Le 3 ecografie che si possono fare in gravidanza: bidimesionale, 3D e 4D

Tre sono i tipi di ecografia che si possono fare in gravidanza. L’ecografia classica, che di regola non si paga, è quella bidimensionale ma si può richiedere al proprio medico di effettuare anche altri tipi di ecografia.

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L’ecografia standard bidimensionale è quella che si fa in genere nelle strutture pubbliche e che restituisce delle fotografie in tonalità di grigio. L’apparecchiatura che effettua l’ecografia sfrutta la tecnica del rendering e con un’opportuna elaborazione permette di ottenere un’immagine tridimensionale.

L’ecografia 3D sta prendendo piede negli ultimi anni e permette di avere delle immagini statiche del feto, delle vere e proprie fotografie molto più precise di quelle scattate con l’ecografia standard. La procedura però, spesso è ripetuta più volte se le immagini non sono subito soddisfacenti.

L’ecografia 4D, infine, è quella che maggiormente consente ai futuri genitori di vedere com’è il figlio o la figlia ancora in pancia. L’ecografia 4D, infatti, permette di visualizzare l’immagine tridimensionale, in movimento e in tempo reale. In questo genere di esami si possono vedere le abitudini del feto, per esempio quella a giocherellare con le mani o a succhiarsi il dito, abitudini che poi sono riscontrabili qualche mese più tardi.

L’ecografia 3D e l’ecografia 4D non sono considerate alla stregua degli esami mutuabili e per questo i genitori che vogliono vedere loro figlio in anteprima devono affidarsi a strutture o ginecologi specializzati e pagare la prestazione.

L’ecografia bidimensionale, comunque, è lo strumento privilegiato per la diagnosi di eventuali problematiche del feto. Le ecografie tridimensionali e quadrimensionali sono invece utili per evidenziale malattie e anomalie intuibili a partire dall’aspetto del viso, delle mani, del torace e via dicendo.

Foto | Thinkstock

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