Ghemon, il rapper di Avellino torna con “Vola Alto”

GHEMON

L’artista avellinese insieme alla sua band “Le Forze del Bene” ha composto il singolo e una serie di strumentali che accompagneranno tutte le partite della stagione. La Lega Basket lancerà così il 94° campionato di Serie A Beko con un’operazione inedita e unica nel suo genere in Italia. “Vola Alto” si muove tra sofisticate melodie Funk e Soul supportate da un trascinante riff di basso e batteria che rappresentano perfettamente la direzione musicale che Ghemon sta percorrendo. Un’evoluzione musicale nata dal fortunato album “ORCHIdee” e proseguita in oltre un anno e mezzo di tour.

Ghemon ha mostrato personalmente in anteprima il videoclip della canzone in occasione della presentazione del campionato che si è tenuta lo scorso 23 settembre al Palazzo di Varignana. Trasmessa per tutti i fan in diretta streaming, è stato svelato il video di “Vola Alto” che vede anche la partecipazione della leggenda del basket italiano Dan Peterson.

Le ultime date dell’ Invincibile Tour che vedranno come protagonisti Ghemon e la sua band sono:
10 Ottobre – Roma – Outdoor Festival
24 Ottobre – Bologna – Locomotiv
20 Novembre – Milano – Alcatraz

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=kL6935KD8Fo]

Foto | Ghemon facebook

2000 donne in bicicletta a izmir

Cosa fanno 2000 donne in bicicletta a Izmir

2000 donne in bicicletta a izmir

2000 donne in bicicletta a Izmir fanno notizia, soprattutto se la città turca è la capofila di un’iniziativa che ha coinvolto ben 10 città della Turchia con la quarta edizione del cosiddetto “giro in bicicletta delle donne in tiro.” È questa la traduzione letterale del titolo in turco della coloratissima manifestazione, come si vede dallo screenshot da BikeItalia.

Il paese è in procinto di affrontare le elezioni anticipate, il suo presidente si è dichiarato filo-islamico e la guerra è alle porte, eppure le donne della città hanno deciso di affrontare questa situazione in bilico con una giornata di bellezza e vezzi.

Contrastando il grigio delle strade solitamente invase dalle auto e inforcando le loro biciclette adorne di fiori e palloncini, si sono lanciate per le strade della città vestendo abiti coloratissimi, trucco appariscente, capelli al vento e grandi sorrisi.

Lo scopo era quello di riempire la città di bellezza proponendo un modello più sostenibile di vita in città. L’occasione l’hanno fornita anche la settimana europea della mobilità sostenibile e il World Carefree Day.

L’iniziativa è nata quasi per caso dal desiderio di Sema, un’insegnante con il desiderio di organizzare uscite in bicicletta con le amiche, rifiutando l’idea della gara e della competizione che spesso sorge quando in bicicletta vi va con gli uomini. Da lì a creare un gruppo su Facebook per invitare le donne a divertirsi in bicicletta c’è stato solo un breve passo.

Il gruppo via via è cresciuto, le donne che partecipano si spostano in bicicletta per scelta senza rinunciare alla propria femminilità, anzi esibendola. Secondo qualcuno si approfitta dell’idea anche per diffondere un messaggio di libertà che invoca la parità di genere. Qualcun altro ci vede anche un movimento di resistenza contro l’atmosfera di islamizzazione che sta investendo la società turca.

Gli ingredienti del successo ci sono tutti: libertà, spontaneità, rispetto dell’ambiente e voglia di essere se stesse hanno brillato per le strade di Izmir dove le 2000 donne hanno pedalato ripetendo a gran voce “Arabadan in, bisiklete bin” (scendi dall’auto, inforca la bici).

Il sindaco di Izmir, che da tempo cerca di incentivare l’uso della bicicletta in città, ha dato il suo sostegno diretto e ha offerto alle donne che si spostano in bici la possibilità di utilizzare gratuitamente la metropolitana cittadina.

ministre egiziane vestono all’occidentale

Le ministre egiziane vestono all’occidentale e vengono criticate

ministre egiziane vestono all’occidentale

Le nuove ministre egiziane vestono all’occidentale ed è subito polemica accesa: il nuovo governo egiziano guidato da Sherif Ismail conta tra le sue fila 3 ministri donna su un totale di 33 ministri che compongono l’esecutivo, una scelta vista con favore delle comunità internazionali, eppure c’è qualcosa che non piace a tutti. Le tre ministre infatti sono state accusate di contraddire la tradizione islamica del paese indossando abiti occidentali.

Nel corso del giuramento del governo le tre donne si sono presentate a testa scoperta, una con un abito a maniche corte, due con un completo blu. Questa scelta di modernità, che fuori dall’Egitto e da una parte della popolazione egiziana viene vissuta come un positivo sintomo di cambiamento, è stata criticata duramente dalla parte dell’opinione pubblica più vicina a posizioni tradizionaliste.

Le ministre sono Ghada Waly, che si occupa del ministero della Solidarietà, Nabila Makram a capo dell’Immigrazione e Sahar Nasr che cura la Cooperazione Internazionale. Sia in televisione che su Facebook hanno ricevuto dure critiche a proposito del loro “look inappropriato” che “non appartiene alla cultura egiziana.”

Sebbene le ministre abbiano ricevuto anche molti consensi, sia per il loro impegno politico e civile che per il loro look “elegante e chic”, a farsi notare sono come sempre soprattutto gli strali negativi. Ma il web sta già rispondendo con forza e su Twitter si è diffuso l’hashtag #Egypt is getting prettier che incoraggia le giovani generazioni a sostenere un’immagine più fresca e moderna del paese.

Purtroppo la strada da fare è ancora lunga, come si nota sia dalle critiche che si appuntano ad un outfit, come se fosse ciò che determina la serietà e l’impegno di una persona per il suo paese, sia dall’attribuzione alle ministre di incarichi decisamente secondari rispetto a ministeri più centrali nella gestione del governo.

black dot campaign

Black Dot Campaign contro la violenza sulle donne

black dot campaign

Sul web si sta diffondendo da qualche giorno, con un battage sempre più intenso, una nuova campagna sociale che si chiama Black Dot Campaign e intende sensibilizzare le persone sul mai troppo sviscerato argomento della violenza sulle donne.

In cosa consiste? Le donne sono invitate a disegnare un punto nero sulla propria mano, in un luogo visibile, per segnalare una violenza domestica quando non si ha la possibilità di denunciare l’abuso per paura di ritorsioni. In questo modo chi vede il punto nero può riconoscere la vittima e provare ad aiutarla.

Quasi sempre infatti i casi di violenza domestica non vengono denunciati per paura di essere scoperte e punite ed è difficile individuare una vittima e riuscire ad offrirle aiuto. Sulla pagina Facebook dell’iniziativa, su cui il puntino nero sta avendo una diffusione immensa, si legge che:

“La Black Dot Campaign fa in modo che possano chiedere aiuto anche le vittime che non possono farlo verbalmente, le persone così possono riconoscerle e aiutarle. È un modo per aiutare le vittime più vulnerabili di violenza domestica.”

L’idea alla base sta nella possibilità di comunicare un disagio alle persone che ti amano e che spesso non sono del tutto consapevoli di quello che sta succedendo. Ma il punto nero dovrebbe diventare anche un modo per riconoscersi, così le vittime di violenza che sono uscite dalla spirale di abusi possono offrire il proprio aiuto a chi è ancora sottomesso a queste intollerabili situazioni.

La campagna ha ottenuto un grande successo e in appena un paio di settimane dal suo lancio ha raggiunto oltre 5 milioni di persone sui social media. Molti hanno deciso di partecipare alla campagna pubblicando una foto della propria mano con un punto nero, in segno di solidarietà e adesione.

Non sono mancate però le critiche da parte di chi ritiene che una campagna simile non approderà a risultati concreti senza il supporto di istituzioni e organizzazioni di sostegno che possano fornire aiuto e accoglienza alle vittime. Anzi c’è chi ritiene addirittura che le vittime possano trovarsi in situazioni di peggior pericolo esibendo un punto nero come richiesta di aiuto ma senza l’esistenza effettiva di una struttura organizzata che possa fornirglielo, tempestivamente e nei modi più adeguati.

Photo Credits | Facebook

Oscar 2016, nove film iscritti per la candidatura italiana

Indigo Film
Indigo Film

L’attesa di Piero Messina, Mia madre di Nanni Moretti, Nessuno si salva da solo di Sergio Castellitto, Non essere cattivo di Claudio Caligari, Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino, Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio, Vergine giurata di Laura Bispuri, Il giovane favoloso di Mario Martone e Latin Lover di Cristina Comencini, sono i film italiani i nove titoli che si sono iscritti alla corsa per la candidatura del rappresentante italiano all’Oscar come migliore film in lingua non inglese.

La Commissione di selezione è composta da Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema del Ministero per i Beni e  le Attività Culturali, Nicola Piovani, Daniele Luchetti, le produttrici Tilde Corsi Olivia Musini, il distributore Andrea Occhipinti, Stefano Rulli, Presidente Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e i giornalisti Natalia Aspesi e Gianni Canova.
La riunione per scegliere il film da candidare si terrà lunedì 28 settembre, presso la sede dell’ANICA, che agisce in rappresentanza dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences.

L’annuncio delle nomination si terrà il 14 gennaio 2016, mentre la cerimonia degli Oscar è prevista per il 28 febbraio 2016.

Foto | L’Attesa trailer

disabili a expo 2015

Visitatori disabili a Expo 2015, informazioni utili

visitatori disabili a Expo 2015

I visitatori disabili a Expo 2015 possono usufruire di una serie di servizi speciali per godersi l’evento con un’accoglienza dedicata a chi ha mobilità ridotta ed esigenze particolari. Ecco le informazioni utili da conoscere per i visitatori con disabilità.

Biglietti per disabili

Sono stati previsti dei biglietti a prezzo ridotto del 50% per le persone disabili ma non sono disponibili online poiché bisogna fornire una certificazione che attesti la disabilità. Nello specifico si può presentare, a scelta:

  • un certificato di disabilità rilasciato dal Ministero del Tesoro o dal Ministero dell’Economia
  • una tessera di invalido di guerra
  • un contrassegno per il parcheggio disabili accompagnato dal documento di identità.

Anche nel caso di visitatori stranieri è necessario un documento che attesti l’invalidità. La documentazione va spedita all’indirizzo email [email protected] e i biglietti si potranno acquistare con carta di credito. Non sono previste altre forme di pagamento. I biglietti verranno ricevuta via email. In alternativa i biglietti si possono acquistare all’Expo Gate in piazzale Cairoli a Milano, da alcuni rivenditori autorizzati o direttamente nelle biglietterie del sito espositivo. Con le stesse modalità si può acquistare anche il season pass, cioè il biglietto stagionale.

L’accompagnatore del visitatore disabile ha diritto al biglietto gratuito se il disabile ha un’invalidità del 100% (o almeno dell’80% in caso di invalidi del lavoro), se è privo della vista o dell’udito. Il biglietto per l’accompagnatore va emesso insieme al biglietto speciale per disabili.

Parcheggi per disabili e mezzi pubblici

I parcheggi nei pressi dell’Expo 2015 prevedono degli stalli riservati ai disabili. Per chi si muove con i mezzi pubblici è utile consultare le informazioni dedicate alle persone con disabilità sul sito di ATM Milano.

Accessi per disabili

  • Accesso Ovest Triulza – Orogel: in zona stazione Rho Fieramilano, prevede un percorso sotterraneo accessibile, con ascensore nel tratto finale che è in pendenza. È lungo circa 350 metri.
  • Accesso Ovest Fiorenza – San Carlo: vicino la fermata Rho Fieramilano della Metro linea 1, prevede un ascensore per arrivare in superficie e percorrere poi la passerella sopraelevata, lunga 500 e con accesso diretto all’Expo 2015. Il percorso totale è lungo 800 metri. In alternativa alla sopraelevata c’è il percorso sotterraneo del punto precedente.
  • Accesso Sud Merlata – Orogel: è raggiungibile da taxi, auto e autobus. Dopo i controlli si raggiunge in ascensore la sopraelevata lunga 350 metri. Alla fine della passerella un altro ascensore consente l’accesso al sito. Il percorso completo è di 500 metri.
  • Accesso Est Roserio – Orogel: si raggiunge con taxi e bus e prevede un percorso pedonale pianeggiante e privo di barriere lungo tra i 50 e i 500 metri.

Accessibilità a biglietterie e padiglioni

Ci sono biglietterie riservate ai visitatori disabili o biglietterie accessibili. Ai controlli sono previste corsie preferenziali. Anche i percorsi interni al sito, ai padiglioni e ai servizi sono privi di barriere architettoniche. Molti padiglioni hanno previsto percorsi pedo-tattili a pavimento e mappe tattili. Altri padiglioni hanno creato percorsi di visita interattivi fruibili anche dalle persone disabili. Non tutti i padiglioni hanno previsto però corsie preferenziali per l’accesso.

I servizi igienici sono tutti attrezzati, così come il Children Park dedicato ai più piccoli con ingresso accessibile riservato, servizi dedicati e percorsi di esperienza pensati in maniera specifica per i bambini con disabilità.

Muoversi all’interno di Expo 2015

Il perimetro esterno dell’Expo 2015 è servito dalla navetta gratuita People Mover, accessibile a disabili e visitatori com mobilità ridotta. All’interno del sito espositivo è attivo un servizio di noleggio di sedie a rotelle e scooter elettrici.

Truth, il film aprirà la decima edizione del Festival di Roma

truth_Cateblanchett

Truth è un film che si presta a due piani di lettura. Il primo è quello del rapporto tra giornalismo e politica. Il secondo è quello tra verità e faziosità: quanto nel riportare una notizia si possa essere influenzati da tesi precostituite. Basato su una storia vera, Truth è diretto con straordinaria efficacia da un regista esordiente di cui sentiremo parlare a lungo, questo il commento di Antonio Monda, direttore artistico della Festa del Cinema di Roma prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma presieduta da Piera Detassis, sulla scelta del film d’apertura della nuova edizione 2015.

Il 16 Ottobre “Truth”, opera prima di James Vanderbilt, vedrà il suo esordio. Il film è un thriller politico e giornalistico, interpretato da Cate Blanchett e Robert Redford.

Il film è ispirato al libro Truth and Duty: The Press, the President and the Privilege of Power, scritto dalla giornalista e produttrice televisiva Mary Mapes che per anni ha lavorato alla trasmissione della CBS 60 minutes, al fianco di Dan Rather. Il film narra le vicende del controverso caso “Rathergate”, sui presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush per andare alla Guardia Nazionale. La storia, non confermata, è emersa nel 2004, a due mesi dalle elezioni presidenziali, e ha poi provocato le dimissioni di Rather e il licenziamento di Mapes, mettendo in crisi tutta la CBS News.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=vyd0fbQbJKo]

Foto | Truth trailer

Running (Lose it All), il nuovo singolo di Beyoncé e Naughty Boy

beyonce

Beyoncé è tornata. Dopo due anni esatti dall’uscita dell’ultimo disco a sorpresa “BEYONCE'”, stanotte è uscito online il nuovo singolo della regina Bee.

Naughty Boy è meglio conosciuto per la produzione del brano”La La La”. Il produttore è tornato con una nuova musica, un featuring in collaborazione con Beyoncé e Arrow Benjamin: Runnin ‘(Lose It All). La canzone è una ballata potente destinata ad essere la colonna sonora del prossimo autunno. Il video si apre su un ampio distesa dell’oceano, dove sommersi dall’acqua profonda, troviamo una figura solitaria che cerca disperatamente la luce.

Videoclip di Running Lose It All.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=eJSik6ejkr0]

Foto | Beyoncé facebook