Cos’è e come si affronta l’infertilità secondaria

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Che cos’è l’infertilità secondaria? A cosa fa riferimento questo linguaggio specifico? Si può combattere e aumentare le possibilità di concepimento di una coppia? Ecco qualche informazione da tenere sempre a mente. 

L’infertilità secondaria è la difficoltà d concepire per la seconda volta dopo che la prima gravidanza è andata a buon fine. Quindi un problema che riguarda le coppie che hanno già un figlio e vogliono ingrandire la famiglia. Secondo una ricerca americana ci sono 3,5 milioni di donne che soffrono d’infertilità secondaria.

Quando accade la prima cosa che una mamma deve fare è condividere la difficoltà e l’esperienza con il proprio compagno, senza ascoltare altri pareri e consigli non richiesti da sedicenti, illustri e saggi amici. La scienza fa già abbastanza per aiutare le donne alle prese con l’infertilità secondaria a superare l’impasse.

Cause dell’infertilità secondaria

Recenti ricerche spiegano che nel 40% dei casi, l’infertilità è legata allo sperma, nel 30% dei casi alle disfunzioni delle ovaie e nel 20% dei casi ai problemi femminili come endometriosi e tube bloccate. C’è poi da considerare un 10% di casi in cui l’infertilità è inspiegata.

Cosa fare nei casi d’infertilità secondaria

Dopo un anno di tentativi infruttuosi di avere una seconda gravidanza può essere utile rivolgesi ad uno specialista soprattutto se si è superata la soglia dei 35 anni. Ci sono una serie di esami cui ci si può sottomettere al fine di risolvere il problema:

1. Una visita generale,
2. Un esame del sangue,
3. L’analisi dello sperma,
4. Un esame ad ultrasuoni per verificare l’apparato riproduttivo maschile e femminile,
5. Un’isterosalpingografia per controllare se le Tube sono bloccate,
6. Una labaroscopia per diagnosticare eventuali fibromi uterini o l’endometriosi.

È probabile che ci siano stati traumi ad inficiare la fertilità di una donna ma è molto più facile che la causa principale dell’infertilità secondaria sia l’età.

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