“Nessun insegnamento gender nella scuola”, parola del Ministro Giannini

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La teoria gender è diventata un’ossessione per le famiglie, soprattutto adesso che tutti gli alunni d’Italia stanno per tornare tra i banchi di scuola. Il Ministro Giannini e la Curia, però, sono d’accordo nel ricordare che non ci sarà nessun insegnamento gender nelle scuole del Paese. Da dove nasce allora la confusione?

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Real Time, ostetriche contro chi snobba l’allattamento al seno

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La Federazione Nazionale delle Ostetriche scende in campo contro Real Time, canale del digitale terrestre che sta mandando in onda le repliche di Ostetriche. Quando nasce una mamma, trasmissione che in qualche modo snobba l’allattamento al seno in favore di soluzioni alternative. Il motivo è presto spiegato: essendo sponsorizzato da una grande azienda che commercia prodotti per bambini, il programma di Real Time mostra quanto possa essere facile e semplice affidarsi a biberon, tiralatte e cose del genere fin dai primi giorni di vita del bambino.

Chi è amato ha più successo, lo spiega un video

concetto di successo

Siamo i nostri critici più severi, questo lo sappiamo, ma talvolta esageriamo sottovalutandoci più del dovuto e lo dimostra una recente ricerca condotta dalla Strayer University insieme ad Aplus. Si tratta di un esperimento sociale che fa parte di una più ampia campagna di sensibilizzazione sul concetto di successo.

Lo scopo è ripensare il significato del termine “successo” attraverso una petizione che chiede addirittura di modificarne la definizione sul celebre dizionario inglese Merriam Webster. Per farlo si è cominciato con un video che invita a firmare la petizione raccontando come gli americani interpretano la parola successo. Si racconta in un modo molto tenero e commovente.

Secondo la ricerca che ha preceduto la realizzazione di questo video, infatti, il 90% degli americani associa il successo al raggiungimento della felicità e non al “raggiungimento di ricchezza, rispetto e fama” secondo la definizione corrente sul dizionario citato.

In pratica a determinare il successo di una persona non è quanto sia ricco o rispettato sul lavoro o potente. È evidente in questo bel video: ciascuno di noi si dà un voto da 1 a 10 molto basso in relazione al proprio successo, mentre le persone che ci amano ci assegnano votazioni molto più alte. Segno che il successo di una persona non è legato – non esclusivamente, almeno – alla capacità di conquistare beni materiali e potere. Ecco perché, secondo i promotori della petizione, quella definizione va corretta.

Le persone nel video si sorprendono e si commuovono nello scoprire che chi li ama – fidanzati, figli, amici – reputa il loro valore molto più alto di quello che si attribuiscono da sole. Insomma, valiamo più di quanto crediamo e il successo non può essere inteso in senso materiale o esteriore, riguarda molto più da vicino una sfera emozionale che sottovalutiamo spesso.

Tutto ciò non vale solo tra persone legate da vincoli di affetto, che naturalmente sono portati ad essere più indulgenti, perché anche un semplice gesto di gentilezza può davvero cambiare il modo in cui gli altri ci percepiscono. Di conseguenza noi stessi ci creiamo un’idea di quanto valiamo.

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Socality Barbie, il nuovo caso che conquista Instagram

Non è una fashion blogger e di stile ne ha da vendere, non è una fotografa di professione, in realtà non è nemmeno una persona in carne ed ossa ma su Instagram è un vero e proprio caso: stiamo parlando di Socality Barbie.

Frainçois Truffaut, a Roma la mostra dedicata al regista francese

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François Truffaut è uno dei registi più grandi di tutti i tempi. Tra i numerosi meriti c’è sicuramente quello di aver proiettato sul grande schermo  vita e passioni che lo hanno animato, prima fra tutte quella per il cinema, raccontata esplicitamente ne i 400 colpi e in Effetto notte. Lo stile inconfondibile nasce dal confronto con i classici del passato, reinventati secondo una personale poetica fondata sulle passioni: quella per i libri in Farheneit 451, per il teatro in L’ultimo metro e per le donne nel film L’uomo che amava le donne.

La Casa del Cinema rende omaggio al grande regista francese con la mostra Francois Truffaut – poeta dell’immagine – presentata dall’Associazione & Compagnia Teatroantico  – aperta al pubblico dall’8 settembre all’11 ottobre accompagnata da una rassegna cinematografica dei suoi capolavori dall’8 al 27 settembre.

In mostra  foto di scena originali dei suoi film, brochure, manifesti, riviste e fotobuste italiane, francesi, inglesi, americane. Ideata da Cecilia Di Stefano e curata da Giulio D’Ascenzo e Elisabetta Centore, la mostra si avvale della supervisione artistica di uno dei più noti critici cinematografici italiani: Vittorio Giacci.

CALENDARIO RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

8 settembre 

ore 16.00 Jules e Jim

12 settembre 

ore 16.00 La signora della porta accanto

13 settembre 

ore 16.00 I 400 colpi

ore 18.00 finalmente domenica!

15 settembre 

ore 16.00 l’ultimo metrò

19 settembre 

ore 16.00 la calda amante

20 settembre 

ore 16.00 baci rubati

ore 18.00 l’amore fugge

22 settembre 

ore 16.00 le due inglesi 

27 settembre 

ore 16.00 mica scema la ragazza

ore 18.00 tirate sul pianista

Foto e testo | Zètema Progetto Cultura

Grecia, Amnesty International denuncia le condizioni infernali a Kos

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Amnesty International Italia ha aderito all’iniziativa “La marcia delle donne e degli uomini scalzi” in sostegno dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo che troppo spesso sono vittime di politiche migratorie che danno priorità alla difesa dei confini piuttosto che alla vita umana.

Alla marcia, lanciata da personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e del giornalismo, stanno aderendo insieme ad Amnesty International Italia numerose altre associazioni e realtà della società civile italiana che si occupano dei diritti dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. L’iniziativa si svolgerà venerdì 11 settembre in diverse città italiane, tra cui Milano, Venezia, Palermo e Cosenza. La lista è in continuo aggiornamento, motivo per cui è possibile visitare il sito donneuominiscalzi.blogspot per ogni news.

Tutto ha avuto inizio al termine di una ricerca condotta a Kos, dove Amnesty International ha auspicato che la visita dei commissari europei Timmermans e Avramopoulos sull’isola greca fosse determinante per un’ azione immediata finalizzata a porre fine alla sofferenza di migliaia di rifugiati, tra cui molti bambini.

Amnesty International ha potuto osservare le condizioni complessivamente drammatiche in cui si trovano i rifugiati sull’isola, verificando la presenza di neonati di una settimana tra le moltitudini di persone costrette a rimanere anche per giorni sotto un sole cocente in attesa di essere registrati dalle autorità locali. I ricercatori dell’organizzazione per i diritti umani hanno intervistato minori non accompagnati detenuti in condizioni deplorevoli insieme a persone adulte.

“I rifugiati che abbiamo incontrato a Kos fuggono dalla guerra e dalla persecuzione in paesi come Siria, Afghanistan e Iraq. Alcuni sono con le loro famiglie, altri hanno viaggiato soli. Le infernali condizioni in cui sono costretti a stare e l’indifferenza delle autorità sono agghiaccianti”  ha dichiarato Kondylia Gogou, ricercatrice di Amnesty International sulla Grecia.

Attaccati nella notte

La notte scorsa, Amnesty International è stata testimone oculare dell’aggressione subita da un gruppo di rifugiati ad opera di circa venti persone armate di bastoni che gridavano “Tornatevene a casa vostra!” e urlavano insulti. Gli aggressori hanno anche minacciato gli attivisti presenti (uno di loro è stato lievemente ferito e gli è stata sottratta la macchina fotografica) e un ricercatore di Amnesty International. Solo ad aggressione iniziata è intervenuta la polizia anti-sommossa che ha lanciato gas lacrimogeni, disperdendo gli aggressori.

Condizioni inumane

Durante la ricerca di Amnesty International, sull’isola si trovavano dai 3000 ai 4000 rifugiati. In assenza di qualsiasi struttura ufficiale di accoglienza, la maggior parte di loro attendeva in condizioni squallide di essere registrata per poter proseguire il viaggio verso la terraferma greca e oltre. La maggior parte dei rifugiati proveniva da Siria, Afghanistan e Iraq.  Secondo la guardia costiera greca, dall’inizio dell’anno sull’isola di Kos sono arrivati oltre 31.000 rifugiati, con un picco a partire da luglio.

La maggior parte dei rifugiati, non potendo pagare una sistemazione, era costretta a dormire in tende all’aperto in condizioni spaventose oppure in ciò che resta dell’hotel Capitano Elia. Gli abitanti e Medici senza frontiere hanno fornito aiuti, mentre le autorità locali hanno prestato ben poca assistenza, chiudendo addirittura i bagni pubblici.

Alla registrazione dei rifugiati è stata adibita una vecchia stazione di polizia. Amnesty International l’ha visitata il 2 settembre trovandovi 100 rifugiati, tra cui una neonata di una settimana in braccio alla madre, che sedeva in terra in un cortile. Alle persone in attesa non era stata fornita acqua. L’unica protezione contro la calura estiva era un ombrellone al centro del cortile, sotto il quale c’era posto per poche persone.

Le informazioni sui diritti e l’identificazione dei gruppi vulnerabili erano fornite non dalle autorità locali ma dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati.

La situazione era ulteriormente aggravata dalla riluttanza delle autorità locali ad aprire un centro permanente di accoglienza con sufficienti posti a disposizione e dalla mancanza di una risposta coordinata ed efficace. A metà agosto, queste carenze sono emerse in tutta la loro evidenza, quando 2000 persone sono state chiuse in condizioni inumane all’interno dello stadio dell’isola. La polizia avrebbe fatto uso eccessivo della forza contro i rifugiati in attesa di essere registrati.

Raccomandazioni

Per le ragioni citate, Amnesty International sollecita

–  le autorità di Kos a cooperare con quelle centrali per allestire centri di accoglienza e rifugi in cui le persone appena arrivate possano restare, in condizioni umane, fino alla fine delle necessarie procedure di registrazione. Le autorità locali dovranno immediatamente portare i minori non accompagnati in strutture appropriate e, una volta terminata la registrazione, trasferirli nei centri per minori non accompagnati sulla terraferma greca;

– le autorità nazionali ad attuare velocemente i piani annunciati il 3 settembre in una conferenza stampa, tra cui l’invio urgente a Kos di personale di prima accoglienza (analogamente a quanto fatto a Lesbo e Samo) che possa agevolare l’identificazione dei gruppi vulnerabili di rifugiati. Le autorità nazionali dovranno inoltre assicurare che i funzionari responsabili per la gestione dei fondi europei (come il Fondo d’integrazione per l’asilo e l’immigrazione) agiscano con la massima velocità possibile;

– l’Unione europea ad assistere le autorità greche con finanziamenti tratti dai fondi di solidarietà e di emergenza, in modo da poter gestire l’attuale crisi. La Grecia ha inoltre bisogno di supporto logistico e operativo per venire incontro ai bisogni delle persone che arrivano a Kos. Ancora più importante, nel più lungo termine gli stati membri dell’Unione europea dovranno alleviare la pressione sulla Grecia attraverso una profonda riforma del sistema d’asilo europeo e predisponendo più percorsi legali e sicuri verso l’Europa per coloro che necessitano di protezione. Questo dovrebbe essere fatto attraverso l’aumento dei posti per il reinsediamento dei rifugiati più vulnerabili identificati dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati, un più ampio uso dei visti per motivi umanitari e migliori opzioni per i ricongiungimenti familiari.

“Siamo di fronte a una crisi su tutti i livelli. A Kos, le autorità locali non intendono fornire l’assistenza necessaria, le autorità nazionali greche non sembrano in grado di garantirla e i leader europei esitano di fronte a una sempre più acuta crisi umanitaria” – ha concluso Gogou.

Foto | danielo x Shutterstock

 

Amy Winehouse, 20 oggetti che ricordano la cantante inglese

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Mancano solo undici giorni all’uscita italiana di Amy, documentario del 2015 diretto da Asif Kapadia sulla vita della cantante britannica, morta a soli ventisette anni per abuso di alcol e droghe.

Il documentario mostra la vita della cantautrice attraverso video, interviste e canzoni inedite. Un viaggio nelle contraddittorietà di una donna talentuosa quanto fragile, che verrà mostrato al pubblico italiano il 15, 16 e 17 Settembre, data scelta per celebrare il compleanno dell’artista scomparsa, che proprio il 14 Settembre avrebbe compiuto 32 anni.

La pellicola è stata presentata fuori concorso a maggio al Festival di Cannes. Nel Regno Unito Amy è uscito il 3 luglio, dove ha registrato incassi da record, diventando il secondo documentario più visto al box office inglese.

Amy non era solo una grande artista, ma anche un’icona indiscussa di stile. E’ sempre rimasta fedele alla passione per il jazz e alle radici ebraiche. Quando ha raggiunto la popolarità, il suo look inconfondibile ha influenzato fortemente l’industria musicale, attirando anche l’attenzione del mondo della moda. Radici e aspetto si fondevano, generando uno stile inconfondibile: 15 tatuaggi d’ispirazione rockabilly, acconciatura cotonata, eye-liner spesso, orecchini a cerchio, reggiseno di pizzo rosso e  abiti ispirati agli anni ‘60. Per questo motivo, trovate di seguito i 20 oggetti iconici che rappresentano da anni Amy, artista e donna meravigliosa. Un modo per allietare l’attesa del documentario di Asif Kapadia, ultima testimonianza della nostra grande artista: Amy Winehouse.

20 oggetti Amy Winehouse

Fonte e Foto | love.stylight , Amy Fb

hangover makeup

Hangover makeup o trucco post-sbornia: è di moda apparire sciatte

hangover makeup

Si chiama hangover makeup, letteralmente trucco post-sbornia, e la tendenza arriva dal Giappone come spesso accade nel caso di trend bizzarri legati a moda e bellezza. Fa discutere il web ma porta con sé anche una vaga sensazione di sollievo. Sì, perché sfoggiare un look a dir poco sfatto che potrebbe addirittura essere considerato trendy ci fa sperare che la perfezione sempre inseguita non sia poi così rigida né tanto importante.

La riflessione nasce spontanea e al sollievo segue subito lo sconforto. Dopo aver penato lunghi anni, aver speso energie e risorse (anche economiche) nell’apprendere tecniche di trucco e acquistare montagne di prodotti, scopriamo che non è servito a nulla? Tutto può essere spazzato via da una tendenza che non solo non richiede alcuno sforzo e nessuno studio, ma neanche il minimo di cura per farci apparire presentabili?

È desolante ma ha qualcosa di ironico perché dimostra quanto tendenze e diktat della moda siano labili e in definitiva del tutto aleatorie. Sinceramente, come può considerarsi bello un trucco sbavato con tanto di occhiaie in bella vista? Nessuna di coloro che combattono una guerra perenne contro l’incarnato grigio e l’occhiaia selvaggia può dirsi felice di questa tendenza che solleva non poche sopracciglia – tutte ben truccate, s’intende.

Nel caso però voleste provare a lasciarvi andare, approfittando di questa tendenza per esibire finalmente senza vergogna la vostra borsa sotto l’occhio e il mascara steso con approssimazione, sappiate che non c’è mai stato un trucco più facile da copiare.

Basta stendere una base su cui sfumare malamente un po’ di blush a mo’ di rossore da sbornia, lasciar sbavare ombretto e mascara e indossare un rossetto sbiadito. In pratica, fare volontariamente quello che farebbe al vostro look una notte brava a far baldoria. Se vi risvegliate così quando avete alzato un po’ il gomito la sera prima e non avete trovato la forza di struccarvi, sappiate che siete assolutamente trendy.

Photo Credits | Instagram