Marilyn Monroe, i 10 best movies della diva americana

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Il 5 Agosto del 1962 moriva Marilyn Monroe, regina delle dive. Nata a Los Angeles nel 1926, Norma Jeane Mortenson ebbe una vita intensa e scandita da amori e successi, ma anche debolezze e dipendenze. Cinquantatré anni fa, il corpo dell’attrice veniva ritrovato senza vita nel suo appartamento. Aveva da poco terminato il suo ultimo film,  The Misfits (1961) di Jack Houston con Clarke Gable, un vero e proprio testamento.

In occasione dell’anniversario della sua scomparsa, ecco che ho stilato per voi i 10 best movies della più grande tra le dive americane. Buona visione!

1. Gli spostati

Al primo posto c’è The Misfits (titolo originale) un film del 1961. Diretto da John Huston, sceneggiato da Arthur Miller e con la partecipazione di Clark Gable e Montgomery Clift.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=EckvMsLsfBM]

2. A qualcuno piace caldo

Some Like It Hot è un film del 1959 diretto da Billy Wilder con Tony Curtis e Jack Lemmon.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=c50FB8KpjNw]

3. Gli uomini preferiscono le bionde

Gentlemen Prefer Blondes è un film del 1953 diretto da Howard Hawks, tratto dall’omonimo romanzo di Anita Loos ed interpretato dalla Monroe e Jane Russell.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=o9IVqKQC2Bo&w=640&h=340]

4. Niagara

Del 1953, è diretto da Henry Hathaway con Marilyn, Jean Peters e Joseph Cotten.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=HjTNi6CazRQ]

5. Quando la moglie è in vacanza

The Seven Year Itch è un film diretto da Billy Wilder ed interpretato dalla Monroe, Tom Ewell, Evelyn Keyes, Sonny Tufts, Robert Strauss e Oskar Homolka.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Hn75ctpXGr0]

6. Come sposare un milionario

How to Marry a Millionaire è un film del 1953 diretto da Jean Negulesco, con la partecipazione di Lauren Bacall e Betty Grable.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=oBhRU8v0zFY]

7. Il magnifico scherzo

Monkey Business è un film del 1952 diretto da Howard Hawks, che vede la partecipazione di Cary Grant e Ginger Rogers.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=JEhHQh2fyDE]

8. Il principe e la ballerina

The Prince and the Showgirl è una commedia romantica del 1957, diretta ed interpretata da Laurence [youtube http://www.youtube.com/watch?v=PL2CEEhYBeM]

9. La magnifica preda

River of No Return è un western del 1954 diretto da Otto Preminger con protagonisti Robert Mitchum, Marilyn e Rory Calhoun.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=CNqOh2iWTj4]

10. Facciamo l’amore

Let’s Make Love è un film del 1960 diretto da George Cukor, con protagonisti Marilyn Monroe e Yves Montand.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=xfbMtSs2P8A]

Foto | A qualcuno piace caldo , Niagara

Informazioni pratiche per visitare Expo 2015

Informazioni pratiche per visitare Expo 2015

Informazioni pratiche per visitare Expo 2015

Con uno spazio espositivo di più di 1 milione di metri quadrati e 140 paesi e organizzazioni che espongono è facile perdersi d’animo: ecco le informazioni pratiche per visitare Expo 2015 con tutto quello che vi serve sapere per muovervi, organizzare la visita, sfruttare tutti i servizi offerti.

Quanti padiglioni vedere?

Che abbiate a disposizione un giorno solo o che possiate tornare a più riprese, il nostro consiglio è quello di fare una scelta senza cercare di vedere tutto ma puntando su ciò che vi interessa o incuriosisce di più. In media ogni padiglione richiede almeno un’ora ma ci sono da considerare le code per accedere. L’ideale sarebbe concentrarsi su 4-5 padiglioni per giornata.

Quanto devo camminare?

Tantissimo, quindi è assolutamente indispensabile indossare scarpe comode e ben collaudate. Anche quando non camminerete, starete molto tempo in piedi. Potrete riposarvi ogni volta che vorrete ma una visita densa richiede comunque un ritmo abbastanza sostenuto.

A che ora conviene arrivare?

La biglietteria apre alle 9.30 mentre all’area espositiva si accede a partire dalle 10. All’apertura di solito ci sono poche persone ed è conveniente approfittarne per evitare le lunghe code che si possono formare nell’arco della giornata. Molti padiglioni consentono l’accesso ad un numero limitato di visitatori per volta quindi è consigliato visitare la mattina presto i padiglioni più frequentati (per esempio quello giapponese).

Servizio navette

Esiste un servizio di navette che segue un percorso esterno ad Expo e prevede 10 fermate. Servitevene per spostarvi tra aree distanti tra loro. La frequenza è di 5 minuti.

Aree per riposare

Per riposare ci sono panchine, sedie e vasti prati dove sedersi o addirittura distendersi per godersi un momento di relax tra una visita e l’altra.

Acqua gratis

I viali perimetrali sono forniti di fontanelle che offrono acqua naturale o gassata, sia a temperatura ambiente che fresca. Portate con voi una bottiglietta vuota da riempire ogni volta che serve.

Servizi ignienici

I bagni sono numerosi e personale di servizio li pulisce in continuazione. Potete chiedere una mappa con tutti i punti toilette. Ogni punto igienico si trova all’interno di strutture – tutte uguali tra loro e riconoscibili – che offrono tutti i servizi di base: parafarmacia, polizia, bar e bagno.

AskExpo

Gli utenti di Twitter potranno servirsi del social info point di Expo. Basta fare le vostre domande, di qualunque genere, all’account @AskExpo per ricevere risposte in tempo reale su accoglienza, informazioni logistiche, suggerimenti per scoprire la città. Rispondono al lunedì al giovedì dalle 9 alle 20 e nel fine settimana dalle 9 alle 23.

Servizi per bambini e neonati

Chi visita Expo 2015 con un bambino o un neonato può servirsi di specifiche aree sponsorizzate dedicate all’assistenza delle mamme, con fasciatoio e spazi ritirati per allattare. Le  nursery sono presenti in quasi tutti i bagni. Inoltre vengono forniti passeggini di cortesia e braccialetti identificativi.

Wi-fi gratis

La connessione è gratuita, offerta dall’Expo 2015 negli spazi esterni e dai singoli padiglioni all’intero delle aree espositive di ciascun paese o organizzazione.

Punti ricarica cellulari

Punti di ricarica per cellulari, tablet e laptop si trovano nei locali CIR Food: sono colonnine di ricarica fornite anche di cavetti.

Da dove entrare?

Se arrivate in treno o in metro potete accedere direttamente dalla stazione agli ingressi Triulza Ovest o Fiorenza Ovest. È necessario sottoporsi ai controlli di sicurezza, dove c’è spesso una coda che però scorre abbastanza velocemente. Entrando da qui vi trovete di fronte al Padiglione Zero che ha la forma di un trullo. Da qui parte il lungo Decumano su cui si affacciano quasi tutti i padiglioni.

Se arrivate in auto potete usufruire dei 4 parcheggi, adiacenti agli accessi o collegati via navetta. Sono Merlata, Arese, Fiera Milano, Trenno. Il posto va prenotato.

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Lena Dunham e la consapevolezza del corpo

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Non sono tante le celebrità che postano sui social media gli scatti dei paparazzi, ma Lena Dunham mostra il suo fisico senza vergogna e ripubblica sul proprio account Instagram alcune foto rubate dai fotografi. La ritraggono in momenti nei quali certo non appare al suo meglio, come su un tappeto rosso o un’occasione pubblica.

Qualche giorno fa la scrittrice e regista della fortunata serie tv Girls ha riproposto ai suoi followers una foto scattata dai paparazzi appostati vicino al set era impegnata a girare una scena di Girls, per l’appunto. Pubblicando l’immagine, la Dunham ha spiegato anche perché ha scelto di farlo.

“Non è da me pubblicare una foto dei paparazzi, ma questo scatto mi riempie di orgoglio. Per tutta la vita ho odiato correre e correvo come un giovane pterodattilo ferito. Durante la stagione finale di Girls ho deciso che Hannah era pronta ad evolversi e così corre e si allena. Mi sono sentita forte, veloce e fiera. È una vera gioia sentirsi sempre più consapevole del proprio corpo e delle sue potenzialità.”

Lena Dunham alias Hannah è fiera di sé, con un corpo che non aderisce ai canoni di bellezza dominanti e che tuttavia non ha mai nascosto. Possiamo raccogliere il messaggio lanciato dall’ennesima donna coraggiosa che non ha nulla da nascondere del proprio corpo, lo esibisce con fierezza e si riconosce in se stessa e non in un ideale distorto imposto dall’esterno.

Al contempo non passa un messaggio che può essere interpretato negativamente, come nel caso della modella plus size che è stata attaccata perché fiera delle proprie curve e del proprio peso over. Qui la burrosa attrice è impegnata in un’attività sportiva di cui sottolinea i vantaggi e che la fa sentire più forte, fiera di sé e connessa con il proprio corpo.

Venezia 72, tutti i film in concorso

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Dal 2 al 12 settembre si riaccende il lido con la nuova Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia: 22 pellicole in concorso. 16 fuori concorso. 18 nella sezione Orizzonti. L’Italia avrà ben quattro rappresentanti: L’Attesa dell’esordiente Piero Messina , Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio, A bigger splash di Luca Guadagnino e Per amor vostro di Giuseppe Gaudino.

Ecco l’elenco di tutti i film partecipanti.

FILM IN CONCORSO:

– Abluka (Frenzy) di Emin Alper – Turchia, Francia, Qatar

– Heart of a Dog di Laurie Anderson – Usa

– Sangue del mio Sangue di Marco Bellocchio – Italia, Francia Svizzera

– Looking for Grace di Sue Brooks – Australia

– Equals di Drake Doremus – Usa

– Remember di Atom Egoyan – Canada, Germania

– Beasts of No Nation di Cary Fukunaga – Usa

– Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino – Italia, Francia

– Marguerite di Xavier Giannoli – Francia, Repubblica Ceca, Belgio

– Rabin, the last day di Amos Gitai – Israele, Francia

– A bigger splash di Luca Guadagnino – Italia, Francia

– The endless river di Oliver Hermanus – Sud Africa, Francia

– The Danish Girl di Tom Hooper – Gran Bretagna Usa

– Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson – Usa (animazione)

– L’Attesa di Piero Messina – Italia, Francia

– 11 Minut (11 minutes) di Jerzy Skolimowski – Polonia, Irlanda

– Francofonia di Aleksandr Sokurov – Francia, Germania, Paesi Bassi

– El Clan di Pablo Trapero – Argentina, Spagna

– Desde Allà di Lorenzo Vigas – Venezuela, Messico

– L’Hermine di Kristian Vincent – Francia

– Behemoth di Zhao Liang – Cina, Francia (documentario)

Film d’apertura

Everest di Baltasar Kormakur – Gran Bretagna, Usa

Film di chiusura

– Lao Pao Er (Mr Six) di Hu Guan – Cina

Fiction

– Go with Me di Daniel Alfredson – Usa, Canada, Svezia

– Non essere cattivo di Claudio Caligari – Italia

– Black Mass di Scott Cooper – Usa

– Spotlight di Thomas McCarthy – Usa

– La Calle de la Amargura di Arturo Ripstein – Messico, Spagna

– The Audition di Martin Scorsese – Usa

Non Fiction

– Winter on Fire di Evgeny Afineevsky – Ucraina (documentario)

– The Palma di Noah Baumbach e Jake Paltrow – Usa (documentario)

– Janis di Amy Berg – Usa (documentario)

– Sobytie (the event) di Sergei Loznitsa – Paesi Bassi, Belgio (documentario)

– Gli uomini di questa città io non li conosco di Franco Maresco – Italia (documentario)

– L’esercito più piccolo del mondo di Gianfranco Pannone – Città del Vaticano, Italia, Svizzera (documentario)

– Na Ri Xiavu (Afternoon) di Tsai Ming-liang – Thaipei Cinese

– In Jackson Heights di Frederick Wiseman – Usa (documentario)

Proiezioni speciali

– Human di Yann Arthus-Bertrand – Francia (documentario)

Leone d’oro alla carriera

– Le vie et rien d’autre di Bertrand Tavernier – Francia

Orizzonti

– Madame Courage di Merzak Allouache – Algeria, Francia, Emirati Arabi Uniti

– A Copy of my mind di Joko Anwar – Indonesia, Corea del Sud

– Pecore in Erba di Alberto Caviglia – Italia

– Tempête di Samuel Collardey – Francia

– The Childood of a Leader di Brady Corbet – Gran Bretagna, Ungheria, Belgio, Francia

– Italian Gangster di Renato de Maria – Italia

– Charshanbeh, 19 ordibehesht (Wednesday, May 9) di Vahid Jalilvandd – Iran

– Mountain di Yaelle Kayam – Israele

– Krigen (a War) di Tobias Lindholm – Danimarca

– Visaaranai (interrogation) di Vetri Maaran – India

– Free in Deed di Jake Mahaffy – Usa, Nuova Zelanda

– Boi Neon di Gabriel Mascaro – Brasile, Uruguay, Paesi Bassi

– Man Down di Dito Montiel – Usa

– Lama Azavtani (Why Hast Thou Forsaken Me?) di Hadar Morag – Israele, Francia

– Un Monstruo de mil Cabezas di Rodrigo Flà – Messico

– Mate-Me por Favor di Anita Rocha da Silveira – Brasile, Argentina

– Taj Mahal di Nicolas Saada – Francia, Belgio

– Interruption di Yorgos Zois – Gracia, Francia, Croazia

Foto | Venezia 72 Cover, L’attesa Trailer

perché le donne guardano le altre donne

Perché le donne guardano le altre donne

perché le donne guardano le altre donne

Perché le donne guardano le altre donne per la strada, superando addirittura gli uomini in un’attività che inesorabilmente attira la curiosità di ogni donna? È tutta colpa della moda che agisce come un vero e proprio codice di comunicazione non verbale e attira fatalmente gli sguardi delle donne, anche coloro che si dicono meno interessate a vestiti e accessori.

Guardare l’aspetto di un’altra donna, persino giudicarlo – e a volte è un tutt’uno con lo sguardo – è qualcosa a cui non possiamo rinunciare, fa parte di noi. Talvolta ammiriamo un accessorio, l’eleganza con cui si indossa un certo capo, il colore dei capelli. Talvolta ci spingiamo addirittura ad invidiare un fisico tonico o un paio di scarpe da urlo. Più spesso purtroppo tendiamo a giudicare negativamente le altre donne. Si sa, la solidarietà femminile in certi frangenti va a farsi un giro altrove.

Una serie tv che si intitola The Way We Dress esplora proprio queste dinamiche che si instaurano tra le donne quando i loro sguardi si incrociano per strada o in qualunque altro ambiente che le induca a notarsi a vicenda.

La serie tv è suddivisa in 4 parti che affrontano dal punto di vista di quattro diverse registe il rapporto delle donne con la moda che vedono intorno a sé, prevalentemente sulle altre donne. Il motivo per cui ci scrutiamo vincendevolmente è figlio dei tempi. Quando la moda è diventata un modo per esprimere se stessi e il messaggio che si vuole comunicare agli altri, abbiamo cominciato a notare questi messaggi e ad interpretarli.

Pare sia un vizio tutto femminile, benché parecchi uomini non se ne esimano. All’uomo però spesso interessa più il corpo di una donna che il suo involucro, elemento che per una donna diventa invece cruciale.

La regista Chelsea McMullan, che firma il primo episodio della serie chiamato Notes on the Gaze, spiega che guardare le altre donne è un po’ come diventarlo: desideriamo il suo taglio di capelli, il suo fisico, il suo atteggiamento e immaginiamo come ci si sente ad aessere vista con occhi altrui. In altri casi si tratta di insicurezza, ragion per cui controlliamo come sono le altre, come fossero uno specchio ideale o un ideale a cui tendere o, al contrario, un termine di paragone in negativo, che ci fa sentire più fiduciose in noi stesse.

Photo Credits | Hrecheniuk Oleksii / Shutterstock.com

Foo Fighters a Cesena dopo il video dei mille musicisti

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Il 26 Luglio circa mille musicisti, diretti dal maestro Marco Sabiu, si sono ritrovati vicino Cesena per suonare Learn to fly, celebre canzone dei Foo Fighters.

Nel maggio 2014, un gruppo di ragazzi di Cesena aveva ideato il progetto “Rockin’1000″ con l’obiettivo di convincere i Foo Fighters a suonare nella loro città. Per la realizzazione dell’evento è stato aperto un crowdfunding e tutti i mille partecipanti l’hanno realizzato gratuitamente.

Dopo aver raggiunto tre milioni di visualizzazioni in un solo giorno, il video è stato notato dalla band americana che non ha tardato a condividerlo su twitter e ad accettare l’invito. Infine, lo scorso venerdì 31 luglio, Dave Grohl ha pubblicato sul proprio account di Facebook un video di ringraziamento in italiano per tutte le persone che hanno partecipato al videoclip.

Rockin’1000

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=JozAmXo2bDE]

Il video in italiano di Dave Grohl
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=qD35ASXHmsU]

Foto |  Greg Jannacone x Shutterstock

TIFF 2015, al via la quarantesima edizione con Demolition

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Demolition, nuovo film di Jean Marc Vallée con Jake Gyllenhaal e Naomi Watts, aprirà il quarantesimo Festival Internazionale del Cinema che si terrà a Toronto dal 10 al 20 di settembre.

Distribuito in Italia da Good Films, Demolition è la storia di un broker (Gyllenhaal) che dopo la morte della moglie, attraversa un momento di autodistruzione fino all’incontro con una mamma single (Watts9.

Nella sezione Special Presentations verrà presentato Youth-La giovinezza di Paolo Sorrentino insieme con Black Mass di Scott Cooper, Colonia di Florian Gallenberger, The Danish Girl di Tom Hooper, Dheepan di Jacques Audiard e Guilty di Meghna Gulzar, Beasts of no Nation di Cary Fukunaga

Nella sezione “Gala” sarà presentato Septembers of Shiraz e Freeheld di Petter Sollett che vede Julianne Moore nei panni di un’agente di polizia.

Numerose le anteprime mondiali, previste nel concorso, come: The Martian il nuovo lavoro di Ridley Scott con Matt Damon; Where to Invade Next di Michael Moore, The Program, Stonewall e Lolo.

Per il programma completo, basta visitare il sito tiff.net.

Foto | Universal Pictures press

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Crea per la figlia le bambole Marvel al femminile che non esistono

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Perché esistono le bambole Marvel di tutti i personaggi maschili, che fanno parte del marchandising ufficiale, ma non si trovano facilmente, o affatto, quelli femminili? È quello che si sono chiesti in tanti e c’è chi fa da sé, che notoriamente fa per tre e con l’aiuto dei social media riesce anche a far arrivare lontano il suo messaggio.

Rebecca Millar è una mamma australiana che ha scoperto quanto sia difficile trovare per la sua bambina Abigal le bambole dei personaggi femminili della Marvel. E allora che fare? Farselo da sola, naturalmente.

Sua figlia, spiega, adora gli Avengers e la sua eroina preferita è Black Widow che ha preso il posto delle solite bambole tipo Barbie. La bimba possiede già gli altri personaggi della storia ma l’unica Black Widow disponibile online era troppo cara. Allora la mamma ha modificato una bambola qualunque, dipingendola a mano con i tratti caratteristici del personaggio.

Dopo questa esperienza la cosa è andata avanti fino a creare una trentina di Geek Grrl Dolls, così le ha chiamate, ispirandosi a molti personaggi femminili che fanno parte tradizionalmente dell’immaginario associato ai bambini piuttosto che alle bambine. Facebook ha fatto il resto, creando un certo chiasso mediatico intorno all’iniziativa.

Viene automatico scomodare la sempre molto chiacchierata teoria gender, ma non solo Tra gli applausi per l’iniziativa ci sono state anche parecchie polemiche, legate soprattutto alla rappresentazione del corpo femminile perché la Millar si limita a dipingere le bambole “nude” anziché vestirle di tutto punto (“sono terribile nel cucito” dice). Intanto il messaggio è passato e sta facendo chiacchierare la Rete. È già un risultato anche questo.

Photo Credits | Facebook