Il commissario Gerard fa breccia nel cuore dei lettori: buona la prima per Lefebvre

L’autunno ormai è arrivato, la pioggia scandisce diversi pomeriggi e sere della nostra quotidianità e non c’è niente di più bello che abbandonarsi a qualche momento di relax in compagnia di un buon libro. Avete mai pensato di condividere questa passione con il vostro partner? Se la risposta è negativa, allora potreste individuarlo come mezzo interessante per scoprire degli aspetti in comune che, magari, per tanti anni avete ignorato.

Un libro perfetto per l’autunno

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Certo, non è così facile scegliere un libro che può accompagnare le fredde e umide serate autunnali. Quando la copertina comincia a fare capolino sul divano di casa, e si comincia nuovamente ad apprezzare il calore di una buona tisana, ecco che serve un libro che abbia un animo intriso d’azione, che non faccia smettere mai di tenere alta la soglia dell’attenzione. È proprio questo il motivo per cui in tanti hanno scelto il romanzo d’esordio di Carlo Lefebvre, “La Fuggitiva”, disponibile anche su Amazon, come libro perfetto per battezzare l’autunno. Un battesimo veramente con il botto per il ben noto professore universitario che, per tanti anni, ha insegnato presso l’Università della Sapienza di Roma.

Un libro di narrativa crime, edito da Giunti, che si sviluppa per tanti luoghi diversi del Vecchio Continente e che è stata già capace di creare degli appassionati al personaggio del commissario Gerard. In fondo, questo era uno degli obiettivi di Lefebvre. Il detective non è certamente privo di difetti, così come non rappresenta la solita figura che non sbaglia un colpo che tanto andava di moda agli albori del genere giallo.

Il successo del commissario Gerard

Gerard è un uomo che è stato anche messo a dura prova dalla vita: giunto ormai a cinquant’anni, ha paura di non riuscire più a innamorarsi, deluso dalle pene d’amore che ha dovuto patire, oscillante tra una malinconia e la claustrofobia di un sentimento, quello per la sua ex compagna, che ormai non ha più ragion d’essere.

L’impatto con la solitudine non è affatto semplice per Gerard, che riesce a intuire, quasi fiutando il pericolo, quella quotidianità mediocre a cui rischia di andare incontro se riuscisse a scrollarsi di dosso il pensiero di Michelle, la sua ex compagna che, dopo tanti bei progetti di vita insieme, l’ha lasciato improvvisamente, confessandogli di amare un altro uomo.

A Gerard servono sorprese, servono gli imprevisti della vita per tornare ad apprezzare il trascorrere del tempo e per dargli un nuovo significato. Una delle poche ancore di salvezza è rappresentata dalla compagnia dei suoi amici a quattro zampe, dei trovatelli a cui ha dato una casa, ma anche dispensato tanto amore. Un personaggio che Carlo Lefebvre è riuscito davvero a delineare con successo, esattamente come è avvenuto per l’altra grande protagonista, Sarah Liman, in un confronto anche caratteriale che si sviluppa per tutto il libro fino al fatidico incontro tra i due. Così come appare molto riuscito anche il continuo contrasto tra le varie città intorno a cui si snoda il racconto, trasmettendo al lettore l’impressione di non rimanere mai fermo in un punto solo, ma di continuare a viaggiare, con le parole e con la mente. Il romanzo ideale, insomma, per rilassarsi in una fredda e piovosa serata autunnale.

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