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Femoji, le emoji femministe di Makers

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Di recente la Apple ha inserito le nuove emoji aggiornate ai tempi moderni con le rappresentazioni delle diverse etnie e le famiglie con coppie dello stesso sesso. Una mossa che è stata molto chiacchierata, ma quasi sempre in positivo per la scelta di eliminare ogni discriminazione anche dalle emoticon sui telefoni cellulari. Oggi scopriamo una provocazione lanciata da Makers: una collezione di emoji al femminile, anzi più precisamente femministe e definite femoji.

La collezione di emoji femminili di Apple infatti è rimasta limitata a pochissime emoticon, che gli ideatori delle nuove femoji considerano svilenti per le donne. Si tratta infatti di spose, principesse, ballerine, ragazze che si tagliano i capelli o che indossano un costume da coniglietta. Le emoticon maschili disponibili sullo smartphone invece sono molte di più e rappresentano un universo molto più variegato: ci sono poliziotti, operai, personaggi che praticano sport.

Le femoji di Makers rappresentano l’alternativa femminista alle emoticon donna esistenti, spiegano dal team che ha messo a punto il progetto provocatorio per invitare la Apple ad un prossimo aggiornamento più inclusivo.

Tra i personaggi raffigurati ci sono Lena Dunham, considerata la voce delle trentenni di oggi, ma anche la trasgressiva Taylor Swift, Oprah Winfrey e Beyoncé in rappresentanza delle donne dalla pelle scura, il giudice della corte suprema americana Ruth Bader Ginsberg che si è occupata per tutta la sua carriera di diritti delle donne e parità dei sessi. E ancora Ellen DeGeneres, il primo capo della polizia donna in Florida Val Demings, l’astronauta afro-americana Mae Jemison.

Le reazioni della Rete sono come sempre disparate e vanno da grandi consensi e applausi per questa provocazione fino alla condanna decisa da parte di chi ritiene che le femoji siano una presa in giro dei veri valori del femminismo e della lotta per la parità.

Jennifer Lopez canta a Rabat, scandalo tra gli islamisti

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Rabat è una città africana, che negli ultimi anni si è guadagnata l’appellativo di città della musica, grazie al Festival Mawazine rithmes du monde – festivalmawazine.ma – evento musicale giunto alla quattordicesima edizione.

Tale kermesse è in grado di attirare milioni di spettatori, grazie alla ricca line up con star internazionali e artisti emergenti. Nelle edizioni precedenti hanno partecipato artisti come Rihanna, Jessie J, Mika, solo per citarne alcuni. Quest’anno, invece, la star che ha fatto parlare di sé è stata Jennifer Lopez.

La sua esibizione è ribaltata sui siti e tabloid di tutto il mondo, diventando un vero e proprio caso politico a causa della sensualità della cantante e del suo corpo di ballo. Il deputato del Pjd Abdessamad Al Idrissi ha commentato su facebook il concerto della cantante del Bronx con queste parole: “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a questa vergogna, un assalto ai valori del popolo e della nazione. Il patrocinio (ndr. del re Mohammed VI) non può in alcun modo essere una ragione per impedirci di dire che Mawazine è una violazione della pubblica decenza”.

Parole forti che sono state condivise dal Ministro del Pjd Aziz Rabbah, aggiungendo “Il Marocco è un Paese aperto, ma ha dei valori, gli artisti non possono venire da noi e mostrarsi svestiti”.

Foto | I luv you papa ‘s video

smettere di depilarsi yasmin gasimova

Smettere di depilarsi: la storia di Yasmin Gasimova

smettere di depilarsi yasmin gasimova

Yasmin Gasimova ha 19 anni ed è una studentessa di informatica e filosofia che ha deciso di smettere di depilarsi quando aveva 11 anni, facendo pace con il proprio corpo peloso. Ora scrive un saggio sulla sua esperienza spiegando le sue motivazioni: accettarsi come si è, al naturale, senza disagi né imposizioni sociali.

Yasmin racconta di essere stata bullizzata a scuola per via della peluria intorno alla bocca quando aveva ancora appena 10 anni. L’anno dopo ha deciso di smettere di preoccuparsene perché non aveva senso litigare con il proprio corpo per compiacere gli altri.

Precoce, considerando che molte donne raggiungono questa consapevolezza di sé ben più tardi e a volte mai, perché i condizionamenti sociali agiscono con molta forza e influenzano a vari gradi tutti i nostri comportamenti, soprattutto quelli estetici.

Il suo intento, nel raccontare la sua storia e gli 8 anni senza depilarsi, è quello di dimostrare che una donna può essere femminile e socialmente accettabile anche con le gambe pelose, le ascelle incolte, l’ombra decisa di un baffetto.

Eppure… la stessa Yasmin ammette di depilarsi regolarmente le sopracciglia e di non rinunciare ad una depilazione totale in alcune occasioni particolari, quando va in vacanza al mare o quando prevede di fare sesso con un ragazzo che potrebbe rifiutarla scoprendola villosa come un uomo.

Dov’è finita allora la sicurezza di sé? Il messaggio positivo dell’auto-accettazione del proprio corpo al naturale decade di fronte ad una motivazione più forte? E può considerarsi motivazione forte una vacanza in spiaggia o rimorchiare un ragazzo?

Troviamo qualche difficoltà nell’accogliere la serietà della missione a favore delle libertà di una donna di sentirsi tale anche senza le gambe lisce, se poi bastano le più quotidiane delle situazioni per derogare da una convinzione che sembrava tanto precoce quanto granitica. Sarà solo voglia di celebrità? O siamo noi che chiediamo troppo ad una diciannovenne, pretendendo un rigore esagerato?

10 canzoni in loop, la playlist per l’ Estate 2015

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Manca davvero poco all’inizio dell’estate. La domanda è sempre quella: prova costume superata? Ovviamente no, ma non sarà un nostro problema. Per fortuna molte di noi rientrano nel team bionde dentro, quelle occupate a vivere la propria quotidiana guerra con la razionalità e i cinque centimetri di ricrescita. Quelle che rimandano a domani la fila alle poste e il pediluvio, ma sono ancora in grado di emozionarsi con i papaveri lungo la strada. Il team delle “Più papaveri, meno rose”, perché è bello crescere liberi come bastardi tra le erbacce della giungla urbana.

Ed è proprio per affrontare al meglio le avversità e i malesseri di questa nuova stagione di fede assoluta – Estate 2015 – che ho selezionato 10 canzoni per voi, un loop autentico e sedativo. Buon ascolto!

1. Malika Ayane – Senza fare sul serio

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=CtvxNJHCrCc]

2. Mecna – Pace (prod. Lazy Ants)

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=TWmzjvfpusU]

3. Major Lazer & Dj Snake – Lean on (feat. MO)

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=YqeW9_5kURI]

4. Rox – Kryptonite

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=DZrybjt2M1Y]

5. Nicky Minaj ft. Beyoncé – Feeling Myself

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=iAW7-HyxoyE]

6. Lauryn Hill – To Zion

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=1sQjh261rU8]

7. Jessie Ware – Champagne kisses

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=kIVHAhbKdcg]

8. Elvis – Suspicious minds

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=SBmAPYkPeYU]

9. Oasis – Champagne supernova

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=tI-5uv4wryI]

10. Fat Freddy’s Drop – Hope

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=vLPIj3TMS_c]

Foto | feeling myself’s video

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet arriva al Cinema

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Arriva nelle sale italiane dal 28 maggio, grazie a Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film in collaborazione con Rai Cinema e alla distribuzione di Microcinema, Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet, il nuovo film di Jean-Pierre Jeunet, (La città perduta, Alien, Il favoloso mondo di Amelie) tratta dal romanzo La mappa dei sogni di Reif Larsen.

T.S. Spivet (Kyle Catlett) è un bambino prodigio di dieci anni con una passione per la cartografia e le invenzioni. Vive in un ranch nel Montana insieme alla sua famiglia: la mamma (Helena Bonham Carter), ossessionata dalla morfologia degli insetti, il padre, un cowboy nato nel periodo storico sbagliato (Callum Keith Rennie), Gracie, la sorella adolescente che sogna di diventare Miss America (Niamh Wilson) , e Layton, il gemello di T.S. e vero orgoglio del padre (Jakob Davies).

Una telefonata improvvisa dello Smithsonian Institute di Washington annuncia al piccolo T.S. la vittoria del premio Baird per l’elaborazione di un dispositivo dal moto perpetuo. Dopo essere stato invitato a tenere un discorso al museo, T.S. decide di dirigersi segretamente verso Washington, su un treno merci che attraversa tutti gli Stati Uniti. Allo Smithsonian, però, tutti ignorano la sua vera età.

Dopo quattro anni di silenzio, Jeunet torna a rallegrare i  cinefili di tutto il mondo con la tecnica che l’ha sempre contraddistinto: virtuosismi straordinari, ritmo incalzante e la prospettiva innocente. Kyle Catlett è la piccola grande rivelazione del film: la sintesi perfetta tra il personaggio di Amelie Poulain e lo scorsese Hugo Cabret .

Tra complesse e barocche scenografie, emergono anche altri grandi attori: Helene Bonham Carter, Dominique Pinon, attore feticcio del regista scelto per dare brevemente vita al vagabondo Due Nuvole (momento di forte comicità e poesia); i piccoli Jacob Davies e Niamh Wilson; l’australiana Judy Davis e il canadese Callum Keith Rennie, conosciuto principalmente per la partecipazione in 50 Sfumature di Grigio.

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è la storia di un viaggio lungo quanto l’AmericaUn percorso faticoso che  il piccolo eroe sente di dover affrontare per il superamento di un profondo dolore di cui nessuno parlava mai. Tra le silenziose e desolate praterie del Montana, il piccolo Spivet si getta tra gli infiniti angoli retti delle metropoli, inspiegabilmente tirate su da uomini criptici e perennemente inclini al caos.

Ancora una volta Jeunet ci regala una pellicola sulla forza dell’immaginazione e dei sogni e lo fa attraverso la purezza  del nostro piccolo eroe e l’ineguagliabile fotografia di Thomas Hardmeier, mostrandoci come la vera Bellezza sia invisibile agli occhi.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=dV07onbWvSc]

donna piu vecchia del mondo

La donna più anziana del mondo ha 116 anni

la donna più anziana del mondo

La donna più anziana del mondo ha 116 anni, li ha compiuti il mese scorso e si chiama Jeralean Talley. È di Inkster, in Michigan, e ha preso il posto della precedente detentrice dell’insolito titolo di longevità, Getrude Weaver, scomparsa lo scorso Aprile alla stessa età.

Questa donna ha attraversato scorci di tre secoli, dal diciannovesimo al ventunesimo, vivendo per intero il Novecento, le due guerre mondiali, la grande depressione americana, i movimenti per i diritti civili e tutte le rivoluzioni industriali, politiche, sociali e digitali del nostro tempo.

Che le donne siano in media più longeve degli uomini è un fatto noto, più sorprendente ci sembra invece che il primato di longevità spetti ad una donna americana. Non è il popolo della Terra più noto per uno stile di vita sano e il segreto di lunga vita tradizionalmente viene stato attribuito alle popolazioni orientali.

Che il suo segreto stia nel sorriso? La figlia Thelma racconta: “Mia madre mi ha detto che quando qualcuno ti offre qualcosa – anche se non ne hai bisogno o non è ciò che volevi – devi accoglierlo con un sorriso.” Ci sembra uno stile di vita degno di ammirazione, oltre che un ottimo consiglio per affrontare la vita che quando si fa lunga, anzi lunghissima, può diventare anche pesante da sostenere. Un sorriso forse può fare davvero la differenza.

Jeralean dimostra che la sua tecnica funziona e considera “ogni giorno come un dono” secondo quanto ha dichiarato al Detroit News che l’ha intervistata. Ha confidato anche di amare la pesca e il bowling, di andare regolarmente in chiesa, di cucire ancora con le proprie mani e di essere ghiottissima di torte. Ed ecco un altro dei suoi segreti: fare ciò che ci piace e ci fa stare bene. Un suggerimento che appare banale ma in tutta coscienza quante di noi possono affermare di avere in cima alla scala delle priorità i piccoli piaceri prima dei troppi doveri?

donne senza capelli

Donne senza capelli: Leyah Shanks si rasa per la ricerca sul cancro

donne senza capelli

Leyah Shanks è una giovane blogger scozzese che da alcuni anni promuove un Tumblr basato sulla promozione della fiducia in se stessi e nel proprio corpo, senza sentirsi in dovere di aderire ad uno standard di bellezza socialmente condiviso.

Il blog si chiama Body Confidence Revolution e salta agli onori delle cronache per l’ultima azione della sua autrice che si è rasata a zero per dimostrare che una donna non ha bisogno di capelli lunghi per sentirsi femminile e bellissima.

L’iniziativa aveva lo scopo di raccogliere fondi da destinare alla ricerca sul cancro. Leyah ha promesso di raparsi la testa se avesse raggiunto, grazie alle donazioni dei suoi lettori, la cifra di 500 sterline da donare alla ricerca. Ci è riuscita e ha mantenuto la promessa.

La ragione di questa scelta risiede sia nell’essenza stessa del suo blog che in una vicenda personale che ha coinvolto la sua famiglia, con l’inevitabile riflessione che porta con sé la paura di dover affrontare un cancro.

Le donne che subiscono la perdita dei capelli per via della chemioterapia sono tantissime e sono costrette ad aggiungere alla terribile prova del cancro anche la preoccupazione per i propri capelli e la sensazione di vedere diminuita la propria femminilità.

Con la sua dimostrazione Leyah condanna il senso di esclusione sociale imposto alle donne che perdono i capelli loro malgrado e si batte contro lo stereotipo di una donna la cui femminilità risiede anche nei capelli. E continua dicendo che:

“Avere una malattia come il cancro non ti definisce come persona. Capelli o non capelli, sei magnifica. Non c’è nulla di cui vergognarsi nell’essere calve.”

Un messaggio forte, mai troppo ribadito, che pone l’accento sulla necessità di rappresentare la realtà e le sue diversità, senza bisogno di edulcorarla o nasconderla.

“Ci viene chiesto di aderire ad una femminilità stereotipata, ma è un ideale preistorico perché la femminilità è molto più di ciò che appare.”

Anastasia Volochkova

Anastasia Volochkova, licenziata dal Bolshoi perché grassa, torna a danzare

Anastasia Volochkova

Si parla così tanto di corpi femminili sfruttati dalla pubblicità e di modelle troppo magre, ci si indigna e ci si domanda se sia ancora accettabile nella società odierna, eppure raramente ci si accorge di quanto accade dietro le quinte, lontano da passerelle e riflettori.

È il caso di tutti quei mestieri che si basano proprio sull’uso del corpo e che impongono spesso non solo la necessaria disciplina fisica ma anche una forma esasperata che rischia di rasentare l’anoressia. È il caso delle ballerine e per un pelo non è stato anche quello di Anastasia Volochkova.

Anastasia era la prima ballerina del Bolshoi di Mosca, lo storico e acclamato balletto classico che nel mondo viene considerato uno dei più grandi, se non il migliore in assoluto. Nel 2003 l’artista era stata licenziata in tronco per colpa di un fisico troppo “pesante per una ballerina” e “difficile da sollevare.” Anastasia aveva trascinato il balletto in tribunale e aveva riavuto il lavoro ma dopo il 2004 non era più stata inclusa in alcuna produzione della compagnia.

Questi i fatti, fino a poco tempo fa. Oggi Anastasia ha lasciato la danza e si è messa alle spalle le amarezze di un mondo che tutti riconoscono come duro ma che in pochi ammettono possa essere anche molto pericoloso, specialmente per le giovanissime.

Adesso fa la modella e l’attrice, è tornata a studiare, ha conseguito un master in economia. Ma il primo amore non si scorda mai e sul proprio account Instagram mostra ancora le sue doti di flessibilità ed eleganza a dispetto di un peso che non appare miminamente eccessivo, né sgraziato.

Photo Credits |Instagram