Abiti da sposa 2017, la collezione Bridal di Rosa Clarà

abiti sposa 2017 Rosa Clarà

Sono nuvole bianche di fascino e romanticismo gli abiti della collezione 2017 di Rosa Clarà, marchio che da sempre si contraddistingue per l’eleganza senza tempo e per l’estrema dolcezza dei modelli perfetti per la sposa che vuole sentirsi una moderna principessa nel giorno delle sue nozze.

Gonne ampie e vaporose dalle forme classiche si alternano agli abiti dalle linee più essenziali e dai tessuti più rigorosi, adatti a chi è alla ricerca di uno stile moderno, meno formale e più al passo coi tempi. Le spose in genere preferiscono gli abiti con gonne ampie e importanti, e infatti la collezione 2017 di Rosa Clarà non delude e anzi, propone ampie gonne in tulle vaporoso o in seta mikado, e corpetti decorati pieni di pizzo e perline sulla schiena o sul decolletè. Il pizzo trasparente sulle maniche e sulla schiena crea l’effetto tattoo e riesce a combinare in un solo modello il romanticismo con la sensualità.

Tornano di moda anche i modelli di abito da sposa a sottoveste, scivolato o aderente sui fianchi come i modelli a sirena o a tubino. E ad accentuare la femminilità della sposa ci pensano gli spacchi vertiginosi, le scollature generose a V oppure monospalla, a cui si aggiunge il romanticismo senza tempo dello strascico, delle cinture gioiello o del peplum che avvolge le forme senza segnarle.

Le spose iper moderne, quelle che si sono sempre immaginate con un abito da sposa originale e fuori dal comune, saranno attratte dai modelli con corpetto che imita la camicia con i bottoni in madreperla, oppure dall’abito da sposa con i pantaloni e il crop top decoratissimo, una tendenza questa che nei prossimi anni potrebbe diventare travolgente.

Photo Credit| Rosa Clarà Oficial via Facebook

come fare treccia spina di pesce laterale spiegazioni video

Come fare una treccia a spina di pesce laterale, spiegazione e video

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Se non avete ancora imparato come fare una treccia a spina di pesce oggi è il giorno giusto. Con il tutorial dell’eccellente Mimi di Luxy Hair vedrete come è semplice realizzare una speciale treccia a spina di pesce estiva, a cui aggiungere coloratissimi nastrini. Non preoccupatevi se non avete grande manualità: guardando il video tutorial e seguendo le nostre istruzioni tutto sarà più chiaro.

Pulizie facili con la check-list

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Antò, fa caldo… la nota pubblicità ormai arriva nella mente di tutti coloro che hanno ingaggiato la strenua lotta contro il caldo asfissiante. E di certo con queste temperature, mettersi a fare le faccende di casa non è il massimo. Avere una check-list di pulizie è un vantaggio, ma come ci si organizza per risparmiare tempo e fatica?

violenza sulle donne detenute

Violenza sulle donne detenute in Messico, Amnesty denuncia

violenza sulle donne detenute

Un recente indagine di Amnesty International ha rivelato una situazione scioccante in Messico dove si perpetra sistematicamente violenza sulle donne detenute. La guerra alla droga, ragione per cui la maggior parte di esse vengono arrestate, assume dunque un risvolto ancora più inquietante.

Su 100 detenute contattate da Amnesty, ben 72 hanno dichiarato di aver subito abusi sessuali in fase di arresto o durante gli interrogatori, 33 hanno denunciato di essere state stuprate da agenti di polizia. Maltrattamenti e torture, sia psicologici che fisici, sono all’ordine del giorno.

Secondo i risultati dell’indagine, e nonostante l’ostruzionismo delle autorità che coprono simili crimini, la tortura e la violenza sessuale sono pratiche abituali nei confronti delle persone arrestate e la violenza sulle donne ha come scopo l’estorsione di confessioni che conducono alla condanna.

“Dalle storie di queste donne emerge un quadro profondamente scioccante della dimensione della tortura contro le donne in Messico. La violenza sessuale come forma di tortura pare essere diventata parte integrante degli interrogatori”

dice Erika Guevara-Rosas, direttrice per le Americhe di Amnesty International che commenta i dati emersi dalla ricerca. Con una chiosa ancora più preoccupante: delle molte donne che segnalano la violenza subita alle autorità, poche vedono l’avvio di un’indagine, nessuna la condanna dei responsabili. Inoltre le cure mediche e psicologiche prestate a seguito delle violenze e delle torture sono scarse o addirittura assenti.

Si tratta quasi sempre di donne che provengono da contesti di degrado ed emarginazione, che non hanno accesso ad una adeguata tutela legale e diventano bersaglio facile per le autorità che abusano del loro potere senza punire i responsabili delle torture, in aperta violazione delle leggi internazionali sui diritti umani.

Molte donne hanno dichiarato di aver subito abusi sessuali, di essere state picchiate e colpite con scariche elettriche, molestate e palpeggiate quando non addirittura stuprate in gruppo, sia durante la detenzione che nel corso degli interrogatori.

Secondo i dati disponibili, solo nel 2013 sono state sporte in Messico oltre 12.000 denunce di torture e maltrattamenti, ben 3618 delle quali da parte di donne. Negli ultimi anni si sono addirittura raddoppiate. Le inchieste riguardano però un numero limitato di casi e molte volte gli indagati tornano in servizio dopo una breve sospensione.

“La mancanza di indagini adeguate e di processi nei confronti dei responsabili manda un messaggio pericoloso: stuprare le donne o usare contro di loro altre forme di violenza sessuale per estorcere ‘confessioni’ non solo è tollerato ma è anche permesso. Le autorità messicane sembrano determinate a nascondere questa situazione”

continua Guevara-Rosas. Il Ministero per l’Interno ha provato ad agire istituendo una task force federale per vigilare sulla tortura sessuale contro le donne. Al momento però la task force è ancora inattiva.

Photo | Thinkstock

Viaggi di lavoro in famiglia, solo le donne viaggiano in economica

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Un articolo molto interessante, redatto dal Daily Mail Online, parla di una moda sempre più diffusa: gli uomini d’affari fanno viaggi di lavoro con le mogli e i figli al seguito ma mentre per se stessi prenotano un posto in Business Class, il resto della famiglia “si trasferisce” volando in seconda classe

#1oradamore, l’educazione sentimentale a scuola sarà legge?

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Per un’ora d’amore non so cosa darei, cantava Antonella Ruggiero tanti anni fa ma in questo caso non sono solo canzonette quelle di cui parliamo, tanto per restare nella metafora canora. Alla Camera dei deputati infatti è partito l’iter per l’introduzione dell’ora di educazione sentimentale a scuola. L’ora d’amore, per davvero.

Ha un suono assai poetico ma una sostanza molto concreta e seria. La proposta di legge in esame presso la Commissione istruzione e cultura suggerisce l’importanza di inserire nei programmi scolastici italiani un programma di educazione all’affettività. Il percorso sarà lungo e articolato ma un piccolo passo avanti è già stato fatto.

L’idea che muove questa interessante proposta è quella di agire sul fronte della prevenzione educando i più giovani al rispetto e all’amore. Una vera e propria battaglia culturale quella di cui la legge si fa promotrice allo scopo di cambiare l’atteggiamento delle persone nei confronti di tematiche scottanti che riguardano la società e spesso partono proprio dall’età scolastica: bullismo, violenza di genere, discriminazione.

La stesura della proposta di legge ha visto una larga parrtecipazione dal basso con il coinvolgimento diretto di centri antiviolenza, ascoltati per riflettere sulle misure più efficaci da adottare per la prevenzione della violenza da affiancare alle leggi punitive o securitarie. Sono stati ascoltati e coinvolti anche dirigenti scolastici e insegnanti, associazioni e movimenti, case editrici e giornalisti oltre a psicologi e pedagogisti.

Il percorso è nato tre anni fa con la campagna #1oradamore lanciata dall’associazione daSud su Change.org. L’idea era quella di far conoscere la proposta di legge e condividerla perché crescesse, si sviluppasse e assumesse contorni sempre più chiari e definiti fino al suo approdo in Parlamento.

Già esistono, d’altronde, diverse realtà che praticano concretamente questa educazione alle differenze. Le associazioni impegnate attivamente su questo fronte hanno dunque partecipato raccontando le proprie esperienze in modo da consentire una migliore messa a fuoco del problema e del modo migliore per agire.

Sul fronte istituzionale, inoltre, già la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne chiedeva agli stati ratificanti di inserire l’educazione all’affettività nei programmi scolastici, che nei paesi del Nord Europa è effettivamente già attiva da molti decenni. In Italia nel corso degli anni si è fatto qualche sforzo per introdurre a scuola l’educazione sessuale, ma per lo più a fini di prevenzione sotto il profilo della salute prima che da un punto di vista culturale. Come andrà a finire?

Chi ha bisogno della mamma? La storia di Ian fa riflettere le donne

maternitàsurrogata

Ci sono tantissime donne che più che essere mogli vogliono diventare mamme e per farlo farebbero di tutto. Il senso della maternità così espresso giustifica ogni scelta. E se invece a voler diventare genitore a tutti i costi fosse un uomo? La storia di Ian fa discutere e riflettere.