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Donne, motori e pneumatici quattro stagioni

3 luoghi strani sessoDonne e motori non è più un binomio da farsi passare sotto gamba. Numerose ricerche dimostrano che il gentil sesso al volante merita un occhio di riguardo e che le donne, nella gestione dell’auto, sono diventate molto più autonome. E per quanto riguarda gli pneumatici?

Segnarsi le date per la revisione, il pagamento del bollo e dell’assicurazione, per il cambio gomme e i controlli di rito, diciamo: è roba da donne. Gli uomini sembra abbiano scritti nel DNA gli appuntamenti in officina, un po’ come le formazioni delle squadre di calcio. Stavolta però, saranno tutti stupidi nel valutare l’autonomia delle donne al volante, soprattutto per le gomme.

La soluzione al ricco calendario di revisioni e controlli può essere alleggerito dalla questione pneumatici adottando quelli quattro stagioni. Il vantaggio di prodotti di questo tipo sono nella mescola che garantisce la trazione sia attraverso le piogge primaverili, il caldo estivo, il freddo autunnale, la neve e il ghiaccio invernali. Siccome si tratta di un investimento importante e di lungo periodo, prima di comprare pneumatici per tutte le stagioni, è bene assicurarsi di conoscere i brand principali, quelli che hanno superato i vari test e sono sinonimo di qualità e convenienza.

Gomme quattro stagioni a prezzi interessanti

A fare la felicità di coloro che desiderano utilizzare per la propria vettura un solo treno di pneumatici nel corso dell’anno sono arrivati i pneumatici Nokian Weatherproof. Prodotti da Nokian, si caratterizzano per la capacità di offrire un livello di comfort elevato in ogni mese dell’anno, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Grazie al loro impiego sarà possibile evitare di procedere alle consuete sostituzioni delle gomme effettuate in concomitanza con l’arrivo della primavera e dell’autunno. In particolare, tali pneumatici riescono ad unire in una sola gomma l’affidabilità tipica dei modelli pensati per l’inverno con il punto di forza di quelli estivi, ossia l’eccellente manovrabilità.

Le caratteristiche principali dei nuovi pneumatici per tutte le stagioni

La volontà di Nokian è stata quella di realizzare gomme in grado di “vestire” una vasta gamma di veicoli, compresi SUV e furgoni. Inoltre, ciascuna versione può contare sulla presenza del “3PMSF”, ossia il simbolo che identifica quei modelli omologati per l’utilizzo nel corso dei mesi invernali. Vista l’ampiezza della gamma, sono diverse anche le misure degli pneumatici, che vanno dai 13 ai 18 pollici. Un altro aspetto da non sottovalutare è il fatto che diverse misure sono contrassegnate con la sigla XL; quest’ultima contraddistingue quegli pneumatici che permettono di caricare il veicolo al massimo senza alcun problema nell’ambito della sicurezza. In base alle informazioni fornite dalla stessa Nokian, i nuovi pneumatici potranno essere acquistati a partire dall’autunno 2015.

I numerosi studi compiuti per arrivare ai moderni pneumatici quattro stagioni

Sono stati numerosi i test condotti dall’azienda produttrice prima di trovare la soluzione definitiva; si parla di migliaia di ore trascorse sulla pista di Ivalo (di proprietà della stessa Nokian), oltre che di numerosi giri compiuti in circuiti che si trovano in Paesi quali Spagna e Germania. Molte caratteristiche del profilo del battistrada sono innovative. Ad esempio, la parte centrale presenta una superficie che si distingue per una geometria decisamente “inclinata”, oltre che per la presenza di tasselli di dimensioni piuttosto generose.

Questo ha portato gli pneumatici a garantire un’aderenza che raggiunge livelli di eccellenza soprattutto quando un automobilista si trova ad affrontare strade bagnate e innevate. Su queste ultime svolgono un ruolo essenziale anche i tasselli del profilo, ai quali è stata data una forma a “V”. La sterzata risulta migliore grazie ai rialzi “a cuneo”, che permettono di raggiungere nuovi livelli di precisione.

Altra innovazione è rappresentata dal “Centre Block Channeling”, ossia dalla presenza di tasselli profondi e aperti. La loro funzione, sempre nel periodo invernale, è quella di aumentare l’aderenza, agendo soprattutto quando le condizioni climatiche risultano estreme. Prevengono in modo efficace fenomeni quali l’aquaplaning e lo slushplaning. Per quanto riguarda i mesi estivi, i Nokian Weatherproof garantiscono prestazioni eccellenti grazie ai tasselli della spalla rigidi, in grado di rendere la guida stabile anche nel caso di guida a velocità elevate. Sempre in estate, vengono assicurate frenate veloci e sicure anche in caso di asfalto molto bagnato.

L’importanza dei materiali nel garantire prestazioni ottimali

Ma le novità hanno riguardato anche i materiali. La volontà della casa produttrice è stata quella di introdurre gomme che potessero affrontare con i medesimi risultati sia temperature abbondantemente sotto lo zero che periodi caratterizzati dal grande caldo. Per tale motivo è stato fatto ricorso ad una mescola di silice che, in virtù della bassa resistenza al rotolamento e alla buona aderenza, riesce a portare ad una riduzione del consumo di carburante. Oltre alla silice, Nokian ha fatto ricorso all’olio di canola, permettendo agli pneumatici di rimanere estremamente flessibili anche in situazioni che si caratterizzano per le basse temperature.

Da sottolineare anche la presenza di un’area “di rigidità”, situata sulla spalla, capace di aumentare la precisione di guida.

Per i Suv, Nokian ha scelto di proporre un modello di pneumatici che potesse gestire in modo ottimale i carichi solitamente elevati di tali veicoli. In modo particolare, il Nokian Weatherproof in versione SUV offre un adeguato supporto quando si affrontano ghiaccio e nevischio. La mescola di tale versione si dimostra ancora più rigida, garantendo un’ottima risposta in fase di sterzata.

ideale donna perfetta

L’ideale della donna perfetta nei vari paesi del mondo

ideale donna perfetta

Il corpo femminile viene percepito e comunicato in modo molto variabile attraverso il tempo e lo spazio: nell’arco dei decenni e in diversi luoghi del mondo l’ideale della donna perfetta cambia come cambia il modo in cui la società lo racconta e di conseguenza lo impone come modello di bellezza a cui conformarsi.

Ma esiste un corpo perfetto, un ideale unico e assoluto a cui tendere? La risposta naturalmente è no e lo dimostrano le differenze tra i corpi ideali che immagina chi vive in una zona del mondo anziché in un’altra. Lo dimostra anche un progetto fotografico commisionato da un drugstore britannico che ha chiesto a 18 grafici di varie parti del mondo di modificare con il fotoritocco l’immagine di una ragazza in biancheria intima, fornita come modello a tutti.

I risultati sono stati sorprendenti perché ciascuno di essi ha raffigurato una donna completamente diversa adeguandosi ai modelli di bellezza vigenti nel proprio paese d’origine e da cui inevitabilmente sono influenzati.

Il progetto si intitola Perceptions Of Perfection e illustra come la percezione del corpo di una donna cambia in base a chi vi sovrappone i propri modelli estetici e gli standard di bellezza di una data area del mondo. In un comunicato stampa la Superdrug, il nome del drugstore online che ha diffuso le immagini, ha spiegato che

“la percezione della bellezza e della perfezione hanno un impatto significativo nell’epoca e nella cultura delle persone. L’obiettivo di questo progetto è quello di elaborare una maggiore consapevolezza delle potenzialità degli standard di bellezza che possono variare nelle diverse parti del mondo.”

L’Italia vista da Roma, una nuova rassegna cinematografica a Roma

LaKryptoniteNellaBorsa

Dal 28 agosto al 13 settembre,  l’Arena Forlanini ospiterà L’Italia vista da Roma, la rassegna dove  saranno presentati i migliori film italiani delle passate edizioni della Festa del Cinema. Le proiezioni, a ingresso gratuito fino a esaurimento, saranno accompagnate da incontri aperti al pubblico con autori e attori.

L’evento rientra nelle attività di CityFest, contenitore di eventi speciali, intrattenimento e formazione della Fondazione Cinema per Roma presieduta da Piera Detassis, e si svolgerà in collaborazione con la Regione Lazio.

Il programma della rassegna – realizzato grazie a Warner Bros. Entertainment Italia, 01 Distribution, Medusa Film, Microcinema, Bim Distribuzione, Mikado/Lucky Red – sarà inaugurato  con La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo, mentre si chiuderà con L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi. Nel programma saranno presenti anche pellicole di celebri autori come La giusta distanza di Carlo Mazzacurati, L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, Una vita tranquilla di Claudio Cupellini, Song’e Napule dei Manetti Bros. e Si può fare di Giulio Manfredonia. In occasione delle proiezioni, il pubblico potrà incontrare registi e protagonisti dei film in rassegna come: Claudio Bisio , Giovanni Veronesi, Ivan Cotroneo, Antonio Manetti, Alessandro Angelini e il produttore Domenico Procacci.

La rassegna L’Italia vista da Roma è una straordinaria opportunità per celebrare i primi dieci anni della Festa attraverso le scoperte del nostro cinema nelle precedenti edizioni.  Nove film, nove piccole e grandi rivelazioni, tanti modi diversi di raccontare il Paese,  ha spiegato Piera Detassis, presidente della Fondazione Cinema per Roma.

TIFF15, tutti i film italiani in programma al Festival di Toronto

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Solo undici giorni ci separano dalla quarantesima edizione del Toronto International Film Festival, rassegna cinematografica tra le più importanti al mondo, che si terrà dal 10 al 20 Settembre nella città canadese.

Lo scorso 25 agosto è stato rilasciato il programma completo, rendendo finalmente noti i film italiani selezionati.

Due pellicole arriveranno direttamente da Venezia72 : Sangue del mio sangue (Blood of my blood, sezione Masters) nuovo lavoro di Marco Bellocchio e L’Attesa (The wait, sezione Discovery) primo lungometraggio di Piero Messina con Juliette Binoche, Lou de Laâge e Giorgio Colangeli.

Debutto nordamericano anche per due film presentati in concorso all’ultimo Festival di Cannes: Youth – La Giovinezza (Special presentations) di Paolo Sorrentino e Mia Madre (My mother, Special presentations) di Nanni Moretti.

Dal Festival di Locarno arriva, invece, Bella e perduta (Lost and beautiful, sezione Wavelengths) di Pietro Marcello ; nella stessa sezione sarà presente Louisiana (The other side, sezione Wavelengths) documentario pungente di Roberto Minervini.

Esordio canadese per Federica Foglia, giovane regista sudpontina che debutta dietro la macchina da presa con il cortometraggio Exit/Entrance or Trasumanar (sezione Short Cuts).

Last but not least, vi è un grande omaggio ai classici italiani con la proiezione di Rocco e i suoi fratelli (Rocco and his brothers, sezione Tiff Cinematheque), capolavoro del maestro Luchino Visconti e Desideri nel sole (Adieu Philippine, sezione Tiff Cinematheque) di Jacques Rozier.

I trailer dei 9 film italiani presenti al Festival di Toronto:

1. Sangue del mio sangue

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Xpj2SP0sJvw]

2. L’Attesa

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=h7znDwG4Ei8]

3. Youth

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Ksvg7fjtqjU]

4. Mia madre

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=jWiFif96t3Y]

5. Bella e perduta

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=xk1RaTEYDFg]

6. Louisiana

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ZklTNTQoaEg]

7. Exit/Entrance or Trasumanar

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=D3epZCUjOpE]

8. Rocco e i suoi fratelli

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=2-hGa8i2m4o]

9. Desideri nel sole

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=euQU2IorXUg]

Foto | L’attesa trailer

A Blast, la crisi greca interpretata da Angeliki Papoulia

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Lo scorso 27 agosto è uscito in Italia A Blast, nuovo lavoro di Syllas Tzoumerkas. Prodotto da Mario Mazzarotto e Antonio Ferraro con il sostegno del  Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Cinema e presentato nel concorso internazionale al Festival di Locarno, il film rappresenta lo spirito greco battagliero  incarnato da Maria (Angeliki Papoulia).

Maria è una donna che non vuole piegarsi alla situazione economica del suo paese.  E’ una madre costretta a tutto pur di pagare i debiti della sua famiglia, arrivando ad abbandonare temporaneamente i suoi figli. Ne esce così il ritratto di una donna forte, che proietta il drammatico quadro della Grecia contemporanea.

“Maria inizia la sua vita da adulta con le migliori intenzioni. Dieci anni dopo, da qualsiasi punto di vista lo si osservi, il suo mondo sta crollando. Non volendo più avere niente a che fare con una vita di attenzioni non corrisposte, una dignità persa e la mancanza di voglia di vivere, lei attacca se stessa, il suo passato, le persone che ama, la sua patria e la percezione del sesso in una battaglia senza sosta per trovare la verità, dentro se stessa e intorno a lei”, come afferma lo stesso regista riguardo la figura della sua protagonista.

Tzoumerkas mette  in scena un tema attuale come quello della crisi greca e lo fa attraverso la storia di una famiglia, interpretazione cinematografica del disagio di una nazione e del suo veloce decadimento.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=NfU5yPx0ozk]

Foto | A Blast press

mostra la grande madre milano

La Grande Madre, una mostra su maternità e nutrimento a Expo 2015

mostra la grande madre milano

A Palazzo Reale a Milano va in scena la mostra La Grande Madre, inaugurata ieri e aperta fino al prossimo 26 Novembre. Si racconta l’evoluzione della femminilità nell’arte, dalle donne paleolitiche fino alle ragazze moderne post-femministe attraverso lunghi secoli di tradizione culturale, artistica e sociale.

La mostra rientra nelle iniziative correlate a Expo 2015 a cui si lega per l’importante tematica del nutrimento che nelle donne ha trovato sin dalla notte dei tempi la prima fonte di sostentamento per la vita. Con 400 opere d’arte a tema maternità si esplorano quindi le raffigurazioni, attraverso i secoli, di ciò che rappresenta una madre nella sua più pura essenza.

Con la promozione del comune di Milano e la produzione della Fondazione Nicola Trussardi, l’esposizione affronta il tema centrale dell’Expo da una prospettiva molto particolare ma anche particolarmente interessante: la donna che attraverso il proprio corpo crea la vita e la nutre.

La rassegna esplora tutti gli aspetti della maternità, anche quella negata, una conquista relativamente recente che ancora oggi è al centro di polemiche, dibattiti e scontri. Si affrontano anche le tematiche della percezione del corpo femminile e della definizione dei ruoli secondo i generi sessuali nella società odierna e in quelle del passato.

L’iniziativa ha coinvolto 139 artisti di tutto il mondo e le loro opere, più di 400 in tutto, sono esposte in 29 sale per un totale di 2000 metri quadrati di spunti, suggestioni e narrazioni che dipanano l’intera storia dell’umanità raccontando quella delle donne e delle madrio attraverso i secoli.

Il percorso inizia con una raccolta di immagini tratte dall’archivio Olga Fröbe-Kapteyn che sin dagli anni Trenta ha collezionato fotografie di idoli femminili, dalle divinità preistoriche alle madri nell’arte pagana e religiosa. Alla sua raccolta hanno spesso attinto sia psicologi che antropologi per illustrare le proprie teorie scientifiche.

Si prosegue con una sezione dedicata alle avanguardie storiche con opere del Futurismo e un accento su quanto la femminilità e particolarmente la maternità abbia contribuito all’arte. Umberto Boccioni, per esempio, ha eseguito molti ritratti della madre. Sono numerose anche le artiste presenti, tra le quali non poteva mancare certo Frida Kahlo che con la maternità sempre inseguita e mai realizzata ha avuto un rapporto viscerale e doloroso. Procedendo attraverso il tempo, per arrivare ai contemporanei, si analizza il rapporto che ha legato da sempre l’arte al corpo femminile.

cosa mangiare a expo 2015

Dove e cosa mangiare a Expo 2015

cosa mangiare a expo 2015

Dove e cosa mangiare a Expo 2015 sfruttando l’occasione di raggiungere paesi in cui probabilmente non avremo mai occasione di andare o che richiedono un viaggio molto lungo e difficoltoso? Vi suggeriamo cosa non dovete perdere all’Esposizione Universale approfittando del tema della nutrizione che ha portato a Milano cibi provenienti da tutti gli angoli del Mondo.

La tentazione di sperimentare cucine insolite ed esotiche è forte, certo, ma non dimentichiamo che l’eccellenza culinaria è qualcosa in cui l’Europa non resta indietro e anzi ha fatto e fa tuttora scuola in tutto il mondo. Perché negarsi quindi il piacere di godersi un ottimo formaggio francese, un delizioso dolce svedese o una sostanziosa zuppa polacca?

Il consiglio è quello di non porsi limiti ed esplorare le cucine del mondo senza confini. Anche quelle ad un passo da casa e spesso poco note al pari delle cucine più lontane. L’offerta è immensa e per tutte le tasche, dai ristoranti esclusivi allo street food. Scegliere è indispensabile a meno che non si abbia la possibilità di tornare più volte a visitare l’esposizione, magari con i biglietti serali per Expo 2015 per aperitivo e cena.

Mangiare gratis

Tenete presente che molti paesi offrono degustazioni gratuite del cibo tradizionale all’interno dei propri padiglioni. Ci vuole un po’ di fortuna per trovarsi nel posto giusto al momento giusto, quando è in programma una dimostrazione di cucina.

Mangiare dentro i padiglioni

Ogni padiglione, o quasi, ha previsto un’area ristorazione tematica dove si possono assaggiare le specialità del paese. I prezzi sono in linea con quelli di un ristorante tradizionale ma in qualche caso potrebbero non essere proprio a buon mercato. Può comunque valerne la pena, in definitiva è un viaggio: partite per il Marocco, il Messico, la Thailandia o ovunque vi conduca il vostro palato.

Mangiare etnico

Il cibo etnico più succulento è spesso coincidente con lo street food: tacos messicani, tijane marocchine di verdure o carne, majadera israeliana, kebab turco, zuppe vietnamite, empanadas argentine o polpette di quinoa al ceviche dell’Ecuador. Ve la caverete in quasi tutti i casi con meno di 10 euro.

Street food

Spendere poco e mangiare qualcosa al volo, senza fermarsi al ristorante con tanto di servizio al tavolo, è possibile. Scegliete uno dei tanti chioschetti o furgoncini presenti nelle aree esterne dell’Expo per consumare le patatine fritte del Belgio, le crepes francesi, gli spiedini greci, il lobster roll americano. Lo stesso si può fare in tutti i cluster tematici dentro i padiglioni. Volete mangiare italiano? C’è il corner di Beretta che offre il tagliere di salumi a 10 euro.

Ristoranti di lusso

Alcuni paesi offrono ristoranti di lusso che servono piatti raffinati. È il caso, per esempio, del Giappone. Lo scontrino sarà salato quindi è bene sapere a cosa si va incontro leggendo con attenzione i menu esposti al pubblico. Una vasta offerta di cucina regionale italiana, ma a prezzi medi, è presente da Eataly.

Mangiare insetti

In molti erano incuriositi dalla possibilità di assaggiare gli insetti, consumati abitualmente in molte culture asiatiche, ma a Expo 2015 non c’è questa occasione. In Europa gli insetti non sono riconosciuti come cibo e per quanto si fosse parlato della possibilità di una deroga non è stato concesso di servirli.

Carne di coccodrillo e pesce palla

Due pietanze da assaggiare assolutamente a Expo 2015, se ve la sentite di osare, sono la carne di coccodrillo e il pesce palla. Ambedue sono serviti in deroga alle leggi europee che ne vietano la commercializzazione, esclusivamente negli spazi dello Zimbabwe e del Giappone.

Mangiare italiano

Mangiare italiano a Expo 2015 attrarrà soprattutto i turisti che non hanno occasione di gustare quotidianamente le delizie di casa vostra ma se non ve la sentite di sperimentare e volete rifugiarvi nella cucina del Belpaese le proposte sono tantissime: 20 ristoranti di Eataly lungo il Decumano, il ristorante Alce Nero Berberè che serve un’ottima pizza al parco del Biologico e della Biodiversità, il padiglione di Identità Golose che ospita uno chef stellato a settimana.

Photo Credits | taniavolobueva / Shutterstock.com

gli uomini soffrono per amore

Gli uomini soffrono per amore più a lungo delle donne

gli uomini soffrono per amore

Una ricerca scientifica recente ha scoperto che gli uomini soffrono per amore più a lungo delle donne. Il loro cuore si spezza come il nostro, ma in un modo diverso da quello delle donne. Sempre che sia così importante scoprire come si spezzi, e non conti invece solo il fatto che si è effettivamente spezzato, scopriamo cosa sappiamo di nuovo sulla faccenda.

Lo studio è stato condotto alla Binghamton University e alla University College London da ricercatori che si sono chiesti se la risposta emotiva e fisica ad una rottura sentimentale cambi a seconda del genere sessuale. Pare proprio di sì.

Se le donne soffrono di più, o almeno manifestano maggiormente il loro dolore, è anche vero che sono capaci di riprendersi prima e meglio. Gli uomini invece funzionano diversamente, spiega Craig Morris, a capo del team di scienziati:

“Per dirlo in parole semplici, le donne si sono evolute per investire soprattutto in una relazione di lunga durata. Per una nostra antenata un breve incontro romantico bastava per condurre ad una gravidanza lunga nove mesi seguita da molti anni di allattamento. L’uomo invece poteva uscire di scena pochi minuti dopo, senza altro coinvolgimento biologico. Tutto questo, attraverso il tempo, ha portato le donne a sentirsi più ferite quando perdono un uomo che rappresenta un ideale di vita a lungo termine.”

È però una sofferenza che le donne metabolizzano più rapidamente di un uomo perché la natura vuole che la ricerca ricominci, che la perpetuazione delle specie sia messa al primo posto. Per un uomo invece la perdita della compagna è un dolore che dura nel tempo perché viene vissuto come un fallimento personale e comporta la necessità di ricominciare a competere con gli altri uomini.

La ricerca è giunta a questi risultati analizzando quasi 6000 persone in 96 paesi diversi, dimostrando che in tutto il mondo le dinamiche sono le medesime e sono relative a caratteristiche naturali e non solo culturali.

Tutti i partecipanti hanno dovuto valutare con voti da 0 a 10 l’impatto emotivo e fisico di una rottura. La media delle donne ha dato un risultato di 4.21 mentre per gli uomini si resta intorno ai 3.75. Tuttavia il tempo di ripresa di una donna è inferiore a quello di un uomo.

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