Cinquanta Sfumature di Grigio, i genitori di Dakota Johnson non vedranno il film

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Manca pochissimo per l’uscita di uno dei film più attesi del 2015. Il 12 Febbraio arriverà nelle sale italiane “Cinquanta sfumature di grigio“, diretto da Sam Taylor – Johnson (Nowhere Boy nel 2009) e tratto dall’omonimo best-seller dell’inglese E. L. James.

Dopo essere diventato uno dei casi editoriali di maggior successo, Anastasia Steele (Dakota Johnson) e Christian Grey (Jamie Dornan) si preparano ad approdare al cinema. Non tutti, però, sembrano pronti per questo evento. L’attrice Dakota Johnson ha dichiarato, durante una recente intervista con Il Messaggero, di aver proibito la visione del film ai suoi genitori per via delle scene di sesso.

Di seguito una parte dell’intervista:

“Ho imposto ai miei di non vedere il film, la sola idea mi imbarazza”.
Ma loro cosa le hanno detto?
“Non hanno saputo niente sino a che non ho ottenuto la parte, e dopo la sorpresa iniziale sono stati molto incoraggianti. Non credo abbiano letto il libro, forse mia madre, mio padre senz’altro no”.
È stato molto difficile girare le scene di nudo?
“Non è mai facile, il set era chiuso però, c’eravamo solo noi e il regista, molto spesso poi erano inquadrature molto strette, nulla di particolarmente sensuale, una parte del corpo, anche solo un braccio, il resto fuori campo. Abbiamo cercato di non dare l’impressione allo spettatore di guardare dal buco della serratura. D’altra parte quelle scene erano essenziali”
Le piace Anastasia?
Molto. È una creatura forte e sensible che scopre la sua sessualità, testa i suoi limit. Credo che per una donna si molto importante farlo.
Le assomiglia?
Io sono una persona molto riservata e molto curiosa, come lei credo. In questo ci assomigliamo.
E dal punto di vista del sesso?
Non sapevo quasi nulla del bondage. È una vera sottocultura, un mondo. Non avevo idea di quanto il fenomeno fosse esteso e in crescita.È molto interessante, una lezione di psicologia.”

Foto | examiner.com

Fonte | huffingtonpost

Trailer di Cinquanta Sfumature di Grigio
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Non sposate le mie figlie!, la deliziosa commedia di Philippe De Chauveron

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Il 5 Febbraio arriva nelle sale italiane Non sposate le mie figlie!, commedia francese del regista Philippe De Chauveron (Les Parasite, L’Amour aux trousses, L’Élève Ducobu e Les Vacances de Ducobu).

Protagonista indiscussa è la famiglia Verneuil, una coppia borghese fortemente legata alle tradizioni e alla fede cattolica. Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby) hanno cresciuto le quattro figlie Laure, Ségolène, Odile e Isabelle secondo i principi di integrazione ed apertura. Il destino, però, mette a dura prova la loro tolleranza con i matrimoni delle giovani ragazze. La prima “prova” arriva con la primogenita che sposa un musulmano. Poi la seconda sceglie un ebreo e la terza un cinese. Così tutte le speranze di assistere ad un tradizionale matrimonio in chiesa sono riposte sulla piccola Laure, che rivela alla famiglia di aver incontrato un bravo ragazzo cattolico, omettendo qualche piccolo dettaglio per paura di rompere nuovamente gli equilibri familiari.

Non sposate le mie figlie! (Qu’est-ce qu’on a fait au Bon Dieu?) è la classica commedia francese che piace a tutti, senza distinzione. Una pellicola confezionata ad hoc con dei dialoghi brillanti che conducono al sorriso e riso incondizionato. Altro punto di forza di questo film dal sapore sardonico è la capacità di svelare uno dei più grandi paradossi umani: le paure e le insicurezze, molto spesso, servono proprio ad abbattere i pregiudizi generati dalle “diversità”. Si arriva così al grande trionfo dell’Amore, cuore e messaggio chiave della pellicola di Chauveron. Un Amore autentico che abbatte i confini geografici e le barriere generate dagli stupidi integralismi religiosi.

Non c’è da stupirci che Non sposate le mie figlie! sia il fenomeno cinematografico dell’anno. Il film ha incassato, infatti, ben 130 milioni di Euro in Europa, sancendo un grande successo in Francia con oltre 12 milioni di spettatori.

Menzione speciale va a Christian Clavier, re francese dell’ espressività e ironia. Una vera garanzia.

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Tumori femminili, aumentano le vittime del cancro ai polmoni

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Quest’anno, in Europa, le donne vittime del tumore ai polmoni saranno un numero maggiore rispetto quelle malate di cancro al seno. Infatti, uno studio italo-svizzero – pubblicato sugli Annals of Oncology e diretto da Carlo La Vecchia – ha stimato che per la prima volta nel 2015 i tassi di mortalità del primo supereranno il secondo. Questo dato, però, non riguarderà l’Italia, la Francia e la Spagna.

Questa tendenza è dovuta ai comportamenti femminili rispetto al fumo, che ancora oggi resta la principale causa di morte per tumore in Europa. I dati, infatti, mostrano come il tasso di mortalità femminile per cancro del polmone è cresciuto del 9% dal 2009, arrivando a 14,24 decessi per 100.000 donne.

L’aumento del tasso di mortalità per cancro al polmone della donna era atteso e dipende dal fatto le donne storicamente hanno iniziato a fumare più tardi degli uomini: l’incidenza maggiore è in Gran Bretagna dove la donna ha iniziato a fumare già durante la seconda guerra mondiale. Ma il problema non tarderà a manifestarsi negli altri paesi UE dove il ’68 ha segnato l’avvio di questo comportamento ad alto rischio anche tra le donne.

Parliamo delle donne nate negli anni ’50 che hanno oggi compiuto o superato i 60 anni, l’età in cui il cancro ai polmoni si fa più frequente. Le donne non arriveranno mai ai livelli di mortalità maschile per questo tumore, la nostra previsione è che le europee si livelleranno su un tasso di mortalità inferiore a 20 per 100 mila. Le previsioni, inoltre, dicono che probabilmente bisognerà aspettare almeno fino al 2020 per vedere un’inversione di tendenza, e cioè perché inizi la discesa del tasso di mortalità femminile, già iniziata invece nelle donne americane.

Si noti comunque, che per l’Italia il tasso di mortalità femminile per il cancro del polmone è ancora basso (10,4 per 100 mila) rispetto agli altri paesi europei, perché le italiane hanno sì cominciato a fumare dopo il ’68, ma meno delle coetanee europee

Resta la speranza che, smettendo di fumare, le italiane non arrivino mai a livelli di mortalità delle altre europee (sotto 20 per 100 mila). Quindi il consiglio importante è che le donne di mezza età e anziane smettano al più presto di fumare, ha commentato l’epidemiologo La Vecchia.

Confermata, invece, è la diminuzione della mortalità per tutti i tumori, escluso quello al pancreas e ai polmoni per le donne. Altri dati forniti sono relativi ai decessi stimati nel 2015: 1.359.100 in 28 Paesi dell’Unione Europea.

Foto | Shutterstock

Fonte | La Repubblica

Instagram supera Twitter con 300 milioni di utenti attivi

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I social network sono ormai parte integrante delle nostre vite. Li utilizziamo, infatti, quotidianamente, per organizzare una pizza con gli amici, per sentire chi abita lontano da noi, per curiosare tra foto e status degli altri utenti e persino per conoscere nuovi brand e migliorare la nostra esperienza di shopping. Il più utilizzato è ceramente Facebook, subito dopo eravamo abituati a sentir nominare sempre Twitter, ma oggi qualcosa è cambiato.

Unbroken, il film di Angelina Jolie arriva in Italia

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Il 29 Gennaio uscirà al cinema Unbroken, film diretto da Angelina Jolie e tratto dal bast-seller di Laura Hillenbrand (edito Mondadori). Sceneggiato dai fratelli Coen, la storia racconta l’incredibile vita di Louis Silvie Zamperini.

Nato il 26 gennaio 1917 ad Olean, ad ovest di New York, era il figlio minore di Antonio e Luisa, immigrati italiani di Castelletto di Brenzone. La famiglia si trasferì a Torrance, nella California del Sud dove Louis scoprì subito la passione per l’atletica, grazie al fratello maggiore Pete che lo portava sempre a correre. Durante gli studi dimostrò il suo talento nel mezzofondo, così da essere soprannominato da tutti “Torrance Tornado”. E proprio quel “Tornado” partecipò poco dopo alle Olimpiadi di Berlino 1936, dove Hitler stesso chiese di incontrarlo per complimentarsi di persona.

Di lì a poco avrebbe servito il suo Paese montando su un bombardiere durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel maggio 1943 l’aereo precipitò nel Pacifico nel corso di un volo di ricognizione. Solo Zamperini e altri due amici (sugli undici dell’equipaggio) riuscirono a sopravvivere nonostante lo schianto. Si trovarono su una scialuppa di salvataggio sotto il sole e circondati da squali. Nonostante le vicende al limite di una sceneggiatura di Eric Roth – Michael Cimino, i tre soldati riuscirono a salvarsi dopo quasi due mesi di navigazione, approdando sulle isole Marshall. Fu così catturato e torturato, passando da un campo di prigionia all’altro, costretto a subire le ingiustizie di Mutsuhiro Watanabe “The Bird”, ufficiale giapponese che lo seviziò per due anni.

Louis è un eroe del Novecento e la sua vita è leggenda. La Jolie ha deciso, però, di soffermarsi solo su alcuni aspetti dolorosi della sua vita. Una scelta comprensibile confezionata ad hoc, senza riuscire nella pretesa iniziale.

Unbroken non diventerà un cult e no, non sarà ricordato tra i best war movie. Nonostante la storia oggettivamente forte, la Jolie è riuscita in un’impresa quasi impossibile: restituirci un film statico e a tratti imperfetto. Un film che mostra i dolori e la forza di un grande Uomo, ma sceglie una narrazione lenta che smorza l’empatia e si perde nelle prolissità.

Un racconto a metà che non ci fa cogliere completamente l’aspetto umano dell’atleta-eroe, perché troppo intento a divinizzarlo (strategia che potrebbe aver presa sul pubblico americano, affascinato molto da queste storie). Nonostante i limiti evidenti, convince l’ interpretazione credibile e pulita di Jack O’Connell (Zamperini) ed incanta l’esordio cinematografico del cantante Miyavi (Watanabe).

Menzione speciale per Roger Deakins – collaboratore storico dei Coen – che ci regala una fotografia impeccabile dal sapore epico, ottenendo una Nomination agli Oscar.

Unbroken è un film rimasto in potenza che non riesce a soddisfare le numerose aspettative di critica e pubblico, limitandosi a fornire degli ottimi spunti di riflessione sulla vita di un Grande Eroe del secolo scorso.

Un film consigliato a metà.

Pricasso uomo dipinge con pene

Pricasso, l’uomo che dipinge con il pene

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C’è chi disegna con maestria e passione con le mani, chi con i classici pennelli… e chi preferisce utilizzare in modo decisamente più personale il proprio pene. Arte innovativa ed incredibilmente particolare quella di Pricasso, da anni conosciuto ed eclettico pittore.

Festival di Berlino, annunciati i film in concorso

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Il Festival del Cinema di Berlino, in programmazione dal 5 al 15 Febbraio,  ha annunciato il programma completo dei film che compongono la sezione Competition, quella principale che comprende concorso e fuori concorso. Nella ricca programmazione c’è spazio per Wim Wenders (a cui verrà assegnato l’Orso d’Oro alla carriera),  Terrence Malick, Pablo Larraín e Oliver Hirschbiegel. In gara anche il film italiano Vergine giurata, opera prima di Laura Bispuri interpretato da Alba Rochwacher.

Film in concorso

Aferim! Regia di Radu Jude
Romania/Bulgaria/Repubblica Ceca

El Botón De Nácar (The pearl button) – documentario, Regia di Patricio Guzmán
Francia/Cile/Spagna

El club (The club) , Regia di Pablo Larraín
Cile

Ten no chasuke (Chasuke’s journey) , Regia di Sabu
Giappone

Vergine giurata (Sworn virgin), Regia di Laura Bispuri
Italia/Svizzera/Germania/Albania/Kosovo

45 Years, Regia di Andrew Haigh
Regno Unito

Als wir träumten (As we were dreaming), Regia di Andreas Dresen
Germania/Francia

Body, Regia di Malgorzata Szumowska
Polonia

Cha và con và (Big father, small father and other stories), Regia di Phan Dang Di
Vietnam/Francia/Germania/Paesi Bassi

Eisenstein in Guanajuato, Regia di Peter Greenaway
Paesi Bassi/Messico/Belgio/Finlandia

Ixcanul (Ixcanul volcano), Regia di Jayro Bustamante
Guatemala/France

Journal d’une femme de chambre (Diary of a chambermaid), Regia di Benoit Jacquot
Francia/Belgio

Knight of cups, Regia di Terrence Malick
Stati Uniti

Nobody wants the night, Regia di Isabel Coixet
Spagna/Francia/Bulgaria

Pod electricheskimi oblakami (Under electric clouds), Regia di Alexey German
Russia/Ucraina/Polonia

Queen of the desert, Regia di Werner Herzog
Stati Uniti

Taxi, Regia di Jafar Panahi
Iran

Victoria, Regia di Sebastian Schipper
Germania

Yi bu ahi yao (Gone with the bullets), Regia di Jiang Wen
Cina/Stati Uniti/Hong Kong, China

Fuori concorso 

Cinderella, Regia di Kenneth Branagh
Stati Uniti

Mr. Holmes, Regia di Bill Condon
Regno Unito

Everything will be fine, Regia di Wim Wenders
Germania/Canada/Francia/Svezia/Norvegia

Elser (13 Minutes)
Regia Oliver Hirschbiegel
Germania

Foto | Hollywood reporter – Knight of cups