9 motivi per avere paura del parto

La paura di partorire si chiama tocofobia ed interessa un gran numero di donne. Un divertente blog inglese, dopo la notizia circa il secondo Royal Baby di William e Kate, analizza i 9 buoni motivi per avere paura del parto

Avere paura del parto è perfettamente normale, anche se si è già avuto un bambino, perché ogni evento è diverso dall’altro.


Dopo l’annuncio della seconda gravidanza della Duchessa di Cambridge, la blogger inglese che scrive sull’Independent dichiara di non aver provato entusiasmo, gioia o interesse per la notizia. È stata piuttosto assalita da una nuova paura, quella di partorire, legata a nove elementi.

1. La defecazione durante il parto. Può succedere che i dolori di spinta portino a defecare mentre si mette al mondo un bambino. Non c’è niente di così orrendo ma per alcune donne è terribile, un limite invalicabile. In realtà controllando l’alimentazione nelle ore precedenti all’evento si può limitare questa eventualità.

2. Le lacerazioni della vagina. Anche questo può capitare, soprattutto se i tessuti del perineo sono poco elastici o se la tensione non favorisce a dovere la dilatazione dell’utero. Può capitare anche che il bambino esca con il braccio attaccato alla testa, stile Superman. Niente paura, il ginecologo si occuperà della sutura e in pochi giorni via i punti e via il dolore.

3. Bisogna partorire due volte. In realtà l’espulsione della placenta che richiede un altro sforzo alla mamma dopo il parto del bambino, non è gravoso e spesso è naturale e veloce.

4. Il trauma resta. È difficile da capire come sia possibile che tutto torni a posto dopo aver partorito. In realtà i tessuti uterini sono molto elastici e nella più parte dei casi in pochi giorni o in poche settimane si è pronte per un nuovo parto.

5. Il bambino è brutto. La mamma sa che con gli occhi dell’amore vedrà suo figlio bellissimo ma sa anche che appena partorito è brutto, pieno di sangue, scuro, senza denti e senza capelli. Anche qui, niente paura perché una volta tenutolo sul ventre, caldo caldo, sarà lavato, pulito e pettinato e sembrerà uno di quei bebè di Anne Geddes.

6. E se il bambino non esce? Qualche volta il parto si complica, è vero, e dopo tante ore di travaglio, i medici decidono di evitare altre sofferenze al neonato con un taglio cesareo. A saperlo prima, molte donne, si eviterebbero tanta sofferenza. Eppure c’è da ricordare che il taglio cesareo è un intervento chirurgico e riprendersi dopo essere passate sotto i ferri è più difficile che dopo un parto naturale.

7. Alcol, fumo e vizi in generale. Il parto è così traumatico che molte donne vorrebbero almeno concedersi qualche vizio per superare lo stress del momento. Naturalmente tra questi vizi non ci possono essere fumo e alcol. È stressante, per le fumatrici è terribile, ma pensate semplicemente di non avere tempo.

8. L’allattamento. Se i seni iniziano a funzionare ma il latte è insapore, insufficiente, di cattivo sapore? In tutti questi casi la difficoltà da superare è essenzialmente psicologica perché il bambino, con il latte artificiale, in caso di problemi come quelli indicati, cresce bene lo stesso.

9. Le cose non migliorano. Una volta archiviato il parto, mentre si procede con l’allattamento e la forma della vagina torna progressivamente alla versione “originale”, ci si sente diverse, si capisce che tutto è cambiato e non si può tornare indietro. Bene, auguri mamma, è proprio questo il bello: sentirsi del tutto diverse da prima.

Fonte | Independent

Foto | Thinkstock

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