Venezia 72, tutti i film in concorso

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Dal 2 al 12 settembre si riaccende il lido con la nuova Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia: 22 pellicole in concorso. 16 fuori concorso. 18 nella sezione Orizzonti. L’Italia avrà ben quattro rappresentanti: L’Attesa dell’esordiente Piero Messina , Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio, A bigger splash di Luca Guadagnino e Per amor vostro di Giuseppe Gaudino.

Ecco l’elenco di tutti i film partecipanti.

FILM IN CONCORSO:

– Abluka (Frenzy) di Emin Alper – Turchia, Francia, Qatar

– Heart of a Dog di Laurie Anderson – Usa

– Sangue del mio Sangue di Marco Bellocchio – Italia, Francia Svizzera

– Looking for Grace di Sue Brooks – Australia

– Equals di Drake Doremus – Usa

– Remember di Atom Egoyan – Canada, Germania

– Beasts of No Nation di Cary Fukunaga – Usa

– Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino – Italia, Francia

– Marguerite di Xavier Giannoli – Francia, Repubblica Ceca, Belgio

– Rabin, the last day di Amos Gitai – Israele, Francia

– A bigger splash di Luca Guadagnino – Italia, Francia

– The endless river di Oliver Hermanus – Sud Africa, Francia

– The Danish Girl di Tom Hooper – Gran Bretagna Usa

– Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson – Usa (animazione)

– L’Attesa di Piero Messina – Italia, Francia

– 11 Minut (11 minutes) di Jerzy Skolimowski – Polonia, Irlanda

– Francofonia di Aleksandr Sokurov – Francia, Germania, Paesi Bassi

– El Clan di Pablo Trapero – Argentina, Spagna

– Desde Allà di Lorenzo Vigas – Venezuela, Messico

– L’Hermine di Kristian Vincent – Francia

– Behemoth di Zhao Liang – Cina, Francia (documentario)

Film d’apertura

Everest di Baltasar Kormakur – Gran Bretagna, Usa

Film di chiusura

– Lao Pao Er (Mr Six) di Hu Guan – Cina

Fiction

– Go with Me di Daniel Alfredson – Usa, Canada, Svezia

– Non essere cattivo di Claudio Caligari – Italia

– Black Mass di Scott Cooper – Usa

– Spotlight di Thomas McCarthy – Usa

– La Calle de la Amargura di Arturo Ripstein – Messico, Spagna

– The Audition di Martin Scorsese – Usa

Non Fiction

– Winter on Fire di Evgeny Afineevsky – Ucraina (documentario)

– The Palma di Noah Baumbach e Jake Paltrow – Usa (documentario)

– Janis di Amy Berg – Usa (documentario)

– Sobytie (the event) di Sergei Loznitsa – Paesi Bassi, Belgio (documentario)

– Gli uomini di questa città io non li conosco di Franco Maresco – Italia (documentario)

– L’esercito più piccolo del mondo di Gianfranco Pannone – Città del Vaticano, Italia, Svizzera (documentario)

– Na Ri Xiavu (Afternoon) di Tsai Ming-liang – Thaipei Cinese

– In Jackson Heights di Frederick Wiseman – Usa (documentario)

Proiezioni speciali

– Human di Yann Arthus-Bertrand – Francia (documentario)

Leone d’oro alla carriera

– Le vie et rien d’autre di Bertrand Tavernier – Francia

Orizzonti

– Madame Courage di Merzak Allouache – Algeria, Francia, Emirati Arabi Uniti

– A Copy of my mind di Joko Anwar – Indonesia, Corea del Sud

– Pecore in Erba di Alberto Caviglia – Italia

– Tempête di Samuel Collardey – Francia

– The Childood of a Leader di Brady Corbet – Gran Bretagna, Ungheria, Belgio, Francia

– Italian Gangster di Renato de Maria – Italia

– Charshanbeh, 19 ordibehesht (Wednesday, May 9) di Vahid Jalilvandd – Iran

– Mountain di Yaelle Kayam – Israele

– Krigen (a War) di Tobias Lindholm – Danimarca

– Visaaranai (interrogation) di Vetri Maaran – India

– Free in Deed di Jake Mahaffy – Usa, Nuova Zelanda

– Boi Neon di Gabriel Mascaro – Brasile, Uruguay, Paesi Bassi

– Man Down di Dito Montiel – Usa

– Lama Azavtani (Why Hast Thou Forsaken Me?) di Hadar Morag – Israele, Francia

– Un Monstruo de mil Cabezas di Rodrigo Flà – Messico

– Mate-Me por Favor di Anita Rocha da Silveira – Brasile, Argentina

– Taj Mahal di Nicolas Saada – Francia, Belgio

– Interruption di Yorgos Zois – Gracia, Francia, Croazia

Foto | Venezia 72 Cover, L’attesa Trailer

perché le donne guardano le altre donne

Perché le donne guardano le altre donne

perché le donne guardano le altre donne

Perché le donne guardano le altre donne per la strada, superando addirittura gli uomini in un’attività che inesorabilmente attira la curiosità di ogni donna? È tutta colpa della moda che agisce come un vero e proprio codice di comunicazione non verbale e attira fatalmente gli sguardi delle donne, anche coloro che si dicono meno interessate a vestiti e accessori.

Guardare l’aspetto di un’altra donna, persino giudicarlo – e a volte è un tutt’uno con lo sguardo – è qualcosa a cui non possiamo rinunciare, fa parte di noi. Talvolta ammiriamo un accessorio, l’eleganza con cui si indossa un certo capo, il colore dei capelli. Talvolta ci spingiamo addirittura ad invidiare un fisico tonico o un paio di scarpe da urlo. Più spesso purtroppo tendiamo a giudicare negativamente le altre donne. Si sa, la solidarietà femminile in certi frangenti va a farsi un giro altrove.

Una serie tv che si intitola The Way We Dress esplora proprio queste dinamiche che si instaurano tra le donne quando i loro sguardi si incrociano per strada o in qualunque altro ambiente che le induca a notarsi a vicenda.

La serie tv è suddivisa in 4 parti che affrontano dal punto di vista di quattro diverse registe il rapporto delle donne con la moda che vedono intorno a sé, prevalentemente sulle altre donne. Il motivo per cui ci scrutiamo vincendevolmente è figlio dei tempi. Quando la moda è diventata un modo per esprimere se stessi e il messaggio che si vuole comunicare agli altri, abbiamo cominciato a notare questi messaggi e ad interpretarli.

Pare sia un vizio tutto femminile, benché parecchi uomini non se ne esimano. All’uomo però spesso interessa più il corpo di una donna che il suo involucro, elemento che per una donna diventa invece cruciale.

La regista Chelsea McMullan, che firma il primo episodio della serie chiamato Notes on the Gaze, spiega che guardare le altre donne è un po’ come diventarlo: desideriamo il suo taglio di capelli, il suo fisico, il suo atteggiamento e immaginiamo come ci si sente ad aessere vista con occhi altrui. In altri casi si tratta di insicurezza, ragion per cui controlliamo come sono le altre, come fossero uno specchio ideale o un ideale a cui tendere o, al contrario, un termine di paragone in negativo, che ci fa sentire più fiduciose in noi stesse.

Photo Credits | Hrecheniuk Oleksii / Shutterstock.com

Foo Fighters a Cesena dopo il video dei mille musicisti

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Il 26 Luglio circa mille musicisti, diretti dal maestro Marco Sabiu, si sono ritrovati vicino Cesena per suonare Learn to fly, celebre canzone dei Foo Fighters.

Nel maggio 2014, un gruppo di ragazzi di Cesena aveva ideato il progetto “Rockin’1000″ con l’obiettivo di convincere i Foo Fighters a suonare nella loro città. Per la realizzazione dell’evento è stato aperto un crowdfunding e tutti i mille partecipanti l’hanno realizzato gratuitamente.

Dopo aver raggiunto tre milioni di visualizzazioni in un solo giorno, il video è stato notato dalla band americana che non ha tardato a condividerlo su twitter e ad accettare l’invito. Infine, lo scorso venerdì 31 luglio, Dave Grohl ha pubblicato sul proprio account di Facebook un video di ringraziamento in italiano per tutte le persone che hanno partecipato al videoclip.

Rockin’1000

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=JozAmXo2bDE]

Il video in italiano di Dave Grohl
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=qD35ASXHmsU]

Foto |  Greg Jannacone x Shutterstock

TIFF 2015, al via la quarantesima edizione con Demolition

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Demolition, nuovo film di Jean Marc Vallée con Jake Gyllenhaal e Naomi Watts, aprirà il quarantesimo Festival Internazionale del Cinema che si terrà a Toronto dal 10 al 20 di settembre.

Distribuito in Italia da Good Films, Demolition è la storia di un broker (Gyllenhaal) che dopo la morte della moglie, attraversa un momento di autodistruzione fino all’incontro con una mamma single (Watts9.

Nella sezione Special Presentations verrà presentato Youth-La giovinezza di Paolo Sorrentino insieme con Black Mass di Scott Cooper, Colonia di Florian Gallenberger, The Danish Girl di Tom Hooper, Dheepan di Jacques Audiard e Guilty di Meghna Gulzar, Beasts of no Nation di Cary Fukunaga

Nella sezione “Gala” sarà presentato Septembers of Shiraz e Freeheld di Petter Sollett che vede Julianne Moore nei panni di un’agente di polizia.

Numerose le anteprime mondiali, previste nel concorso, come: The Martian il nuovo lavoro di Ridley Scott con Matt Damon; Where to Invade Next di Michael Moore, The Program, Stonewall e Lolo.

Per il programma completo, basta visitare il sito tiff.net.

Foto | Universal Pictures press

bambole marvel

Crea per la figlia le bambole Marvel al femminile che non esistono

bambole marvel

Perché esistono le bambole Marvel di tutti i personaggi maschili, che fanno parte del marchandising ufficiale, ma non si trovano facilmente, o affatto, quelli femminili? È quello che si sono chiesti in tanti e c’è chi fa da sé, che notoriamente fa per tre e con l’aiuto dei social media riesce anche a far arrivare lontano il suo messaggio.

Rebecca Millar è una mamma australiana che ha scoperto quanto sia difficile trovare per la sua bambina Abigal le bambole dei personaggi femminili della Marvel. E allora che fare? Farselo da sola, naturalmente.

Sua figlia, spiega, adora gli Avengers e la sua eroina preferita è Black Widow che ha preso il posto delle solite bambole tipo Barbie. La bimba possiede già gli altri personaggi della storia ma l’unica Black Widow disponibile online era troppo cara. Allora la mamma ha modificato una bambola qualunque, dipingendola a mano con i tratti caratteristici del personaggio.

Dopo questa esperienza la cosa è andata avanti fino a creare una trentina di Geek Grrl Dolls, così le ha chiamate, ispirandosi a molti personaggi femminili che fanno parte tradizionalmente dell’immaginario associato ai bambini piuttosto che alle bambine. Facebook ha fatto il resto, creando un certo chiasso mediatico intorno all’iniziativa.

Viene automatico scomodare la sempre molto chiacchierata teoria gender, ma non solo Tra gli applausi per l’iniziativa ci sono state anche parecchie polemiche, legate soprattutto alla rappresentazione del corpo femminile perché la Millar si limita a dipingere le bambole “nude” anziché vestirle di tutto punto (“sono terribile nel cucito” dice). Intanto il messaggio è passato e sta facendo chiacchierare la Rete. È già un risultato anche questo.

Photo Credits | Facebook

Le principesse Disney come adolescenti di oggi

principesse disney come adolescenti

Le principesse Disney come adolescenti di oggi ci sorprendono un po’ ma neanche così tanto. Ormai vengono aggiornate periodicamente con i nuovi personaggi che il cinema porta sugli schermi, più adeguati ai tempi – pensiamo per esempio alla ribelle Merida o la regina Elsa che non ha bisogno di un principe Azzurro ma può contare su una magnifica sorella.

L’arte e il design si divertono spesso a reinventarle e stavolta scopriamo come sarebbero le principesse più amate se fosse adolescenti di oggi. L’idea è di Bev Johnson che ha pubblicato sul proprio account di Tumblr disegni che rivisitano le principesse classiche e quelle più moderne in una chiave un po’ insolita.

I disegni sono bellissimi, tanto per cominciare, ma soprattutto sono capaci di rendere il carattere di ciascuna delle ragazze con rapidi tratti. A ben pensare, in fondo, la maggior parte delle principesse non è effettivamente un’adolescente già nel racconto originario? Non si fa che modernizzarle appena, visto che rappresentano già caratteri precisi che possono calarsi anche nel nostro mondo reale.

Ecco quindi le dinamiche tipiche tra le sorelle Elsa e Anna, con la maggiore che la tollera e la minore che la imita e la tormenta un po’. Ecco la secchiona Belle, amante dei libri, con tanto di occhiali da vista. E Aurora, con le lunghe chiome bionde dalle punte violette? Super trendy.

Cenerentola è un po’ distratta, Merida è un vero maschiaccio dall’aria un po’ teppista, così come Mulan. Ariel sembra una ragazza molto ciarliera, da quando ha ritrovato la sua voce. Ci sono tra le altre anche Jasmine e Raperonzolo, con un’aria perfettamente adatta al proprio personaggio.

legge sull’aborto in Portogallo

La legge sull’aborto in Portogallo si inasprisce

legge sull’aborto in Portogallo

Per ogni passo avanti che si compie a proposito della legge sull’aborto, sembra di doversi rassegnare a farne almeno altri due indietro. È quanto ci induce a pensare una novità che arriva da Portogallo dove si torna indietro anziché procedere in avanti. È ancora lunga la strada della regolamentazione di un diritto che molti paesi hanno riconosciuto ormai da decenni ma che sembra di dover costantemente difendere.

Il Portogallo infatti ha appena inasprito le norme che regolano la legge sull’aborto sottoponendo le donne che esercitano il diritto di interrompere la gravidanza ad inutili umiliazioni e addirittura al pagamento delle spese mediche.

Lo scorso mercoledì il governo ha sostenuto l’introduzione di un costo per le donne che vogliono praticare l’aborto. Inoltre viene loro richiesto anche di sottoporsi ad una serie di esami psicologici prima di poter avviare la procedura.

Il parlamento si è infiammato durante le discussioni, anche per via dell’interruzione di un gruppo di attiviste per i diritti delle donne che al grido di “vergogna, vergogna!” ha fatto sentire la propria voce.

Chi sostiene le nuove norme ritiene che queste procedure servono non a negare il diritto all’aborto ma a migliorare le condizioni nelle quali le donne si trovano a prendere una decisione così difficile. Chi è contrario invece parla di inutili umiliazioni e di ostacoli lungo un percorso che dovrebbe essere una conquista ormai sancita e garantita dalla legge.

L’aborto resta indubbiamente una questione controversa, soprattutto in paesi dalla forte impronta cattolica come il Portogallo. In questo paese la legge è stata approvata per referendum nel 2007, sancendo il diritto della donna di abortire con il supporto medico e a spese delle Stato entro 10 settimane dall’inizio della gravidanza.

Prima di allora, le donne portoghesi andavano incontro addirittura prigione fino a 3 anni in caso di aboroto, salvo nei casi di stupro o di pericolo per la salute della madre o del feto. A che pro dunque l’introduzione di nuovi ostacoli che sembrano tanto oscurantisti quanto contrari alla legge vigente?

Photo Credits | Erce / Shutterstock.com

Jennifer Lopez, 10 best videos dell’artista americana

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Cantautrice, attrice, ballerina, modella, produttrice discografica, televisiva, cinematografica, stilista, imprenditrice, produttrice di profumi, coreografa, scrittrice e politica statunitense. Jennifer Lopez è tutto questo e non c’è da stupirsi che sia considerata la più influente attrice ispanica d’America, secondo la lista dei “100 Ispanici più influenti” della rivista People.

Lo scorso 24 Luglio, Jenny from the Block ha compiuto quarantasei anni e a vederla sembra la stessa ragazza vestita di bianco che nel 1999 incantò il mondo con il singolo If you had my love. Con un lieve ritardo, ho selezionato i 10 best videos della sua carriera per celebrare il compleanno di una delle artiste più popolari di sempre.

1. If you had my love

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=lYfkl-HXfuU]

2. Waiting for tonight

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=_66jPJVS4JE]

3. Love don’t cost a thing

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=4kGvlESGvbs]

4. I’m real

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Sjx9oSJDAVQ]

5. Jenny from the block

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=dly6p4Fu5TE]

6. I’m glad

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=pms9PrL67Gw]

7. Get right

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=1WIsnC-h1d0]

8. Do it well

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5dnTLx4XQDI]

9. I’m into you

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=IgLcQmlN2Xg]

10. I luh ya papi

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=c4oiEhf9M04]