Le impediscono di entrare alla mostra col passeggino, Maria Pia Timo li boicotta

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Chi è Maria Pia Timo e qual è la mostra dove le è stato impedito di entrare con il passeggino? Lei è un’attrice del cast comico di Zelig, Wanda la carrelista, tanto per avere un’idea e le è stato impedito di visitare la mostra “Il demone della modernità” per una questione di sicurezza dei quadri. La Timo ha boicottato l’esposizione. 

I turisti, anche illustri, si possono perdere con gesti semplici, per esempio quello di etichettare una mostra come no kids. Altro che ristoranti! Qui si parla di un evento culturale la cui fruizione è interdetta ai piccoli anche se restano nel passeggino.

Le mamme sanno che quando i bambini sono inclini alle marachelle è bene tenerli sotto “chiave”, legati nel passeggino. Secondo gli organizzatori della mostra “Il demone della modernità”, questi pericolosi marmocchi iconoclasti non saranno mai contenuti dal loro mezzo di trasporto per cui è meglio tenerli alla larga dai quadri.

Peccato che poi abbiano tenuto alla larga Maria Pia Timo che da Faenza era partita con il figlio di tre anni per vedere questa mostra il giorno di Pasquetta e invece si è ritrovata ad Albarella e sul Delta del Po. Il suo racconto inizia sottolineando la scortesia del personale:

A causa del mio lavoro di attrice sono spesso in viaggio col bimbo al seguito e ho sempre visitato allestimenti vari, accedendo agli spazi espositivi con il pargolo comodamente seduto nel suo carrozzino. Il giorno di Pasquetta, a Rovigo, il personale preposto alla mostra mi ha impedito l’ingresso mio figlio che dormiva nel suo girellino, in maniera brusca e indelicata.

Indignata, l’attrice ha chiesto come facessero allora nei casi in cui a visitare la mostra ci fosse un disabile. Le hanno detto che fanno un’eccezione mettendo, con questa parola, la ciliegina sulla torta. Gli organizzatori volevano mostrarsi aperti ma non hanno evitato il boicottaggio. Continua la Timo il suo racconto:

Mi è stato chiarito che gli organizzatori hanno previsto di fornire, su richiesta, una loro sedia a rotelle a eventuali non deambulanti e a chi invece ha figli, un marsupio, inutilizzabile da chi ha un bimbo di tre anni del peso di 16 chili o da chi avesse già un bimbo al collo e altri ulteriori pargoli da gestire. Non ho potuto, e di conseguenza non ho voluto visitare la mostra di Rovigo. Invito tutti, genitori o meno, a fare come me.

Sul sito di Palazzo Roverella dov’era organizzata la mostra, si legge dell’iniziativa: “IN MOSTRA CON I PASSEGGINI”: tornano, nei mesi di maggio e giugno, “In mostra con i passeggini”, due appuntamenti di visita guidata riservata a genitori con bambini in passeggino.

Non saranno un po’ pochi due giorni soli per l’accesso alla mostra con un passeggino? Può esistere una cultura no kids?

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