100 donne straordinarie

100 donne straordinarie per un libro di favole moderne

100 donne straordinarie

E se le eroine a cui ispirarsri non fossero più le principesse delle fiabe classiche ma 100 donne straordinarie che hanno cambiato il mondo? Solo loro più di molti personaggi delle favole, ormai anacronistici, a diventare l’esempio delle future generazioni. Ma anche di tutte noi.

Nasce così il progetto di un libro di favole moderne lanciato su Kickstarter Timbuktu Labs, una start-up che è già riuscita a raccogliere il triplo dei fondi necessari per lanciare l’idea trasformandola in realtà.

Non più favole che raccontano di principesse salvate da spaventosi draghi o cupe torri da splendenti principi su un cavallo bianco ma donne vere che hanno fatto qualcosa di grande, ciascuna nel proprio campo, diventando ispirazione per le bambine di oggi che nella scarpetta di cristallo capace di cambiare la vita ad una ragazza non credono più.

D’altronde ormai da tempo anche la Disney ha aggiornato le proprie principesse rendendole non fanciulle da salvare ma eroine indipendenti e forti, capaci di salvarsi da sole. Nessuna negazione della tradizione, quindi, solo la volontà di aggiornarsi proponendo modelli diversi e in linea i tempi in cui viviamo.

Il libro che nasce da questa idea si intitola “Good Night Stories for Rebel Girls” e contiene 100 storie illustrate da altrettante artiste che raccontano la vita di donne straordinarie eppure normali, reali. La campagna è stata lanciata lo scorso 27 Aprile ma è già ben oltre l’obiettivi inziale, stabilito in 40 mila dollari.

Tra le donne che sono state scelte per il nuovo libro di favole ci sono tra le altre scienziate, sportive, danzatrici, pittrici e astronaute, tutte diverse e tutte con qualcosa in comune, la voglia di arrivare lontano. Da Frida Kahlo alla regina Elisabetta I passando per Serena Williams, ciascuna di loro ha compiuto una grande impresa, ha fatto della propria vita un esempio. A loro oggi ci ispiriamo, con buona pace di Biancaneve e Cenerentola.

donne arabe

Le donne arabe e il contratto di matrimonio

donne arabe

Un piccolo ma significativo passo è stato compiuto in Arabia Saudita dove le donne solo da poco hanno potuto essere elette nel corso delle votazioni. Adesso potranno avere anche una copia del contratto di matrimonio e dire la propria, un diritto finora precluso e riservato solo agli uomini.

Le discriminazioni esistenti sono ancora tante e si è ancora ben lungi dal raggiungimento della parità, ma passo dopo passo si sta percorrendo una via che, pur irta di ostacoli, sembra condurre nella direzione di un maggiore riconoscimento di diritti basilari delle donne.

Il ministero della Giustizia del paese ha emesso una recente direttiva che permette alle donne di leggere e approvare il contratto di matrimonio prima delle nozze. Considerando che nei paesi arabi i matrimoni sono un affare commerciale tra famiglie prima ancora che una faccenda d’amore, è un passo avanti importante.

Le donne arabe sono così coinvolte direttamente nella stesura del contratto matrimoniale finora di esclusivo appannaggio maschile. Quanto poi questo coinvolgimento sia attivo è tutto da vedere, naturalmente. Le pressioni che le donne subiscono relativamente al matrimonio, deciso e gestito dagli uomini, sono fortissime e radicate.

Grazie a questo nuovo diritto, tuttavia, le donne potranno dimostrare la validità del matrimonio quando necessario, per esempio in caso di eredità, oltre ad una serie di diritti sanciti nel contratto quali per esempio la possibilità di lavorare e mantenersi nel caso in cui la donna rimanga vedova. Un punto importante visto che in Arabia Saudita le donne vedove spesso restano schiave della famiglia del marito in caso di morte di quest’ultimo. Ciò dovrebbe aiutare dunque a risolvere una serie di controversie, se non a garantire effettivamente diritti estesi.

Questa riforma si inserisce in un processo di modernizzazione più ampio che sta interessando la società saudita ma che è comunque gestito dalla monarchia con forti pressioni dell’ortodossia wahhabita e dunque molto lento e limitato ad aree ristrette della società, specialmente per ciò che riguarda le libertà delle donne.

Photo Credits | Kamil Macniak / Shutterstock.com

Il 60% delle donne sono soddisfatte della loro città

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Un’indagine sulle donne e sulle mamme in particolare, ha rivelato che 6 su 10 delle intervistate è soddisfatta delle condizioni di vita della città di residenza. Il gradimento è elevato anche se soltanto il 15% delle madri esprime una estrema soddisfazione.

mostra undressed

Mostra Undressed, la storia della lingerie

mostra undressed

Va in scena al Victoria & Albert Museum di Londra la mostra Undressed: a brief history of underwear che ci accompagna attraverso i secoli alla scoperta della storia della lingerie. Aperta fino al prossimo 12 Marzo 2017, è un interessante tuffo nel passato per capire come si è evoluta la biancheria intima al femminile dal 1750 ai giorni nostri.

Non solo capi di abbigliamento ma veri e proprio strumenti di seduzione, corsetti e giarrettiere sono stati protagonisti della storia benché destinati a restare nascosti sotto gli abiti, almeno per molti secoli. Oggi che la lingerie spesso si porta a vista, è con tenerezza che guardiamo alle ben più pudiche eppure sempre vezzose soluzioni d’altri tempi.

Tra i pezzi esposti in mostra c’è anche qualche esemplare molto particolare come un’enorme foglia di fico in gesso che la regina Vittoria fece realizzare per coprire le pudenda della sua copia del David di Michelangelo. La ricevette in dono da quello sfacciato di Leopoldo II d’Asburgo-Lorena, Granduca di Toscana, che non si premurò di preoccuparsi dei fragili nervi vittoriani rispetto a certe scandalose per quanto artistiche nudità.

Pezzo dopo pezzo, dalle gabbie sottogonna ai corsetti per strizzare i vitini più sottili, si arriva fino al 1989 con un un paio di leggings di Vivienne Westeood che li decorò con una foglia di fico dorata. Perfetto controcanto alla foglia di fico di gesso indossata dalla statua della regina. Non mancano però neanche le proposte più tecnologiche degli ultimi anni realizzate con tessuti avveniristici.

La mostra è un lungo viaggio tra crinoline, bustier, reggiseni e persino pancere a dimostrare quanto si teneva e si tiene tuttora alla bellezza e alla silhouette e come questa ricerca di perfezione si sia via via conciliata o scontrata con la moralità di ciascuna epoca.

Problemi di cuore: donne a rischio ma sempre più forti

cuore

L’allarme è relativo alla fragilità dell’apparato cardiovascolatorio del gentil sesso. Non stiamo infatti menzionando i problemi di cuore amori ma i problemi legati alla salute del cuore femminile. Una ricerca riportata da Internazionale riporta l’allarme in primo piano. 

Poetesse

Poetesse, la poesia al femminile al MIC di Milano

Poetesse

Poetesse che hanno vissuto la loro vita al margine oppure al massimo, attraversando con dolore ed esaltazione la passione, la bellezza, anche le brutture del mondo e lo hanno poi raccontato con versi vibranti, dolenti, luminosi o ombrosi: sono le protagoniste di una bella rassegna organizzata dal 3 al 19 Maggio al Museo Interattivo del Cinema di Milano.

La kermesse cinematografica racconta alcune delle poetesse più influenti della poesia internazionale con un’attenzione particolare alla figura, quasi dimenticata, di Antonia Pozzi. A lei è dedicata la proiezione del 6 Maggio alla quale sarà presente anche il regista per un dibattito con il pubblico in sala.

Ad aprire la rassegna saà la biopic su Sylvia Plath, anima tormentata e suicida. Ad Antonia Pozzi sono dedicati un film ma anche un documentario presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Un altro documentario ci accompagna attraverso la vita irta di difficoltà di Alda Merini con filmati e immagini di repertorio e viste dei Navigli, dove la poetessa visse.

Da non perdere l’appuntamento con il film Poetry, un dolente e intenso racconto sulla ricerca della bellezza di una badante ammalata di Alzheimer che trova rifugio nella poesia. Tutti gli incontri della manifestazione a seguire.

Martedì 3 maggio
h 17.00 Sylvia
Christine Jeffs, UK, 2003, 110’ con Gwyneth Paltrow e Daniel Craig.
La storia della relazione tra il poeta Ted Hughes e la poetessa Sylvia Plath.

Mercoledì 4 maggio
h 17.00 Antonia
Ferdinando Cito Filomarino, Italia, 2015, 96’ con Linda Caridi e Filippo Dini.
Ritratto della poetessa Antonia Pozzi, vissuta a Milano durante il ventennio fascista e morta suicida nel 1938 a 26 anni.

Giovedì 5 maggio
h 15.00 Poesia che mi guardi
Marina Spada, Italia, 2009, 57’
Una rivisitazione dell’opera di Antonia Pozzi attraverso la lettura di alcuni suoi testi, di home- movies che la ritraggono in scene di vita quotidiana e di fotografie in bianco e nero.

Venerdì 6 maggio
h 19.00 Antonia
Ferdinando Cito Filomarino, Italia, 2015, 96’ con Linda Caridi e Filippo Dini. Replica
Presente in sala il regista Ferdinando Cito Filomarino

Sabato 7 maggio
h 17.00 La pazza della porta accanto
Antonietta De Lillo, Italia, 2013, 52’.
Un intenso (auto)ritratto di Alda Merini.

Domenica 8 maggio
h 17.00 Antonia
Ferdinando Cito Filomarino, Italia, 2015, 96’ con Linda Caridi e Filippo Dini. Replica

h 19.00 Poetry
Chang-Dong Lee, Corea del sud, 2010, 134’ con Yoon Jeong-hee e Da-wit Lee.
Una storia profonda di una donna anziana in cerca della poesia nella sua vita.

Martedì 10 maggio
h 17.00 Amelia Rosselli… e l’assillo è rima
Rosaria Lo Russo e Stella Savino, Italia, 2005, 53’
Il racconto della vita di Amelia Rosselli, una delle più grandi e originali voci della poesia italiana.

Mercoledì 11 maggio
h 15 La pazza della porta accanto
Antonietta De Lillo, Italia, 2013, 52’.
Replica

h 17.00 Antonia
Ferdinando Cito Filomarino, Italia, 2015, 96’ con Linda Caridi e Filippo Dini. Replica

Venerdì 13 maggio
h 17.15 Antonia
Ferdinando Cito Filomarino, Italia, 2015, 96’ con Linda Caridi e Filippo Dini. Replica

h 19.00 Sylvia
Christine Jeffs, UK, 2003, 110’ con Gwyneth Paltrow e Daniel Craig. Replica

Sabato 14 maggio
h 17.15 Poetry
Chang-Dong Lee, Corea del sud, 2010, 134’ con Yoon Jeong-hee e Da-wit Lee. Replica

Domenica 15 maggio
h 17.00 Antonia
Ferdinando Cito Filomarino, Italia, 2015, 96’ con Linda Caridi e Filippo Dini. Replica

Martedì 17 maggio
h 17.00 Amelia Rosselli…e l’assillo è rima
Rosaria Lo Russo e Stella Savino, Italia, 2005, 53’. Replica

Giovedì 19 maggio
h 15.00 La pazza della porta accanto
Antonietta De Lillo, Italia, 2013, 52’. Replica

codice rosa al pronto soccorso di terni

Codice Rosa al Pronto Soccorso di Terni per le donne vittime di violenza

codice rosa al pronto soccorso di terni

Nasce il Codice Rosa al Pronto Soccorso di Terni, un nuovo servizio dedicato alle donne vittime di violenza che si rivolgono all’ospedale per ricevere aiuto e sostegno. Si tratta di un’iniziativa realizzata insieme all’associazione Soroptimist international club.

L’associazione, attiva in città, ha partecipato all’allestimento della speciale stanza Codice Rosa dove si accoglieranno le donne vittime di violenza per fornire le prime cure e l’assistenza necessaria, sia medica che legale, in completa privacy e sicurezza.

La creazione di un ambiente protetto è stata considerata necessaria per gestire casi tanto delicati quali quelli della violenza subita da donne che troppo spesso non se la sentono di denunciare o addirittura temono altri abusi nel periodo di attesa al pronto soccorso, sia fisici che psicologici.

Il direttore del pronto soccorso Giorgio Parisi ha spiegato questa scelta parlando della creazione di uno speciale protocollo condiviso dal personale sanitario e dedicato esplicitamente all’assistenza delle donne che si rivolgono al Codice Rosa per ottenere aiuto e prima assistenza.

Gli operatori sono già stati addestrati, con la collaborazione del centro antiviolenza Liberetutte di Terni. Sono dunque già pronti ad intervenire con tempestività ed efficacia, coinvolgendo sia le forze dell’ordine che le strutture di sostegno sul territorio per garantire la massima tutela alle vittime.

È una iniziativa virtuosa che ci piacerebbe vedere anche in altri ospedali in tutta Italia dal momento che spesso è a queste strutture che una donna che ha subito violenza si rivolge in prima battuta. Non sempre però gli ospedali, specialmente gli affollati punti di primo soccorso, sono in grado di gestire casi tanto delicati senza una preparazione specifica e strutture adeguate. Bastano una stanza e, cosa più importante di tutte, attenzione al problema.

Photo Credits | luisrsphoto / Shutterstock.com

Addio a Prince, l’artista muore a 57 anni

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Aveva solo 57 anni Prince, quando è stato trovato privo di vita nella sua tenuta di Paisley Parks in Minnesota, la sua terra natale. A lanciare la notizia per primo è stato il sito TMZ, inizialmente si è pensato – o meglio sperato – che fosse una bufala ma poi è stata confermata.