Le 10 colonne sonore più belle del Cinema

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Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dischi di grande musica sarebbero sufficienti per rendermi felici fino alla morte”, parole di François Truffaut che rispecchiano perfettamente la mia visione del Cinema, della Musica e della Letteratura.

Molto spesso questi mondi si intersecano dando vita ai più grandi capolavori del cinema. Quando succede, si crea un legame inscindibile che rende la Musica e il Cinema come le due facce di una stessa medaglia. Una medaglia dal valore inestimabile.

Ho cercato così 10 colonne sonore che hanno fatto la storia del Cinema. Non sono proprio convinta che siano le più belle, ma sono tra quelle che preferisco e cui sono maggiormente legata.

1. Colazione da Tiffany

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=0iUR3YyxuGU]
Diretto da Blake Edwards (1961) con Audrey Hepburn e George Peppard, è tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote. La colonna sonora  vinse l’Oscar nel 1962 e fu interamente composta e selezionata da Henry Mancini, celeberrimo compositore vincitore di quattro premi Oscar.

2. C’era una volta in America

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=nbFfHDOXDkY]
Potrei dirvi così tanto su questo film… 1984 è l’ultimo lungometraggio del Maestro Sergio Leone. Un film complesso che ha diviso pubblico (quando uscì) e critica anche per via del montaggio errato che fu imposto per esigenze di durata dalla casa di produzione. La colonna sonora è firmata dal nostro orgoglio e genio italiano: Ennio Morricone.

3.Il Padrino

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=-57JsYZlABg]
Prima pellicola della trilogia omonima firmata dal regista Francis Ford Coppola (1972) e interpretato da Marlon Brando con Al Pacino, James Caan, John Cazale, Robert Duvall, Talia Shire e Diane Keaton, ispirata al romanzo omonimo di Mario Puzo. Salvo dove indicato, le musiche sono composte da Nino Rota e dirette da Carlo Savina.

4.Guerre stellari

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=4rQSJDLM8ZE]
Star Wars è una saga cinematografica creata da George Lucas. La trama, scritta nei primi anni settanta, forma una delle poche serie di space opera nel cinema. Le colonne sonore dell’intera saga sono state composte da John Williams.

5.Rocky

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=j_oVI42RrXo]
Diretto da John G. Avildsen (1976), il film fu scritto ed interpretato da Sylvester Stallone. Grazie a Rocky, Stallone è divenuto il terzo uomo nella storia del cinema – dopo Charlie Chaplin e Orson Welles – a ricevere la nomination all’Oscar sia come sceneggiatore che come attore per lo stesso film. La colonna sonora fu composta da Bill Conti e la canzone del tema principale Gonna Fly Now ricevette una nomination all’Oscar per la migliore canzone.

6.Il Re Leone

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Diretto da Roger Allers e Rob Minkoff (1994), è un film d’animazione musicale prodotto dalla Walt Disney Feature Animation e distribuito dalla Walt Disney Pictures.  La musica del film venne composta da Hans Zimmer ed è l’unica colonna sonora di un film d’animazione ad essere certificata diamante.

7.La vita è bella

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=_ANuZQGiCKM]
Diretto e interpretato da Roberto Benigni (1997), il film ricevette tre Oscar: quello alla migliore colonna sonora, miglior film straniero e miglior attore protagonista. La colonna sonora è di Nicola Piovani.

8. L’ultimo imperatore

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=1r2a0WsBjSc]
Diretto da Bernardo Bertolucci (1987), il soggetto trae spunto da Sono stato imperatore, l’autobiografia di Aisin Gioro Pu Yi. Kolossal di successo mondiale, la pellicola ricevette un vasto numero di riconoscimenti, tra cui nove Oscar. La colonna sonora – composta dallo statunitense David Byrne (5 tracce), dal giapponese Ryūichi Sakamoto (9 tracce) e dal cinese Cong Su (1 traccia) – si aggiudicò l’Oscar nel 1988.

9. Un uomo, una donna

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=3UYTLIdjSyc]
Diretto da Claude Lelouch (1966), vinse l’Oscar come miglior film straniero. Nel 1985 Lelouch ne ha realizzato un sequel, Un uomo, una donna oggi, con la stessa coppia di attori (Anouk Aimée e Jean-Louis Trintignant). La colonna sonora del film, diventata particolarmente celebre, fu composta da Francis Lai.

10. Il favoloso mondo di Amélie

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Ciqf8yMVzAk]
Scritto e diretto da Jean-Pierre Jeunet ed interpretato da Audrey Tautou e Mathieu Kassovitz, il film venne distribuito nelle sale cinematografiche francesi il 25 aprile 2001. La colonna sonora è stata composta da Yann Tiersen e ha ottenuto un grande successo di vendite internazionale.

Ringrazio Diego Buongiorno e  Luca Iuorio per il prezioso contributo nella selezione.

Foto | Colazione da Tiffany, Il favoloso mondo di Amélie.

Abbandonate donne che lottano diritti Afghanistan

Abbandonate le donne che lottano per i diritti in Afghanistan

donna con burqua

Abbandonate le donne che lottano per i diritti?  La denuncia arriva direttamente da Amnesty International, la quale sottolinea senza peli sulla lingua che non vi è alcuna tutela in Afghanistan per coloro che danno voce allo scontento e tentano di cambiare le cose.

Lines Pink is Good

Pink is Good, assorbenti contro il cancro al seno

Lines Pink is Good

Pink is Good è il nome di una battaglia che vogliamo vincere: è la battaglia contro il cancro al seno che non si ferma mai. Lo sanno bene le donne che combattono ogni giorno la loro guerra personale contro la malattia e lo sa anche la Fondazione Umberto Veronesi, dal 2003 in prima linea nella ricerca e nel sostegno dei ricercatori.

A supportare la nuova iniziativa Pink is Good c’è anche Lines che lancia la campagna di sensibilizzazione sul tumore al seno in un modo nuovo che coinvolge tutte le donne. Sì, perché tutte le donne usano gli assorbenti e con l’acquisto di ogni confezione si possono donare minuti preziosi alla ricerca.

Dallo scorso 8 Marzo e fino al prossimo 30 Giugno, acquistando una o più confezioni di assorbenti Lines e trascrivendo il codice sul sito si donano minuti alla ricerca che si concretizzano nel finanziamento di borse di studio a ricercatori che si occupano di tumori al seno.

La ricerca negli ultimi anni ha fatto enormi passi avanti, grazie anche all’aiuto di campagne di informazione sul problema che invitano a controllarsi periodicamente per individuare il problema nella prima fase e riuscire a sconfiggerlo. Secondo i dati più recenti, oltre il 90% delle donne guarisce se il tumore viene diagnisticato all’inizio.

È un bel traguardo ma si può fare di più e si può fare con un gesto molto normale, che fa parte del nostro quotidiano, come usare gli assorbenti. Si può fare molto anche parlandone con le amiche per indurre più persone a prendere coscienza del problema e a promuovere la diagnosi precose. Perché anche il tumore al seno purtroppo può far parte della nostra quotidianità ma dobbiamo sapere che si può anche sconfiggere.

ti lascio su whatsapp

Ti lascio su Whatsapp ma solo per scherzo

ti lascio su whatsapp

Ti lascio su Whatsapp ma solo per scherzo, però il gioco non viene capito e il pesce d’Aprile puzza di fregatura. Ci servirà da monito: attenzione a come usiamo la messaggistica istantanea da ora in poi.

Se nella migliore delle ipotesi il pesce d’Aprile è solo uno scherzo che provoca una risata, nella peggiore è un tiro mancino di cattivo gusto. In qualche caso invece diventa una vicenda che può cambiare la vita di una persona nel giro di pochi caratteri e un incauto invio.

È successo a Hayleigh McBay che pensando di farsi una risata alle spalle del proprio ci ha rimesso sia la faccia che il fidanzato stesso. Il primo Aprile ha finto di mollarlo con un messaggio asciutto e crudo su Whatsapp ma per tutta risposta lui ha tirato un sospiro di sollievo dicendole “Grazie a Dio l’hai detto prima tu, così non ho dovuto farlo io.”

La poveretta, allibita e amareggiata, ha condiviso la conversazione su Twitter parlando di “pesci d’Aprile che ti si ritorcono contro.” Immediatamente la notizia è diventata virale e ha suscitato qualche riflessione.

La prima e più immediata riguarda l’uso un po’ incauto dei social network che sono diventati i nemici più insidiosi delle relazioni. La seconda riguarda le statistiche: le donne lasciano più spesso e più facilmente degli uomini, ma in questo caso con esiti davvero imprevisti.

Una ricerca recente realizzata dal sito sheleft.me e rilanciata dal Daily Mail ha evidenziato che le donne sono capaci di mollare l’uomo che considerano sbagliato nel giro di 6 giorni mentre un uomo impiega circa 1 mese e in alcuni casi arriva addirittura 6 prima di rendersi conto che la relazione non funziona e ci vuole un taglio netto.

A quanto pare l’ex fidanzato di Hayleigh rientra perfettamente in questo quadro visto che rimuginava da tempo sulla questione senza trovare il coraggio di dire la verità. Né sapeva che il 77% delle donne preferisce lasciare un uomo faccia a faccia e non con un messaggio sul cellulare.

legge contro modelle troppo magre

Legge contro le modelle troppo magre in Francia

legge contro modelle troppo magre

La Francia ha approvato una legge contro le modelle troppo magre che introduce il reato di apologia dell’anoressia, destinato a siti web e passerelle: non possono più sfilare le modelle con indice di massa corporea inferiore a 18.

La proposta di legge era stata presentata a metà Marzo dal deputato socialista Olivier Veran con il sostegno del ministro della Sanità Marison Touraine. Ora quella proposta di legge è stata approvata dall’Assemblea nazionale francese assumendo come parametro l’indice di massa corporea che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera come soglia di denutrizione. Per capirsi, bisogna pesare almeno 55 chili se si è alte 1.75 cm.

Nel mirino finiscono non solo le modelle che sfilano in carne e ossa sulle passerelle della settimana della moda, che subirà un grave colpo dall’introduzione di questa legge, ma anche tutti i siti detti pro-ana che influenzano le ragazze “promuovendo una magrezza eccessiva.”

Multe salate per chi non osserva la nuova legge: fino a 75 mila euro di sanzione pecuniaria e 6 mesi di reclusione. Ne soffriranno soprattutto le agenzie di casting che selezionano e gestiscono le modelle per sfilate e servizi fotografici e da cui arriva la prima polemica. Il SYNAM, Sindacato nazionale dell’agenzie di modelle francesi, condanna la scelta di colpire solo le agenzie di casting e non le riviste che continureanno a lavorare senza osservare la nuova normativa. Inoltre trattandosi di una legge limitata al territorio francese ciò provocherà la fuga delle modelle all’estero, con un impoverimento del mercato del lavoro interno.

Ci sono altri motivi di riflessione. Lodevole l’iniziativa di normare una situazione che sfugge spesso al controllo di ogni buon senso e trattandosi di salute è giusto e doveroso che uno Stato si assuma questa responsabilità. Resta però il fatto che l’eccessiva magrezza come canone estetico dominante è una questione culturale molto più ampia e l’anoressia è un disagio che ha radici più profonde.

Come ha notato Hardley Freeman, editorialista del Guardian, non c’è correlazione univoca tra la prevenzione dei disturbi alimentari e l’approvazione di una legge sull’indice di massa corporea da mostrare in passerella. In ogni caso questa legge, con tutti i suoi limiti, è un primo passo verso una presa di coscienza in una società basata su modelli di bellezza che attribuiscono un’importanza esagerata al corpo della donna, parametro di giudizio che trascura ogni altro aspetto della personalità.

Photo Credits | Piotr Marcinski / Shutterstock.com

sybille paulsen gioielli capelli chemio

Sybille Paulsen, gioielli con capelli delle donne in chemio

sybille paulsen gioielli capelli chemio

Perdere i capelli durante la chemio è un aspetto del cancro che molte donne vivono con grande disagio ma c’è qualcuno che ne ha fatto un punto di forza per farsi coraggio e ricordarsi la propria battaglia. Tangible Truths è il progetto artistico di Sybille Paulsen che utilizza i capelli persi dalle donne in chemioterapia per creare gioielli che portano un messaggio di bellezza.

Mary Beth, visibile nella foto sotto, è una delle molte donne che ha dovuto sottoporsi alla chemio per curarsi ma ha trasformato questo dolore in un’opportunità di crescita personale proprio con l’aiuto di Sybille Paulsen. Dai capelli che ha perduto durante il trattamento sono stati creati appariscenti gioielli che raccontano una storia di coraggio, battaglie e vittorie.

sybille paulsen gioielli capelli

Uno dei simboli della femminilità e della seduzione torna ad essere bello anche dopo essere caduto, diventando un ornamento del corpo che soffre ma non si arrende. Spiega Mary Beth che da qualcosa di spaventoso e doloroso come la chemio e una terribile malattia si può trarre persino un po’ di bellezza.

Lo strumento di questo messaggio positivo è effettivamente inusuale ma è molto affascinante il tema della trasformazione di qualcosa che muore in qualcosa che torna ad essere bello e significativo. L’artista realizza a mano i suoi bijoux con un intento preciso:

“Gli oggetti che creo con i capelli segnano la trasformazione che accade al corpo e indicano una nuova via per sopportare la situazione difficile.”

E continua affermando che attraverso i suoi gioielli rende ciò che è astratto e difficile da comprendere qualcosa che si può toccare, capire e comunicare. Il progetto creativo comprende collane e bracciali realizzati con i capelli di persone che vogliono ricordare un momento difficile e conservare un simbolo della propria vittoria sullo sconforto.

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Montage of Heck, il documentario ufficiale sulla vita di Kurt Cobain

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Il 28 e 29 Aprile esce nelle sale Cobain: Montage of Heck, il primo documentario ufficiale HBO che ripercorre la vita di Kurt Cobain, leader dei Nirvana. Distribuito dalla Universal Pictures, il film è diretto da Brett Morgen, autore di celebri documentari come Crossfire Hurricane (per la celebrazione del cinquantesimo anniversario dei Rolling Stones), The Kid Stays In The Picture, Chicago 10 e Can not Stand Losing You: Surviving the Police.

E ancora una volta Morgen ci permette di diventare testimoni della vita di un artista e di vederla attraverso i suoi occhi e le sue esperienze. E’ per questo motivo che Montage of Heck con le sue due ore e quindici minuti, vi sembrerà un film fuori da tempo e spazio.

Il documentario di Morgen è autentico, puro e costruito ad hoc per mostrarci la vita di una delle ultime (se non l’ultima) icone del rock. Nulla appare forzato nella narrazione ed è normale chiedersi come sia riuscito a maneggiare con successo quella gran quantità di materiale inedito senza chiudersi nel circolo vizioso della ripetizione. Merito anche degli intermezzi animati affidati a Hisko Hulsing, che ci mostra come il disprezzo verso la realtà sia nato e cresciuto in Cobain sin dai primi anni di vita. Una famiglia divisa e un’adolescenza chiusa nella più triste solitudine, sono questi i due aspetti emersi dalla voce dello stesso cantante.

Morgen ripercorre così la carriera di Kurt: il boom dei Nirvana, il peso della popolarità, l’odio nei confronti dei giornalisti, il rapporto con Courtney Love, il matrimonio, la gravidanza sotto effetto di droga della compagna, la nascita di Frances e l’epilogo più doloroso che volutamente si rifiuta di rappresentare.

La trama è accompagnata, inoltre, dalle voci che hanno sempre guidato la vita del grande artista: i genitori, la sua prima fidanzata, la Love e Krist Novoselic. L’unico grande escluso è il batterista Dave Grohl, da sempre in contrasto con Courtney.

Tutti gli affetti si soffermano su due aspetti fondamentali della sua persona: l’ indiscussa genialità e l’atteggiamento ossessivo verso l’unione familiare. Non a caso i momenti più toccanti del documentario sono i video intimi di Cobain all’interno della propria casa con Love e la figlia Frances Bean, segno di quell’equilibrio affettivo tanto bramato.

Anche Gus Van Sant aveva provato a mostrarci il suo Cobain con Last days senza riscuotere consensi. A gran voce, invece, posso dire che Brett Morgen non ha deluso nessuno. Ogni aspettativa è stata ripagata perché è riuscito a mostrare l’aspetto umano e vulnerabile di un artista  controverso, senza spettacolarizzare la natura sensibile e l’atteggiamento autolesionista. Un documentario devastante – non credo possa esserci termine più appropriato – in grado di restituirci la grandezza di un uomo e l’immortalità del suo personaggio.

Trailer Cobain: Montage of Heck

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=4WK-qhyn_Ug]

instagram censura mestruazioni

Instagram censura le mestruazioni

instagram censura le mestruazioni

Se Instagram censura le mestruazioni, in un mondo dove l’immagine della donna sessualizzaata viene sfruttata, svilita e sbattuta in prima pagina ogni volta che sia possibile, qualcosa in questo mondo non funziona a dovere. Ne avevamo il sospetto da tempo se non la certezza e lo ha ammesso anche Instagram che si è scusato con Rupi Kaur, protagonista della vicenda, dopo il clamore che la questione ha suscitato sul web con migliaia di condivisioni.

La ragazza, studentessa in Canada, aveva realizzato gli scatti che mostrano una donna con le mestruazioni per un progetto di retorica visiva da presentare all’università. Una di quelle foto era stata pubblicata su Instagram senza violare, apparentemente, alcuna regola: la ragazza è completamente vestita, la foto è di sua proprietà, non attacca nessuno e non è spam. Però in qualche modo creava disagio e numerosi utenti hanno segnalato il contenuto come inappropriato.

Il social network di photosharing ha ritenuto opportuno rimuovere la foto segnalata rispondendo alla cosiddetta intelligenza collettiva su cui si basa il funzionamento di ogni social network e in generale di ogni comunità online: è il controllo reciproco a determinare il rispetto delle regole.

Un controllo “naturale” che potrebbe sembrare giusto in linea teorica ma che in pratica provoca spesso scivoloni colossali come questo. La conseguenza più grave non è il singolo atto di censura ma la tendenza ad appiattire ogni differenza culturale che determina la diversa percezione del mondo e dovrebbe essere una ricchezza da conservare.

Rupi ha ringraziato ironicamente Instagram per aver censurato la sua foto dimostrando che il suo lavoro, che non aveva alcun intento provocatorio, è capace di suscitare reazioni. Né poteva essere altrimenti in un mondo che usa l’immagine della donna a piacimento onde poi scandalizzarsi per un fenomeno tanto naturale quanto il ciclo mestruale che, spiega ancora Rupi, è ciò che rende possibile la vita stessa.

Dire che Rupi Kaur ha riscattato la dignità delle donne sarebbe esagerato perché la vicenda che l’ha vista protagonista rimarrà solo una goccia nel mare, però ha indubbiamente portato l’attenzione del mondo su una questione importante e Instagram non ci ha fatto una bella figura. L’imbarazzo però è durato poco. Instagram ha ripubblicato la foto e si è scusato “per il disagio creato” cose si fosse trattato di un semplice disservizio tecnico e non di un’azione culturale con ripercussioni profonde.