Attaccamento madre-figlio, le prime difficoltà nascono qui

L'importanza del rapporto madre-figlio può essere spiegata alla luce della teoria dell'attaccamento dello psicologo John Bowlby che divide 4 fasi il legame tra un bambino e la sua mamma

Un neonato, nelle sue prime ore e nelle sue prime settimane di vita ha un rapporto praticamente esclusivo con la mamma che si preoccupa di lui in tutto e per tutto. È proprio dal modo in cui si forma questa “coppia” che dipende molto del futuro emotivo del bambino.

Ad analizzare il rapporto madre-figlio ci ha pensato lo psicologo John Bowlby con la teoria dell’attaccamento. Prima di tutto si definisce l’attaccamento come la tendenza a cercare la vicinanza protettiva di un membro della propria specie – in questo caso la mamma – quando si è vulnerabili ai pericoli che l’ambiente presenta, sia per fatica, sia per dolore, sia per impotenza, sia per malattia.

Nelle prime settimane di vita e fino a circa 3 anni, la tendenza dei bambini all’attaccamento con la mamma è molto forte, soprattutto se avvertono un disagio o se si trovano di fronte ad alcune emozioni negative.

Il legame di attaccamento, secondo Bowlby, si sviluppa in quattro fasi:

1. Fino alle 8-12 settimane il bambino non riconosce le persone che lo circondano ma dall’odore e dalla voce riesce a riconoscere la madre; dopo questo periodo inizia a rispondere agli stimoli che arrivano da altri soggetti.

2. Fra il sesto e il settimo mese il bambino inizia ad avere atteggiamenti diversi in base alle persone che si trova di fronte, in pratica diventa selettivo nelle sue relazioni.

3. Intorno al nono mese il bambino ha un atteggiamento con chi si occupa di lui molto più strutturato, ha il desiderio di esplorare l’ambiente che lo circonda ma ha bisogno che la madre sia presente.

4. Fino ai 3 anni il bambino sviluppa un attaccamento stabile con la mamma, poi inizia gradualmente il distacco.

Nelle fasi di attaccamento il bambino riceve degli stimoli dal comportamento della madre. Se il modello che la mamma offre è positivo, è più facile che in futuro il bambino sviluppi atteggiamenti positivi e di fiducia nei confronti di se stesso e delle persone che ha vicino. Questo accade perché ha avuto modo di capire come gestire le sue emozioni.

Un approfondimento sulla teoria dell’attaccamento si può fare leggendo questi articoli di psicologia in lingua inglese sul sito “Attachment Theory & Research”.

E voi, che tipo di legame avete con il vostro bambino? Incontrate più difficoltà nell’attaccamento o nel distacco?

Foto | Thinkstock

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