Cine60, 10 anni di grande Cinema italiano al Palazzo delle Esposizioni

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Faccio parte del team #Cinemaperlavita. Un po’ perché è il posto dove finiscono i nostri sogni, un po’ perché tutti abbiamo bisogno di credere in qualcosa e il cinema regala sempre qualcosa in cui credere.

Questo è possibile attraverso i capolavori lasciati in eredità dai più grandi cineasti. L’unico dovere che abbiamo è di mantenere vive le opere, così da diffondere e promulgare l’ inestimabile patrimonio cinematografico italiano.

E il modo per farlo è proprio con iniziative come Cine60, una rassegna cinematografica gratuita organizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma presso il Palazzo delle Esposizioni dal 10 Aprile al 9 Giugno.

Cine60 prende il suo nome dagli anni Sessanta, età aurea per il nostro cinema grazie alla presenza di registi come: Fellini, Visconti, Antonioni, Germi, Risi, Monicelli, Leone, Ferreri e molti altri che si sono fatti portavoce del profondo malessere e delle contraddizioni del nostro Paese. Al loro fianco debuttarono cineasti eccellenti come Pasolini, Bertolucci, Bellocchio, Wertmuller, testimoni fedeli della fase di transizione verso la società del benessere.

Promosso da Azienda Speciale Palaexpo e Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Cine60 ha selezionato oltre quaranta capolavori che vengono proposti in formato originale – la pellicola 35 mm – presso la Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma (scalinata di via Milano 9A ).

Cine60 è, quindi, l’opportunità di conoscere attentamente il decennio d’oro del nostro Cinema e una parte importante di storia del nostro Paese che ci ha portato ad essere quello che siamo.

Programmazione

I pugni in tasca

22/05/2015 21:00

di Marco Bellocchio. Italia, 1965, 109’

L’esordio folgorante di uno dei nostri autori più anticonformisti ci immerge tra le pieghe di una famiglia distrutta dalla follia, svelando una sfiducia totale nella sopravvivenza dei rapporti umani. Il giovane regista osserva il nostro mondo cambiare e avviarsi verso la fine.

Signore & Signori

23/05/2015 21:00

di Pietro Germi. Italia, Francia, 1966, 120’

Il maestro della commedia nera e cattiva, torna a colpire la vita della provincia ipocrita e bigotta, questa volta del Nord, con un capolavoro aspro e graffiante. Ritratto di una società chiusa e sorniona, tra chiacchiere e tradimenti, farse e tragedie coniugali.

Uccellacci e uccellini

24/05/2015 21:00

di Pier Paolo Pasolini. Italia, 1966, 88’

La maschera tragicomica del grande Totò è la protagonista eccezionale e clownesca di questa favola surreale, accanto al volto sognante di Ninetto, interpreti di un insolito road-movie attraverso le macerie dell’umanità, paralizzata e abbrutita, alla fine di ogni illusione ideologica.

La battaglia di Algeri

26/05/2015 21:00

di Gillo Pontecorvo. Italia, Algeria, 1966, 121’

Magnifica rievocazione della lotta per l’indipendenza algerina, che mostra una guerra di popolo, spiegando anche le ragioni del “nemico”, i francesi. Ottenne il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia, per la grande potenza espressiva, sostenuta con il rigore del documentario.

Le stagioni del nostro amore

27/05/2015 21:00

di Florestano Vancini. Italia, 1966, 93’

In crisi sentimentale ed esistenziale, un giornalista torna ai luoghi della giovinezza, alla fonte della sua esperienza umana e politica, che scopre oramai esaurita. Una questione privata che si allarga, con lucida prospettiva, alla delusione ideologica di un’intera generazione.

Il buono, il brutto, il cattivo – Cinema

28/05/2015 21:00

di Sergio Leone. Italia, 1966, 174’

Tre pistoleri si confrontano in una spietata caccia al tesoro nel memorabile epilogo della “trilogia del dollaro”, con cui Leone trasforma il West in personale teatro mitico: ironia, invenzione, senso dello spettacolo sostenuti dal leggendario commento musicale di Morricone.

Sovversivi

29/05/2015 21:00

di Paolo Taviani, Vittorio Taviani. Italia, 1967, 97’

I cambiamenti della sinistra visti dietro le quinte di un evento epocale, i funerali di Togliatti nel 1964. Crisi ideologiche e personali di quattro militanti, tra i quali risalta un sorprendente Lucio Dalla, che raggiungono Roma per l’addio all’amato segretario e alla propria giovinezza.

La Cina è vicina

30/05/2015 21:00

di Marco Bellocchio. Italia, 1967, 108’

Denuncia del trasformismo socialista, al centro della politica italiana di governo per i successivi vent’anni. Ritraendo in chiave grottesca i compromessi tra potere e sentimenti di borghesi e proletari, svela la fine delle opposizioni in nome della proprietà.

A ciascuno il suo

31/05/2015 21:00

di Elio Petri. Italia, 1967, 93’

Trasposizione del romanzo di Sciascia, il primo tentativo di parlare di Mafia sul grande schermo è un capolavoro di grande coraggio civile, che ci immerge nella realtà di un paese pieno di misteri, trame, innocenti ammazzati e colpevoli al potere.

Galileo

03/06/2015 21:00

di Liliana Cavani. Italia, Bulgaria, 1968, 108’

Nello scontro tra scienza e religione si riassume il dramma di Galileo Galilei, il grande scienziato del XVI secolo accusato di eresia per le sue scoperte rivoluzionarie. Un potente film biografico che trasforma la ricostruzione del passato in azione presente.

Dillinger è morto

04/06/2015 21:00

di Marco Ferreri. Italia, 1968, 95’

Film di rottura del cinema italiano, capolavoro in equilibrio tra sperimentalismo e realismo: la noia del protagonista, che affronta con uguale impassibilità la preparazione della cena come l’omicidio, riflette l’irrimediabile perdita di senso e di contatto con la vita di un’intera civiltà.

Grazie zia

05/06/2015 21:00

di Salvatore Samperi. Italia, 1968, 95’

Il cinema del periodo torna ossessivamente a rappresentare la famiglia alto borghese come teatro di alienazione, che corrode ogni energia vitale, come quella del giovane ribelle protagonista di questa pellicola, che fece scandalo per l’allucinante atmosfera di sensualità.

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?

06/06/2015 21:00

di Ettore Scola. Italia, 1968, 127’

Scola trascina i due irresistibili mattatori Sordi e Manfredi in un’improbabile avventura attraverso l’Africa. Attraverso i ritmi della commedia divertente e scanzonata, svela la crisi di valori della società italiana e il suo provincialismo arrogante.

La caduta degli dei

07/06/2015 21:00

di Luchino Visconti. Italia, Germania, 1969, 156’

Corruzione, intrighi e decadenza di una dinastia di industriali sullo sfondo della salita al potere di Hitler. Visconti delinea il processo di nazificazione dell’alta borghesia tedesca intessendo letteratura, teatro e pittura in un affresco violento, lussureggiante e cupo.

Fellini Satyricon

09/06/2015 21:00

di Federico Fellini. Italia, 1969, 127’

Rileggendo il celebre racconto di Petronio sulla vita nella Roma imperiale, Fellini materializza sullo schermo una straordinaria fantasmagoria di personaggi e ci regala una delle sue visioni più potenti e cupe sulla condizione umana, in precario equilibrio verso il disfacimento.

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.palazzoesposizioni.it

Foto | Il buono, il brutto e il cattivo trailer

Fonte | palazzoesposizioni.it

#ToyLikeMe

#ToyLikeMe, i giocattoli disabili

#ToyLikeMe

#ToyLikeMe è il nome di una campagna virale lanciata di recente online che prova come gli hashtag funzionino davvero e abbiano un’influenza diretta e importante sui comportamenti e sulla percezione del mondo.

È stata lanciata da un gruppo di genitori di bambini diversamente abili in Inghilterra. Lo scopo era sensibilizzare le persone e soprattutto le aziende sull’opportunità di riflettere anche nei giocattoli la realtà quotidiana dei bambini con disabilità.

La campagna web è stata accompagnata da un’immagine che rivisitava alcuni personaggi classici dei giocattoli per bambini in chiave disabile: su una sedia a rotelle, con un cane guida per non vedenti, con cicatrici e segni sulla pelle.

L’azienda Makies ha risposto concretamente all’appello e al tag, diventato virale nel giro di pochi giorni. Lo ha fatto lanciando una linea di giocattoli dal nome esplicito, Dolls with Disabilities, cioè bambole disabili.

giocattoli disabili makies

Sono state realizzate con stampa 3D e presentano tutte della disabilità più o meno evidenti ma molto diffuse nella vita reale di migliaia di bambini che possono riconoscersi così anche nei propri giocattoli.

Inevitabili le riflessioni e le reazioni suscitate da questa operazione. C’è chi accusa Makies di cavalcare l’onda per farsi pubblicità – anche perché le bamboline sono molto costose visto che la stampa 3D è una tecnologia relativamente nuova. Ma c’è soprattutto chi applaude l’iniziativa che ha dimostrato sensibilità e volontà di fornire risposte concrete.

I creatori del tag si dicono soddisfatti sulla propria pagina Facebook ma invitano a partecipare anche le grandi aziende come Lego, Playmobil e Mattel per rappresentare, creando giocattoli inclusivi, i 770.000 bambini inglesi con disabilità (che diventano addirittura milioni nel mondo).

Strong is the New Pretty, le foto di Kate Parker

strong is the new pretty

La forza è la nuova bellezza, in barba agli schemi sociali e alle imposizioni dei canoni dominanti che vogliono le donne sempre e comunque femminili, anche fino all’eccesso e sin da quando sono ancora piccolissime. Strong is the new pretty è il progetto creativo di Kate Parker che dice no a tutto questo.

La fotografa di Atlanta ha ritratto le sue figlie per celebrarne la bellezza imperfetta ma autentica, non quella che il mondo si aspetta da loro ma quella intrinseca, più spontanea, che non ha niente a che vedere con un aspetto carino da dolce principessina tutta boccoli e glitter.

Una risposta forte e interessante alla richiesta continua di perfezione in un mondo che impone di conformarsi ad un modello di bellezza a dir poco estenuante e instrada le bambine sin dalla più tenera età.

Vediamo ogni giorno le più piccole così come le adolescenti circondate da giocattoli che imitano le principesse, abiti e accessori scintillanti e rigorosamente rosa, tutti volant e dettagli vezzosi. Il trucco si usa sempre prima e i cartoni animati sono fortemente caratterizzati – ma le questioni di genere sono sempre più dibattute.

Kate Parker dice no e lo dice a modo suo. Le sue ragazze sono “forti, atletiche, coraggiose, disordinate, gioiose e frustrate” e non hanno bisogno di essere come la società vorrebbe che fossero perché “essere belle o perfette non è così importante. Quello che conta davvero è essere chi si è.”

Il progetto inizia un anno fa ma i suoi contorni non erano ancora definiti. La fotografa si è accorta solo riguardando i ritratti a distanza di tempo che le foto più belle erano quelle in cui le sue bambine di 6 e 9 anni apparivano autentiche, se stesse, libere di esprimersi senza pressioni. La fotografa ha voluto porre l’accento proprio su questa pressione per aderire agli standard che il mondo si aspetta. E ci sembra sia riuscita perfettamente nell’intento.

Photo Credits | Facebook/Kate Parker

principesse disney etnia

Se le principesse Disney avessero un’etnia diversa

principesse disney etnia

Le principesse Disney sono state immaginate e rivisitate in molti modi diversi nell’arco di molti decenni, prima dalla stessa casa di produzione dei cartoni animati più amati al mondo, poi da tantissimi artisti contemporanei. Da ultimo sono diventate sempre più frequenti le rivisitazioni digitali delle amate principesse, quelle classiche e le più recenti.

Qualcuno le ha immaginate abbigliate in chiave moderna, qualcun altro ha svelato come sarebbero davvero se vivessero nella nostra realtà quotidiana anziché nel mondo della fantasia. Oggi scopriamo come le ha rivisitate l’autore del Tumblr Let There Be Doodles, immaginando che siano di etnia diversa rispetto a quella originariamente ideata nel lungometraggio animato.

Già Disney stesso in anni moderni ha dimostrato di sforzarsi in tal senso proponendo sui grandi schermi principesse di diverse etnia, pur seguendo il contesto della storia che raccontava: ricordiamo Mulan, Jasmine, Pocahontas, Tiana. E se la principessa Aurora fosse stata invece di origine giamaicana? E se la bella di Aladino fosse stata cinese? E se Mulan fosse stata egiziana?

L’artista che ha ripensato le principesse più note di ieri e di oggi ha spiegato di non avere avuto in mente alcun intento politico elaborando questo progetto. A muoverlo è stato solo il desiderio di sperimentare e di concedere maggiore spazio alla diversità in questo mondo come anche in quello della fantasia.

Le illustrazioni rivelano qualche felice intuizione, alcune principesse appaiono molto più belle, affascinanti e interessanti cambiando la loro etnia. D’altronde i racconti fantastici per definizione ci trasportano sempre in un contesto diverso da quello reale e inoltre molte fiabe archetipiche si ritrovano quasi identiche in diverse civiltà, anche molto lontane tra loro.

Photo Credits | Tumblr

Cannes 2015, il festival prosegue tra applausi e delusioni

Irrational-man_Allen

La filosofia mi ha sedotto da quando ho iniziato a girare film. Da ragazzino, non so perché, ero attratto da quelle che la gente chiama ‘domande esistenziali’. Poi ho iniziato la mia personale ricerca, scoprendo le opere di Ingmar Bergman e studiando filosofi come Nietzsche e Kierkegaard“.

E’ questa la premessa per il ritorno di Woody Allen, che mancava sulla croisette dal 2011 quando apriva la sessantaquattresima edizione con Midnight In Paris. Ritorna a Cannes con un lavoro fuori concorso, Irrational Man, per il quale ha scritturato nuovamente Emma Stone (Magic in the moonlight) e Joaquin Phoenix, reduce dal fortunato Inherent Vice.

L’Irrational Man è un professore di filosofia che ha perso fiducia in se stesso e nel mondo. A metterlo ulteriormente in crisi sarà l’incontro con Jill Pollard, una brillante studentessa.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5Wf-ouBdYY8]

Grande delusione per The sea of trees, il film che ha segnato il ritorno di un altro grande e amato regista Gus Van Sant (Belli e Dannati, Elephant, Will Hunting) con un cast d’eccezione: Matthew McConaughey, Ken Watanabe e Naomi Watts.

Accolto con estrema freddezza, la pellicola è già considerata uno dei lavori peggiori di Van Sant. Ambientato ad Aokigahara, un rifugio di spiriti in un bosco giapponese, la storia racconta l’incontro tra Arthur Breenan (Mconaughey) e Takumi (Watanabe).
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=7EvlAmCr_14]

Grande sorpresa per l’esordio alla regia di Natalia Portman, che presenta a Cannes il suo A tale of Love and Darkness. Avevo sentito molte storie dai miei nonni, sul loro rapporto con i libri e sull’apprendimento di una nuova linguaMi avevano raccontato del loro rapporto con Israele e con l’Europa. Per questo quando ho letto A Tale of Love and Darkness mi era sembrata una storia troppo familiare che ero interessata ad esplorare“, così commenta l’attrice premio Oscar il suo esordio alla macchina da presa con adattamento del bestseller di Amos Oz in concorso per la Camera d’Or.

Ambientato alla fine del 1940, A tale of love and darkness racconta la storia del giovane Amos e dei suoi genitori Arieh e Fania che lasciano l’Europa durante le persecuzioni, rifugiandosi in Palestina.  Fania (Portman) è una donna estremamente fragile che deve adattarsi ad un paese straniero. In preda ad una forte crisi depressiva, si alienerà dal mondo, illustrando al figlio il potere della letteratura.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=1cfvALnaJR0]

Grande successo per il secondo film italiano in concorso: Mia Madre, dodicesima pellicola del regista romano Nanni Moretti che continua ad essere sempre molto apprezzato a Cannes. Mia madre racconta la storia di Margherita (Margherita Buy)  la storia di una regista in crisi (Margherita Buy) divisa fra il set di un film con un attore hollywoodiano (John Turturro) e la madre malata (Giulia Lazzarini), che assiste insieme al fratello premuroso (Nanni Moretti).  A complicare ulteriormente la vita della protagonista, c’è il rapporto con la figlia adolescente (Beatrice Mancini) e una relazione che sta per finire.

Durante la conferenza stampa, il regista si è concesso un piccolo sfogo: “Non saprei dire se il pubblico e la stampa straniera vedano in modo diverso il mio cinema rispetto agli italiani quel che è certo è che fuori dall’Italia si vedono i miei film per quello che sono, senza interferenze. Da noi si finisce per vedere il film pensando al personaggio pubblico Nanni Moretti, alle sue idee politiche, al perché rilascia poche interviste, al tasso di freddezza o calore con cui parlo con i giornalisti. Fuori dall’Italia non è così” e ha continuato “Sono molto contento che ci siano tre film italiani in competizione e altri titoli nostrani in varie sezioni del festivalma la mia impressione è che questo sia ancora il risultato di iniziative individuali di registi e produttori mentre il clima in Italia intorno al cinema, sia come fenomeno industriale che artistico, è sempre molto distratto”.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=q4tQ6VvPPc4]

Foto | Irrational Man movie

Mamme sexy, quando l’Instamom sfugge di mano – foto

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OK, la questione dei selfie delle mamme – l’Instamom come lo chiamano in molti – sta sfuggendo di mano alle mamme stesse e con l’hashtag nato per protestare contro i canoni di bellezza eccessivamente restrittivi al femminile, si stanno vedendo le peggio cose (o le meglio cose, secondo la prospettiva maschile). 

petizione contro deagostini

Una petizione contro DeAgostini per la pubblicità sessista

petizione contro deagostini

Dopo le polemiche sulla pubblicità inglese in bikini giallo, succede qualcosa di simile anche a casa nostra: di pubblicità sessista viene accusato un grande gruppo editoriale italiano. Su Change.org e sui social network gira da alcuni giorni una petizione contro DeAgostini per la pubblicità affissa sui mezzi di trasporto urbano milanesi.

Al momento sono state raccolte quasi 7500 firme e i promotori dell’iniziativa si sono attivati anche sui social network con una pagina dedicata oltre che sulla pagina ufficiale di DeAgostini a cui hanno chiesto spiegazioni sul perché utilizzare un pungiball con mutandine di pizzo per rappresentare la donna insieme ad un claim ritenuto oltremodo offensivo: “Da come tenersi in forma a come tenersi un marito.”

Indignate o addirittura arrabbiate le reazioni di donne e uomini che considerano irrispettoso nei confronti di ambo i sessi il riferimento alla donna come ad un sacco da picchiare e alle capacità seduttive come strumento per affermarsi. Con il risultato, sottolineano molti sostenitori della petizione, di incitare alla violenza sulle donne.

DeAgostini ha replicato puntando l’accento sull’intento ironico della campagna pubblicitaria:

“la redazione di deabyday.it è costernata dalla reazione che la nostra campagna pubblicitaria ha suscitato in alcune di voi. Mentre ci scusiamo se abbiamo potuto urtare la sensibilità di qualcuno teniamo a precisare che, evidentemente, non avevamo intenzione di offendere o attaccare nessuno.”

Anche dallo Iap, l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria coinvolto nelle richieste di rimozione dello spot, la risposta è stata asciutta e ha sminuito la lettura offensiva della campagna:

“…l’organo di controllo non ha condiviso la lettura prospettata, in quanto non sono presenti nel messaggio elementi che possano indurre sul piano figurativo a identificare negli oggetti rappresentati (un punchball e uno slip in pizzo) la donna come oggetto. Essi indicano in modo figurato e ironico gli argomenti proposti al pubblico femminile dal web magazine pubblicizzato, quali consigli e approfondimenti su temi come lo sport e la seduzione. Anche la parte testuale conferma la lettura ironica del messaggio, limitandosi ad illustrare in modo sintetico il campo di argomenti trattati dal sito, escludendo contenuti offensivi o discriminatori.”

Non la pensano così i detrattori della pubblicità che hanno sferrato un attacco web al gruppo editoriale chiedendo non solo la rimozione dei pannelli ma anche le pubbliche scuse di DeAgostini. La pubblicità è effettivamente sparita ma a quanto pare solo per la decorrenza dei termini di affissione e non per effetto della petizione.