#ConLeDonneXLeDonne

#ConLeDonneXLeDonne: una mostra fotografica a Roma

ConLeDonneXLeDonne

Questa sera alle 18.30 sarà inaugurata a Roma, al Chiostro del Bramante su via Arco della Pace 5, una speciale mostra fotografica intitolata con un hashtag #ConLeDonneXLeDonne. Lo stesso tag è stato utilizzato online nelle ultime settimane per condividere immagini contro la violenza di genere e lanciare un messaggio forte da parte delle donne per le donne.

La mostra raccoglie gli scatti più belli condivisi sui social network e dal 21 al 29 Novembre offrirà un nuovo spunto di riflessione e discussione sulla violenza sulle donne e sugli strumenti per fermarla. Il primo e più potente è la solidarietà tra donne e l’aiuto che possono darsi a vicenda, anche attraverso la sensibilizzazione sull’argomento e il tentativo di produrre un cambiamento con l’azione diretta e personale.

La campagna è stata promossa da Eau thermale Avène con il sostegno dell’associazione nazionale D.i.Re Donne in Rete contro la violenza che ha voluto coinvolgere le utenti in un’iniziativa nata per le donne e affidata alle donne stesse e alla loro iniziativa.

Lo scopo è quello di innescare un mutamento culturale per contrastare e disinnescare la violenza di genere proprio attraverso il coinvolgimento massiccio della Rete, che è capace di trasportare e diffondere un messaggio con enorme potenza.

Il successo è stato già grande vista la quantità di immagini condivise con l’hashtag dedicato, a centinaia, da cui sono state tratte le foto più incisive per l’esposizione. Sarà possibile acquistare le stampe delle fotografie preferite alla fine della mostra, contribuendo così anche ad una raccolta fondi per fornire supporto alle donne in difficoltà attraverso le attività dell’associazione D.i.Re.

L’ultima tappa della campagna prevede infine un Twitter storm programmato per il 25 Novembre alle 10 del mattino. Tutti sono invitati a condividere un messaggio contro la violenza di genere utilizzando ancora una volta l’hashtag #ConLeDonneXLeDonne.

A qualcuno piace classico, il grande cinema a Roma

A-QUALCUNO-PIACE-CLASSICO

Giunto ormai alla quinta edizione e accolto da un immutato successo, si rinnova l’appuntamento con A qualcuno piace classico, la rassegna di capolavori della storia del cinema che in questi anni ha fatto la gioia dei cinefili romani.

Come ogni anno sarà possibile riscoprire sul grande schermo alcune pietre miliari della settima arte, presentate esclusivamente in pellicola 35mm, formato tuttora insostituibile per vivere al meglio l’esperienza del cinema del passato. Si parte con una delle più scatenate “screwball comedy” di sempre, L’orribile verità di Leo McCarey, sorretto dalla fenomenale coppia Cary Grant e Irene Dunne, e ritroviamo la Hollywood dei tempi d’oro anche nei film di maestri come John Ford (Il prigioniero dell’isola degli squali), Joseph L. Mankiewicz (Lettera a tre mogli), Rouben Mamoulian (Il segno di Zorro), Charlie Chaplin (Luci della ribalta), senza dimenticare un giovane Orson Welles protagonista con Joan Fontaine de La porta proibita, tratto da Jane Eyre. Il mappamondo del grande cinema include quest’anno la Spagna del leggendario Lo spirito dell’alveare di Victor Erice, la Russia di Solaris, tra i massimi capolavori di Tarkovskij (presentato nella versione originale integrale), e l’Ungheria di Silenzio e grido, tra le vette dell’arte di Miklós Jancsó. Arrivano invece dall’Inghilterra Figli e amanti di Jack Cardiff e I misteri del giardino di Compton House, clamoroso esordio di Peter Greenaway, nonché Cul de sac, firmato dal genio apolide di Roman Polanski. Un Melville inusuale (Leon Morin prete) e un Resnais d’annata (Mon oncle d’Amerique, Grand Prix a Cannes) portano la bandiera francese, mentre per l’Italia è in programma Umberto D., capolavoro della maturità di De Sica che completa questo viaggio entusiasmante, impossibile da mancare per ogni amante del grande cinema.

Info

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema, scalinata di via Milano 9 a, Roma

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

I posti verranno assegnati a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni proiezione. Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card. L’ingresso non sarà consentito a evento iniziato

Fonte | Palazzo delle Esposizioni

Foto | L’orribile verità video

prima pubblicità di Barbie con un bambino

La prima pubblicità di Barbie con un bambino

prima pubblicità di Barbie con un bambino

È in corso una delle più belle celebrazioni di Barbie con la mostra al Mudec di Milano e nel frattempo la bambolina bionda arriva sul mercato con la variante Barbie Moschino in edizione limitata.

Viene lanciata per l’occasione la prima pubblicità di Barbie con un bambino, una novità che sta suscitando grande plauso e molti commenti. Il bambino compare nello spot insieme a due bambine ed esprime la gioia per questa versione speciale della Barbie abbigliata in perfetto stile Moschino.

È la prima volta in 56 anni che il volto di un bambino diventa protagonista di una campagna stampa legata alla Barbie che ha sempre orientato le sue comunicazioni pubblicitarie ad un target esplicitamente femminile. Ennesimo segnale dei tempi che cambiano? Sicuramente sì.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=TULVRlpsNWo]

Lo dimostra la grande approvazione che il video pubblicitario sta riscuotendo sul web dove fioccano i commenti positivi sui social media, da Facebook a Twitter. D’altronde Jeremy Scott, designer a capo della maison italiana, non ha mai fatto mistero di essere da sempre un grande appassionato di Barbie, sin da quando era piccolo.

Il ragazzino di 8 anni che divide la scena con due bambine mostra un grande entusiasmo per la fantastica bambola dal look strepitoso, anzi “fierce” per usare il termine con cui viene definita la nuova Barbie Moschino che arriva sul mercato con uno speciale guardaroba griffato e grintosissimo.

Abbiamo raccolto in gallery alcune delle reazioni più calorose raccolte sui social network. Non rappresentano che una piccola parte, ma significativa, della risposta positiva suscitata da questa scelta. Forse né Mattel né Moschino si aspettavano una simile reazione ma che se l’aspettasse Scott non avevamo dubbi.

Benefit Cosmetics, i cofanetti per il Natale 2015

benefit

Segnate in agenda la giornata di sabato 21 novembre: Benefit Cosmetics la marca americana di cosmetici venduta da Sephora, vi invita a partecipare a un evento imperdibile che si terrà a Milano dalle ore 10 alle ore 20. Non sono trapelate troppe indiscrezioni sull’evento (e sul correlato lancio di prodotti), ma l’iniziativa travolgerà i passanti fra musica, danza, show e naturalmente tutti i colori del make up. Il motto di Benefit Boombox, l’evento che si terrà sabato 21 Novembre 2015 a Milano è #ridibellezza: davvero un programma da seguire per trasformare il make up in uno stile di vita.  

pubblicita in arabo

Una pubblicità in arabo crea il caos in Australia

pubblicita in arabo

È bufera in Australia dove la catena di negozi Optus ha scatenato una polemica tra i suoi utenti a causa di una scelta pubblicitaria: in un centro commerciale a Sydney sono comparsi manifesti pubblicitari in diverse lingue, tra cui l’arabo, per comunicare la disponibilità di personale che parla la lingua madre delle minoranze etniche della città.

I clienti anglofoni si sono lamentati sulle pagine social dell’azienda che si è vista costretta a rimuovere i manifesti dopo aver tentato di spiegare il perché della propria scelta. A pochi giorni dagli attentati di Parigi, e in un periodo storico in cui il mondo mediorientale si scontra fortemente con il mondo occidentale, la scelta di esporre manifesti in arabo è stata vissuta come una mossa sbagliata e da alcuni addirittura offensiva.

Tra i commenti apparsi sulla pagina Facebook di Optus si sono fatti notare quelli di chi ha accusato lo store di malafede nel proporre manifesti in arabo e non in inglese. Altri hanno obiettato che le minoranze che vivono in Australia e vogliono integrarsi sono tenute ad adeguarsi alla società che li accoglie e a conoscere la lingua locale.

Inutilmente Optus ha spiegato che l’arabo è la seconda lingua più parlata nella regione, con il 10.5% di parlanti, e che il tentativo di aprirsi alle comunità che cercano di integrarsi non voleva essere offensivo ma inclusivo.

“Abbiamo notato che alcuni clienti trovano più facile comprendere i dettagli di un piano tariffario telefonico se gli viene spiegato nella propria lingua madre.”

A chi ha accusato questa scelta di inopportuna apertura all’Islam è stato risposto che l’arabo non si può associare tout court ad una religione come l’Islam. Non è servito perché dopo alcuni giorni di polemiche i dipendenti del negozio hanno ricevuto addirittura delle minacce e così Optus ha deciso di rimuovere la pubblicità.

“A seguito di minacce allo staff del nostro punto vendita, abbiamo deciso di rimuovere il materiale pubblicitario in arabo. La sicurezza del nostro staff è prioritaria.”

Staff che per l’appunto è multilingue e multietnico proprio per rispondere alle esigenze di una clientela parimenti multietnica. Lo scontro di civiltà ha raggiunto questi livelli, dunque, se si arriva a considerare una pubblicità come una scelta politica da condannare senza appello o che conduce addirittura a minacce fisiche verso le persone?

“Charlie Sheen è sieropositivo”, la dichiarazione del giornale TMZ

Charlie-Sheen

«Charlie Sheen è sieropositivo», questa la notizia apparsa sul sito Tmz, secondo cui l’attore americano farà la dichiarazione ufficiale oggi in diretta tv durante la trasmissione «Today» della Nbc.

Proprio l’ emittente televisiva aveva parlato di «un clamoroso annuncio» da parte di Sheen dopo alcune indiscrezioni circolate lunedì secondo cui l’attore feticcio di Oliver Stone sarebbe sieropositivo da diversi anni. Sheen era noto alle cronache per eccessi di alcol e droga e per gli arresti dovuti a risse, aggressioni a fotografi ed ex compagne e guida in stato di ebrezza.

Figlio del grande Martin, protagonista di capolavori del cinema quali “Apocalypse Now” e “Gandhi”, Charlie fu sempre considerato un bad boy di Hollywood. Fin da giovane ha avuto un’ esistenza turbolenta. Tra il 2010 e il 2012, proprio a causa della sua dipendenza da droghe, aveva perso il posto in “Due uomini e mezzo”, la popolare sitcom statunitense che aveva rilanciato la sua carriera.

Foto | Wall Street video

 

10 donne di successo sopra i 30 anni

10 donne di successo sopra i 30 anni

Siamo circondati costantemente giovanissimi prodigi che conquistano il successo ben prima di raggiungere l’età adulta ma oggi scopriamo la storia di 10 donne di successo sopra i 30 anni. Hanno raggiunto risultati sorprendenti, obiettivi importanti, grande fama e talvolta anche patrimoni ragguardevoli. Una per una, scopriamo a che età hanno raggiunto il loro successo.

Martha Stewart, a 41 anni

Ad oggi ha un patrimonio stimato in 638 milioni di dollari, frutto di una carriera costellata di successi in libreria e in televisione. Il suo primo libro lo ha pubblicato a 41 anni dopo aver avviato a 35 anni un’impresa di catering che si è poi trasformata in un business globale.

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J.K. Rowling, a 32 anni

Prima di essere la celeberrima creatrice del mondo di Harry Potter è stata una mamma single che faticava ad andare avanti come molte donne che fanno i conti con la quotidianità. A 25 anni inventò il mondo magico di Hogwarts ma solo molti anni dopo le bozze uscirono da un cassetto per diventare un bestseller internazionale.

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Lynda Weinman, a 40 anni

È l’ideatrice di un sito web che offre tutorial passo passo su ogni argomento tecnologico e ha ottenuto un successo globale. Lynda.com ha preso il volo quando la sua creatrice aveva 40 anni. Qualche anno dopo è stato acquisito da Linkedin per una cifra da capogiro.

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Xochi Birch, a 36 anni

È lei la mente dietro Bebo, uno dei social network più importanti d’Europa prima che Facebook sbaragliasse la concorrenza divenendo il più utilizzato al mondo. Fondato nel 2005 insieme al marito, è stato acquisito da AOL per 850 milioni di dollari tre anni dopo (poi fallì, ma è un’altra storia).

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Caterina Fake, a 33 anni

La creatura di Caterina Fake è decisamente più nota di Bebo. Si tratta di Flickr, il celebre social network fotografico su cui condividere le proprie immagini. Era il 2002 quando venne lanciato sul web, Caterina aveva 33 anni. Tre anni dopo è stato ceduto a Yahoo per 30 milioni di dollari. Fino a quel momento il sito funzionava con appena 7 dipendenti.

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Arianna Huffington, a 55 anni

Nota in tutto il mondo per il suo impero dell’informazione che, nato come un sito personale che portava addirittura il nome della sua fondatrice, è diventato un punto di riferimento nell’informazione globale con siti localizzati in diverse lingue.

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Clara Barton, a 60 anni

La fondatrice della Croce Rossa Americana fu un’insegnante per la maggior parte della sua vita finché non fondò una delle associazioni di sostegno medico più importanti al mondo.

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Oprah Winfrey, a 33 anni

Il suo show televisivo, nel cui salotto sono passati stuoli di celebrità, è diventato un punto di riferimento in America e oggi è noto in tutto il mondo e non solo negli Stati Uniti.

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Tory Burch, a 38 anni

La fondatrice del celebre marchio di abbigliamento e accessori ha avviato la sua impresa solo a 38 anni dopo aver lavorato come copywriter per Ralph Lauren, Harper’s Bazaar e Vera Wang.

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Sarah Wood, a 31 anni

Ha fondato Unruly Media, una piattaforma pubblicitaria che si occupa di video virali e che è stata venduta alla NewsCorp di Rupert Murdoch proprio quest’anno per la cifra di 176 milioni di dollari.

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Performance agonistica dei bambini, come si gestisce?

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In ogni corso di formazione sportivo che prenda in considerazione lo sviluppo del bambino atleta, si parlerà di come i bambini più piccoli siano votati alla competizione e degli strumenti che nel momento della performance agonistica, possono essere utili agli educatori. E ai genitori in primis.