I bambini ereditano l’intelligenza della mamma

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Dopo questa ricerca scientifica ogni mamma dovrebbe sforzarsi di essere il più intelligente possibile perché la sua intelligenza la lascerà, come molte altre cose, in eredità ai figli. Quindi è inutile impegnarsi a trovare affinità con i papà: se il bambino è intelligente, care mamme, è tutto merito nostro. 

E se il bambino non è intelligente? Bhè, in quel caso non è riuscito ad ereditare la nostra intelligenza e magari somiglia al papà. Naturalmente scherziamo! Da che mondo e mondo i bambini ereditano i pregi della mamma e i difetti del padre così da dare modo alle donne d’incolpare i partner degli errori compiuti dai figli. O no?

Messi da parte atteggiamenti ricorrenti e scherzi vari, arriviamo al risultato di una ricerca condotta dal dottor Christopher Peterson dell’Università del Michigan che ha provato a capire da dove arrivasse l’intelligenza dei bambini analizzato le performance intellettive di 3500 bambini di età compresa tra 4 e 9 anni.

Si è visto che in 8 casi su 10 il bambino otteneva ottimi risultati nelle stesse aree in cui anche la mamma tendeva ad eccellere. E la percentuale di somiglianza saliva fino al 90% quando si testavano abilità specifiche, ovvero quando si andava a cercare la somiglianza mamma-figlio nelle aree dell’intelligenza linguistico-verbale, musicale, intrapersonale e interpersonale.

La capacità di scrivere e giocare con le parole, la capacità di riconoscere i suoni e imitare il tono di voce altrui, la comprensione delle emozioni e delle esigenze interiori nonché l’attitudine alla leadership, sono tutte cose che si ereditano dalla mamma.

E come si può sviluppare l’intelligenza dei bambini? Per rispondere a questa domanda abbiamo scomodato il professor Reuven Feuerstein che spiega come stimolare la crescita infantile:

1. Fornendo sollecitazioni all’intelligenza emotiva e quindi stimolando i piccoli ad immedesimarsi negli altri;
2. Sviluppando il loro senso di responsabilità e abituandoli a prendere decisioni e affidandogli degli incarichi;
3. Coltivando la loro autostima comprendendo gli errori e lodando le cose ben fatte;
4. Assecondando la loro curiosità e lo spirito d’osservazione.

Photo Credits | Angela Waye / Shutterstock.com

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