Bambini, app e privacy: dove sono finiti i genitori?

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La privacy è un tormentone dei nostri tempi: si parla in continuazione di tutela della privacy o di violazione della stessa in conseguenza dell’uso di internet e in particolare dei social network. Ma fino a che il discorso è esteso alla platea di navigatori adulti, i problemi sembrano limitati, ma quando ad usare le app sono i bambini?

Farina sempre fresca e senza farfalline, è possibile liberarsi delle tarme alimentari

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Ci sono dei momenti in cui una donna è presa dallo sconforto: la scoperta della presenza di farfalline nella dispensa. Soprattutto quando sono presenti pasta, riso e farina e altri prodotti in grani, può capitare che si rovinino in un batter d’occhio. Ci sono però dei trucchi per avere sempre la farina fresca e liberarsi delle tarme alimentari. 

matrimonio tema viaggio idee

Matrimonio a tema viaggio, idee

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Il viaggio è una passione per molti. Ed è forse per questo che il matrimonio a tema viaggio resta uno dei più scelti e gettonati tra gli sposi degli ultimi anni. L’ispirazione può essere il viaggio di nozze, oppure i viaggi fatti insieme dalla coppia o ancora i luoghi più amati dagli sposi, quelli dove sognano di poter andare, in Italia o nel mondo. A seconda della vostra scelta potete anche optare per uno stile contemporaneo oppure per atmosfere vintage con cartine geografiche anticate, bussole, valige di pelle e mappamondi. Dalle partecipazioni di nozze fino alla torta nuziale, tutto dovrà parlare della vostra voglia di girare il mondo.

Le partecipazioni potranno essere delle imitazioni di un biglietto aereo, oppure di una cartolina postale spedita per via aerea. E nello stesso stile potrete confezionare i menu, i bigliettini delle bomboniere e i biglietti di ringraziamento.

Il vostro tableau mariage potrebbe essere una grande mappa del mondo su cui avrete disposto i tavoli degli ospiti. I segnaposto e i segnatavoli dovranno anch’essi ricordare il tema che avete scelto. L’idea più semplice può essere dare ad ogni tavolo il nome di una città che amate o che avete visitato e cercare di ricordare l’atmosfera di quel posto con i  fiori e le decorazioni. Nella gallery potete ammirare due idee simili ma in stile diverso, una più romantica e vintage e una più contemporanea in cui i profili dei monumenti importanti di ogni luogo sono ricordati con dei tratti in bianco e nero.

Se volete altre idee per un matrimonio a tema, vi suggeriamo:
>Matrimonio a tema cioccolato
>Matrimonio a tema Alice nel paese delle meraviglie
> Matrimonio in stile navy
> Matrimonio a tema anni 50
> Matrimonio a tema Star Wars
> Matrimonio a tema San Valentino

Photo Credit| Pinterest

anti-rape cloak abito anti stupro

Anti-Rape Cloak, l’abito anti-stupro

Anti-Rape Cloak

Il dibattito sulla donna oggetto, sulla sessualizzazione del corpo e sul messaggio che la comunicazione trasmette servendosene è più vivo che mai e l’ultima provocazione arriva dall’artista britannica Sarah Maple che ha presentato Anti-Rape Cloak, praticamente un abito anti-stupro.

Si tratta di un mantello nero, ampio e informe, con tanto di nome scritto a grandi lettere su fondo rosso proprio davanti. Lo scopo è quello di servirsi della satira per rispondere a chi ritiene che la scelta degli abiti da indossare possa avere una qualunque responsabilità sul terribile atto di violenza.

Sarah Maple non è nuova alle provocazioni, la sua produzione artistica ha spesso puntato ad accendere il dibattito intorno al corpo della donna e spiega con le sue stesse parole le intenzioni della nuova creazione:

“Mi ha sempre fatto molto arrabbiare l’idea che le donne vittime di stupro possano sentirsi in qualche modo responsabili per ciò che hanno deciso di indossare. Molte donne che conosco ci sono passate e non hanno mai denunciato, sono convinte che non sarebbero state credute. Leggendo Everyday Sexism di Laura Bates mi sono resa conto di quanto questo sentimento sia diffuso – a quante ragazze è stato detto che non sarebbe successo se non avessero indossato quella minigonna o se non avessero frequentato un certo posto.”

L’obiettivo dell’artista, fotogrando in giro per il mondo il suo Anti-Rape Cloak, è quello di incentivare il dibattito sull’eccesso di sessualizzazione delle donne e sull’idea della donna oggetto. E continua, dichiarando a Huffington Post:

“Raramente le donne vengono incoraggiate ad essere sexy. Dai media arriva continuamente un messaggio che punta sulla sessualità femminile ma se poi le donne si vestono in modo provocante, allora significa che se la cercano. È una contraddizione che mi fa infuriare. È ridicolo pensare che un po’ di carne esposta renda gli uomini animali senza controllo. È un’idea che svilisce sia gli uomini che le donne!”

Mango, look bohemian per la stagione a/i 2015-2016

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L’autunno è ormai iniziato ufficialmente da qualche giorno e molte di noi sono ancora alla ricerca del look perfetto per questa stagione e per i mesi più freddi. Oggi siamo qui per mostrarvi i suggerimenti firmati Mango secondo il quale il look boho-chic avrà la meglio durante la stagione a/i 2015-2016.

Max Mara Art Prize for Women, annunciate le cinque finaliste

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La Whitechapel Gallery, Collezione Maramotti e Max Mara hanno annunciato i nomi delle cinque artiste finaliste del sesto Max Mara Art Prize for Women durante un evento speciale che si è tenuto nella sede storica di Max Mara a Reggio Emilia, lo scorso 4 ottobre 2015. Le artiste finaliste sono Ruth Ewan, Ana Genovés, Emma Hart, Tania Kovats e Phoebe Unwin.

Le finaliste, che hanno realizzato installazioni, sculture e dipinti, sono state selezionate da una giuria presieduta da Iwona Blazwick OBE, Direttrice della Whitechapel Gallery, e composta da Fiona Bradley, Direttrice della Fruitmarket Gallery di Edinburgo; Sarah Elson, collezionista e fondatrice di Launch Pad, che commissiona e sostiene artiste emergenti; Helen Sumpter, critica e giornalista di Art Review; Alison Wilding, artista e membro della Royal Academy.

Il Max Mara Art Prize for Women è stato istituito da Whitechapel Gallery e Max Mara Fashion Group nel 2005.  La  finalità è la promozione e valorizzazione di artiste che operano nel Regno Unito e non hanno ancora esposto le loro opere in una mostra antologica personale. E’ l’unico premio di arti visive di questo genere nel Regno Unito.

Alla vincitrice, il cui nome sarà annunciato agli inizi del 2016, verrà assegnato un periodo di residenza di sei mesi in Italia, organizzato specificamente in base alla sua pratica e ricerca artistica. Nel 2017, il lavoro della vincitrice sarà presentato in un’importante mostra personale alla Whitechapel Gallery e successivamente alla Collezione Maramotti in Italia.

Le artiste finaliste del Max Mara Art Prize for Women 2015-17 :

Ruth Ewan (n. 1980, Aberdeen)
La pratica artistica di Ewan comprende installazioni, materiale stampato ed eventi. I suoi campi d’interesse sono connessi a storie radicali, politiche e utopiche, da cui attinge tramite un’attenta ricerca e collaborazioni con gruppi diversi – storici, archeologi, orticultori, musicisti, maghi e fornai. Per la sua mostra del 2015 Back to the Fields al Camden Arts Centre di Londra, ha creato una visualizzazione di vita vera del ‘Calendario repubblicano francese’, in un’importante installazione che comprendeva flora e fauna, animali vivi e una tana di lontra di dimensione reale. Dopo la rivoluzione francese, il calendario fu sviluppato su commissione statale da artisti francesi, rinominando i giorni e i mesi dell’anno in relazione agli elementi del mondo naturale, nel tentativo di liberare la Francia da influenze religiose e monarchiche.

Ana Genovés (n. 1969, Madrid)
Genovés impiega fotografie di costruzioni pubbliche, ostacoli e servizi raccolti online, offline e durante i suoi viaggi come referenze per il suo lavoro. Interessata in particolar modo a oggetti e spazi trascurati,  l’artista li ripropone in opere che sottolineano la natura incerta della netta geometria del mondo che ci circonda. La sua recente mostra presso la Standpoint Gallery di Londra ha presentato una selezione di opere site-specific, tra cui Concrete stage and partition wall (2014) che seguendo le particolarità architettoniche della galleria – dal pavimento rialzato di un ex ufficio alle finte pareti – provocava un’ambigua relazione tra lo spettatore e lo spazio stesso.

Emma Hart (n. 1974, Londra)
Hart combina ceramica, video, fotografia e suono. Si interessa al modo in cui le esperienze reali vengono erroneamente rappresentate, quando sono catturate dalla macchina fotografica, veicolando ansie, imbarazzi e autobiografia nel proprio lavoro. L’artista allestisce fotografie e proiezioni video su forme grezze di argilla o impiega cermiche in scala maggiore rispetto alle dimensioni reali all’interno di accurate installazioni che saturano i sensi. Giving It All That (2014), la sua opera più recente per la Folkestone Triennial, è stata installata in un appartamento in disuso, con l’intento di sottoporre il visitatore a diverse forme di pressione sociale. In uno spazio connotato da versamenti e sudore, lunghi arti rosa offrono recipienti d’argilla su vassoi decorati con fotografie raccapriccianti, mentre occhi riflessi su blocknote in ceramica controllano la stanza.

Tania Kovats (n. 1966, Brighton)
Kovats realizza sculture, installazioni su larga scala e opere basate sul tempo che esplorano la nostra comprensione del paesaggio e il modo in cui relazioniamo ad esso. Conosciuta per le sue grandi opere negli spazi pubblici, ha prodotto la prima installazione d’arte permanente del Natural History Museum, Tree, nel 2009. Per celebrare i 200 anni dalla nascita di Charles Darwin, l’opera commissionata si è ispirata a un semplice diagramma tracciato sul suo quaderno d’appunti dopo il viaggio sul Beagle. Per un suo recente lavoro, Rivers (2012), installato nei terreni del Jupiter Artland Sculpture Park in Scozia, Kovats ha raccolto l’acqua di un centinaio di fiumi delle Isole britanniche e inserito i flaconi che la contenevano in una rimessa per barche appositamente costruita.

Phoebe Unwin (n. 1979, Cambridge)
Unwin è una pittrice che sperimenta con una grande varietà di materiali che includono inchiostro di china, vernici a spruzzo, colori acrilici e a olio. L’artista non parte da fotografie, ma spesso crea i suoi lavori traendoli dalla memoria o da blocchi da disegno che servono da quaderni visivi delle sue esperienze quotidiane. Le sue opere, che abbinano composizioni astratte di colori ad acqua, elementi di ritratti e nature morte minimali, comprendono Aeroplane Meal (2008), che presenta la forma riconoscibile di un vassoio in plastica reso piatto  con colore spray, disposto su uno sfondo stratificato che ricorda un tappeto fantasia o un paesaggio visto dall’alto.

Nobel Medicina 2015 a Youyou Tu, 12esima donna a vincere

Nobel Medicina

Il Premio Nobel per la Medicina 2015 va alla scienziata cinese Youyou Tu, dodicesima donna a ricevere questo prezioso riconoscimento: insieme a lei vincono anche William C. Campbell e Satoshi Omura. Determinante, ai fini del trionfo della cinese, è stata la scoperta dell’artemisina, utile per la cura della malaria. William C. Campbell e Satoshi Omura hanno invece messo a punto importanti terapie per la cura di alcune infezioni da parassiti molto frequenti nel Terzo Mondo. Ma quali sono tutte le donne che, negli anni, hanno vinto il Nobel per la Medicina?

La mamma può mettere pace ai litigi tra fratelli? 3 consigli utili

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Immaginatevi al mattino mentre il figlio piccolo prova a svegliare con qualche sberla il più grande. E poi viene picchiato a ragione dal grande. E inizia una baruffa di quelle che si placano soltanto al secondo strillo. Ma immaginate anche i loro litigi da grandi per cose più importanti. Pensate di poter gestire questo momento?