7 domande da farsi prima di giudicare la gravidanza altrui

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La gravidanza, a più riprese è considerata da chi la vive un momento fantastico, unico e irripetibile, e da chi la osserva, una fortuna o  – nella peggiore delle ipotesi – un evento da cui trarre vantaggio sul lavoro, una cosa sconvolgente e vergognosa. Ecco allora le 7 domande che secondo il Guardian bisogna porsi prima di giudicare.La storia da cui si parte è quella di Rachel Reeves MP segretario di stato ombra per lavoro e pensioni che ha un lavoro ed è incinta e fin qui, non dovrebbe essere un problema. Lei però ha dichiarato che se il suo partito andrà al governo, continuerà la carriera politica anche se è incinta. I giudizi sulla sua gravidanza sono stati tantissimi: c’è chi l’ha accusata di non essere rappresentativa del genere femminile, o chi le ha detto di trattare la maternità come un hobby e via discorrendo.

Per questo Laura Bates, giornalista del Guardian, propone 7 domande da farsi prima di giudicare la gravidanza di una collega (o di un’altra donna). Domande che aiutano a riflettere anche sul nostro modo di vedere la donna che fa figli.

1. Ho un atteggiamento parternalistico verso la donna incinta?
2. Sto considerando la gravidanza un’anomalia invece di una normale parte della vita?
3. Sto facendo delle supposizioni riguardo i motivi delle sue scelte lavorative?
4. Direi le stesse cose al padre?
5. Ho valutato l’impatto che potrebbe avere su di lei una discussione pubblica riguardo la sua capacità lavorativa?
6. Ho considerato il fatto che le donne possono vivere la gravidanza in modo diverso?
7. Mi aspetto che questa donna rappresenti tutte le donne?

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