Arriva il freddo ma quanto bisogna coprire i bambini

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Ricomincia la stagione fredda che corrisponde, nella migliore delle ipotesi, alla stagione dell’apprensione massima dei genitori rispetto alle condizioni di salute dei bambini. Le mamme in particolare non appena scendono le temperature, coprono i bambini oltremodo ma dov’è la soluzione ai malanni di stagione?

Sulla rivista UPPA, Un pediatra per amico, si spiega che i bambini devono imparare i meccanismi naturali della termoregolazione. Sono meccanismi che tutti hanno e si possono iniziare a gestire da piccoli. Soltanto in questo modo si può sperare che non siano attaccati da germi e batteri.

I microrganismi, per entrare nel corpo e farlo ammalare, individuano il punto debole di bambini e ragazzi che è proprio la poca abilità sviluppata nell’affrontare le variazioni termiche. C’è da aggiungere che l’aria secca e quindi anche quella troppo calda, prosciugano le mucose, le stesse che accolgono gli anticorpi. Il che vuol dire che in un ambiente secco è più facile perdere le difese immunitarie.

Quale temperatura

Dov’è allora la soluzione? Quando un bambino può essere quasi sicuro che non si ammalerà? Quando è vestito in modo equilibrato e vive in ambienti che hanno temperature adeguate. In inverno, tanto per essere precisi, le temperature non dovrebbero essere superiori a 17-18 gradi e l’umidità dovrebbe essere sempre al 50-60%.

Per arrivare a questa situazione climatica ottimale è importante che il riscaldamento domestico sia acceso soltanto poche ore al giorno e che le finestre siano spalancate ogni giorno per garantire il ricambio d’aria e l’ingresso diretto della luce solare. La luce e l’aria fresca svolgono un’azione battericida incredibile.

L’abbigliamento sconsigliato

I pediatri sconsigliano l’uso del body perché avere la pancia o la schiena scoperte non vuol dire che il bambino si ammalerà sicuramente. Il body, al contrario, non è agevolato né nella scoperta del proprio corpo, né tanto meno nell’apprendimento delle variazioni termiche.

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