Gastronomia in carcere, il progetto culinario per le detenute di San Paolo

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Gastronomia in carcere è il progetto che dal 2013 promuove corsi di culinaria all’interno della casa di detenzione femminile di San Paolo.

Lucimara Agenor è una delle donne che vi ha preso parte. Ha trascorso cinque anni e quattro mesi in carcere e ha confessato che il compito più difficile è proprio riconquistare le persone che hai deluso. Lucimara ha raccontato di dover molto al progetto culinario del carcere, perché è riuscito a farle riprendere in mano la sua vita. Una vita sprecata nella droga, nonostante l’amore dei due figli adolescenti.

C’è stato un periodo in cui pensavo che la droga fosse tutto, poi ho provato sulla mia pelle le sofferenze che provoca. Oggi ho rimesso la mia vita in carreggiata, ho mostrato alla mia famiglia che sono una persona migliore e ho ritrovato l’affetto dei miei cari. Oggi collaboro con il progetto Gastronomia in carcere per aiutare altre donne che stanno vivendo quello che ho vissuto. Anche chi si è distrutto la vita deve poter ricominciare da capo.

L’idea di questo progetto è nata dalla collaborazione tra il giudice Jayme Garcia dos Santos, il top chef Alex Atala e il cuoco visionario David Hertz che dal 2006 organizza corsi gratuiti per i giovani delle favelas di San Paolo, Rio de Janeiro e Salvador. Oltre alle lezioni di cucina e formazione professionale, le giovani apprendiste seguono anche corsi di educazione civica e igiene personale.

Il corso è suddiviso in due parti: la prima di un mese che si svolge all’interno del carcere dove sono stati inaugurati lo Spazio Gastronomia e un orto. La seconda di quattro mesi dove le detenute seguono le lezioni all’università Anhembi Morumbi, partner del progetto.

Il corso sta ottenendo degli ottimi risultati: lo scorso anno 60 detenute e tre funzionarie del carcere hanno concluso il corso. Di queste sessanta, nove hanno ottenuto la libertà o la semilibertà, proseguendo gli studi, mentre tre hanno trovato un impiego altrove.

Fonte | Io donna

Foto | Rubens Kato

Iris Grace, la bambina autistica che dipinge come Monet

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Iris Grace è una bambina di 5 anni, affetta da autismo da quando aveva solo un anno. I suoi genitori cercarono subito il sostegno dei migliori specialisti, che provarono a curarla con la musicoterapia, l’equitazione e la terapia del gioco. Fu soltanto con la pittura che la piccola Grace è riuscita a mostrare i primi miglioramenti, arrivando a comunicare proprio attraverso i suoi dipinti.

Oltre ad aiutarla nella comunicazione, la sua passione per la pittura ha attirato l’attenzione di grandi esperti d’arte che la ritengono un vero e proprio talento. Oggi le sue preziose opere sono state messe in vendita per far beneficiare la piccola Iris delle migliori terapie.

Dopo il celebre artista inglese Stephen Wiltshire, un nuovo caso ci dimostra come l’Arte riesca ad abbattere le barriere della malattia, aiutando i pazienti ad esprimersi in un mondo che non sempre è aperto alle varie e numerose forme di diversità.

Ci siamo resi conto che nostra figlia ha davvero talento, ci arrivano e-mail da ogni parte del mondo per comprare le sue opere, hanno commentato i genitori di Grace con stupore e gioia.

Foto | irisgracepainting.com

Dipinti di Iris Grace

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Un anno di selfie per evitare una vita di maltrattamenti

Uno scatto dopo l’altro questa ragazza si racconta. Mette insieme i frammenti della sua vita e dimostra che si può passare dall’essere considerate principesse all’essere considerate l’ultima ruota del carro di una famiglia che si sta formando o si è già formata.

3nder, l’app per gestire i triangoli amorosi

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Se il New York Magazine dedica un ampio servizio ad un app per smartphone, deve esserci certamente un motivo che rende questo servizio speciale agli occhi del mondo intero. 3nder ( “Three-nder”) è un’ app per device Apple e presto per Android che mette in contatto coppie e single alla ricerca di una triangolazione amorosa.

Bonus bebè, bonus maternità dei comuni, bonus 80 euro per le neomamme: come funzionano?

Le mamme che si barcamenano tra mille difficoltà, nel nostro paese, possono ottenere dei sussidi di tipo economico che variano in base alla posizione lavorativa. Si può fare la richiesta per il bonus bebé, oppure si può richiedere l’assegno di maternità ai comuni. Il premier, ospite nel programma domenicale di Barbara D’Urso, annuncia che ci saranno anche 80 euro per 3 anni per le neomamme.

Festival Internazionale del Cinema di Roma, film e incontri dei primi giorni

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Il 16 ottobre si è aperta la IX Edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

L’evento, che terminerà il prossimo 25 ottobre, ha un programma ricco nonostante il budget ridotto rispetto le precedenti edizioni, come confessato dal direttore Marco Muller durante la conferenza stampa d’apertura.

Il taglio è spettato a Soap Opera, commedia italiana firmata da Alessandro Genovesi che ha partecipato personalmente con il cast – Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Elisa Sednaoui, Ricky Memphis – all’anteprima serale con il pubblico.

Protagonista della seconda giornata è stato il drama movie Still Alice, diretto da Westmoreland e Glatzer, e tratto dall’omonimo romanzo della neuropsichiatra Lisa Genova. Still Alice è la storia di Alice Howland (Julianne Moore in una delle sue migliori interpretazioni che potrebbero farle vincere l’Oscar), una donna di cinquant’anni che insegna linguistica presso la Columbia University. La sua vita è felice grazie a John, marito premuroso (Alec Baldwin), e ai tre giovani figli (la più piccola, Lydia, interpretata da Kristen Stewart). Iniziano a capitarle strani episodi, come dimenticare parole o perdersi in luoghi familiari; decide di farsi seguire da un neuropsichiatria che le diagnostica una forma precoce di Alzhemeir. Parte così una battaglia terribile, commovente e ammirevole, dove cerca di rimanere legata alla persona che era una volta.

Terza e quarta giornata della IX Edizione del Festival del Cinema di Roma

Nella terza giornata è stato proiettato Trash, il nuovo film di Stephen Daldry (regista di Billy Elliot, The Hours) che racconta la storia di Gordo, Rato e Raphael, tre ragazzini brasiliani che lavorano nella spazzatura e mettono in atto una grande rivoluzione. Trash è un film originale e coraggioso, accolto con grande entusiasmo dalla stampa italiana e dal pubblico.

Inoltre, sempre durante questa giornata si è tenuta la masterclass con l’attore Clive Owen, arrivato a Roma per presentare la nuova serie The Knick, diretta dal Premio Oscar Steven Soderbergh e presto in onda su Sky Atlantic.

Domenica, invece, sono arrivate due grandi star hollywoodiane: Richard Gere e Benicio Del Toro, arrivati rispettivamente per le anteprime di Time out of Mind ed Escobar- Paradise Lost. In Time out of Mind, diretto da Over Moverman, George (Richard Gere) è un uomo disperato senza dimora, che si ritrova a girovagare tra le strade inospitali di New York. Cerca rifugio al Bellevue Hospital, il più grande centro di accoglienza per clochard di Manhattan, entrando in contatto con la crudele realtà degli emarginati. Il legame con un senzatetto afroamericano gli restituisce la speranza di poter avere ancora un amico, e trovare il coraggio per ricostruire il difficile rapporto con la figlia Maggie (Jane Malone), che non vede da molti anni.

Escobar – Paradise Lost, opera prima di Andrea Di Stefano, racconta la storia di Nick (Josh Hutcherson), che crede di aver trovato il paradiso una volta raggiunto il fratello in Colombia: una laguna azzurra, una spiaggia d’avorio, onde perfette. Conosce Maria (Claudia Traisac), una bellissima ragazza colombiana. I due s’innamorano e tutto sembra andare per il meglio. Fino al momento in cui Maria gli presenta suo zio: Pablo Escobar (Benicio del Toro).

Tante nuove sorprese sono previste per i prossimi giorni, ulteriore conferma della grandezza di questa nuova edizione.

Stephen Wiltshire, artista autistico e fotocamera vivente

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Stephen Wiltshire è un artista famoso perché capace di disegnare a memoria panorami incredibili e paesaggi urbani, dopo averli visti soltanto per pochi minuti. La cosa ancora più straordinaria è che a Stephen Wiltshire è stato diagnosticato l’autismo, un disturbo neuropsichiatrico a soli tre anni, ma è riuscito a sviluppare delle capacità straordinarie in una specifica area del campo espressivo

Familiari ed insegnanti hanno subito compreso il suo talento, incoraggiandolo a disegnare sin da piccolo. Stephen ha studiato al Fine Art at City & Guilds Art College di Londra, diventando presto celebre grazie alle sue rappresentazioni che lo hanno portato a viaggiare in tutto il mondo per i disegnare i panorami delle più importanti città.

Spesso disegna città intere dopo averle osservate in volo, come è accaduto per la realizzazione della vista di New York nel 2011, una delle sue opere più note. Quest’opera gli è stata commissionata dalla banca svizzera USB per una campagna pubblicitaria. Dopo un giro di tre ore in elicottero per i cieli di New York, Stephen è riuscito a completare il disegno (76 metri, l’opera d’arte più lunga mai realizzata) dell’intera città in tre giorni, riproducendo tutto attraverso la sola memoria fotografica. L’opera è stata esposta all’aeroporto internazionale JFK di New York.

Roma, Francoforte, Madrid, Gerusalemme, Tokyo, Dubai, Londra, Sydney, sono solo alcune delle città disegnate dall’artista inglese.  Grazie al suo straordinario talento, Stephen ha pubblicato numerosi libri ed ha una galleria d’arte nel centro di Londra.

Foto| lababi.net, Wiltshire ‘s gallery

New York

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 Roma

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Parigi

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