I 5 segnali che è scattato l’orologio biologico

L'orologio biologico è l'incubo di ogni donna che ha superato da un po' i trent'anni e ancora non vede all'orizzonte la possibilità di mettere al mondo un figlio. Ci sono dei segnali inequivocabili che fanno capire che l'orologio biologico è scattato e che urge dunque correre ai ripari.

L’orologio biologico è l’incubo di ogni donna che ha superato da un po’ i trent’anni e ancora non vede all’orizzonte la possibilità di mettere al mondo un figlio. Ci sono dei segnali inequivocabili che fanno capire che l’orologio biologico è scattato e che urge dunque correre ai ripari: vediamo quali sono, tra i tanti, i 5 più evidenti.

1. Vedete le vostre amiche che hanno bambini e vi chiedete se non sia arrivato il momento giusto anche per voi che, pur non avendo mai sentito quel grandissimi istinto materno, cominciate comunque a non essere più delle ragazzine. E’ il primo chiaro segnale di orologio biologico pronto a scattare.

2. Le prime mestruazioni irregolari cominciano a preoccuparvi e vi accendono una sorta di campanellino di allarme che vi porta a chiedervi se non si tratti di menopausa precoce che poi vi porterebbe grandi difficoltà nel rimanere incinta.

3. Arrivano le prime riflessioni sul troppo tempo che avete dedicato al divertimento senza pensare a costruite una famiglia. E oggi, che non siete più delle ragazzine e il tempo passa, potrebbe cominciare ad essere troppo tardi per farlo.

4. Cominciate a vedere la gravidanza come un qualcosa che riguarda solo voi e non il vostro compagno: un bambino nella vostra testa non è più il risultato di un progetto di coppia ma un risultato vostro personale che desiderate con tutto il cuore.

5. Tra i segnali che fanno capire che l’orologio biologico è scattato c’è l’ansia: la gravidanza diventa un pensiero fisso, un qualcosa da dover cominciare a progettare anche se fino ad ora non ci avevate mai seriamente pensato. Però siete grandi ed è arrivato il momento di lasciare da parte il fanciullino per dedicarvi a progetti da adulti.

Foto | Thinkstock

 

 

Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *