Emma Watson, il discorso sul femminismo tenuto all’ONU

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Tutti parlano del discorso che Emma Watson ha tenuto all’ONU per il lancio della campagna He for She, progetto contro le discriminazioni di ogni genere. L’attrice, che solo pochi mesi fa era stata nominata goodwill ambassodor, ha tenuto un discorso appassionato dove invitava gli uomini a fermare l’ineguaglianza tra i sessi, con molti riferimenti alla sua vita privata e professionale.

Dopo la recente laurea in Letteratura Inglese presso la Brown University, una nuova nota di merito si aggiunge alla lunga lista della Watson, un vero e proprio modello per i giovani.

Quando avevo 8 anni, ero confusa dal fatto che mi definissero una prepotente perché volevo dirigere la recita per i nostri genitori: ma ai maschi non succedeva. Quando avevo 14 anni ho cominciato a essere trattata come un oggetto sessuale da alcuni media. Quando avevo 15 anni le mie amiche hanno cominciato a lasciare le squadre degli sport che amavano perché non volevano diventare muscolose. Quando avevo 18 anni i miei amici non erano capaci di esprimere i loro sentimenti. Ho deciso di diventare femminista e la cosa non mi sembrava complicata. Ma le mie ricerche più recenti mi hanno fatto scoprire che “femminismo” è diventata una parola impopolare. Le donne si rifiutano di identificarsi come femministe. A quanto pare sono considerata una di quelle donne le cui parole sono percepite come troppo forti, troppo aggressive contro gli uomini, persino non attraenti. Perché questa parola è diventata così scomoda?

Foto| tressugar.com

Il discorso integrale di Emma Watson all’ONU (sub ita)

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Henri Cartier-Bresson, la mostra retrospettiva del Centre Pompidou di Parigi arriva a Roma

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Lo scorso 25 settembre si è tenuta a Roma l’anteprima stampa della mostra retrospettiva Henri Cartier-Bresson, curata da Clément Chéroux (storico della fotografia e curatore del Centre Pompidou, Musée national d’art moderne) che sarà esposta presso il Museo dell’Ara Pacis dal 26 settembre 2014 al 25 gennaio 2015.

La grande esposizione, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, viene presentata a dieci anni esatti dalla morte di Henri Cartier-Bresson (1908 – 2004).

Come ha spiegato lo stesso Chéroux durante la conferenza stampa, l’ esposizione vuole essere una mostra retrospettiva su uno dei maggiori artisti del XX secolo, nonché uno dei più preziosi testimoni, tanto da essere giustamente soprannominato l’occhio del secolo.

Tutto questo è dipeso da diverse caratteristiche del fotografo francese: il genio della composizione, la straordinaria intuizione visiva e la capacità di cogliere al volo i momenti più fugaci e significativi. Lungo tutta la sua carriera, percorrendo il mondo e posando lo sguardo sui grandi momenti della Storia, Cartier-Bresson è riuscito sempre a unire la poesia alla potenza della testimonianza. Dal Surrealismo alla Guerra Fredda, dalla Guerra Civile Spagnola alla seconda Guerra Mondiale e alla decolonizzazione, Cartier-Bresson è stato uno dei grandi testimoni della nostra Storia.

Come sottolineato più volte dallo storico Chéroux, è la prima volta che viene presentata una mostra su Cartier-Bresson adottando un nuovo criterio metodologico: quello cronologico. Finora si era sempre fatto affidamento su una distribuzione “geografica” delle stampe di Bresson; nell’esposizione curata da Chéroux si è cercato, invece, di dar risalto alla cronologia – quindi alla Storia- che, scatto dopo scatto, influenzava l’artista. Tutto questo è servito a mettere in luce la frammentarietà armonica che ha contraddistinto il suo percorso artistico, che fino ad oggi non riusciva ad emergere nelle esposizioni a lui dedicate.

I tre macro periodi, esposti secondo l’ordine cronologico, sono:

1. dal 1926 al 1935, nel quale Cartier-Bresson frequenta i surrealisti, compie i primi passi nella fotografia (la sua prima passione è stata il disegno) e intraprende i primi viaggi;

2. dal 1936 al 1946, è quello dell’ impegno politico, del lavoro per la stampa comunista e dell’esperienza del cinema (realizzerà un film sulla Guerra in Spagna e altre pellicole come assistente regista di Jean Renoir);

3.  dal 1947 al 1970, che va dalla creazione della prestigiosa agenzia Magnum Photos fino al suo abbandono del reportage, dove tornerà a coltivare la passione per il disegno (significativi i numerosi autoritratti).

La mostra propone, quindi, una nuova lettura dell’immenso corpus di immagini che Cartier- Bresson ci ha lasciato. Sono esposte oltre 500 opere tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo così le più importanti icone ma anche le immagini meno note del maestro.

L’occhio del Secolo, 4 percorsi per visitare la mostra di Cartier-Bresson a Roma

Il percorso della mostra prevede anche 4 tipologie diverse di visita guidata, 4 percorsi storico-iconografici per comprendere i diversi aspetti dell’opera di Cartier-Bresson.

1. Venerdì 24 Ottobre ore 19.00 “ La fotografia come racconto del quotidiano”;

2. Venerdì 7 Novembre ore 19.00 “La fotografia di guerra”;

3. Venerdì 21 Novembre ore 19.00 “ La fotografia e il ritratto”;

4. Venerdì 12 Dicembre ore 19.00 “La fotografia e il viaggio”.

Per ulteriori info su Orari e Biglietteria, potete visitare il sito Arapacis.

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Foto | Magnum Photos-Courtesy Fondation

Una folle passione, nuovo film con la coppia Jennifer Lawrence e Bradley Cooper

 

 

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Il 30 ottobre uscirà nelle sale, con Eagle Pictures, Una folle passione (Serena) diretto dalla regista Premio Oscar Susanne Bier (In un mondo migliore, 2011) che vede il ritorno sul grande schermo dell’amatissima coppia Jennifer Lawrence e Bradley Cooper (Il Lato Positivo – 2012 ed American Hustle – 2013).

Una folle passione, tratto dal romanzo Serena di Ron Rash ed edito in Italia da Salani, è la storia di un amore talmente forte che col tempo si trasforma in una vera e propria ossessione. Ambientato nel 1929, in piena depressione, il film racconta la storia di George Pemberton (Bradley Cooper) e Serena (Jennifer Lawrence), coppia di neosposi che si sono trasferiti nel North Caroline insieme al figlio di George, avuto da una precedente relazione. Entrambi bramano il successo attraverso la loro impresa di legname, al punto di uccidere chiunque ostacoli questo sogno.

Adattato per il grande schermo dallo sceneggiatore Christopher Kyle e destinato inizialmente a Darren Aronofsky, il cast gode anche della partecipazione di Rhys Ifans, Toby Jones, David Dencik, Sean Harris e Ana Ularu.

Trailer di Una folle passione (Serena)
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It’s on Us , la campagna di Obama contro le violenze sessuali

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Siamo qui oggi per cambiare la nostra cultura e fare in modo di prevenire le violenze. La nostra società non considera ancora a sufficienza il valore delle donne. Ancora non condanniamo le violenze sessuali a voce alta come dovremmo. Da noi dipende il rifiuto della tolleranza silenziosa di questi crimini, da noi dipende il rifiuto di accettare qualcosa che è inaccettabile. Il successo della nostra nazione dipende da quanto valutiamo e difendiamo i diritti delle donne e delle ragazze.

Queste le parole del presidente Obama durante la presentazione alla Casa Bianca di It’ s on Us, la campagna contro le violenze sessuali che ha già raccolto il consenso di oltre 200 college in tutti gli Stati Uniti, incluso il plauso della commissione che sostiene donne e uomini contro gli abusi sessuali. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica ad un intervento immediato e preventivo quando si ha la sensazione che una violenza si stia per compiere.

Per promuovere la campagna It’s on Us, la Casa Bianca ha coinvolto diverse celebrità, come gli attori Kerry Washington (Scandal), Jon Hamm (Mad Men) e Connie Britton (Nashville), protagonisti di un video in cui l’appello finale è proprio del presidente Obama.

Foto| It’s on Us

It’s on Us : Sexual Assault PSA

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FRIENDS, 20 anni fa il primo episodio

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Oggi una tra le serie tv più appassionanti di tutti i tempi, una tra le prima ad aver avuto il merito di tenere milioni di persone incollate al televisore, compie 20 anni. Stiamo parlando di FRIENDS, il serial che per ben 10 anni ha coinvolto il mondo intero nelle vicende, sentimentali e non, di Rachel, Monica, Ross, Chandler, Phoebe e Joey.

Steller, un’app per raccontare le tue emozioni

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Abbiamo imparato a rapportarci quotidianamente con i social network. Siamo partiti da Facebook, semplice ed intuitivo, siamo passati a Twitter, rapido e coinciso, abbiamo conosciuto Instagram dedicato alla fotografia e al piacere di osservare e siamo giunti fino a Reclog che ha unito immagini e suoni. Oggi una nuova app per iPhone vuole raccontare i nostri pensieri e le nostre emozioni, ma in maniera nuova.

Man Ray, arriva in Italia la mostra dedicata all’icona Dada

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(Noire et blanche, Man Ray)

Dal 13 settembre all’11 gennaio 2015 Villa Manin (Passariano di Codroipo – Udine) ospita una mostra dedicata a Man Ray, autore di alcune delle opere più celebri del XX secolo.

A cura di Guido Comis e Antonio Giusa, la mostra illustra la straordinaria inventiva del fotografo, pittore e autore di film sperimentali, attraverso più di trecento delle opere presenti che permettono di narrare la sua lunga e straordinaria carriera divisa tra Europa e America.

Il vero nome di Man Ray era Emmanuel Radnitsky, figlio di immigrati russi di origine ebraica. Prima della fotografia, la sua vera passione era stata la pittura, influenzata dall’incontro con l’avanguardia americana. Nel 1921, Emmanuel arriva a Parigi, dove l’amico Marcel Duchamp lo introduce nell’ambiente dadaista e il suo nome cambierà in Man Ray (uomo raggio), adeguandosi all’immaginario dell’avanguardia parigina. “Non esiste essere avanti rispetto ai tempi: i tempi sono sempre indietro“, sarà il suo motto. Nascono così il metronomo e i rayograph, una scoperta casuale che lo porterà alla notorietà in tutto il mondo. Man Ray riuscirà a fotografare l’anima delle cose senza usare la macchina fotografica, posizionando l’oggetto tra la fonte luminosa e la carta sensibile.

Nel 1924 nasce ufficialmente il surrealismo e proprio Man Ray sarà considerato il primo fotografo surrealista. La sua creatività, però, si esprime anche nei film sperimentali girati in quegli anni: Retour à la raison, Emak Bakia, Les Mystères du Chateau du dé, Etoile de mer, oggi considerati fra i capolavori della cinematografia surrealista.

Durante il periodo di apertura della mostra a Villa Manin sono in programma le proiezioni dei film Retour à la raison, Emak Bakia e Etoile de mer con le musiche originali composte da Teho Teardo.

Foto | Man Ray Wikipedia

Info | Villa Manin

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Le violon d’Ingres

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Indestructible Object (or Object to Be Destroyed)

Emma Watson e la campagna HeforShe, l’attrice come Goodwill Ambassador delle Nazioni Unite in Uruguay

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Dopo Angelina Jolie che lotta da anni come ambasciatrice delle Nazioni Unite per i rifugiati e le vittime di guerra, è la volta della ventiquattrenne Emma Watson.

L’attrice, una delle più giovani e acclamate di Hollywood, ha partecipato in Uruguay al suo primo impegno ufficiale come ambasciatrice di buona volontà: la presentazione di HeforShe , la campagna contro la discriminazione di ogni genere.

Accolta a Montevideo dal vicepresidente dell’Uruguay Ángel Astori Saragosa, la star britannica ha preso parola per evidenziare l’importante ruolo politico della donna, offrendo tutto il suo sostegno alla petizione promossa dalle organizzazioni Cotidiano Mujer e Ciudadanías en Red y CNS Mujeres per richiedere al Parlamento uruguayano una legge sulle quote rosa, volta a garantire un’adeguata rappresentanza politica delle donne.

Dopo aver visto migliaia di giovani fan circondare il palazzo solo per vederla di persona, la bella ed emozionata Watson ha dichiarato:

Mi sono immensamente commossa nel vedere la partecipazione attiva di così tanti ragazzi fuori dal Parlamento. È per questo che sono venuta in Uruguay, per lavorare con le donne uruguaiane sfruttando la mia posizione. Voglio aiutare a fare luce su questi temi!

Foto | Marieclaire.co.uk