Suffragette, un film sulle donne che cambiano il mondo

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Esce oggi nelle sale il nuovo film sulle donne Suffragette, la pellicola di Sarah Gavron che racconta la storia di un gruppo di attiviste che ha cambiato il mondo. A cavallo tra storia e fiction, il film si dipana seguendo le azioni di un gruppo di donne che negli anni compresi tra il 1903 e il 1913 lottarono attivamente in Gran Bretagna per il riconoscimento del diritto di voto.

Tra le protagoniste del film ci sono Carey Mulligan e Helena Bonham Carter oltre a Meryl Streep nel ruolo della storica leader del Women Social Political Union, Emmeline Punkhurst. Intrecciando le storie normali di donne comuni e quelle straordinarie di coloro che sono state ricordate dalla Storia, il film ottiene l’effetto di renderci partecipi di vicende che continuano a riguardarci tutte.

Ci riguardano non solo per gli esiti che hanno ottenuto e i diritti che ci hanno garantito ma anche per le scelte che tutte quelle donne hanno dovuto compiere per riuscire a cambiare le cose e portare avanti le proprie battaglie, sacrificando una parte di sé e superando tutti i limiti. Limiti imposti da una legge che vietava il diritto delle donne di votare e ignorava le loro istanze, ma anche quelli morali: fino a dove siamo disposte a spingerci per ottenere giustizia?

È la domanda che si pone anche Maud Watts, interpretata da Carey Mulligan, quando si avvicina al movimento femminista e deve fare i conti con un problema etico: giustificare la violenza, le azioni di forza, le dimostrazioni estreme pur di ottenere un risultato?

Le suffragette decidono che ne vale la pena e per questo vengono arrestate, picchiate e costrette ad alimentarsi con la forza quando scelgono la via dello sciopero della fame. Alcune perdono la vita lottando per i diritti di tutte, come nel caso di Emily Davison, attivista interpretata da Nathalie Press che il 4 Giugno 1913 fu ferita dal cavallo di Re Giorgio V durante una protesta, morendo pochi giorni dopo.

Oscar 2016, i look sul red carpet – foto

2016 Vanity Fair Oscar Party Hosted By Graydon Carter - Arrivals

Nella notte tra domenica e lunedì si sono svolti, per l’88esima volta,  gli Academy Awards.  Direttamente dal tappeto rosso del Dolby Theatre di Los Angeles, vi illustriamo oggi i migliori e i peggiori look delle attrici più famose del mondo, sfoggiati sul red carpet degli Oscar 2016.

dieta del biscotto

La dieta del biscotto funziona per dimagrire?

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La dieta del biscotto funziona davvero per dimagrire? E’ questo un regime ipocalorico che regala speranze di perdere peso a chi è così golosa da non essere in grado di rinunciare ai dolci. Ma insomma, tanti sono i pareri scettici soprattutto per come è impostata questa dieta, che prevede un solo pasto a basse calorie e il consumo di biscotti nel corso della giornata.

Oscar 2016, amori sul red carpet

88th Annual Academy Awards - Arrivals

Coppie da red carpet, ieri ne abbiamo visto sfilare un sacco in occasione della cerimonia di premiazione degli Oscar 2016, abbiamo creato una gallery che raccoglie le coppie più belle e ce n’è una davvero molto speciale.

Diritti umani in pericolo, la denuncia di Amnesty

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Il nuovo Rapporto 2015-2016 di Amnesty International lancia un’accusa e un allarme: i diritti umani sono in pericolo in tutto il mondo a causa dell’attacco sistematico non solo ai diritti ma anche alle istituzioni e alle leggi che dovrebbero proteggerli.

Secondo il rapporto i diritti delle persone non solo sono costantemente violati in paesi nei quali la situazione è tristemente nota per non essere idilliaca, ma anche nelle civilissime nazioni occidentali che adottano sempre più spesso misure di sicurezza le cui conseguenze minano alla base le fondamenta stesse delle istutuzioni che dovrebbero garantire i diritti delle persone.

Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, spiega che i diritti umanii sono considerati sempre più spesso con aperto disprezzo da parte di molti governi nazionali in tutto il mondo e continua:

“Milioni di persone stanno patendo enormi sofferenze nelle mani degli stati e dei gruppi armati, mentre i governi non si vergognano di descrivere la protezione dei diritti umani come una minaccia alla sicurezza, alla legge, all’ordine e ai valori nazionali.”

I governi attaccano o depotenziano le istituzioni create per proteggere i diritti umani ignorandone l’operato o riducendo i finanziamenti. In questo modo ad essere minacciati non sono solo i diritti apertamente calpestati ma anche gli strumenti nati per difenderli.

Solo nel 2015 più di 122 paesi hanno praticato maltrattamenti o addirittura la tortura, oltre 30 paesi hanno rifiutato l’accoglienza ai rifugiati ricacciandoli illegalmente nei paesi di provenienza da cui fuggivano perché in situazione di grave pericolo. Almeno 19 paesi hanno commesso crimini di guerra.

Ciò non riguarda solamente i paesi con governi instabili o condizioni ai limiti della guerra, o apertamente in guerra, ma anche nazioni dotate di tutte le misure di tutela dei diritti umani internazionalmente riconosciuti.

Sintomo di ciò è il continuo attacco nei confronti di attivisti, avvocati e associazioni che si occupano della difesa dei diritti umani, con azioni dirette o con politiche atte a sminuirne il lavoro e il valore. In parte questo atteggiamento è una reazione alle minacce alla sicurezza che hanno raggiunto lo scorso anno livelli molto preoccupanti. Continua Shetty:

“La malconcepita reazione di molti governi alle minacce alla sicurezza nazionale si è tradotta in un attacco alla società civile, al diritto alla riservatezza e a quello alla libertà di parola. Siamo di fronte al palese tentativo di rendere i diritti umani parole sporche, di contrapporli alla sicurezza nazionale e ai ‘valori nazionali’. Per far questo, i governi hanno persino violato le loro stesse leggi.”

Amnesty fornisce esempi concreti di quanto affermato parlando del conflitto siriano e delle sue conseguenze sui flussi migratori ma anche di episodi di repressione in Arabia Saudita nei confronti di chi chiede riforme; in Cina verso coloro che chiedono più libertà; in Egitto, dove molte persone vengono detenute senza processo e spesso sono condannate a morte; in Gambia, dove il rifiuto a cooperare con le Nazioni Unite fa il paio con torture, sparizioni forzate e criminalizzazione dell’omosessualità.

Sono solo alcuni dei casi più eclatanti di violazioni dei diritti umani che non risparmiano neanche le nazioni occidentali. Nel Regno Unito vige una costante sorveglianza di massa giustificata con le misure di lotta al terrorismo. In Russia si adotta un sistema repressivo di leggi sulla sicurezza nazionale. In Slovacchia si discriminano pesantemente le popolazioni rom. Negli Stati Uniti è ancora irrisolto il caso del centro di detenzione di Guantanamo.

Amnesty ha lanciato una campagna di sensibilizzazione chiedendo a Roberto Saviano di farsi portavoce di un messaggio importante. Al centro del messaggio c’è il brano Here’s to you di Ennio Morricone e Joan Baez che negli anni Settanta raccontò la storia di Sacco e Vanzetti, condannati a morte ingiustamente. Le ingiustizie sono ancora troppe, ovunque, ed è necessario far sentire la propria voce per dar voce a chi non ha la possibilità di far sentire la sua.

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Rouge Coco Stylo, i nuovi lipstick Chanel

Chanel lancia i nuovissimi Rouge Coco Stylo deliziosi lipstick caratterizzati dalla formula leggera  e dal packaging nero con la confezione sottile ed elegante.

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