Il vino è nemico del concepimento e del bambino

“Una mela al giorno leva il medico di torno” è un modo di dire che invita le persone ad una corretta alimentazione. Non esiste, invece, alcun modo di dire che solleciti gli individui al consumo di alcool.

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Un recente studio della Reproductive Medicine Associates di Boston, riportato dallo Zouves Fertility Center, conferma che il consumo di vino, specie nelle donne, riduce le probabilità di concepimento di un bambino. La statistica proposta è la seguente: 3 bicchieri di vino a settimana per le donne riducono di un terzo le probabilità di rimanere incinte.

La ricerca è stata fatta sulle coppie che hanno tentato la riproduzione in vitro fallendo tre tentativi. Di queste coppie sono state analizzate le abitudini alimentari e il consumo di alcolici nel periodo precedente al trattamento. Il risultato è che il vino impedisce la piena maturazione degli ovuli.

Le donne che non bevono vino e non fanno sistematicamente uso di alcol nell’arco di 3 anni, hanno il 90% delle probabilità di concepire un bambino. Questa probabilità si riduce al 60% se le donne consumato in media 3 o 4 bicchieri di vino alla settimana.

Il ministero della Salute italiano si è concentrato molto sul binomio donne ed alcool, realizzando un opuscolo informativo che invita le donne incinte a non bere.

Il punto di partenza è il falso mito del consumo moderato di alcool. Il ministero spiega che è sbagliato pensare che il consumo moderato di vino, birra, aperitivi alcolici, amari o superalcolici non influisca sulle donne in gravidanza. Nella realtà, infatti, anche il consumo minimo di alcol da parte di una donna incinta, può pregiudicare la salute e il corretto sviluppo del feto.

L’alcool può generare delle malformazioni nel nascituro o impedirne lo sviluppo intellettivo, favorendo l’insorgenza di ritardi mentali più o meno gravi.

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