Giardinaggio più sostenibile con il prato che non si taglia

178014594

Non c’è bel giardino che non abbia al suo interno anche un bel prato. Non c’è dubbio infatti che il prato all’inglese o, se si vuole, anche all’americana, costituisca per i giardini un autentico must a cui non si può facilmente rinunciare. Il lato negativo di questa incontrovertibile verità è tuttavia costituito dal fatto che il prato richiede in genere molte cure a chi lo possiede. Deve infatti essere innaffiato, concimato e falciato con regolarità. 

Come curare il prato del giardino

Ma per fortuna oggi c’è anche una maniera più sostenibile di organizzare il proprio giardino. Forse vi è già capitato di sentire parlare del prato che non si taglia. Sì, è proprio così, la buona notizia è che esistono oggi qualità di erbe che possono essere piantate come tappeto erboso che non hanno bisogno di grande manutenzione. Sono state infatti sviluppate delle erbe più resistenti e più verdi che non hanno bisogno di grandi cure, perché autosufficienti, e che consumano solo una piccola parte delle risorse assorbite o richieste da un prato normale.

Come curare le piante del balcone e del giardino durante le vacanze

Il prato che non si taglia deve essere infatti in genere oltre che non falciato, anche irrigato meno e concimato meno. Con un grande vantaggio sia per chi lo possiede che per l’ambiente in genere. L’impatto di un prato no – fuss, così come viene chiamato all’estero, è infatti decisamente ridotto rispetto a quello di un prato normale.

Tra i prati che non si tagliano più diffusi vi sono infatti varietà che richiedono solo due falciature all’anno e varietà che resistono con una sola innaffiatura e una sola falciatura al mese. In più la semina del nuovo prato può essere effettuata anche da soli, in modalità fai da te.

 

Photo | Thinkstock

Lascia un commento