WeWorld e la campagna contro la violenza sulle donne “Le parole non bastano più”

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Sempre maggiore è l’interesse rivolto al tema della violenza sulle donne. Interesse che molto spesso si trasforma in impegno tangibile e concreto. Ne è un esempio WeWorld, un’ organizzazione no profit impegnata a garantire i diritti di donne e bambini vulnerabili in Italia e nel Sud del Mondo. Ad oggi è stato dato supporto ad oltre 800.000 persone in Italia, Africa, Asia e America Latina.

Da anni, We World si batte per dare un aiuto concreto alle vittime di abusi e maltrattamenti e contrastare ogni forma di violenza sulle donne. La campagna di sensibilizzazione “Le Parole Non Bastano Più” è finalizzata proprio a questo: dire basta alla violenza sulle donne.

Grazie ai fondi raccolti, sono stati attivati in tre ospedali italiani gli Sportelli SOStegno Donna, ambienti accoglienti e sicuri dove personale specializzato offre alle donne che hanno subìto violenza cure mediche e assistenza psicologica, proteggendole dal responsabile degli abusi, che nella maggior parte dei casi è proprio il partner o un familiare.

Ma i numeri allarmanti di questo fenomeno raccontano che per sconfiggere la violenza è necessario ancora un ulteriore aiuto. Per questo dal 28 febbraio al 15 marzo 2015 sarà attivo il numero solidale 45502 dedicato a WeWorld per aiutare le donne vittime di violenza: con un piccolo gesto si potranno salvare la vita di milioni di donne italiane.

Ogni sms ricevuto permetterà di offrire a tutte le donne che hanno subito violenza la speranza di un futuro migliore.

La sensibilizzazione a questo tema è importante perché nessuno può restare indifferente di fronte ai numeri della violenza e alla consapevolezza che in Italia, ogni tre giorni, una donna perda la vita per mano di un uomo.

Foto | Steve Ikeguchi Shutterstock.com

MARCO MANZO, IL TATUAGGIO D’AUTORE IN MOSTRA A ROMA

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Marco Manzo ha 47 anni e fa il tatuatore dal 1992. Quando intraprese questo percorso artistico e lavorativo, il settore non era ancora regolamentato.

Oggi Marco Manzo è anche un docente nei Corsi Professionali in materia di igiene sul lavoro e tecnica di tatuaggio e il suo studio sulla Cassia è ritenuto uno dei più tecnologici e all’avanguardia rispetto ai canoni di igiene e sicurezza.

Disegno e tecnica fanno di Manzo  il precursore dello stile ornamentale, maestro del tribale e del 3d, in grado di creare dei veri pezzi unici sulla pelle.

Non c’è da stupirsi che uno degli artisti più quotati dell’ambiente, vincitore di oltre 50 premi internazionali, sia arrivato in mostra al Museo Maxxi di Roma – in occasione dell’evento Alta Roma – con i suoi “tatuaggi merletto”: decori dagli intrecci delicati raffigurati su schiene e gambe delle modelle come fossero pizzi della più alta e raffinata lingerie.

I miei tattoo sottolineano le curve della silhouette, valorizzandone i punti forti e nascondendone i difetti, proprio come fa un abito fatto su misura da un bravo stilista.

Mi considero un sarto. È importante, infatti, studiare prima la figura femminile della cliente. Poi in base alla silhouette, la mia compagna Francesca realizza un disegno che io eseguo con gli aghi sulla pelle, nel punto dove si è deciso di fare il tatuaggio.

Il tempo impiegato per tatuare una schiena «varia dalla resistenza al dolore della cliente  dipende, dalle 35 ore alle 100. Se poi la cliente sopporta sedute di 5 sei ore, possiamo farlo in due mesi. Se resiste un’ora a seduta, ci metto un anno, spiega lo stesso Manzo.

La mostra di Marco Manzo è l’ennesima testimonianza di come i tatuaggi siano ormai parte della nostra cultura. Tatuaggi come Arte, quindi, da poter osservare anche al Museo, che impreziosiscono e valorizzano il nostro stesso corpo.

Foto | Marco Manzo Facebook

Fonte | Dagospia

 

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Tutti contro le mutilazioni genitali, il 6 febbraio si celebra la Giornata Mondiale

mutilazioni genitali

Il 6 febbraio tutto il mondo è unito contro le mutilazioni genitali che ancora oggi vengono eseguite su 125 milioni di bambine. Un tema molto delicato sul quale però si deve ancora fare tanto: ecco perché quella di oggi è una giornata importante, dedicata alla sensibilizzazione e alla lotta a queste pratiche barbare che purtroppo condizionano per sempre la vita delle donne del domani.

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Isola dei Famosi 10, Fanny Neguesha, Rachida e Charlotte Caniggia le 3 donne che faranno discutere

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L’Isola dei Famosi 10 dovrebbe cominciare questa sera e visto come sono andate le cose la scorsa settimana il condizionale è d’obbligo. Ce la faranno i naufraghi a raggiungere l’isola e dare finalmente il via al reality di Canale 5 condotto da Alessia Marcuzzi? Non ci resta che aspettare per capirlo, ma nel frattempo concentriamoci su alcune delle donne salpate per questa nuova avventura e destinate a fare discutere. Chi sono?

Dilf, ecco i 10 papà più desiderati dalle donne di tutto il mondo

A Night Of Heroes: The Sun Military Awards - Red Carpet Arrivals

Ormai da un paio d’anni sentiamo tanto parlare delle MILF (Mum I’d Like To Fuck) e di quanto queste donne piacciano agli uomini, soprattutto ai più giovani. Oggi finalmente possiamo dedicare un intero post alle preferenze di noi donne e alla moda del momento, l’infatuazione per i DILF.

Cinquanta Sfumature di Grigio, i genitori di Dakota Johnson non vedranno il film

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Manca pochissimo per l’uscita di uno dei film più attesi del 2015. Il 12 Febbraio arriverà nelle sale italiane “Cinquanta sfumature di grigio“, diretto da Sam Taylor – Johnson (Nowhere Boy nel 2009) e tratto dall’omonimo best-seller dell’inglese E. L. James.

Dopo essere diventato uno dei casi editoriali di maggior successo, Anastasia Steele (Dakota Johnson) e Christian Grey (Jamie Dornan) si preparano ad approdare al cinema. Non tutti, però, sembrano pronti per questo evento. L’attrice Dakota Johnson ha dichiarato, durante una recente intervista con Il Messaggero, di aver proibito la visione del film ai suoi genitori per via delle scene di sesso.

Di seguito una parte dell’intervista:

“Ho imposto ai miei di non vedere il film, la sola idea mi imbarazza”.
Ma loro cosa le hanno detto?
“Non hanno saputo niente sino a che non ho ottenuto la parte, e dopo la sorpresa iniziale sono stati molto incoraggianti. Non credo abbiano letto il libro, forse mia madre, mio padre senz’altro no”.
È stato molto difficile girare le scene di nudo?
“Non è mai facile, il set era chiuso però, c’eravamo solo noi e il regista, molto spesso poi erano inquadrature molto strette, nulla di particolarmente sensuale, una parte del corpo, anche solo un braccio, il resto fuori campo. Abbiamo cercato di non dare l’impressione allo spettatore di guardare dal buco della serratura. D’altra parte quelle scene erano essenziali”
Le piace Anastasia?
Molto. È una creatura forte e sensible che scopre la sua sessualità, testa i suoi limit. Credo che per una donna si molto importante farlo.
Le assomiglia?
Io sono una persona molto riservata e molto curiosa, come lei credo. In questo ci assomigliamo.
E dal punto di vista del sesso?
Non sapevo quasi nulla del bondage. È una vera sottocultura, un mondo. Non avevo idea di quanto il fenomeno fosse esteso e in crescita.È molto interessante, una lezione di psicologia.”

Foto | examiner.com

Fonte | huffingtonpost

Trailer di Cinquanta Sfumature di Grigio
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=N_goN2NkDxA]

Non sposate le mie figlie!, la deliziosa commedia di Philippe De Chauveron

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Il 5 Febbraio arriva nelle sale italiane Non sposate le mie figlie!, commedia francese del regista Philippe De Chauveron (Les Parasite, L’Amour aux trousses, L’Élève Ducobu e Les Vacances de Ducobu).

Protagonista indiscussa è la famiglia Verneuil, una coppia borghese fortemente legata alle tradizioni e alla fede cattolica. Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby) hanno cresciuto le quattro figlie Laure, Ségolène, Odile e Isabelle secondo i principi di integrazione ed apertura. Il destino, però, mette a dura prova la loro tolleranza con i matrimoni delle giovani ragazze. La prima “prova” arriva con la primogenita che sposa un musulmano. Poi la seconda sceglie un ebreo e la terza un cinese. Così tutte le speranze di assistere ad un tradizionale matrimonio in chiesa sono riposte sulla piccola Laure, che rivela alla famiglia di aver incontrato un bravo ragazzo cattolico, omettendo qualche piccolo dettaglio per paura di rompere nuovamente gli equilibri familiari.

Non sposate le mie figlie! (Qu’est-ce qu’on a fait au Bon Dieu?) è la classica commedia francese che piace a tutti, senza distinzione. Una pellicola confezionata ad hoc con dei dialoghi brillanti che conducono al sorriso e riso incondizionato. Altro punto di forza di questo film dal sapore sardonico è la capacità di svelare uno dei più grandi paradossi umani: le paure e le insicurezze, molto spesso, servono proprio ad abbattere i pregiudizi generati dalle “diversità”. Si arriva così al grande trionfo dell’Amore, cuore e messaggio chiave della pellicola di Chauveron. Un Amore autentico che abbatte i confini geografici e le barriere generate dagli stupidi integralismi religiosi.

Non c’è da stupirci che Non sposate le mie figlie! sia il fenomeno cinematografico dell’anno. Il film ha incassato, infatti, ben 130 milioni di Euro in Europa, sancendo un grande successo in Francia con oltre 12 milioni di spettatori.

Menzione speciale va a Christian Clavier, re francese dell’ espressività e ironia. Una vera garanzia.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=u5NB5yBRuMo]

Tumori femminili, aumentano le vittime del cancro ai polmoni

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Quest’anno, in Europa, le donne vittime del tumore ai polmoni saranno un numero maggiore rispetto quelle malate di cancro al seno. Infatti, uno studio italo-svizzero – pubblicato sugli Annals of Oncology e diretto da Carlo La Vecchia – ha stimato che per la prima volta nel 2015 i tassi di mortalità del primo supereranno il secondo. Questo dato, però, non riguarderà l’Italia, la Francia e la Spagna.

Questa tendenza è dovuta ai comportamenti femminili rispetto al fumo, che ancora oggi resta la principale causa di morte per tumore in Europa. I dati, infatti, mostrano come il tasso di mortalità femminile per cancro del polmone è cresciuto del 9% dal 2009, arrivando a 14,24 decessi per 100.000 donne.

L’aumento del tasso di mortalità per cancro al polmone della donna era atteso e dipende dal fatto le donne storicamente hanno iniziato a fumare più tardi degli uomini: l’incidenza maggiore è in Gran Bretagna dove la donna ha iniziato a fumare già durante la seconda guerra mondiale. Ma il problema non tarderà a manifestarsi negli altri paesi UE dove il ’68 ha segnato l’avvio di questo comportamento ad alto rischio anche tra le donne.

Parliamo delle donne nate negli anni ’50 che hanno oggi compiuto o superato i 60 anni, l’età in cui il cancro ai polmoni si fa più frequente. Le donne non arriveranno mai ai livelli di mortalità maschile per questo tumore, la nostra previsione è che le europee si livelleranno su un tasso di mortalità inferiore a 20 per 100 mila. Le previsioni, inoltre, dicono che probabilmente bisognerà aspettare almeno fino al 2020 per vedere un’inversione di tendenza, e cioè perché inizi la discesa del tasso di mortalità femminile, già iniziata invece nelle donne americane.

Si noti comunque, che per l’Italia il tasso di mortalità femminile per il cancro del polmone è ancora basso (10,4 per 100 mila) rispetto agli altri paesi europei, perché le italiane hanno sì cominciato a fumare dopo il ’68, ma meno delle coetanee europee

Resta la speranza che, smettendo di fumare, le italiane non arrivino mai a livelli di mortalità delle altre europee (sotto 20 per 100 mila). Quindi il consiglio importante è che le donne di mezza età e anziane smettano al più presto di fumare, ha commentato l’epidemiologo La Vecchia.

Confermata, invece, è la diminuzione della mortalità per tutti i tumori, escluso quello al pancreas e ai polmoni per le donne. Altri dati forniti sono relativi ai decessi stimati nel 2015: 1.359.100 in 28 Paesi dell’Unione Europea.

Foto | Shutterstock

Fonte | La Repubblica