Storie per bambini, come devono essere?

Cosa c'è nelle storie per bambini? Tutto quello che gli adulti hanno dimenticato: i cani che parlano, gli uomini con il naso al contrario, le mamme con le braccia allungabili e tante altre bizzarrie. Ecco i consigli per sapere sempre dove andare a parare quando il bambino ci chiede di raccontargli una storia


I bambini, così come i grandi, hanno sempre bisogno di una storia da ascoltare, solo che quello che i bambini vogliono sentire è tutto diverso da quello che i grandi sanno raccontare, a patto di non tornare indietro con la mente e con il cuore. Ecco un prontuario per scrivere storie per bambini, favole improvvisate e quant’altro. 

Più di una vota capita di sentirsi chiedere il racconto di una storia, di un grande classico, magari Cappuccetto Rosso che piace sempre. Ma i bambini sono insaziabili e vogliono storie sempre nuove, che li aiutino a sognare, che stimolino la loro voglia di andare oltre. Nel leggere del concorso Notti da favola per chi si diletta nella scrittura di storie e favole per i piccoli, mi sono chiesta quali siano le caratteristiche delle storie per bambini. Di seguito un prontuario per chi vuole sapere dove andare a parare quando il bambino dice: “non quella, inventane tu una!”

1. Essere coinvolgenti e alla portata del bambino

Nella storia ci deve essere qualcosa che è proprio come i bambini la direbbero o la farebbero. In questo chiedere aiuto a loro, per iniziare, mentre raccogliete le idee su personaggi e trama, è importante. Magari con domande come: “hai mai sentito cosa dice il grillo quando canta?” Il bambino non avrà difficoltà (anzi!) ad inventare che sì, ha sentito cosa dice il grillo. È parlante, perchè non sono tutti così?

2. Avere dei personaggi coerenti e ben caratterizzati

Ok per gli animali che parlano e tutti personaggi inventati e favolosi, ma la coerenza è importante. Una bambina dispettosa, lo sarà dall’inizio alla fine. Un bambino sempre arrabbiato non è pronto a sorridere di fronte ad una carezza ma è arrabbiato fino al punto di cambiamento.

3. Lo stile semplice ma non banale

Dovete coinvolgere, usare uno stile che sia appropriato all’età dell’ascoltatore, senza essere banali. Le parole nuove, ben spiegate nel contesto, arricchiscono il vocabolario dei bambini, i neologismi li faranno sorridere, le onomatopee rafforzeranno dialoghi e tinte della situazione.

4. La trama avvincente e “chiusa”

La storia deve avere sempre un punto di partenza, crescere fino al suo culmine, apportare un cambiamento e arrivare alla conclusione rassicurante. Qualche volta esplicitare la morale può essere d’aiuto, ma sta a voi valutare l’attenzione del bambino. Se pensate ci siano stati messaggi ambivalenti (il male che vince sul bene non è proprio usuale né raccomandato), assicuratevi che abbia percepito il vostro intento.

Potete usare la trama per spiegare ai bambini, sulla base dell’età, una serie di messaggi e raccoglierne altrettanti. Il coraggio, l’amicizia, la rabbia, la perdita di una persona cara, la lotta per la giustizia, l’avventura, l’educazione, la verità. E si potrebbe aggiungere tanto altro. Ma sempre con fantasia, garbo, stile e tanta magia!

Photo Credits | Anna Kharchenko / Shutterstock.com

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