sybille paulsen gioielli capelli chemio

Sybille Paulsen, gioielli con capelli delle donne in chemio

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Perdere i capelli durante la chemio è un aspetto del cancro che molte donne vivono con grande disagio ma c’è qualcuno che ne ha fatto un punto di forza per farsi coraggio e ricordarsi la propria battaglia. Tangible Truths è il progetto artistico di Sybille Paulsen che utilizza i capelli persi dalle donne in chemioterapia per creare gioielli che portano un messaggio di bellezza.

Mary Beth, visibile nella foto sotto, è una delle molte donne che ha dovuto sottoporsi alla chemio per curarsi ma ha trasformato questo dolore in un’opportunità di crescita personale proprio con l’aiuto di Sybille Paulsen. Dai capelli che ha perduto durante il trattamento sono stati creati appariscenti gioielli che raccontano una storia di coraggio, battaglie e vittorie.

sybille paulsen gioielli capelli

Uno dei simboli della femminilità e della seduzione torna ad essere bello anche dopo essere caduto, diventando un ornamento del corpo che soffre ma non si arrende. Spiega Mary Beth che da qualcosa di spaventoso e doloroso come la chemio e una terribile malattia si può trarre persino un po’ di bellezza.

Lo strumento di questo messaggio positivo è effettivamente inusuale ma è molto affascinante il tema della trasformazione di qualcosa che muore in qualcosa che torna ad essere bello e significativo. L’artista realizza a mano i suoi bijoux con un intento preciso:

“Gli oggetti che creo con i capelli segnano la trasformazione che accade al corpo e indicano una nuova via per sopportare la situazione difficile.”

E continua affermando che attraverso i suoi gioielli rende ciò che è astratto e difficile da comprendere qualcosa che si può toccare, capire e comunicare. Il progetto creativo comprende collane e bracciali realizzati con i capelli di persone che vogliono ricordare un momento difficile e conservare un simbolo della propria vittoria sullo sconforto.

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Montage of Heck, il documentario ufficiale sulla vita di Kurt Cobain

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Il 28 e 29 Aprile esce nelle sale Cobain: Montage of Heck, il primo documentario ufficiale HBO che ripercorre la vita di Kurt Cobain, leader dei Nirvana. Distribuito dalla Universal Pictures, il film è diretto da Brett Morgen, autore di celebri documentari come Crossfire Hurricane (per la celebrazione del cinquantesimo anniversario dei Rolling Stones), The Kid Stays In The Picture, Chicago 10 e Can not Stand Losing You: Surviving the Police.

E ancora una volta Morgen ci permette di diventare testimoni della vita di un artista e di vederla attraverso i suoi occhi e le sue esperienze. E’ per questo motivo che Montage of Heck con le sue due ore e quindici minuti, vi sembrerà un film fuori da tempo e spazio.

Il documentario di Morgen è autentico, puro e costruito ad hoc per mostrarci la vita di una delle ultime (se non l’ultima) icone del rock. Nulla appare forzato nella narrazione ed è normale chiedersi come sia riuscito a maneggiare con successo quella gran quantità di materiale inedito senza chiudersi nel circolo vizioso della ripetizione. Merito anche degli intermezzi animati affidati a Hisko Hulsing, che ci mostra come il disprezzo verso la realtà sia nato e cresciuto in Cobain sin dai primi anni di vita. Una famiglia divisa e un’adolescenza chiusa nella più triste solitudine, sono questi i due aspetti emersi dalla voce dello stesso cantante.

Morgen ripercorre così la carriera di Kurt: il boom dei Nirvana, il peso della popolarità, l’odio nei confronti dei giornalisti, il rapporto con Courtney Love, il matrimonio, la gravidanza sotto effetto di droga della compagna, la nascita di Frances e l’epilogo più doloroso che volutamente si rifiuta di rappresentare.

La trama è accompagnata, inoltre, dalle voci che hanno sempre guidato la vita del grande artista: i genitori, la sua prima fidanzata, la Love e Krist Novoselic. L’unico grande escluso è il batterista Dave Grohl, da sempre in contrasto con Courtney.

Tutti gli affetti si soffermano su due aspetti fondamentali della sua persona: l’ indiscussa genialità e l’atteggiamento ossessivo verso l’unione familiare. Non a caso i momenti più toccanti del documentario sono i video intimi di Cobain all’interno della propria casa con Love e la figlia Frances Bean, segno di quell’equilibrio affettivo tanto bramato.

Anche Gus Van Sant aveva provato a mostrarci il suo Cobain con Last days senza riscuotere consensi. A gran voce, invece, posso dire che Brett Morgen non ha deluso nessuno. Ogni aspettativa è stata ripagata perché è riuscito a mostrare l’aspetto umano e vulnerabile di un artista  controverso, senza spettacolarizzare la natura sensibile e l’atteggiamento autolesionista. Un documentario devastante – non credo possa esserci termine più appropriato – in grado di restituirci la grandezza di un uomo e l’immortalità del suo personaggio.

Trailer Cobain: Montage of Heck

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=4WK-qhyn_Ug]

instagram censura mestruazioni

Instagram censura le mestruazioni

instagram censura le mestruazioni

Se Instagram censura le mestruazioni, in un mondo dove l’immagine della donna sessualizzaata viene sfruttata, svilita e sbattuta in prima pagina ogni volta che sia possibile, qualcosa in questo mondo non funziona a dovere. Ne avevamo il sospetto da tempo se non la certezza e lo ha ammesso anche Instagram che si è scusato con Rupi Kaur, protagonista della vicenda, dopo il clamore che la questione ha suscitato sul web con migliaia di condivisioni.

La ragazza, studentessa in Canada, aveva realizzato gli scatti che mostrano una donna con le mestruazioni per un progetto di retorica visiva da presentare all’università. Una di quelle foto era stata pubblicata su Instagram senza violare, apparentemente, alcuna regola: la ragazza è completamente vestita, la foto è di sua proprietà, non attacca nessuno e non è spam. Però in qualche modo creava disagio e numerosi utenti hanno segnalato il contenuto come inappropriato.

Il social network di photosharing ha ritenuto opportuno rimuovere la foto segnalata rispondendo alla cosiddetta intelligenza collettiva su cui si basa il funzionamento di ogni social network e in generale di ogni comunità online: è il controllo reciproco a determinare il rispetto delle regole.

Un controllo “naturale” che potrebbe sembrare giusto in linea teorica ma che in pratica provoca spesso scivoloni colossali come questo. La conseguenza più grave non è il singolo atto di censura ma la tendenza ad appiattire ogni differenza culturale che determina la diversa percezione del mondo e dovrebbe essere una ricchezza da conservare.

Rupi ha ringraziato ironicamente Instagram per aver censurato la sua foto dimostrando che il suo lavoro, che non aveva alcun intento provocatorio, è capace di suscitare reazioni. Né poteva essere altrimenti in un mondo che usa l’immagine della donna a piacimento onde poi scandalizzarsi per un fenomeno tanto naturale quanto il ciclo mestruale che, spiega ancora Rupi, è ciò che rende possibile la vita stessa.

Dire che Rupi Kaur ha riscattato la dignità delle donne sarebbe esagerato perché la vicenda che l’ha vista protagonista rimarrà solo una goccia nel mare, però ha indubbiamente portato l’attenzione del mondo su una questione importante e Instagram non ci ha fatto una bella figura. L’imbarazzo però è durato poco. Instagram ha ripubblicato la foto e si è scusato “per il disagio creato” cose si fosse trattato di un semplice disservizio tecnico e non di un’azione culturale con ripercussioni profonde.

Pesce D’Aprile, i più belli visti sul web

pesce aprile

Siete cadute anche voi nella trappola mediatica del Pesce D’Aprile? Il web oggi ha messo a dura prova la nostra fiducia, la nostra serietà e la nostra pazienza, sottoponendoci a continui scherzi fatti di notizie fake, eventi fittizi e incredibili (nel vero senso della parola) novità riguardanti celebrità, musica, moda e cinema. Abbiamo raccolto per voi i più divertenti e ben riusciti scovati oggi sul world wide web.

a fashion film by prada

10 Fashion Film da non perdere

a fashion film by prada

Ho fatto un sondaggio tra amici e parenti. La domanda era semplice: “Conoscete i fashion film?”. Risposta laconica: “NO”. Dopo un paio di argomentazioni, però, tutto si ribaltava.

Il fashion film può essere considerato un nuovo genere cinematografico, anche se fortemente connesso al mondo della moda. E’ un cortometraggio che comprende gli aspetti della narrazione cinematografica classica e li lega a quelli degli spot pubblicitari per esaltare il marchio, soggetto stesso del corto.

E perché puntare sui fashion film, abbandonando le pubblicità? Chiaramente perché è mutata la coscienza degli spettatori verso i brand di moda. Il messaggio non è più “Io indosso Moschino/Prada/Chanel“, ma si punta tutto sul “Io SONO Moschino/Prada/Chanel“. Il consumatore è cambiato, diventando consapevole dei suoi pregi e difetti e con lui anche il brand, come fosse un essere autocosciente.

Ho stilato per voi 10 fashion film scovati in rete che proprio non potete perdere. Buona visione!

1.Paris 2014 – Saint Laurent

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ZBzXPw8ruYA]

Diretto da Paul Franco ed Emmanuel Giraud e presentato da Purple TV.

2. Marni at H&M

[vimeo 37311601 w=640 h=350]

Marni at H&M Directed by Sofia Coppola from MOD Magazine on Vimeo.

3. Reincarnation – Chanel

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=wO4-TV6Zckc]

Diretto da Karl Lagerfeld con Pharrell Williams, Cara Delevingne e Géraldine Chaplin.

4. Prada Candy L’Eau

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=AksIViS9dO4]
Un film di Wes Anderson e Roman Coppola interpretato da Léa Seydoux.

5.HERO – Self Made by Gianfranco Villegas

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=nDBA7P_uI_A]
Scritto e diretto da Fabrizio Narcisi e Francesco Bonasia con musiche di Mordecai.

6. L.A.dy Dior The Film

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=yrC6qkDI7Sw]
Diretto da John Cameron Mitchell ed interpretato dall’attrice francese Marion Cotillard.

7.In The Red – Katie Shillingford Dazed & Confused

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Gg4ogu-M9xc]

Diretto da Ruth Hogben ed interpretato da Eliza Cummings.

8. Alexander McQueen – The Bridegroom Stripped Bar

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=71uCjeSVIRg&w=640&h=

Di Alexander McQueen con fotografia di Nick Knight e Film & Sound Design di Adam Mufti.

9. Proenza Schouler – Snowballs

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=V8F8K27Cr6U]
Un film di Harmony Korine

10. Prada – A therapy

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=-gl-kaGumng]
Diretto da Roman Polanski ed interpretato da Helena Bonham Carter e Ben Kingsley.

Ringrazio Francesco Neglia per il prezioso contributo nella selezione.

campagna droptheplus

Campagna #DropThePlus: modella, non plus size

campagna #droptheplus

Le chiamano curvy oppure plus size e sono le modelle formose che non rispecchiano il canone di bellezza sottile dominante. Stefania Ferrario lancia la campagna #DropThePlus per dire basta e mettere uno stop a questa definizione riduttiva e fuorviante.

L’iniziativa della modella italo-australiana dalle forme generose ha chiesto al mondo della moda e della pubblicità di dire basta ai termini che distorcono il concetto di bellezza femminile e ghettizzano tutte le modelle che non indossano una taglia 38.

La Ferrario ha pubblicato sul suo account Instagram uno scatto che la ritrae con lo slogan I Am a Model sulla pancia con cui chiede a chiare lettere di essere definita solo una modella e non una modella plus size:

Sono una modella. Punto. Sfortunatamente nell’industria della moda se sei sopra una taglia 4 Usa sei considerata una Plus Size e così io sono spesso etichettata come una “modella Plus Size.

Cita anche l’attrice e conduttrice australiana Ajay Rochester che aveva già sottolineato come l’uso dei termini plus size possa essere pericoloso per la percezione del canone di bellezza a cui uniformarsi, soprattutto da parte delle giovanissime.

Se da una parte la moda ha risposto all’esigenza di linee di abbigliamento capaci di soddisfare le donne curvy, d’altro canto l’uso di termini di distinzione netta continuano a creare una differenza abissale nella percezione della bellezza, tra quella da considerare ideale e quella fuori misura.

La piccola rivoluzione che vuole iniziare Stefania Ferrario è fatta di parole e forse è il modo giusto per cominciare a porre il problema in maniera seria, perché non basta proporre una collezione moda – di solito distinta dalla collezione primaria – dedicata alle taglie 48 o portare ogni tanto in passerella una modella 42.

Bisogna prima di tutto accettare l’idea che le parole definiscono, e in parte addirittura creano, la nostra percezione del mondo. Cominciare da lì è il primo passo per cambiare atteggiamento e forma mentis. Poi possiamo finalmente sentirci in forma anche se portiamo una normalissima 44.

Cuore, primo trapianto da cadavere in Europa

trapianto_cuore_defunto

Al Papworth Hospital del Cambridgeshire un uomo di 60 anni ha ricevuto un cuore da un donatore defunto.

Finora, in Europa, era stato possibile trapiantare cuori ancora funzionanti da pazienti in stato di morte cerebrale, organi che non avevano mai smesso di battere, quindi. Questa volta, però, il cuore e i polmoni del donatore avevano smesso di funzionare ed i chirurghi hanno riattivato il cuore “morto” attraverso una pompa. La procedura è stata la seguente: l’organo è stato disposto in una teca con una soluzione conservante. L’ambiente era caldo e aveva un circuito sterile di sangue che ne ha ripristinato il battito così da giudicarlo pronto dopo 50 minuti di monitoraggio.
Il paziente che ha ricevuto il nuovo cuore si chiama Huseyin Ulucan e si è sottoposto a questo intervento innovativo circa un mese fa. Huseyin si sta riprendendo bene e secondo i medici inglesi, la nuova tecnica sperimentata su di lui potrebbe salvare centinaia di vite.
Lo scorso anno erano stati i chirurghi australiani ad eseguire il primo trapianto al mondo di un cuore fermo.