Perché bisogna lasciare che i figli commettano degli errori?

shutterstock_272766998

La mamma più classica di questo mondo ha l’istinto di provvedere ai figli in ogni momento. Ha il dovere innato di proteggerli anche dagli sbagli. Ma è davvero tutto giusto così, oppure bisogna fare in modo che i figli commettano degli errori? Uno spunto interessante di riflessione ce lo offre un’insegnante (e mamma) inglese. 

Jessica Lahey ha due figli maschi di 11 e 16 anni. È un insegnante e proprio quando ha iniziato ad insegnare alle scuole secondarie e i figli si sono trovati ad affrontare questo percorso di studi, ha capito che i figli devono sbagliare e devono farlo da soli. Perché?

Gli spunti di riflessioni sono essenzialmente due: in primo luogo la professoressa in questione spiega che l’idea di proteggere i figli dal commettere errori, non li mette al riparo dall’errore in sé ma comunica loro la paura del fallimento. Crescendo con la paura di sbagliare, i ragazzi sono portati a non essere curiosi, a bloccarsi in attesa che qualcuno gli dica com’è meglio muoversi. E più hanno paura e minore sarà il loro successo futuro.

Ora è chiaro che una mamma non se la sente di lasciare che un figlio vada in giro da piccolo per montagne boscose soltanto per garantirgli che faccia l’esperienza di esplorazione ad alta quota. Ma da qui a non farlo sbagliare mai, ne passa di acqua sotto i ponti.

Jessica Lahey però fa anche autocritica e invita tutte le mamme e tutti i genitori a fare altrettanto. La domanda cui rispondere è: perché non vogliamo che i nostri figli sbaglino? La risposta è semplice: perché ogni loro errore è percepito come un nostro fallimento. La migliore delle soluzioni a questo impasse potrebbe essere l’accettazione del fatto che i figli non sono una nostra proprietà, sono diversi da noi e più che bloccati dalla paura del fallimento, dovrebbero essere spinti verso l’autonomia e l’indipendenza.

Photo Credits | Mikkel Bigandt / Shutterstock.com

Lascia un commento