerto con il cantautore e paroliere Edoardo De Angelis e le Tigri della Malvasia. Altra novità di #Tavolara25 sarà la prima volta di uno spettacolo dal vivo, A ruota libera, messo in scena dal regista e conduttore di Rai Radio2 Giovanni Veronesi.

Anche quest’anno il direttore artistico Piera Detassis ha voluto affiancare alle produzioni italiane, una straniera. Dopo aver avuto nel 2014 l’anteprima italiana di “The normal heart”, il tv movie di enorme successo andato poi in onda su Sky, quest’anno l’attenzione è tutta per l’anteprima assoluta del belga The Brand New Testament, provocatorio film su un Dio scorretto diretto da Jaco Van Dormael – che sarà trasmesso in versione originale sottotitolata – presentato quest’anno al Festival di Cannes.

A intrattenere il pubblico del festival si alterneranno tra gli altri Luca Argentero, Edoardo Leo, Fabrizio Ferracane, Giovanni Veronesi, Valeria Solarino, Donatella Bianchi, Domenico Ruiu, Peter Marcias, Nicola Campiotti, Geppi Cucciari e la madrina Chiara Francini. Un elenco di artisti che da qui all’inizio del festival è destinato ad arricchirsi di altri nomi.

Gli Incontri, le mostre e la Scuola di cinema

Da giovedì 16 a domenica 19 luglio, Una notte in Italia ripropone gli appuntamenti pomeridiani in collaborazione con Sky arte hd (in programma alle ore 18.30) con attori e cineasti presso piazza Gramsci a Porto San Paolo. Avviata nel 2007 dalla direttrice Piera Detassis, l’iniziativa ha riscosso ampio successo di pubblico riconfermando anche quest’anno la presenza di Geppi Cucciari, ormai affezionata habitué di Tavolara.

Dal 12 luglio saranno inaugurate tre mostre fotografiche presso tre diverse e suggestive località della Gallura: ad Olbia la Società dello stucco in via Cavour 43, ospiterà la mostra Divo Cavicchioli, un fotografo del West (all’italiana); a San Teodoro in piazza Mediterraneo verrà allestita Omaggio Pier Paolo Pasolini, a 40 anni dalla scomparsa del grande regista Italiano; a Porto San Paolo in piazza Gramsci ci saranno le immagini di “Cliciak 2015, Premio nazionale per fotografi di scena”. Le mostre sono realizzate in collaborazione con il Centro Cinema città di Cesena.

Al centro sociale di Porto San Paolo è inoltre in programma dall’11 al 14 luglio la Scuola di cinema per ragazzi, dai 10 ai 16 anni, a cura di Alberto Vezzoni, promosso dal Comune di Loiri Porto San Paolo in collaborazione con Mammalapis. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a [email protected].

Il programma

Una notte in Italia ha il suo culmine nelle serate sull’isola di Tavolara e un prologo sulla terraferma nella suggestiva Oasi naturalistica “La Peschiera” di San Teodoro e nella piazzetta Lungomare a Porto San Paolo.

Le proiezioni inizieranno alle ore 21:30. Per raggiungere l’isola il pubblico può prendere il traghetto presso il Porto San Paolo con partenze dalle 18:30. Il rientro a terra è previsto al termine di ogni proiezione.

Di seguito il programma delle serate:

14 luglio – San Teodoro, concerto di Neri Marcorè ed Edoardo De Angelis con le Tigri della Malvasia: un viaggio nella musica d’autore dagli anni Sessanta ai giorni nostri. A fare da corollario all’evento la proiezione di immagini di repertorio sui 25 anni di Una notte in italia e un percorso slow fish con la distribuzione di cibo da strada e il coinvolgimento di produttori locali.

15 luglio – San Teodoro, le proiezioni di Anime nere, di Francesco Munzi, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco e in concorso alla 71esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, vincitore di 9 David di Donatello (tra cui miglior film, miglior regista e miglior sceneggiatura), e Un fidanzato per mia moglie, di Davide Marengo, basato sulla commedia argentina Un novio para mi mujer, con Geppi Cucciari e Luca e Paolo. Percorso slow fish con la distribuzione di cibo da strada e il coinvolgimento di produttori locali.

16 luglio – Porto San Paolo, la proiezione di Il sale della terra film documentario scritto e diretto da Juliano Ribeiro Salgado e Wim Wenders, sulle opere del fotografo brasiliano Sebastiao Salgado presentato in concorso al Festival di San Sebastian e al Festival internazionale del film di Roma. A introdurlo saranno Donatella Bianchi, Domenico Ruiu e Piera Detassis. Prima del film il corto-documentario Effetto riserva, di Roberto Rinaldi, sull’Area marina protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo.

17 luglio – arena di Tavolara, per la prima volta a Una notte in Italia uno spettacolo teatrale, A ruota libera, diretto e intrepretato da Giovanni Veronesi, affiancato da un ospite a sorpresa. A seguire il film Youth – La giovinezza, scritto e diretto da Paolo Sorrentino, presentato in concorso al Festival di Cannes 2015.

18 luglio – arena di Tavolara, le proiezioni di Noi e la Giulia, di Edoardo Leo, tratto dal libro Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei, con Luca Argentero e Claudio Amendola, e Sarà un paese, il film- documentario di Nicola Campiotti.

19 luglio – arena di Tavolara, le anteprime del film The brand new testament, di Jaco Van Dormael, coproduzione tra Francia, Belgio e Lussemburgo, presentato al Festival di Cannes 2015, e di La nostra quarantena, di Peter Marcias, interpretato da Francesca Neri.

Foto | Cinema tavolara press

misty copeland prima etoile di colore

Misty Copeland sarà la prima etoile di colore della danza?

misty copeland prima etoile di colore

Misty Copeland si è guadagnata un posto tra le donne più influenti del mondo sul Time ma potrebbe diventare a breve anche la prima etoile di colore della danza classica. La nomina è attesa per il 4 Luglio all’American Ballet Theatre di cui la ballerina è già solista dal 2007.

La sua è la storia di chi ce l’ha fatta superando tutti i limiti, i pregiudizi, le difficoltà e se anche non dovesse raggiungere il riconoscimento più ambito per una danzatrice classica, comunque sarà arrivata più lontano di molte altre che l’hanno preceduta.

Nata in Missouri da una famiglia povera e numerosa, ha lotatto con i denti e tutta la sua forza di volontà per affermarsi. Pur avendo iniziato a studiare danza solo a 13 anni, un’età ormai tarda per le ballerine classiche, ha ottenuto presto riconoscimenti e successo, arrivando a diventare una solista del prestigioso American Ballet Theatre di New York.

In tutta la sua lunga storia, il celebre balletto americano non ha mai avuto una etoile di colore ma d’altronde fino a Obama l’America non aveva mai avuto un presidente nero. La sua nomina a prima ballerina sarebbe un segnale forte in un periodo in cui si assiste alla recrudescenza dell’odio razziale.

Intanto Misty ha vinto già più di una battaglia personale arrivando ad ottenere risultati di alto livello pur essendo – con le sue parole – “nera, bassa e formosa.” Ha raccontato la sua storia nell’autobiografia Life in Motion, sui social media è seguitissima e di recente è stata anche la prima Odette afroamericana ne Il lago dei Cigni.

Photo Credits | Facebook

Corte Suprema Usa, le nozze gay sono diritto costituzionale

whitehouse_gay

#Lovewins è l’hashtag utilizzato dal presidente Barack Obama dopo la storica sentenza della Corte Suprema emessa lo scorso 26 Giugno. La Corte ha stabilito che il matrimonio è un diritto garantito dalla Costituzione anche per le coppie omosessuali. Questo sta a significare che due persone dello stesso sesso potranno sposarsi e vedersi riconosciuto il matrimonio in tutti i 50 Stati del Paese.

Una vittoria per Obama che, sempre su twitter, ha scritto: “Oggi è un grande passo nella nostra marcia verso l’uguaglianza. L’amore è amore. E’ stata una conquista straordinaria, persone comuni possono fare azioni straordinarie. L’America dovrebbe essere fiera di loro. Oggi abbiamo reso la nostra Unione un po’ più perfetta“.

Nel 2013 la Corte aveva emesso un’altra sentenza a favore dei diritti degli omosessuali, dove stabiliva che le coppie dello stesso sesso sposate in Stati dove era legale farlo, avevano diritto ai benefici federali legati al matrimonio.

Foto | The White House Facebook

44 Mixtape, il nuovo album di Marti Stone con Dj Tess

 

44 mixtape_martistone_djtess

Il 30 Giugno esce il 44 Mixtape, l’ultimo lavoro di Marti Stone con Dj Tess, in free download sul sito martistone. Marti Stone è una rapper abruzzese che vive di musica e insegue i propri sogni con determinazione e coraggio. Questa è solo una piccola parte della chiave del suo successo, lo stesso che le fa girare l’Italia tra jam hip hop e club.

Nel 2013 conosce Tommaso Piotta, un incontro che le cambia la vita. Infatti, il rapper romano decide di produrre l’ album d’esordio Sulla bocca di tutti e basta un solo ascolto per capire il motivo. Marti Stone è un’ artista fuori dall’ordinario. Giovane, euforica e con una profonda sensibilità e capacità analitica verso ciò che la circonda.

Per fortuna non abbiamo dovuto attendere molto per il suo nuovo lavoro, realizzato in collaborazione con Giulia Tess, dj di tutti i suoi live ed ex concorrente di Top Dj 2015, talent show di Sky Uno.

Il titolo si ispira alla trascrizione numerica dell’inglese “For For” che, in dialetto- slang abruzzese, significa “Fuori Fuori, Fuori di Testa”. 44 Mixtape è una raccolta di 37 tracce, con 11 inediti su strumentali americane e alcuni pezzi e remix ufficiali della stessa Marti, usciti in varie compilation del 2014/2015.

E’ un manifesto della selezione musicale proposta dal duo, un viaggio nella bass music partendo dalle origini raggae-dancehall della DJ e dalle nuove hit americane hip-hop, senza dimenticare la trap e le sue contaminazioni.

Nel mixtape sono presenti Deliuan, dj e produttore pescarese, nella traccia Swaggateam, MC Nill, rapper umbra, in Sogni d’oro e Sab Sista, rapper tra le più famose della scena musicale italiana, in Hot Nigga remix.

Missato da Weshit presso il Qwagur Studio di Roma e con La Grande Onda nella veste di partner, 44 Mixtape è un disco interamente autoprodotto dalla rapper, che ha commentato così il suo ultimo lavoro:

Dopo Sulla bocca di tutti ho sentito il bisogno di pubblicare un album non ufficiale in free download per ringraziare chi mi ha supportata durante l’ultimo anno e per imprimere il format proposto da me e da Tess nei nostri showcase/DJ set, caratterizzato da un sound da club con una selezione che va dalle hit più conosciute alle chicche dell’underground dei generi e sottogeneri che tocchiamo.

Quello passato è stato un anno di novità, come l’aver cambiato alcuni collaboratori e questo mixtape rappresenta il passaggio tra l’album precedente e un nuovo capitolo della mia esperienza musicale.

I temi del 44 Mixtape sono volutamente leggeri; si respira aria di festa e voglia di cambiamento, a parte alcune tracce meno spensierate che comunicano i motivi della metamorfosi.

Per la copertina abbiamo collaborato con Alex Bucci, grafico di Heko Records (indie label techno/house/elettronica) perché c’è molta sintonia nel lavorare insieme e in più si ha sempre una formula vincente nell’unione di diverse realtà musicali provenienti dalla stessa area: me da La grande onda, Tess dalla Blackbox crew e Alex dalla Heko Records.

Foto e copertina | Alex Bucci

In video Pronta estratto da 44 Mixtape

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=olpr8ztKStY]

contro la violenza sulle donne

In Argentina un tweet contro la violenza sulle donne

contro la violenza sulle donne

In Argentina la rivoluzione contro la violenza sulle donne comincia con un tweet. È quello di Marcela Ojeda, una giornalista radiofonica che ha intervistato spesso le famiglie di donne uccise da mariti, fidanzati, amanti ed ex.

La giornalista sa bene che femminicidio è solo una parola diventata di moda, usata per definire qualcosa che accade più spesso e da più tempo di quanto non si sappia o non si ammetta. Per questo ha scelto di lanciare su Twitter una campagna di sensibilizzazione che sta dilagando in tutto il mondo.

L’hashtag #NiUnaMenos è partito lo scorso 11 Maggio con il primo tweet arrabbiato della giornalista argentina che ha lanciato un allarme già noto ma mai troppo spesso sottolineato: “They’re killing us.” Grazie alla vasta eco raggiunta, il 3 Giugno scorso è stata organizzata una marcia pacifica per le strade di Buenos Aires e da lì le proteste si sono diffuse anche ad altre città del paese.

Il tag è diventato presto virale e nel giro di poche settimane la partecipazione, sia fisica che virtuale, è diventata imponente. Le statistiche d’altronde sono scioccanti, ogni giorno troppe donne muoiono per mano di un uomo che le aveva amate o aveva detto di amarle.

L’omicidio di una donna da parte di un uomo è qualcosa che prescinde la sua definizione recente eppure l’uso del termine femminicidio, per quanto sgradevole appaia a molti, ha anche un valore politico: stabilisce il riconoscimento sociale di una violenza di genere da affrontare come tale.

In alcuni paesi essere una donna è più pericoloso che altrove, non esistono tutele legali contro lo stalking e c’è una cultura della sottomissione femminile che rende più difficile ribellarsi e portare alla luce i casi di violenza privata. La Rete però ci ha dato una nuova voce che possiamo sfruttare per difenderci e difendere le donne più deboli, amplificando la loro voce. Può dunque un tweet cambiare le cose? Sì, e se non le cambia ha il potere di avviare un cambiamento o almeno un dibattito.

Photo Credits | Artem Furman / Shutterstock.com

Video integrale di Kiko Arguello sul femminicidio, pro e contro

vlcsnap-2015-06-24-14h51m34s130

Kiko Arguello, nel suo discorso tenuto durante il family day di sabato scorso, ha toccato un tema spinoso come quello del femminicidio. I giornali, quasi tutti, hanno riportato la notizia dicendo che il fondatore del cammino neocatecumenale ha detto che il femminicidio è colpa delle donne. Ma c’è anche chi lo difende, scopriamo perché. 

Kim Kardashian donna oggetto

Kim Kardashian tiene una lezione sulla donna oggetto

Kim Kardashian donna oggetto

Sex symbol che non rifiuta di posare nuda davanti agli obiettivi dei fotografi e sulle copertine delle riviste, Kim Kardashian sorprende tutti tenendo una lezione sulla donna oggetto al Commonwealth Club of California. È stata scelta proprio per la sua esperienza diretta nel campo, cioè nell’uso, anche spregiudicato, del proprio corpo. Se non si intende lei di reificazione del corpo femminile

L’evento è programmato per questo mese e gli argomenti dell’intervento sono tratti dal suo nuovo libro Selfish, con un affondo nelle tematiche dell’oggettificazione della donna. Ma come può un personaggio che del corpo e degli ammiccamenti sessuali ha fatto oggetto e punto di forza avere una qualche autorevolezza sull’argomento?

Le polemiche non tarderanno, alcuni haters si stanno già scatenando puntando il dito sull’infelice scelta, eppure Kim Kardashian una qualche esperienza deve pur averla dal momento che ha costruito un’intera carriera sullo sfruttamento del proprio sex appeal. E tuttavia sembra assurdo che possa avere qualcosa da insegnare in proposito, almeno non dal punto di vista della lotta a quella stessa reificazione contro cui le donne spesso e giustamente si ribellano.

Che ci sia una sottile differenza tra il lucido sfruttamento del proprio corpo, con consapevolezza e a fini di marketing, e l’uso che ne fanno i media trattandoci da cose e non da persone, quello è indubbio. Ma questo limite è così sottile che superarlo è facile, accorgersene più difficile. Nel caso di un personaggio come la Kardashian è addirittura preferibile che il limite rimanga fumoso, ambiguo.

I biglietti per l’evento sono già tutti sold out e non ci è chiaro se ciò dipenda dall’interesse nei confronti delle tematiche affrontate o dalla semplice presenza del personaggio famoso, tra i più seguiti sui social media.

Photo Credits | Tinseltown / Shutterstock.com