test della verginità Indonesia

Il test della verginità in Indonesia

test della verginità Indonesia

La violenza sulle donne non è solo quella fisica ma anche quella psicologica, in alcuni casi non solo umiliante ma anche talmente radicata e istituzionalizzata da essere considerata la normalità. Accade in Indonesia dove alle donne è permesso arruolarsi ma solo dopo essersi sottoposte ad una prova molto particolare, il test della vergnitià.

Oltre alle consuete prove psicologiche e fisiche a cui devono sottoporsi tutte le reclute, infatti, alle donne è richiesta un’integrità fisica in più attraverso un test eseguito da un medico che verifica, con l’inserimento di due dita, se l’imene sia stato effettivamente lacerato o meno. Le donne che hanno già avuto un rapporto sessuale vengno rifiutate, considerate indecenti e inaccettabili, l’integrità dell’imene come simbolo di un atteggiamento mentale e morale sano.

Lo ha denunciato l’ONG Human rights watch proprio quest’anno allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e creare pressioni sul governo locale perché elimini dalle sue procedure questa pratica degradante che viola la dignità umana delle donne e non ha alcuna base scientifica.

Dal canto loro le autorità indonesiane difendono a spada tratta questa consuetudine considerandola fondante nella scelta del personale di sicurezza visto che nei soldati, affermano, ciò che più conta è la mentalità e la moralità e una donna che ha perduto la propria verginità dimostra – continuano – un atteggiamento che non può considerarsi sano.

Affermazioni che fanno accapponare la pelle a noi donne occidentali ormai abituate a considerare la sessualità un ambito esclusivamente personale, pur a costo di lunghe lotte e con vaste sacche di arretratezza che permangono, specialmente nel mondo del lavoro dove una donna guadagna ancora meno di un uomo a parità di ruolo.

Il test della verginità ci appare come una pratica barbara, priva di senso, che sembra conservare il solo scopo di dominare le donne mantenendole in una condizione di sottomissione. Tutto in nome di un decoro di facciata dal momento che per preservarlo si perpetra una simile umiliazione.

La polizia indonesiana pratica il test della verginità almeno dal 1965 e non intende rinunciarvi nonostante sia stato evidenziato anche dall’Organizzazione mondiale della salute che la rottura dell’imene non è necessariamente correlata al rapporto sessuale. Eppure nello stesso paese e in due occasioni molto recenti, nel 2010 e nel 2013, è stato proposto di introdurre il test anche nelle scuole, espellendo le studentesse che non si fossero rivelate vergini.

Photo Credits | antoni halim / Shutterstock.com

other stories modelle con le cicatrici

Le modelle con le cicatrici di Other Stories

other stories modelle con le cicatrici

La pubblicità si affanna in ogni modo per negarlo, le riviste di moda spesso ne seguono l’esempio in nome di un ideale di bellezza tanto patinato da diventare artificioso, di sicuro non naturale. Eppure a renderci uniche sono proprio le nostre imperfezioni.

Lo afferma con decisione il brand & Other Stories che ha scelto per la sua ultima pubblicità di lingerie modelle con le cicatrici e altri difetti più o meno manifesti, senza darsi pena di nasconderli ma anzi mostrandoli senza interventi.

Parliamo di difetti ma solo se usiamo la terminologia di chi ha fatto del fotoritocco il proprio strumento d’elezione, naturalmente. In verità non sono altro che normali segni che tutte noi portiamo sul corpo, per circostanze di vita o semplicemente per scelta. Ci sono cicatrici, segni di nascita, macchie della pelle, peli non depilati, tatuaggi e rotolini. Esibiti con completa nonchalance.

Il risultato, se paragonato alle statuarie modelle senza macchia che ci guardano dall’alto in basso da molti cartelloni pubblicitari, appare persino povero, decisamente sotto tono. Il punto è che dobbiamo cambiare prospettiva, non considerare come termine di paragone le modelle ritoccate ma noi stesse, le donne vere che di fatto indossano i capi proposti dalle pubblicità.

Si sprecano già le polemiche, naturalmente, tra chi immancabilmente taccia questa scelta come una furba mossa pubblicitaria e chi più prosaicamente e meno complottisticamente ritiene che le foto siano solo brutte. A noi sembra che abbiano qualcosa di importante da dire riguardo alla percezione del corpo della donna nella nostra società fin troppo abituata all’artificio.

E se ci abituassimo a considerare bella la normalità? Sono normali anche le modelle scelte per gli scatti. Si tratta della blogger e yogi Helin Honung, della violoncellista Kelsey Lu McJunkins e della copywriter Ida Lagerfelt, tutte fotografate da Hedvig Jenning.

15 donne più toste del 2015

Le 15 donne più toste del 2015

15 donne più toste del 2015

Le donne lo hanno dimostrato da secoli, sanno essere tipe toste, capaci di mettersi contro il mondo intero per raggiungere un obiettivo a cui tengono. Lo dimostrano anche le 15 donne più toste del 2015 che hanno raggiunto obiettivi importanti, hanno cambiato un po’ questo mondo, hanno gettato le basi per i mutamenti futuri.

Ognuna di loro è una di noi, spesso infatti sono solo donne comuni che hanno messo tutto il loro impegno nella propria causa oppure si sono ritrovate a diventare un simbolo loro malgrado. Esiste persino un account su Twitter che si chiama Badass Woman Alert creato proprio per segnalare le imprese delle donne che, in tutto il mondo, fanno qualcosa che sia degno di essere ricordato e che possa essere da esempio per tutte.

Noor Tagouri

È la prima giornalista americana ad essere apparsa in televisione indossando il velo. Il suo motto è “Be your legend” e la sua storia è un incentivo per tutte le ragazze che vogliono realizzare il proprio sogno contro qualunque pregiudizio.

Le donne arabe alle urne

Per la prima volta nella storia le donne arabe hanno avuto diritto di voto e il diritto di candidarsi alle ultime elezioni locali del Paese.

Samantha Cristoforetti

Siamo stati fieri della nostra astronauta Samantha Cristoforetti che non solo è stata scelta per una missione importantissima ma ha anche battuto il precedente record di permanenza femminile nello spazio nell’arco di un solo volo.

Le ragazze del Body Positive Movement

Per dire basta alle discriminazioni, le ragazze che hanno fondato il Body Positive Movement si impegnano nella diffusione di una nuova percezione del corpo femminile attraverso i valori positivi del rispetto della salute e dell’accettazione di sé contro qualunque imposizione del mondo pubblicitario che ci vorrebbe tutte emaciate.

Bellezza senza confini

A Salerno, appena qualche giorno fa, un gruppo di modelle diversamente abili ha sfilato in passerella lanciando un messaggio forte: siamo tutte belle, ciascuna a modo proprio, e nessun limite fisico o mentale potrà negarlo.

Niloofar Rahmani

È stata la prima donna a pilotare un aereo nell’Afghanistan liberato dal regime talebano che non concedeva alle donne il diritto di esporsi in pubblico, men che meno di lavorare, figuriamoci di fare un lavoro “da uomo.”

Le studentesse di Boko Haram

Prigioniere dei guerriglieri che le avevano rapite in Nigeria, sono fuggite dal loro incubo e sono tornate coraggiosamente a scuola, perché l’istruzione è la loro arma più potente.

Cecily Strong

L’attrice comica americana ha partecipato alla cena per i giornalisti offerta dalla Casa Bianca rivolgendosi ai politici con un tagliente commento sui diritti delle donne: “Non voglio certo dirvi come fare politica. Sarebbe come se voi decideste cosa devo fare con il mio corpo, no?”

Ingeborg Syllm-Rapoport

All’età di 102 anni ha conseguito il suo dottorato di ricerca, cosa che le era stata negata dal regime nazista. Ha dichiarato di averlo fatto per tutte le vittime dell’olocausto a cui è stata negata la possibilità di vivere la propria vita e realizzare i propri obiettivi.

Victoria Donda Perez

La donna politica argentina ha scelto di allattare la propria bambina durante una seduta parlamentare per affermare pubblicamente il proprio diritto di essere contemporaneamente madre e donna in carriera.

Jasmin Golubovska

L’attivista macedone ha baciato un poliziotto nel corso di una manifestazione che aveva lo scopo di protestare contro i metodi brutali delle forze dell’ordine nel Paese.

Isis Anchalee

Ha promosso la campagna #IlookLikeAnEngineer per combattere gli stereotipi di genere. Dopo essere apparsa nello spot della propria azienda, era stata accusata di essere troppo bella per essere davvero un ingegnere.

Mariah Idrissi

È stata la prima modella ad indossare l’hijab in una campagna pubblicitaria della catena di abbigliamento low cost H&M.

Le astronaute russe

La prima squadra di scienziate tutta al femminile scelta dalla Russia per un viaggio sulla Luna.

Nompendulo Mkhatshwa

La leader del movimento sudafricano #FeesMustFall si batte contro l’aumento delle tasse universitarie nel Paese che renderebbe l’istruzione troppo elitaria e inaccessibile a molti.

Photo Credits | El Nariz / Shutterstock.com

Dichiarazioni vip, le più famose del 2015

Caitlyn Jenner

Il 2015 è stato costellato di eventi e dichiarazioni importanti, dai politici a personaggi del mondo dello spettacolo, che riescono sempre e comunque ad essere influenti.

Regno Unito, il coro dei medici batte Bieber

NHS Choir

Medici, infermieri e personale ospedaliero degli ospedali pubblici di Lewisham e Greenwich di Londra si sono aggiudicati il primo posto nella classifica natalizia britannica. Tutto questo è stato possibile mettendo in piedi un coro per intonare “A Bridge Over You” e attraverso la segnalazione di Justin Bieber. Il cantante canadese, infatti, ha chiesto a tutti i suoi fan di comprare il brano del Coro del Sistema Sanitario Nazionale Inglese per Natale, così da passare al secondo posto con il suo “Love Yourself”. Ed è andata così: A Bridge Over You, il cui ricavato andrà in beneficenza, è al primo posto nella classifica natalizia UK.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=T8qHXlShfUQ]

Foto | video A bridge over you – Medici di Lewisham and Greenwich NHS

10-uomini-piu-sexy-2015-people

I 10 uomini più sexy del 2015 di People

Pepsi Empire Viewing Party With #NextPepsiArtist Jussie Smollett At Gansevoort Park Avenue NYC

Come ogni anno People stila la sua classifica dei uomini più belli e sexy. Ha fatto lo stesso per il 2015. Scopriamo insieme la lista tra conferme e new entries. Fattore comune? Sono tutti affascinanti da mozzare il fiato nel petto.

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Pussy Bow, un’artista crea foulard con la sua vagina

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Pussy Bow è il nome del bizzarro progetto di Christen Clifford, un’artista dai toni spesso provocatori, femminista convinta nonché scrittrice che ha a cuore le questioni femminili e non manca di farle presenti in ogni sua produzione. Lo fa anche in questo caso e in un modo davvero inaspettato.

In definitiva si tratta solo di foulard ma è la stampa a fare la differenza, insieme al concept che sta dietro. La Clifford ha pensato bene di trasformare un innocuo accessorio moda in un’azione di provocazione femminista stampando sulla seta rosa la sua vagina. Poi ha spiegato in un’intervista:

“Sono cresciuta vergognandomi del mio corpo e della mia sessualità e voglio che non succeda a nessun’altra. La vergogna ti fa sentire come se fossi sbagliato. Generazioni di donne sono cresciute con questo sentimento e molte altre artiste prima di me hanno cercato di combatterlo.”

I temi relativi al corpo femminile e alla sua percezione sociale, ai diritti che una donna ha su di esso ma anche alla violenza, allo stupro, alle mestruazioni e alla sessualità in ogni aspetto non sono spesso affrontati dall’arte, salvo nei casi di un’arte provocatoria e militante com’è quella della Clifford.

Più spesso il corpo della donna e le tematiche citate sono oggetto di sfruttamento da parte della pubblicità o, quando va meglio, di campagne di sensibilizzazione che non sempre hanno la forza dirompente di una provocazione artistica.

Perciò Christen Clifford ha lanciato il suo progetto insieme ad una compagnia di danza in un hotel di New York con una performance dal vivo. Durante questa esibizione ha utilizzato un vibratore con videocamera interna wireless (si chiama Siime Eye) e ha proiettato immagini dell’interno della sua vagina sui muri dell’albergo, trasmettendo contemporaneamente in diretta su Periscope. Le stesse immagini sono stampate sulle sue sciarpe, un modello sottile, che si porta annodato al collo e in inglese si chiama per l’appunto pussycat bow, o pussy bow.

Photo | Tumblr

Serie tv, i 4 momenti più emozionanti del 2015

Il 2015 sta per finire ma il nostro amore per le serie tv no e mentre aspettiamo che riprendano ad andare in onda quelle in pausa e che invece ricomincino nuove stagioni, ecco una serie di best moments dell’anno.