Il Pianeta dei Calzini spaiati, il primo cortometraggio di Emiliano Pepe e La Pina

 

La Pina Giffoni

Lo scorso 27 Luglio è stato presentato al Giffoni Experience Il Pianeta dei calzini spaiati, il primo cortometraggio diretto da Emiliano Pepe e adattamento cinematografico dell’omonimo libro, di cui è autrice La Pina.

Partendo dalla metafora dei calzini spaiati, la Pina racconta di un pianeta in cui i calzini soli sono scappati per trovare l’amore, senza il peso di dover trascorrere la vita con chi non si è scelto. Un pianeta libero dove un calzino a pois può sposarsi con un gambaletto, e una parigina gira a braccetto con un calzino corto o di spugna.

Il Pianeta dei Calzini Spaiati è una favola che permette di affrontare, con un linguaggio divertente e mai scontato, temi attuali come il rispetto per le diversità e i matrimoni omosessuali. La possibilità di trattare questi temi sin dalla tenera età potrebbe essere un’ottima soluzione per arginare una delle più dolorose piaghe sociali del nostro Paese: l’omofobia (basta pensare che un recente sondaggio dell’Unione Europea ha condannato l’Italia proprio perché ritenuto il Paese più intollerante del Vecchio Continente).

Come tutti i progetti de La Pina, anche i proventi di questo libro sono devoluti a Sos Villaggi dei Bambini, un’organizzazione internazionale privata, apolitica e aconfessionale, impegnata da più di 60 anni nella promozione di programmi di prevenzione all’abbandono e al rafforzamento familiare in Italia e altri 132 Paesi, ma soprattutto nell’ accoglienza di bambini senza cure familiari o allontanati momentaneamente dalle famiglie (sito: sositalia.it).

Per la visione del cortometraggio diretto da Emiliano Pepe potete visitare il sito di Radio Deejay , radiodeejay.it/news.

Copertina del Libro Il Pianeta dei Calzini Spaiati

 Copertina-Pina

 Foto| Giffoni Facebook , Tuttasbagliata.com

Italia, settimo paese al mondo per interventi di chirurgia e medicina estetica

interventiChirurgia estetica mon amour: in Italia è boom di ritocchi e ritocchini tanto da piazzarsi al settimo posto nella classifica mondiale di Paesi per numero di interventi di chirurgia e medicina estetica. Qualche numero? Solo nel 2013 si sono registrati 192.576 interventi, pari all’1.6% del totale a livello mondiale secondo i dati di un sondaggio condotto dalla International society of aesthetic plastic surgery (Isaps), la più importante associazione mondiale di chirurghi plastici estetici, circa l’incidenza di trattamenti chirurgici e non chirurgici effettuati nel corso dell’ultimo anno. 

La depilazione non deve essere un obbligo per le donne

Si chiama “Hairy legs club” ed è un gruppo di ragazze che hanno deciso di combattere lo stereotipo della donna sempre in tiro, curata in ogni dettaglio, depilata senza nemmeno un benché minimo margine d’errore. Tutte d’accordo, insomma, con il vecchio adagio “la donna barbuta, sempre piaciuta” anche se poi, invece della barba, qui si parla di peluria delle gambe, dell’inguine e delle ascelle.

La Convenzione di Instanbul applicata dal 1° agosto

La Convenzione di Instanbul entra in vigore dal primo agosto 2014 e molte donne chiedono che sia applicata realmente anche nel nostro Paese. Si tratta infatti di una normativa cruciale per le donne che hanno deciso di mettere fine alla violenza subita.

Omofobia, l’Italia è il paese peggiore di Europa

omofobia

L’omofobia è, purtroppo, ancora un tema molto discusso in Italia e a confermare questo fatto c’è anche un interessante sondaggio portato avanti dall’Unione Europea dal quale si evince che il nostro paese è quello in cui ancora oggi si è più indietro rispetto al caldo tema della libertà sessuale.

Cani abbandonati, ecco cosa fare durante il primo soccorso

cani abbandonati

Sono oltre sessantamila i cani abbandonati o lasciati nei canili e nei rifugi italiani nel corso del 2013, con un incremento di circa il 30% rispetto agli anni precedenti, secondo quanto riportato dalla Lega Nazionale per la difesa del Cane.Tra le vittime di questo comportamento scellerato ci sono anche pesci, tartarughe, criceti e pappagalli.

Nonostante le numerose campagne pubblicitarie finalizzate a contrastare questo fenomeno e l’attenzione sempre maggiore da parte dei media, non è si è ridotta la percentuale degli abbandoni estivi.

Ma come bisogna comportarsi se troviamo un animale, per esempio un cane, abbandonato?

Il cane abbandonato, secondo quanto spiegato dalla Lega nazionale per la difesa del Cane, è spaesato e si muove in modo confuso. Bisogna avvicinarsi sempre con cautela all’animale senza spaventarlo ulteriormente, perché potrebbe avere una reazione aggressiva. Un ottimo modo per conquistare la sua fiducia è l’offerta di acqua e cibo.

La prima azione da compiere è la richiesta di intervento della Polizia Locale, che una volta giunta sul posto, verificherà le condizioni dell’animale e la presenza del microchip. Sarà compito della polizia condurre l’animale in un canile convenzionato. Trascorsi dieci giorni senza il riconoscimento di un proprietario, sarà possibile adottare la piccola vittima.

Nel caso in cui si ha di fronte un animale abbandonato e ferito, bisogna sempre richiedere l’intervento della Polizia Locale che provvederà a chiamare subito il Servizio Veterinario Asl competente territorialmente o il medico veterinario, tenuto a fornire assistenza 24 ore su 24. Se la vittima dell’abbandono richiede un soccorso “difficile” – cunicolo, albero o tetto – sarà necessario chiamare i vigili del fuoco al numero 115.

Infine, è possibile anche che la vittima sia stata abbandonata e maltrattata. In questo caso è necessario recuperare il maggior numero di prove (foto, video e testimonianze) e denunciare il maltrattamento presso una forza di Polizia.

Bisogna ricordare che l’abbandono di animali è un reato secondo l’articolo 727 del Codice Penale.

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

Chi assiste a un abbandono deve denunciarlo alle autorità giudiziarie. Nel caso in cui non sia possibile risalire all’identità dei colpevoli, bisogna salvare le piccole vittime con delle semplici azioni e un po’ di buonsenso. Foto| Thinkstock

Dipendenza da cellulare, a soffrirne sono soprattutto le donne

donna che parla al telefono

La dipendenza da cellulare è considerata una patologia a tutti gli effetti, oltretutto anche in forte espansione: sono sempre di più, infatti, le persone che non riescono a staccarsi dal proprio telefonino e che, in qualsiasi momento, se lo portano dietro nemmeno fosse un figlioletto da accudire.