persone sposate più grasse dei single

Le persone sposate più grasse dei single

 

persone sposate più grasse dei single

Oltre 10.000 persone in 9 paesi coinvolte in uno studio hanno dimostrato che le persone sposate sono più grasse dei single. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Social Science and Medicine e ha evidenziato che l’indice di massa corporea è in media più alto nelle coppie rispetto alle persone sole.

Qualche dato più specifico: gli uomini single hanno un indice di massa corporea medio di 25.7 mentre gli uomini sposati si attestano sul valore di 26.7; tra le donne si rileva una media del 25.1 tra le single e del 25.6 tra quelle sposate. Il divario non è grande, come si vede, ma comunque esiste.

Se temete che il vostro compagno, da sempre attento alla forma fisica, possa sfruttare questo dato per rimandare ancora la tanto attesa proposta di matrimonio abbiate cura di non fargli leggere questa notizia. Se invece eravate voi a cercare la scusa giusta per vivere felicemente nella più assoluta libertà, fatene tesoro. Il matrimonio non nuocerà gravemente alla salute ma di sicuro sulla forma fisica.

La verità è che l’indice di massa corporea non è un indicatore accurato ma tutto fa brodo quando non ci resta che arrampicarci sugli specchi per giustificare le nostre scelte di libertà davanti alla spietata società che ci vuole accasate e sistemate.

D’altronde abbiamo verificato tutte, almeno una volta nella vita su noi stesse o sui conoscenti, come sentirsi sicuri e appagati in una relazione stabile e a lungo termine provochi un certo rilassamento dei costumi nella cura del proprio corpo.

È proprio questo che dimostra lo studio condotto tra Austria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Russia e Polonia. Se è qualcosa che si verifica puntualmente in tanti luoghi diversi e tra migliaia di persone prese in esame, un fondo di verità deve pur esserci.

Photo Credits | Gajus / Shutterstock.com

Giovani si diventa, il nuovo film con Ben Stiller e Naomi Watts

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Chi ama Wes Anderson? Ecco, siamo un esercito, quindi sono certa che molti di voi avranno già sentito parlare di Noah Baumbach. Noah è uno sceneggiatore e regista statunitense, noto principalmente per aver co-sceneggiato Le avventure acquatiche di Steve Zissou Fantastic Mr. Fox.

Questa volta, però, torna sul grande schermo nelle vesti di regista con la deliziosa commedia Giovani si diventa (While we’re young), interpretata da Ben Stiller, Naomi Watts, Adam Driver e Amanda Seyfried.

Josh (Stiller) e Cornelia Srebnick (Watts) sono una coppia di quarantenni newyorkesi, felicemente sposati e impegnati nel campo artistico. Dopo aver provato senza successo ad avere un figlio, si rassegnano e accettano la situazione. Josh, che da diversi anni non riesce a terminare il montaggio del suo ultimo documentario, è ormai consapevole che la spinta artistica si è affievolita e sente di dover dare una svolta.

Un giorno conosce Jamie (Driver) e Darby (Seyfried), coppia giovane, libera e piena di iniziative, appassionati di videogame vintage e di animali fuori dal comune da allevare in casa. Per Josh, l’incontro con Jamie significa poter riaprire uno spiraglio sulle proprie occasioni mancate. Abbandonati gli amici di sempre, i Srebnick seguono la coppia hipster, disinibita e originale, condividendo progetti e nuove esperienze. Questo, però, non basterà a porre le basi per un vero rapporto di amicizia e fiducia.

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Giovani si diventa è una commedia brillante, frutto dell’occhio attento di Noah. Citazionismo andersoniano, dialoghi originali e cast eccellente sono i punti di forza della pellicola. Tutto è incastonato alla perfezione, tanto da giungere al lieto fine tra sorrisi ed ottimi spunti di riflessione sul rapporto “relazioni – web”, cuore del racconto. L’obiettivo di Noah è mostrare da un lato l’influenza di internet sulle nostre vite, dall’altro l’adeguamento di queste ultime allo stesso, una volta presa consapevolezza di pregi e difetti. Ne esce così un perfetto specchio digitale in grado di riflettere una sola verità, quella dell’esperienza. Ognuno fa tesoro del suo trascorso e cerca di adattarsi ai cambiamenti sempre più rapidi e frequenti. Così se gli adulti non sanno più che fare di smartphone e siti con serie tv in streaming, i giovani ricercano vinili, vhs e tutto ciò che fa parte di un’era che non hanno vissuto. Un perfetto cross- generazionale che fotografa la logica urbana del nostro tempo.

Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival nel settembre 2014, uscirà nelle sale italiane il prossimo 9 luglio, distribuito Eagle Pictures.

Foto | Eagle Pictures’s press

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stupro

Se lo stupro è colpa della vittima

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Sogniamo un mondo in cui la parità dei sessi e il rispetto per le donne sia qualcosa di realizzato ma poi apriamo gli occhi sulla realtà e sappiamo di essere ancora molto lontani da tutto questo: violenza e stupro sono all’ordine del giorno, la negazione dei diritti in tutti gli ambiti della vita schiaccia migliaia di donne.

Chi crede ad una giustizia divina che trascende quella degli uomini riceverà forse un magro conforto ma resterà parimenti basito dalla notizia della sentenza che ha prosciolto gli stupatori di una ragazza emiliana abusata da un gruppo di coetanei. Secondo la sentenza la ragazza non si è difesa, non ha reagito e ha subito passivamente la violenza. Per la legge dunque i suoi violentatori non sono accusabili perché possono aver frainteso l’atteggiamento della ragazza per un consenso al rapporto sessuale. In pratica non ci sono le prove che non volesse.

Avrebbe potuto dire di no, sembra suggerire atrocemente la sentenza. Come se bastasse dire di no davanti ad un gruppo di uomini che ti usa violenza. Avrebbe dovuto graffiarli, strappare loro gli abiti, procurarsi e procurare contusioni che potessero dimostrare che no, non voleva. Non avrebbe dovuto restare pietrificata dal terrore, incapace di reagire per la paura e anche per via dell’alcol di cui tutti avevano abusato quella sera. La colpa dello stupro, alla fine, è della vittima e non del carnefice.

È solo una delle molte, troppe notizie simili che ogni giorno arrivano a bombardarci per farci sentire non solo vittime ma anche responsabili della violenza che subiamo. È colpa tua se alzi il gomito, se metti una minigonna, se flirti con un ragazzo che ti piace, se ti diverti come tutti gli altri ad una festa con l’incoscienza dei tuoi 16 anni – ma anche solo se cammini per strada a tarda sera, ché se non uscivi era meglio e non te la cercavi.

Sono tutti comportamenti che non rappresentano una corresposabilità nello stupro, che non danno a nessuno il diritto di alzare un dito su di te, di esercitare un potere su di te, di usarti a piacimento. Ma che vengono tuttavia sempre più spesso usati come tali sia dai responsabili dello stupro, sia da chi poi lo racconta sui media.

Questo è quanto sembrano suggerire, veletamente ma neanche così tanto, giornali e opinionisti: se l’è cercata. È una sentenza morale che ci inchioda molto più di una mancata sentenza giuridica e che al tempo stesso condanna al fallimento tutte le campagne di sensibilizzazione e di educazione sulla prevenzione degli stupri.

La prevenzione dello stupro non deve essere rivolta alle donne suggerendo loro di adottare comportamenti più prudenti o addirittura di evitare decine di occasioni (normalissime) per non esporsi al pericolo. La prevenzione al contrario deve essere rivolta agli uomini, a chi è convinto di avere dei diritti sulle donne e un potere su di loro e di poterli esercitare a propria discrezione. Quello che serve è una rigorosa educazione al rispetto.

La motivazione della sentenza è dolorosa:

“Se è vero che il comportamento passivo della vittima e il fatto che scivolasse nella doccia avrebbero dovuto indurli a sospettare che la stessa avesse perso la lucidità necessaria per presentare un valido consenso all’atto sessuale è altrettanto vero che l’assenza di azioni di respingimento e di invocazioni di aiuto avrebbero potuto ingenerare la convinzione che la 16enne fosse consenziente.”

È dolorosa per tutte le donne che hanno trovato il coraggio di denunciare e sottoporsi all’infinita trafila di perizie e verifiche, sospetti e ingiurie. Lo è anche per tutte quelle, molte di più, che non hanno avuto la forza di farlo e che restano a macerarsi per tutta la vita nel dubbio che forse, in fondo, sì, dev’essere stata anche un po’ colpa loro.

Photo Credits | ChameleonsEye / Shutterstock.com

Em Ford e il video You look disgusting contro gli insulti web

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Em Ford è la fondatrice di My Pale Skin,  beauty blog di successo con milioni di visualizzazioni youtube. Da qualche giorno, però, Em è tra gli argomenti più discussi del web. Motivo? Qualche mese fa, ha deciso di presentarsi in video senza trucco e di mostrare difetti e brufoli del viso. Ma non le bastava fermarsi ad una dichiarazione. Ha continuato la grande battaglia all’ipocrisia, postando tutorial di trucco anti-macchie per le numerose richieste di aiuto che aveva ricevuto.

A questo punto, però, è uscita allo scoperto la doppia faccia della rete: pioggia di insulti – oltre 100.000 commenti offensivi come “Non posso nemmeno guardarti” o “Sei disgustosa” –  che l’hanno portata a denunciare le discriminazioni attraverso un video intitolato You look disgusting. La blogger ha, infatti, postato una clip per spiegare il dolore provato ed incoraggiare le donne con acne a non sentirsi a disagio, imparando ad accettare ed amare se stesse.

 You look disgusting ha già superato i due milioni di views.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=WWTRwj9t-vU]

Foto | video You look disgusting

 

Rihanna festeggia 100 milioni di copie vendute con l’uscita di BBHMM

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Le certificazioni oro e platino ci permettono di celebrare i successi ottenuti dagli artisti nel mercato. Sono circa sessant’anni che consegniamo premi agli artisti, ma solo raramente ci troviamo di fronte a casi come quello di Rihanna. Le vogliamo fare i nostri complimenti! Non solo perché ha superato la soglia dei 100 milioni di copie vendute, ma anche perché è stata la prima a farlo. Si tratta di un importante atto nella storia del mercato discografico e un incredibile riconoscimento per la sua carriera straordinaria, questo il commento della Recording Industry Association of America (RIAA, equivalente della nostrana FIMI) che ha annunciato a Riri il superamento della soglia dei 100 milioni di copie vendute con i suoi singoli, conquistando il primato assoluto.

Un motivo in più per festeggiare l’uscita del video Bitch Better Have My Money che vede la cantante delle Barbados nella doppia veste di regista – insieme il collettivo Mega-force-  e attrice. Con quasi 10 milioni di views in poche ore, BBHMM ha conquistato fan e pubblico di tutto il mondo con sette minuti di adrenalina pura. Tra rapimenti, nudo, violenze e party, Rihanna strizza l’occhio a Tarantino, Rodriguez & co. senza mai dimenticare quel tocco glamour che l’ha sempre contraddistinta. Menzione speciale per  Mads Mikkelsen (Hannibal, Il sospetto), uno degli attori più interessanti del panorama cinematografico internazionale.

Cresce così l’attesa per il nuovo album che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe chiamarsi Wildflower.

Di seguito il video:
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=B3eAMGXFw1o&w=640&h=340]

Foto | BBHMM ‘s video

professional organizer

Professional organizer, il lavoro del futuro

professional organizer

Il lavoro del futuro è quello di professional organizer che aiuta i disordinati cronici a ritrovare una dimensione di ordine che non credeva possibile nella propria vita. I disordinati senza speranza tuttavia possono trovare conforto in una recente statistica che rivela come solo il 10% della popolazione possiede il cosiddetto gene dell’ordine.

Vivere nel disordine può essere anche una scelta di stile quando preferiamo occuparci d’altro rispetto all’organizzazione della casa e ci accontentiamo del minimo indispensabile, sostenendo persino di trovarci a nostro agio nel caos totale. Ma quando aspiriamo all’ordine assoluto e non ci sentiamo in grado di raggiungere questo ideale nirvana casalingo accorre in aiuto una nuova figura professionale, quella dell’organizer.

Sempre più donne si stanno cimentando in questa nuova professione che aiuta a rimettere in ordine la casa ma anche l’ufficio, addirittura il pc, la scrivania, la borsa. Per chi ama l’ordine e ne ha fatto uno stile di vita è qualcosa di naturale e addirittura piacevole organizzare gli spazi e dare ad ogni cosa un suo posto e chissà che non possa trasformare questo talento in un lavoro. Chi invece trova sia un dovere noioso o al di là delle proprie capacità potrà tirare un sospiro di sollievo affidandosi ad un professionista.

Questa tendenza a fare dell’organizzazione una filosofia di vita trova il suo esempio più eclatante nel clamoroso successo del libro di Marie Kondo, Il magico potere del riordino, che ha insegnato al suo enorme pubblico come fare dell’ordine uno stile di vita quotidiano. Anche Facciamo ordine di Sabrina Toscani ha ottenuto un notevole riscontro confermando che le persone disordinate sono tante, ma altrettante quelle che desiderano cambiare questo aspetto della propria vita: liberarsi del superfluo, vivere in spazi più ariosi, puliti e organizzati.

In Italia esiste un’associazione chiamata APOI, Associazione Professional Organizer Italia, che offre un servizio di riorganizzazione della casa professionale e personalizzato su tutto il territorio nazionale. Si organizzano anche corsi di formazione per chi volesse mettere a frutto le proprie capacità organizzative trasformandole in un mestiere. È previsto addirittura un corso per bambini perché imparino sin da piccoli il valore dell’ordine.

A Milano c’è un’altra associazione specializzata chiama Milano Personal Organizer, una società che offre interventi di organizzazione su tutti i livelli: la soffitta da svuotare come l’ottimizzazione dello spazio in casa passando per la composizione della valigia per un viaggio e arrivando alla spesa alimentare settimanale e all’archivio dell’ufficio. Insomma, imparare ad essere ordinati e organizzati a quanto pare si può.

Photo Credits | luanateutzi / Shutterstock.com

app per trovare l'anima gemella

Le 10 migliori app per trovare l’anima gemella

app per trovare l'anima gemella

La notizia più recente che riguarda le app per trovare l’anima gemella è che Tinder introdurrà a breve la funzionalità dei video, rivoluzionando il mondo dell’appuntamento online con l’introduzione di una semplice ma sempre più diffusa tecnologia, la trasmissione online.

Così alla chat si aggiungerà la possibilità di conoscersi attraverso un breve filmato da inserire nel proprio profilo e aggiornare a piacimento. Il mondo del dating online tuttavia è molto più ricco di quanto non si sospetti. Scopriamo dunque le migliori app per rimorchiare su Internet. Ce ne sono tantissime, pensate sia per chi cerca l’amore che per chi va a caccia solo di un’avventura.

Tinder

Una delle app più popolari del momento e richiama 50 milioni di utenti al giorno. Si accede utilizzando i dati di Facebook e attraverso la funzionalità della geolocalizzazione si entra in contatto con le persone più vicine. Si clicca sul cuore per accettare il contatto, sulla X per rifiutare.

app anima gemella tinder

Meetic

Conta milioni di iscritti in tutto il mondo, ben 7 solo in Italia. Il sito è francese ed è uno dei più noti, nato come portale ma diventato poi anche un’app. L’idea di base è la ricerca dell’amore romantico quindi dimenticate l’avventura di una notte, qui si fa sul serio.

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Zoosk

Ideata da due studenti iraniani che si sono incontrati a San Francisco e hanno realizzato il loro sogno americano, Zoosk conta oltre 25 milioni di iscritti, 5 dei quali italiani.

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OkCupid

Una delle app a tema più chiacchierate perché lo scorso anno è finita nell’occhio del ciclone. Pare che si sia servita dei dati degli utenti per compiere esperimenti sociali. Si basa su un algoritmo e conta 30 milioni di utenti.

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Pure

L’app per chi cerca l’avventura di una notte. Nessun romanticismo, nessun corteggiamento né smancerie, si va dritti al sodo. L’idea è di due giovani russi, nasce nel 2013 e ha 10 milioni di iscritti.

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Down

Nasce dalle ceneri dell’app Bang with Friends, ha 1 milione di iscritti e funziona scegliendo tra amici e amici di amici la persona con cui si vorrebbe provare a trascorrere una notte di sesso. Sesso tra amici ma senza impegno e poi chissà che da cosa non nasca cosa…

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3nder

L’app per chi cerca il sesso a tre. Ha 200 mila utenti e pare sia in netta crescita. In ogni caso è per appassionati del genere dunque ha naturalmente meno iscritti rispetto ad altre piattaforme con un approccio più romantico e tradizionale.

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Tickr

Un’idea dell’imprenditore Daniel Freeman che ha scelto di realizzare un’app dopo alcuni appuntamenti al buio disastrosi. Richiede un video obbligatorio di presentazione della durata di 30 secondi. Così chi cerca l’anima gemella ha modo di capire immediatamente se quella persona gli interessa e val la pena approfondire.

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Tingle

Consente di chattare con le persone nelle vicinanze senza rivelare nulla di sé, se non i dati essenziali: un paio di foto, altezza, tipo di relazione che si sta cercando. Se la persona con cui si interagisce ci interessa apriamo la comunicazione, altrimenti la privacy resta protetta.

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Blendr

Si tratta della controparte eterosessuale di Grindr, che nasce invece per gli incontri omosessuali. Ambedue funzionano basandosi sul social networking e sulla prossimità geografica.

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Photo Credits | karen roach / Shutterstock.com

Prep, la nuova linea solare dermoprotettiva

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Il L’estate è ormai arrivata e Prep lancia la sua nuova Linea Solare Dermoprotettiva, la linea nata appositamente per garantire protezione e idratazione per la famiglia al completo. Da sempre sinonimo di sicurezza sotto il sole, Prep garantisce ulteriore protezione per tutta la famiglia. E la nuova linea si arricchisce di prodotti ideali e specifici davvero per tutta la famiglia e per tutte le esigenze.