10 Film per l’Estate 2015

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Odio l’estate (cit): moscow mule, sabbia, controra. La stagione di fede assoluta per eccellenza.  In estate non si decide nulla, è lei che decide per noi. Ci impone l’orario di uscita e rientro, gli amori improvvisi, il disagio da prova costume, l’insonnia cronica.

Cosa resta? La libertà di scegliere un buon libro o film da vedere nelle ore di punta. Dopo le 10 canzoni in loop come playlist estiva, ecco i 10 Film per l’Estate 2015 che ho selezionato per voi. Buona visione!

1. Willow

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Diretto da Ron Howard e Warwick Davis nel 1988, è basato su una storia scritta da George Lucas. Protagonista è Willow Ufgood, un contadino di un piccolo villaggio di nani che aspira a diventare stregone. Un giorno, lungo il fiume, trova la piccola Elora Danan. La bimba è una principessa predestinata a sconfiggere la malvagia strega regina Bavmorda. Willow decide di riportare la bambina dal suo popolo, ma prima dovrà affrontare mille peripezie.

2. Io la conoscevo bene

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Una straordinaria Stefania Sandrelli interpreta Adriana, donna ingenua e sfruttata nel capolavoro di Pietrangeli (1965), che con questa pellicola raggiunge il vertice della sua importante e breve carriera.

3. Tutto può cambiare

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E’ l’ultima deliziosa commedia scritta e diretta da John Carney (2014). Greta (Keira Knightley) e Dave (Adam Levine), coppia di cantautori, si trasferiscono a New York quando lui riceve l’offerta da una major. Purtroppo la celebrità e le numerose distrazioni, fanno perdere la testa a Dave, lasciando Greta sola e disperata. Una sera, però, Dan (Mark Ruffalo), ex dirigente di un’etichetta musicale, assiste per caso ad un’ esibizione di Greta in un piccolo locale dell’East Village. Intorno a questo incontro casuale prende vita la storia di due persone che si aiutano reciprocamente, riuscendo a cambiare le loro problematiche esistenze.

4. La caduta degli dei

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Nel 1969 Luchino Visconti delinea il processo di nazificazione dell’alta borghesia tedesca. Protagonisti sono corruzione, intrighi e decadenza di una dinastia di industriali sullo sfondo della salita al potere di Hitler.

5. Tacchi a spillo

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Diretto da Pedro Almodovar (1991), protagonista della vicenda è Rebecca (Victoria Abril), giovane e bella giornalista, sempre vissuta all’ombra della madre (Marisa Paredes), una famosa cantante. Da piccola, Rebecca si era macchiata di un crimine contro un compagno della madre. Ora, purtroppo, si trova di nuovo nel mezzo di un altro omicidio, su cui sta indagando un giudice (Miguel Bosé).

6. Io ti salverò

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Diretto da Alfred Hitchcock (1945),  il film racconta l’amore tra Constance Peterson (Ingrid Bergam) dottoressa di una clinica psichiatrica, e il giovane dottore Edwardes (Gregory Peck) che si scoprirà essere John Ballantine, un uomo che soffre di amnesia e che si sospetta sia l’assassino del vero dottor Edwardes.

7. Nymphomaniac – Volume I e II

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Scritto e diretto da Lars Von Trier (2013), il film è composto da due volumi.  Joe (Charlotte Gainsbourg) viene trovata sanguinante in un vicolo da Seligman, (Stellan Skarsgard) un pensionato dalla vita tranquilla che la porta in casa per curarla. Joe inizia a raccontare la propria vita, fortemente segnata dalla dipendenza dal sesso.

8. Elephant

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Diretto da Gus Van Sant (2003), ha vinto la Palma d’oro come miglior film e il premio per la miglior regia al 56 Festival di Cannes.È liberamente ispirato al massacro della Columbine High School ed altri stragi scolastiche .

9. Le streghe di Eastwick

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Diretto da George Miller, è basato sull’omonimo romanzo di John Updike.  Protagonisti della pellicola sono Jack Nicholson, Cher, Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer. Ambientata nella immaginaria città di Eastwick, la storia ruota intorno ai poteri magici e alle personalità di Alexandra Medford, Jane Spofford, e Sukie Ridgemont, una scultrice, un’insegnante di musica e una giornalista locale. Affascinate dalla personalità di Daryl Van Horne, le tre donne cominciano a sviluppare poteri magici inspiegabili.

10. Il generale della Rovere

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Realizzato su un soggetto di Indro Montanelli, il film è diretto da Roberto Rossellini (1959) ed interpretato da un incredibile Vittorio De Sica. Un truffatore viene risparmiato dai tedeschi durante l’occupazione, purché accetti di fingersi un eroe nazionale ed entrare a San Vittore per raccogliere le confidenze dei prigionieri.

Foto | Il Generale della Rovere video e Le streghe di Eastwick video

 

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#SunburnArt, quando scottarsi al sole fa tendenza

#SunburnArt

#SunburnArt è il nuovo trend che spopola sui social network e sulle spiagge dell’estate 2015. Suscita anche non poche polemiche per la pericolosità di questo nuovo gioco di cui purtroppo non sempre si comprendono le possibili conseguenze. Di cosa si tratta? Di tatuaggi di sole, letteralmente creati attraverso una scottatura.

Chi pratica la cosiddetta sunburn art si spalma una crema solare a protezione altissima o con schermo fisico totale solo su una porzione di pelle, ricreando una scritta oppure un disegno. Il resto della pelle resta esposta al sole senza protezione. La differenza di abbronzatura tra le parte protetta e quella non protetta determina l’apparire del tatuaggio.

Subito è partito l’allarme perché l’esposizione ai raggi UV senza un’adeguata protezione espone al rischio di tumori della pelle, addirittura fino all’80% in più rispetto a chi si protegge con un fattore alto e le possibilità raddoppiano nel caso di persone che hanno già subito delle scottature. Per non parlare dell’invecchiamento precoce della pelle che i raggi UV, com’è noto, danneggiano.

La Skin Cancer Foundation ha avvisato che procurarsi una scottattura non può e non deve essere un gioco da prendere alla leggera per i seri danni che si possono provocare sia a breve che a lungo termine. Quelli a lungo termine, che non vediamo nell’imediatezza, sono ben più seri e gravi di un po’ di pelle che si stacca sotto la doccia e di quella sgradevole sensazione di bruciore nei giorni seguenti la bravata.

La diffusione del tag sta facendo il suo consueto corso sui social network ma contemporaneamente da più parti si levano proteste e avvertimenti. Ma davvero vale la pena rischiare la salute per sfoggiare la tendenza dell’estate? La risposta è un deciso no.

persone sposate più grasse dei single

Le persone sposate più grasse dei single

 

persone sposate più grasse dei single

Oltre 10.000 persone in 9 paesi coinvolte in uno studio hanno dimostrato che le persone sposate sono più grasse dei single. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Social Science and Medicine e ha evidenziato che l’indice di massa corporea è in media più alto nelle coppie rispetto alle persone sole.

Qualche dato più specifico: gli uomini single hanno un indice di massa corporea medio di 25.7 mentre gli uomini sposati si attestano sul valore di 26.7; tra le donne si rileva una media del 25.1 tra le single e del 25.6 tra quelle sposate. Il divario non è grande, come si vede, ma comunque esiste.

Se temete che il vostro compagno, da sempre attento alla forma fisica, possa sfruttare questo dato per rimandare ancora la tanto attesa proposta di matrimonio abbiate cura di non fargli leggere questa notizia. Se invece eravate voi a cercare la scusa giusta per vivere felicemente nella più assoluta libertà, fatene tesoro. Il matrimonio non nuocerà gravemente alla salute ma di sicuro sulla forma fisica.

La verità è che l’indice di massa corporea non è un indicatore accurato ma tutto fa brodo quando non ci resta che arrampicarci sugli specchi per giustificare le nostre scelte di libertà davanti alla spietata società che ci vuole accasate e sistemate.

D’altronde abbiamo verificato tutte, almeno una volta nella vita su noi stesse o sui conoscenti, come sentirsi sicuri e appagati in una relazione stabile e a lungo termine provochi un certo rilassamento dei costumi nella cura del proprio corpo.

È proprio questo che dimostra lo studio condotto tra Austria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Russia e Polonia. Se è qualcosa che si verifica puntualmente in tanti luoghi diversi e tra migliaia di persone prese in esame, un fondo di verità deve pur esserci.

Photo Credits | Gajus / Shutterstock.com

Giovani si diventa, il nuovo film con Ben Stiller e Naomi Watts

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Chi ama Wes Anderson? Ecco, siamo un esercito, quindi sono certa che molti di voi avranno già sentito parlare di Noah Baumbach. Noah è uno sceneggiatore e regista statunitense, noto principalmente per aver co-sceneggiato Le avventure acquatiche di Steve Zissou Fantastic Mr. Fox.

Questa volta, però, torna sul grande schermo nelle vesti di regista con la deliziosa commedia Giovani si diventa (While we’re young), interpretata da Ben Stiller, Naomi Watts, Adam Driver e Amanda Seyfried.

Josh (Stiller) e Cornelia Srebnick (Watts) sono una coppia di quarantenni newyorkesi, felicemente sposati e impegnati nel campo artistico. Dopo aver provato senza successo ad avere un figlio, si rassegnano e accettano la situazione. Josh, che da diversi anni non riesce a terminare il montaggio del suo ultimo documentario, è ormai consapevole che la spinta artistica si è affievolita e sente di dover dare una svolta.

Un giorno conosce Jamie (Driver) e Darby (Seyfried), coppia giovane, libera e piena di iniziative, appassionati di videogame vintage e di animali fuori dal comune da allevare in casa. Per Josh, l’incontro con Jamie significa poter riaprire uno spiraglio sulle proprie occasioni mancate. Abbandonati gli amici di sempre, i Srebnick seguono la coppia hipster, disinibita e originale, condividendo progetti e nuove esperienze. Questo, però, non basterà a porre le basi per un vero rapporto di amicizia e fiducia.

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Giovani si diventa è una commedia brillante, frutto dell’occhio attento di Noah. Citazionismo andersoniano, dialoghi originali e cast eccellente sono i punti di forza della pellicola. Tutto è incastonato alla perfezione, tanto da giungere al lieto fine tra sorrisi ed ottimi spunti di riflessione sul rapporto “relazioni – web”, cuore del racconto. L’obiettivo di Noah è mostrare da un lato l’influenza di internet sulle nostre vite, dall’altro l’adeguamento di queste ultime allo stesso, una volta presa consapevolezza di pregi e difetti. Ne esce così un perfetto specchio digitale in grado di riflettere una sola verità, quella dell’esperienza. Ognuno fa tesoro del suo trascorso e cerca di adattarsi ai cambiamenti sempre più rapidi e frequenti. Così se gli adulti non sanno più che fare di smartphone e siti con serie tv in streaming, i giovani ricercano vinili, vhs e tutto ciò che fa parte di un’era che non hanno vissuto. Un perfetto cross- generazionale che fotografa la logica urbana del nostro tempo.

Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival nel settembre 2014, uscirà nelle sale italiane il prossimo 9 luglio, distribuito Eagle Pictures.

Foto | Eagle Pictures’s press

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=iQSVqeX5_Yo]

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Se lo stupro è colpa della vittima

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Sogniamo un mondo in cui la parità dei sessi e il rispetto per le donne sia qualcosa di realizzato ma poi apriamo gli occhi sulla realtà e sappiamo di essere ancora molto lontani da tutto questo: violenza e stupro sono all’ordine del giorno, la negazione dei diritti in tutti gli ambiti della vita schiaccia migliaia di donne.

Chi crede ad una giustizia divina che trascende quella degli uomini riceverà forse un magro conforto ma resterà parimenti basito dalla notizia della sentenza che ha prosciolto gli stupatori di una ragazza emiliana abusata da un gruppo di coetanei. Secondo la sentenza la ragazza non si è difesa, non ha reagito e ha subito passivamente la violenza. Per la legge dunque i suoi violentatori non sono accusabili perché possono aver frainteso l’atteggiamento della ragazza per un consenso al rapporto sessuale. In pratica non ci sono le prove che non volesse.

Avrebbe potuto dire di no, sembra suggerire atrocemente la sentenza. Come se bastasse dire di no davanti ad un gruppo di uomini che ti usa violenza. Avrebbe dovuto graffiarli, strappare loro gli abiti, procurarsi e procurare contusioni che potessero dimostrare che no, non voleva. Non avrebbe dovuto restare pietrificata dal terrore, incapace di reagire per la paura e anche per via dell’alcol di cui tutti avevano abusato quella sera. La colpa dello stupro, alla fine, è della vittima e non del carnefice.

È solo una delle molte, troppe notizie simili che ogni giorno arrivano a bombardarci per farci sentire non solo vittime ma anche responsabili della violenza che subiamo. È colpa tua se alzi il gomito, se metti una minigonna, se flirti con un ragazzo che ti piace, se ti diverti come tutti gli altri ad una festa con l’incoscienza dei tuoi 16 anni – ma anche solo se cammini per strada a tarda sera, ché se non uscivi era meglio e non te la cercavi.

Sono tutti comportamenti che non rappresentano una corresposabilità nello stupro, che non danno a nessuno il diritto di alzare un dito su di te, di esercitare un potere su di te, di usarti a piacimento. Ma che vengono tuttavia sempre più spesso usati come tali sia dai responsabili dello stupro, sia da chi poi lo racconta sui media.

Questo è quanto sembrano suggerire, veletamente ma neanche così tanto, giornali e opinionisti: se l’è cercata. È una sentenza morale che ci inchioda molto più di una mancata sentenza giuridica e che al tempo stesso condanna al fallimento tutte le campagne di sensibilizzazione e di educazione sulla prevenzione degli stupri.

La prevenzione dello stupro non deve essere rivolta alle donne suggerendo loro di adottare comportamenti più prudenti o addirittura di evitare decine di occasioni (normalissime) per non esporsi al pericolo. La prevenzione al contrario deve essere rivolta agli uomini, a chi è convinto di avere dei diritti sulle donne e un potere su di loro e di poterli esercitare a propria discrezione. Quello che serve è una rigorosa educazione al rispetto.

La motivazione della sentenza è dolorosa:

“Se è vero che il comportamento passivo della vittima e il fatto che scivolasse nella doccia avrebbero dovuto indurli a sospettare che la stessa avesse perso la lucidità necessaria per presentare un valido consenso all’atto sessuale è altrettanto vero che l’assenza di azioni di respingimento e di invocazioni di aiuto avrebbero potuto ingenerare la convinzione che la 16enne fosse consenziente.”

È dolorosa per tutte le donne che hanno trovato il coraggio di denunciare e sottoporsi all’infinita trafila di perizie e verifiche, sospetti e ingiurie. Lo è anche per tutte quelle, molte di più, che non hanno avuto la forza di farlo e che restano a macerarsi per tutta la vita nel dubbio che forse, in fondo, sì, dev’essere stata anche un po’ colpa loro.

Photo Credits | ChameleonsEye / Shutterstock.com

Em Ford e il video You look disgusting contro gli insulti web

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Em Ford è la fondatrice di My Pale Skin,  beauty blog di successo con milioni di visualizzazioni youtube. Da qualche giorno, però, Em è tra gli argomenti più discussi del web. Motivo? Qualche mese fa, ha deciso di presentarsi in video senza trucco e di mostrare difetti e brufoli del viso. Ma non le bastava fermarsi ad una dichiarazione. Ha continuato la grande battaglia all’ipocrisia, postando tutorial di trucco anti-macchie per le numerose richieste di aiuto che aveva ricevuto.

A questo punto, però, è uscita allo scoperto la doppia faccia della rete: pioggia di insulti – oltre 100.000 commenti offensivi come “Non posso nemmeno guardarti” o “Sei disgustosa” –  che l’hanno portata a denunciare le discriminazioni attraverso un video intitolato You look disgusting. La blogger ha, infatti, postato una clip per spiegare il dolore provato ed incoraggiare le donne con acne a non sentirsi a disagio, imparando ad accettare ed amare se stesse.

 You look disgusting ha già superato i due milioni di views.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=WWTRwj9t-vU]

Foto | video You look disgusting

 

Rihanna festeggia 100 milioni di copie vendute con l’uscita di BBHMM

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Le certificazioni oro e platino ci permettono di celebrare i successi ottenuti dagli artisti nel mercato. Sono circa sessant’anni che consegniamo premi agli artisti, ma solo raramente ci troviamo di fronte a casi come quello di Rihanna. Le vogliamo fare i nostri complimenti! Non solo perché ha superato la soglia dei 100 milioni di copie vendute, ma anche perché è stata la prima a farlo. Si tratta di un importante atto nella storia del mercato discografico e un incredibile riconoscimento per la sua carriera straordinaria, questo il commento della Recording Industry Association of America (RIAA, equivalente della nostrana FIMI) che ha annunciato a Riri il superamento della soglia dei 100 milioni di copie vendute con i suoi singoli, conquistando il primato assoluto.

Un motivo in più per festeggiare l’uscita del video Bitch Better Have My Money che vede la cantante delle Barbados nella doppia veste di regista – insieme il collettivo Mega-force-  e attrice. Con quasi 10 milioni di views in poche ore, BBHMM ha conquistato fan e pubblico di tutto il mondo con sette minuti di adrenalina pura. Tra rapimenti, nudo, violenze e party, Rihanna strizza l’occhio a Tarantino, Rodriguez & co. senza mai dimenticare quel tocco glamour che l’ha sempre contraddistinta. Menzione speciale per  Mads Mikkelsen (Hannibal, Il sospetto), uno degli attori più interessanti del panorama cinematografico internazionale.

Cresce così l’attesa per il nuovo album che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe chiamarsi Wildflower.

Di seguito il video:
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=B3eAMGXFw1o&w=640&h=340]

Foto | BBHMM ‘s video