Otis Johnson, ritorno alla vita dopo 44 anni

OTIS JOHNSON

Otis Johnson è tornato alla vita dopo 44 anni. Non sa nulla dell’era Steve Jobs, perché è fermo al 1975. Uscendo su Times Square – New York City, è rimasto colpito dal numero enorme di persone assenti e perse sugli schermi dei loro telefoni, come in un film ambientato in un futuro distopico.

Ad Agosto 2014, Johnson è stato rilasciato dal carcere dopo aver scontato una condanna a 44 anni per il tentato omicidio di un agente di polizia. Andò in prigione all’età di 25 anni e ne uscì a 69.
Ma Otis non è un caso eccezionale.  Nel 2013, negli Stati Uniti, circa 3.900 detenuti sono stati liberati dalle prigioni, dopo aver scontato almeno 20 anni, secondo il Bureau of Justice Statistics.

Si comprende così l’importanza della riforma carceraria, punto focale per la Casa Bianca durante l’ultimo anno del presidente americano in carica Barack Obama. In un recente discorso alla Rutgers University, il Presidente ha sottolineato la necessità di programmi di rientro prigioniero incentrati su istruzione, formazione professionale e l’alloggio.

“Non è troppo tardi”, ha detto Obama. “Ci sono persone che hanno attraversato momenti difficili, che hanno commesso errori, ma con un po ‘di aiuto, possono tornare sulla strada giusta.”

Nel 2014, secondo il Bureau of Justice Statistics, la popolazione carceraria degli Stati Uniti è scesa al livello più basso dal 2005. Ma i  dati mostrano tanto altro: per esempio, dal 1999-2014, il numero di detenuti di età compresa tra 55 e più è cresciuto del 250 per cento, mentre quelli di età inferiore ai 55 è cresciuto dell’8 per cento. I prigionieri anziani erano solo il 3 per cento della popolazione carceraria totale nel 1999, ma nel 2014, il numero è cresciuto fino al 10 per cento.

Il problema è che gli  ex prigionieri come Johnson, rilasciato dopo decenni di isolamento, incontrano non pochi ostacoli. Le loro esigenze sono drasticamente diverse: disturbi di salute mentale, strategie di coping e altri effetti collaterali della detenzione a lungo termine.

Marieke Liem, ricercatore presso la Harvard Kennedy School, ha detto che c’è una grande mancanza di risorse per chi viene fuori dopo aver scontato periodi lunghi.
“La prigione decide quando luci si accendono e, quando se ne vanno. Ogni momento della giornata è programmato. Se siete stati nel sistema carcerario per la maggior parte della vostra vita, come si può essere essere adeguati come membro di una società? E fare un piano? ”  ha affermato Liem.
Dopo il rilascio dalla prigione, a Johnson è stato consegnato un documento d’identità, $ 40 e due biglietti dell’autobus. Dopo aver perso tutti i legami familiari durante la prigionia, Johnson può fare affidamento solo su Fortune Society, un’organizzazione no-profit che fornisce servizi di alloggio ad ex detenuti di Harlem.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=OrH6UMYAVsk]

Fonte | aljazeera

Foto | video

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Fur Oil, olio di bellezza per peli pubici

fur oil

Altro che ceretta integrale, brasiliana e bizzarrie da estetiste avventurose: le donne contemporanee non amano tutte la depilazione totale, c’è sempre più spazio per chi non disdegna la presenza di pelo sul pube.

Tra le celebrità lo ha ammesso Gwyneth Paltrow, che da sempre diffonde una filosofia di vita il più possibile naturale. E certo non è naturale un violento strappo in zone tanto delicate, per quanto tutte abbiamo lunga familiarità con questa tecnica.

Per tutte le amanti del pelo pubico, però, ci sono linee di prodotti cosmetici che consentono di tenere in perfetto ordine ciò che non va assolutamente mantenuto come un folto, selvatico e rupante cespuglio. Pelo sì, ma con le giuste cure, insomma.

Dall’idea di due sorelle nasce quindi una linea di prodotti per la cura del pelo pubico che si chiama Fur Oil. Le sorelle Schubert si sono chieste il motivo di tante cure per i capelli se poi si trascura la zona intima che in fondo è dotata di peli proprio come la nostra testa…

Così è nato Fur Oil, uno speciale olio nutriente, setificante e ammorbidente che mantiene lucente e sano il pelo pubico con un mix di olii naturali che vanno dal tea tree oil all’olio di jojoba passando per l’olio di vinaccioli e l’olio di semi di salvia sclarea.

Tutti questi ingredienti hanno proprietà ammorbidenti, antisettiche e setificanti per un’area intima assolutamente impeccabile anche se non ci si depila integralmente. All’olio si accompagna un balsamo addolcente da utilizzare prima della depilazione per ammorbidire i peli oppure dopo, per lenire la pelle. Contiene tea tree oil, olio di oliva e burro di karitè. Mai più peli in disordine. Ma c’era bisogno?

giornata vs violenza donne

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, perché il 25 novembre?

giornata vs violenza donne

Una giornata speciale quella di oggi, nella quale si scende in campo contro la violenza sulle donne. Il femminicidio purtroppo è ancora oggi all’ordine del giorno, basta aprire un giornale e leggere la cronaca, quella che troppo spesso parla di donne uccise da ex mariti, amanti e uomini che usano la loro forza malata per esprimere violenza. Ma perché è stato scelto il 25 novembre come giorno per riflettere su questo delicato tema?

Educare i maschi contro la violenza: intervista a Cristina Oddone, vincitrice del premio per il contrasto alla violenza di genere

violenza donne boldrini oddone

Cristina Oddone, vincitrice del Premio per la migliore tesi di ricerca sul tema del Contrasto alla violenza contro le donne, è assegnista dell’Università di Genova: lavora sui temi della violenza di genere in sociologia. Il premio per la miglior tesi di Dottorato in materia di contrasto alla violenza di genere le è stato conferito dalla delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, il Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionali, la CRUI e il Consiglio d’Europa.

Come ha affrontato il tema del contrasto alla violenza di genere nella sua tesi di Dottorato in Sociologia presso l’Università di Genova?
La tesi è un’etnografia nel primo centro di ascolto italiano, una ricerca empirica che è il risultato di un lunga osservazione presso il “Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti”, nato a Firenze nel 2009. Il tema della violenza di genere viene trattato dal punto di vista maschile, dal punto di vista degli autori di violenza. Nell’analisi non vengono analizzati casi di femminicidio, né esperienze di uomini detenuti per aver commesso violenza, ma casi di uomini che in maniera volontaria decidono di affrontare il problema della violenza – fisica, economica, psicologica – in ambito familiare e nelle relazioni di intimità.

Come funzionano i centri di ascolto per gli uomini autori di violenza?
I centri antiviolenza esistono dagli anni Settanta e hanno svolto un ruolo molto importante in sostegno alle donne, ma non si può combattere questo fenomeno senza lavorare sugli uomini, sul maschile e sulla relazione. Quindi è importante prendere in carico non solo le vittime, ma anche gli autori di violenze così come fanno i centri di ascolto per uomini autori di violenza.

Giornata Internazionale contro il Femminicidio

Giornata Internazionale contro il Femminicidio

Giornata Internazionale contro il Femminicidio

Il 25 Novembre è la Giornata Internazionale contro il Femminicidio che sarà celebrata con una serie di iniziative in tutta Italia allo scopo di potenziare la sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne. Istituita per la prima volta dalle Nazioni Unite nel 1999, in Italia è stata accolta solo dal 2005 ma l’impegno cresce costantemente nel tempo. Non è ancora abbastanza, ma è già molto.

Per incoraggiare le donne a denunciare la violenza domestica, che costituisce la percentuale maggiore degli abusi su donne, si punta sul lavoro dei centri antiviolenza ma anche sul tentativo di operare un cambiamento culturale tra le persone comuni, agendo sulla percezione di un problema che troppo spesso viene trascurato o relegato alla pagina di cronaca nera dei telegiornali. È qualcosa che ci riguarda tutte.

A subire violenza sono molte più donne di quante non finiscano al telegiornale perché troppo spesso gli abusi tra le pareti domestiche vengono taciuti e nascosti. La cultura patriarcale che assegna un ruolo dominante agli uomini, d’altronde, è ancora ben lontana dall’essere sradicata e sconfitta anche nel civilissimo Occidente.

I dati sono spaventosi. L’ultima indagine Istat 2015 ha segnalato che il 31.5% delle donne italiane ha subito una violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della sua vita. Praticamente una donna su tre è stata vittima di violenza per un totale di 6 milioni e 788 mila italiane. A livello mondiale si registrano percentuali simili, con una media del 35%.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene la violenza contro le donne la causa primaria di morte o invalidità tra la popolazione femminile. Il 42% delle donne che hanno subito violenza da parte degli uomini ha riportato danni seri alla salute, sia fisica che mentale. Il 38% degli omicidi di donne in tutto il mondo sono commessi da un partner. A subire violenza senza denunciarla tuttavia sono molte, molte di più, e coloro che muoiono per mano di un uomo solo la minoranza, pur preoccupante.

donna con hijab

Da Zara a Parigi impedito l’ingresso a una donna con hijab

donna con hijab

Il dibattito sul velo che le donne di molte culture portano per imposizione o scelta è sempre attuale e lo diventa più che mai in questi giorni caldi dopo gli attentati di Parigi, che hanno fatto salire ulteriormente il livello di allarme in ogni angolo del mondo.

La paura implica spesso un pregiudizio ed è quello che accade all’ingresso di uno dei negozi della catena spagnola Zara proprio nella città francese dove alcuni giorni fa ad una donna con hijab è stato impedito l’accesso per ragioni di sicurezza. Reazione esagerata? Normali controlli di routine? Forse, ma il video che è stato girato con uno smartphone mentre la guardia spiega che la donna non può entrare una certa impressione la fa.

Davanti al negozio due uomini addetti ai controlli esaminano le borse delle clienti prima di lasciarle entrare in negozio ma uno dei due ferma una donna velata rifiutandole il permesso di accedere al punto vendita. Nel video dice chiaramente che è vietato l’accesso a persone con il capo coperto, inclusi cappelli e felpe con cappuccio. Solo che il velo non è un copricapo che abbia qualcosa a che fare con l’abbigliamento, è qualcosa di più, e chiedere ad una donna islamica di rimuoverlo coinvolge ben più dell’aspetto fisico avendo una stretta relazione con il suo credo religioso.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=6apVLiKBffI]

Il video si è diffuso rapidamente sulla Rete e Zara ha subito risposto contattando personalmente la cliente per scusarsi dello spiacevole episodio che ha definito “un incidente.” Allo stesso tempo ha diffuso una nota con cui ha assicurato che le clienti che indossano il velo:

“sono le benvenute e ogni informazione in contraddizione con questo non è assolutamente in linea con la politica di Zara.”

Un gesto significativo e per alcuni anche doveroso, soprattutto considerando che la catena spagnola è già stata accusata di discriminazione in passato. Ricordiamo tra gli episodi precedenti la proposta di abiti per bambini con righe che ricordavano le divise dei campi di concentramento e un’accusa risalente allo scorso Giugno da parte di un ex dipendente che ha intentato un processo milionario, ritenendo di aver subito un trattamento discriminatorio come lavoratore.

Photo | Thinkstock

AMA 2015, tutti i vincitori

weeknd-grande

Gli American Music Awards 2015 sono andati in onda la scorsa domenica sera.

Tra i grandi protagonisti dell’evento troviamo: Ariana Grande, Nicki Minaj, The Weeknd, Ed Sheeran e Sam Smith. Ma anche i One Direction, Justin Bieber, i Coldplay, tornati sul palco dopo sette anni e Celine Dion, che ha cantato per le vittime di Parigi.

Ad aprire la cerimonia di premiazione, un’incredibile performance di Jennifer Lopez.

Di seguito l’elenco  completo di tutti i vincitori e partecipanti di ogni categoria.

ARTIST OF THE YEAR
Luke Bryan
Ariana Grande
Maroon 5
Nicki Minaj
One Direction – WINNER
Ed Sheeran
Sam Smith
Taylor Swift
Meghan Trainor
The Weeknd

SONG OF THE YEAR
Wiz Khalifa Featuring Charlie Puth “See You Again”
Mark Ronson Featuring Bruno Mars “Uptown Funk!”
Ed Sheeran “Thinking Out Loud”
Taylor Swift “Blank Space” – WINNER
The Weeknd “Can’t Feel My Face”

FAVORITE MALE ARTIST – SOUL/R&B
Chris Brown
Trey Songz
The Weeknd – WINNER

FAVORITE ARTIST – RAP/HIP-HOP
Drake
Fetty Wap
Nicki Minaj – WINNER

FAVORITE ARTIST – ALTERNATIVE ROCK
Fall Out Boy – WINNER
Hozier
Walk The Moon

COLLABORATION OF THE YEAR UN-LEASHED BY T-MOBILE
Wiz Khalifa Featuring Charlie Puth “See You Again”
Rihanna & Kanye West Featuring Paural McCartney “FourFiveSeconds”
Mark Ronson Featuring Bruno Mars “Uptown Funk!”
Skrillex & Diplo Featuring Justin Bieber “Where Are Ü Now” – WINNER
Taylor Swift Featuring Kendrick Lamar “Bad Blood”

FAVORITE FEMALE ARTIST – COUNTRY
Kelsea Ballerini
Miranda Lambert
Carrie Underwood – WINNER

FAVORITE FEMALE ARTIST – POP/ROCK
Ariana Grande – WINNER
Taylor Swift
Meghan Trainor

NEW ARTIST OF THE YEAR PRESENTED BY KOHL’S
Fetty Wap
Sam Hunt – WINNER
Tove Lo
Walk The Moon
The Weeknd

FAVORITE ALBUM – RAP/HIP-HOP
J. Cole – 2014 Forest Hills Drive
Drake – If You’re Reading This It’s Too Late
Nicki Minaj – The Pinkprint – WINNER

TOP SOUNDTRACK
Fifty Shades of Grey
Empire: Original Soundtrack from Season 1
Pitch Perfect 2 – WINNER

FAVORITE MALE ARTIST – COUNTRY
Jason Aldean
Luke Bryan – WINNER
Sam Hunt

FAVORITE DUO OR GROUP – POP/ROCK
Maroon 5
One Direction – WINNER
Walk The Moon 

FAVORITE ALBUM – SOUL/R&B
Chris Brown X
D’Angelo and The Vanguard Black Messiah
The Weeknd Beauty Behind the Madness – WINNER

FAVORITE MALE ARTIST – POP/ROCK
Nick Jonas
Ed Sheeran – WINNER
Sam Smith

FAVORITE ALBUM – POP/ROCK
Ed Sheeran – X
Sam Smith – In The Lonely Hour
Taylor Swift – 1989 – WINNER

FAVORITE DUO or GROUP – COUNTRY
Zac Brown Band
Florida Georgia Line – WINNER
Little Big Town

FAVORITE ALBUM – COUNTRY
Jason Aldean – Old Boots, New Dirt
Florida Georgia Line – Anything Goes – WINNER
Sam Hunt – Montevallo

FAVORITE FEMALE ARTIST – SOUL/R&B
Beyoncé
Mary J. Blige
Rihanna – WINNER

FAVORITE ARTIST – ADULT CONTEMPORARY
Ed Sheeran
Taylor Swift – WINNER
Meghan Trainor

FAVORITE ARTIST – LATIN
Enrique Iglesias – WINNER
Ricky Martin
Romeo Santos

FAVORITE ARTIST – CONTEMPORARY INSPIRATIONAL
Casting Crowns – WINNER
Hillsong United
MercyMe

FAVORITE ARTIST – ELECTRONIC DANCE MUSIC (EDM)
Calvin Harris – WINNER
David Guetta
Zedd

Foto | video AMA

Adele e 25, il nuovo album che forse non ascolterete in streaming

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E’ fuori 25 di Adele, un album atteso da anni in tutto il mondo. Dopo quasi 48 ore dal rilascio, i principali siti di musica digitale sarebbero stati informati che 25 non verrà reso disponibile per lo streaming.

Il portavoce della cantante non ha, però, commentato la notizia. Lo Streaming è molto diffuso nell’ambito del music business ed è considerato il futuro dell’ascolto dai dirigenti ed esperti di tecnologia. Rimane controversa tra molti artisti la questione dei pagamenti delle royalties e del controllo.

La maggior parte degli artisti ha optato per lo streaming, aderendo ai termini stabiliti dai servizi. Ma Adele, Taylor Swift e Beyoncé, sono tra i pochi eletti ancora in grado di impostare i termini di fruizione della loro musica.

Un anno fa la Swift ritirò il consenso per la condivisione dei suoi album su Spotify, lamentando che il servizio svalutava la sua musica. Poco tempo dopo, la cantante ha firmato un accordo per aggiungere il suo nuovo album”1989″ ad Apple Music. Beyoncé non ha concesso per più di un anno lo streaming del suo ultimo album “Beyoncé,” rilasciato alla fine del 2013.

“Questo è un problema minore per Adele, ma una questione importante per i servizi di streaming,” ha dichiarato Mark Mulligan, analista dei media digitali con Midia Researc, che per due anni consecutivi si sono visti negare “il più grande album dell’anno”.

Adele “25”, pubblicato da XL / Columbia, è pronta ad essere uno dei più grandi successi nel mondo della musica ha visto negli anni. Secondo la rivista Billboard, i dirigenti si aspettano circa 2,5 milioni di copie vendute nella sua prima settimana solo negli Stati Uniti, una somma inconcepibile oggi.

Per ora, “Hello“, il primo singolo estratto da “25” rimane ampiamente disponibile sui servizi di streaming, e il suo rilascio, un mese fa, non ha portato alcun impatto negativo. Nonostante la sua disponibilità su Spotify e altrove, la canzone ha venduto un record di 1,1 milioni di download negli Stati Uniti nella sua prima settimana. Il video per la canzone è stata anche visto più di 400 milioni di volte.

Foto | 25

Fonte | NYT